L’isola di Giannutri a piedi: come arrivare e come visitarla

come arrivare a giannutri a piediOggi vi voglio raccontare un mezzo segreto. Che rimanga tra painderoutiani, però: è importante. Arcipelago Toscano, l’isola più a sud, quasi di fronte al Lazio: un piccolo paradiso a forma di mezzaluna, dalla vegetazione rara e popolato da pesci e uccelli. Ci sono arrivata, ho girato Giannutri a piedi. E’ un’isola piccola e strana. Difficile da raggiungere, difficile da visitare in autonomia: per questo me ne sono innamorata. Da allora però continuo a pensare al destino di questa piccola mezzaluna.

Giannutri ha una storia un po’ bella e un po’ triste. Oggi sta diventando un paradiso esclusivo iperprotetto, ed è sempre più difficile andarci.

L’Italia è un paese molto urbanizzato, molto abitato. Abbiamo costruito moltissimo, ci sono case ed elementi antropici un po’ ovunque. Mi stupisco ogni volta che, in Italia, trovo un luogo dove ci sono solo io. Nient’altro che me. Zero case, zero strade, zero auto, zero tutto. Puoi solamente girare Giannutri a piedi.

L’isola di Giannutri, una piccola mezzaluna

L’isola di Giannutri è una di queste. Isola piccola, piccolissima, a forma di mezzaluna; troppo poco montuosa perché la si potesse fortificare e proteggere dai pirati; troppo in mezzo al mare per renderla un comodo scalo. Abitata e poi abbandonata a periodi alterni nell’antichità, ha conosciuto il periodo di massimo splendore in età romana, di cui rimane una bellissima (e ora anche blindatissima) villa romana del II secolo e vari resti nei due porticcioli dell’isola.

L’abbandono

visitare giannutri a piediMa veniamo a Giannutri oggi. Nell’isola non c’è un porto attrezzato, ma solo due piccolissimi approdi. Non ci sono strade carrabili. Non ci sono auto. Non ci sono benzinai. L’unica è girare Giannutri a piedi. L’unico albergo che c’era è oggi abbandonato e divorato dall’edera (anche se abbiamo visto dei lavori in corso!), e non è possibile dormirci se non affittando un appartamento da privati o in b&b. Non ci sono ostelli, supermercati né ristoranti ma solo un mini-market nella piazzetta di Giannutri: è sempre chiuso e quando è aperto ha prezzi abbastanza inabbordabili.

Negli anni del boom economico molti romani si sono costruti piccole villette e case vacanze sull’isola e alcuni sono andati a viverci: nel 2011, i residenti censiti erano 27. Tutti gli altri sono solo i proprietari di seconde case utilizzate durante la bella stagione.

La scarsità di collegamenti, la mancanza di un porto attrezzato, di auto e di supermercati, più recentemente, ha però portato molte famiglie ad abbandonare le loro case o a tentare di venderle. Specialmente in bassa stagione l’isola rimane completamente desolata.

Il Parco dell’Arcipelago: visitare Giannutri a piedi

visitare giannutri a piediL’ingresso dell’isola nelle aree protette del Parco dell’Arcipelago Toscano ha in parte favorito lo stato di abbandono da parte dei residenti e in parte provato a rilanciare il valore turistico dell’isola. La maggior parte delle acque dell’isola sono Zona 1 e quindi completamente inaccessibili: non si può navigare neanche a remi, non ci si può immergere né pescare. Persino l’intero territorio dell’isola è protetto. Dal 26 maggio al 12 ottobre infatti è severamente proibito mettere piede sull’isola fuori dal breve sentiero che collega le due uniche spiaggette dell’isola, Cala Spalmatoio (dove c’è il paese) e Cala Maestra (dove attracca l’unico micro-traghetto che porta sull’isola).

L’Ente Parco ha installato varie telecamere in giro per l’isola e soprattutto all’ingresso della Villa Romana: c’è poco da trasgredire, in realtà, perché chi esce dall’unico sentiero autorizzato in bella stagione si prende oltre 500€ di multa.

come arrivare a giannutri a piediQui viene il problema. Giannutri è un piccolo paradiso, con clima mite tutto l’anno, una vegetazione unica e acque cristalline e ricchissime – ho persino visto il plancton luminescente: il mare di notte si accende di minuscoli puntini luminosi che creano quasi delle scie a pelo d’acqua…

Per salvarla dal turismo di massa e dall’urbanizzazione, a cui è scampata miracolosamente, oggi è diventato sempre più difficile accedervi, e il rischio è che diventi una destinazione turistica esclusiva dove se paghi vai, e se non paghi… beh, non vai.

Ricapitolando. Si può camminare in libertà sull’isola (è piccolissima, e in una giornata si gira tutta in lungo e in largo) solo in bassa stagione, da ottobre a maggio. In estate lo si può fare solo con una guida autorizzata dall’Ente Parco (€200 a guida!), ma attenzione: non ci sono guide sull’isola. Dovete quindi ‘portarla’ con voi, se siete un gruppo consistente di persone, dall’isola del Giglio o dall’Argentario. Ci sono alcuni tour privati che organizzano il viaggio e la visita alla Villa Romana partendo dall’Isola del Giglio: inutile dire però che si fanno pagare. Un’altra idea è altrimenti, se siete interessati a fare immersioni a Giannutri, è cercare un tour privato che dall’Argentario vi porti sull’isola con un gommone.

Come raggiungere Giannutri

Arrivando autonomamente dall’Argentario (il traghettino da Porto Santo Stefano opera in alta stagione solo di mercoledì, sabato e domenica meteo permettendo!) una volta sull’isola, senza guida, non si potrebbe fare granché: non esistono bar, ristoranti e non si può uscire dal piccolo sentiero principale e dalle uniche due spiaggette accessibili. Tenete poi conto che d’estate c’è un numero limitato di accessi al giorno: due turni di massimo 150 persone l’uno. A Giannutri è ovviamente proibito fare campeggio libero.

dsc_7897Ma quindi? Giannutri non è per tutti.

E’ bello che si possa solamente girare Giannutri a piedi, è bello che esistano luoghi senza macchine e ancora incontaminati. Penso sempre però se è giusto che, per tutelarli, diventino di fatto inaccessibili al painderoutiano medio e che non ci sia modo di visitarli se non si paga o se non si hanno mezzi propri. Davvero non esiste una terza via?

E’ triste da dire, ma se volete organizzare il vostro viaggio in autonomia, cambiate isola. L’Arcipelago Toscano è grande, e, oltre a Giannutri, ci sono isole diverse e sempre belle, ma molto più accessibili a un viaggiatore indipendente: il Giglio (ve ne parlerò, ma scrivetemi pure se avete bisogno di qualche dritta), l’Elba, Capraia, la Gorgona. Bellezze mozzafiato.

Per consolarci: altre isole del parco come Montecristo o Pianosa sono invece ancora più inaccessibili di Giannutri: a Montecristo possono entrare solo 1000 persone all’anno, di cui 600 studenti e 400 adulti. A Pianosa, da quando è stato dismesso il carcere, si accede solo con piccolissime visite guidate e non ci sono collegamenti regolari con la terra. Anche Capraia e la Gorgona sono molto tutelate, ma l’accesso non è comunque vincolato come Giannutri e sono più facili da raggiungere.

Vorrei sentire i vostri pareri. Cosa pensate di questo tipo di tutela?
Qualcuno di voi è mai stato a Pianosa o a Montecristo? Fatemelo sapere in un commento!

A presto!
Ele

4 Commenti

  1. paolo

    Sono un residente di Monte Argentario.
    Sono d’accordo con te: ipertutelare un territorio e non renderlo di fatto fruibile è terribilmente sbagliato.
    Come la bella villa romana, chiusa al pubblico.
    E’ giusto che si paghi, come succede in tante altre aree protette in giro per il mondo, ma ci deve essere equilibrio tra quello che si spende e quello che ci viene offerto come servizio.
    In ogni caso non deve diventare un privilegio per pochissimi eletti.

    1. Vero. Esistono centinaia di strade che si possono percorrere per trovare una soluzione di compromesso. Giannutri è un piccolo paradiso, ma visitandolo si ha la sensazione di un luogo abbandonato e anche in un certo senso sprecato, a metà tra un privilegio e un’area chiusa. Non è ben chiaro cosa faranno e come si svilupperà il turismo nella zona: vedremo. Grazie del tuo commento, a presto!
      Eleonora

  2. Io penso che purtroppo al mondo (o forse dovrei limitarmi a dire in Italia) non ci siano le mezze misure. O tutto o niente. Ci sono posti in Italia stupendi che sono stati totalmente abbandonati alla furia del turismo, spesso quello di massa, e posti – come questo ad esempio – che vengono tutelati così tanto da essere quasi abbandonati, poi. Ovviamente, mi hai messo la voglia di andarci, perché il tuo modo di raccontare e descrivere è eccezionale. Spero di averne la possibilità, un giorno.

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