Grecia, le Cicladi: c’è un’isola per te

Le Cicladi sono probabilmente la regione più bella della Grecia. 220 isole e isolotti rocciosi e brulli, che il Meltemi ogni estate, per due mesi (luglio e agosto!), tenta di spazzare via, sono chiamati così perché le isole principali sono disposte a cerchio. Nell’Arcipelago, oggi, esistono isole votate interamente al turismo di massa così come piccoli paradisi fuori dal tempo: basta cercare l’isola che fa per voi.

Ho esplorato (e lasciatoci il cuore) Sifnos, Milos, Folegandros, Santorini e Naxos… tutte con pullman locali e Naxos in macchina. Ma quali scegliere?

Santorini, la più famosa.

A livello geologico la più spettacolare dell’arcipelago – spiagge nere, rosse, gialle -, l’isola è una mezza caldera di vulcano sopravvissuta all’esplosione che a metà del II millennio a.C. ha devastato la civiltà minoica insediata sull’isola.

A livello turistico una delle più ricostruite, cementificate e prese d’assalto dalle comitive. Stradoni asfaltati e condomini grigi a Fira, la capitale (da non confondere con Thira, il nome dell’isola in greco), interromperanno il vostro sogno greco con alcuni brutti incubi da periferie milanesi. Persino Oia (leggi: ìa) ha qualcosa di finto – tra le casette bianche spunta l’azzurro delle piscine, le verande a vista mare dei ristoranti di lusso scavalcano le cupole blu delle chiesette ortodosse e i mille negozietti che vendono souvenir rompono un po’ l’atmosfera.

Anche se, senza essere schizzinosi, il tramonto da Oia è uno dei più belli della Grecia. Insieme a centinaia di altre persone arrampicate su rocce, tetti, case, balconi, muretti – tutti, in silenzio, mentre il sole cala e si deforma, scendendo tra il dorso di altre isole all’orizzonte, aspettano come un miracolo. Un’emozione fortissima e quasi un “rito”. Ma attenzione: il mare azzurro limpido si trova altrove, non qui. Essendo un vulcano non c’è sabbia bianca!

Da non perdere: Akrotiri, la “Pompei” delle Cicladi. Un villaggio minoico seppellito dalle ceneri dell’eruzione. Molti degli affreschi e degli oggetti ritrovati (tutti bellissimi) sono stati spostati al Museo Archeologico a Fira.

Da fare: un giretto tra i libri curiosi e lo scantinato pittoresco di Atlantis Books. E qualche coccola al loro gatto da libreria.

Naxos, la più grande.

L’isola più grande delle Cicladi è fiera e molto montuosa. Ha più volte rifiutato di ampliare il micro-aeroporto che possiede e che permette l’atterraggio solo di aerei da 45 passeggeri – uno al giorno, diretto ad Atene – e il piccolo porto, per impedire che arrivassero le navi da crociera.

Nei suoi numerosi paesini di mare e di montagna c’è sempre tranquillità, anche ad agosto, perché l’isola è così grande che non bastano due settimane a girarla tutta! La parte sud è quella più selvaggia perché senza strade asfaltate. Le spiagge ad ovest sono bellissime, puntellate di chiesette in riva al mare – Agios Prokopios, Agia Anna, Mikri Vigla…

Da fare e da non perdere: la capitale stessa, Naxos, è magica, dominata dalla porta del tempio di Apollo – andate a vederci il tramonto, anche lì. Mozzafiato.

Milos, la più varia.

A forma di torsolo di mela, Milos è abitata solo nella sua metà est. La parte ad ovest è completamente deserta e senza strada: ci si va solo a proprio rischio e pericolo, dato che non è detto che possano arrivare i soccorsi a prendervi 😉

La capitale è Plaka, paesino delizioso bianco e blu nello stile delle Cicladi, da cui partono alcuni sentieri per le rovine di un castello. E’ molto in alto e non servita granché bene dai mezzi: noi c’eravamo andati in autostop.

Di fatto il centro più pratico è Adamas, il porto, dove si trovano posti dove dormire a poco prezzo e da dove partono i pullman per qualunque destinazione nell’isola.

Da non perdere: Sarakiniko, la scogliera bianco accecante battuta dal vento 364 giorni all’anno (tranne quando ci siamo andati noi…!), acque limpidissime e una nave merci naufragata tutta da esplorare…
Cercare il sito di ritrovamento della Venere di Milo e i resti archeologici nei dintorni.

Da fare: nuotare con maschera e boccaglio intorno alla nave naufragata avvicinandosi alle cabine sventrate, pochi metri sott’acqua – una delle cose più spaventose che abbia mai fatto, giuro. Terrificante. Però assolutamente un’esperienza da fare!

Gironzolare tra le casette coloratissime di Klima, un paesino del golfo di Adamas a pochi minuti di autostop dalla Plaka. Il nostro “tassista”, che ci ha salvati da un collasso sicuro delle tre del pomeriggio, e si chiamava appunto Kristos…

Sifnos, senza tempo.

Nessun paesino mi è più dolce di Apollonia, la capitale di una delle isole meno turistiche delle Cicladi. Interamente imbiancato e popolato prevalentemente da vecchietti seduti ai bar a giocare a backgammon, ma che di sera si anima al punto giusto, è il luogo perfetto per partire a esplorare i dintorni.

Sifnos è per ritrovare una Grecia rimasta ferma ai ritmi del mezzo ‘900. Se volete un mare mozzafiato andate altrove; qui si assaggia il cibo fatto in casa dalla μαμά delle taverne, si mangia uno yogurt nei vicoli bianchi, si cercano le costellazioni nel silenzio di una spiaggia deserta…

Da non perdere: il piccolo borgo di Kastro, che domina la chiesetta sullo scoglio giù dalla scogliera, e il suo cimitero blu, riservato e silenziosissimo, dove meditare all’ombra dei cipressi nelle ore più calde.

Da fare: escursioni a piedi (ma alzatevi presto se non volete che il sole vi uccida) lungo gli antichi sentieri lastricati che attraversano i vigneti dell’isola che conducono a piccole chiesette di cui non vi stancherete mai. All’interno, accendete una delle candeline lunghe e strette, color cera d’api, che gli ortodossi piantano nella sabbia.

Folegandros, la più difficile.

Durante la dittatura dei colonnelli, 1967-1974, in questo scoglio delle Cicladi meridionali venivano mandati i prigionieri politici al confino. A Folégandros c’è una sola stada che corre lungo la cresta del monte. Per scendere giù alle spiagge, sui lati, c’è un’altra unica strada, che porta ad Agkali. Da lì, camminando per piccoli sentieri, si raggiungono altre spiagge più appartate, piccole calette ombreggiate dalle tamerici.

Ora, se volete esplorare Folegandros, i modi sono due. Il primo, scontato, è a piedi lungo i sentierini di montagna scendendo dalla strada principale verso le calette. Altrimenti pagate un pescatore o cercate al porto principale delle barche che fanno giornalmente il giro dell’isola chiedendo di lasciarvi dove volete.

In realtà questa sua asprezza la satura d’estate e la rende poco esplorabile con un basso budget. Se avete una barca a vela è perfetta. Ma SE avete una barca a vela…

Da non perdere: la Chora e le sue piazzette con i platani immensi, le scale e i balconi pieni di fiori, le terrazze che danno a picco sul mare…

Da fare: la camminata che dalla Chora porta alla chiesa sul monte, da cui si domina tutta l’isola. Fattibile con un sole moderato; nelle ore di punta muori dopo la seconda rampa. Ho visto pure un pope che se la faceva in quad…

Note pratiche.

1. Girare le isole in pullman è fattibile anche se molto stancante e a volte limitante. Ci sono corse su tutte le isole per quasi tutte le destinazioni, ma come potrete immaginare sono poche. Il biglietto a tratta costa circa 1/2€ e di solito si fa direttamente sul pullman.

2. Dormire bivaccando in spiaggia è super emozionante, sarà il più bel ricordo della vacanza.

3. La Grecia rimane ancora abbastanza economica. Il prezzo standard per un’abbuffata al ristorante che vi basterà per un giorno e mezzo è 10€ a persona, comprensivo di acqua, coperto, un piatto a testa e qualche antipasto tipo tsatsiki o saganaki (formaggio fritto…). Il prezzo per dormire da privati, che sono sempre l’alloggio più popolare, è di 10/15€ a testa. Fate due calcoli. Non sono molti i campeggi.

4. Tra un’isola e l’altra, ci sono due tipi di traghetti: quelli privati veloci (es. Folegandros – Santorini 20/25€), che si trovano anche su internet, e quelli lenti e pubblici, che scoprirete solo in loco chiedendo al porto, il cui costo è circa 6-10€. Generalmente sono giornalieri e risentono del vento: tenete conto che potrebbero non funzionare per via del mare grosso (non è così raro), quindi se avete un volo lasciate almeno un giorno intero “cuscinetto” per gli imprevisti.

5. Alcuni affittano bici, ma da ciclista vi dico che è da folli pensare di girarsi le cicladi in bici! Non andrete lontano: sole, vento, caldo impossibile, pezza mostruosa e montagne altissime sono contro di voi. E anche i greci alla guida lo sono. L’ideale è un motorino che però costa dai 30-40€ al giorno in su e non è pratico per trasportare gli zaini. Le macchine si possono trovare intorno ai 40€ al giorno da rent-a-car locali e sono un buon compromesso!

6. Gli aeroporti più utili per raggiungere le Cicladi in low-cost sono Santorini e Mykonos con Easyjet oppure Atene con Ryanair ed Easyjet. Da Atene si raggiunge il Pireo in metro ed è fatta: siete imbarcati!

5 Commenti

  1. Ecco le isolette che adoro, quelle meno note dove vai non solo per il mare.
    Sogno da tempo un tour tra le isole cicladi, ma io che soffro il mal di mare devo calcolare bene i tempi dei
    traghetti eh eh
    Ottime info utilissime! Ho nostalgia di quei tramonti e dei sapori della Grecia, urge tornare.
    Le prime che vorrei vedere Naxos e Folegandros.
    Buoni viaggi Monica

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