La Via degli Dei: guida per andare da Bologna a Firenze a piedi

Via-degli-dei-bologna-firenzeLa via degli dei – così famosa e pubblicizzata che alcuni l’hanno definita il Camino de Santiago italiano, altri l’hanno confusa con la Via Francigena o con una ricostruzione storica della Flaminia Militare.

Ma certo la via degli dei non ha tutte queste pretese: è forse solo un insieme di sentieri, strade, mulattiere lungo circa 130km che collegano Bologna con Firenze valicando l’Appennino Tosco-Emiliano, a tratti fiancheggiando i resti della Flaminia Militare, a tratti collegando tra loro siti interessanti, pievi, abbazie.

Ma è un trekking adatto a tutti? Quanto ci si mette? Dove si dorme? C’è acqua sul percorso? Dove trovo le mappe? Con i pareri dei camminatori incontrati lungo la via, i nostri errori e la nostra esperienza abbiamo scritto una piccola guida (la prima completa online!) per orientarsi alla via degli dei.

Indice:

  1. In quanti giorni fare la via degli dei
  2. Come preparare il cammino: materiale utile
  3. La via degli dei in 4 o 5 tappe
  4. La via degli dei in tenda
  5. Zaino
  6. Attrezzatura
  7. Cibo e acqua
  8. Critiche e problemi
  9. Consigli generali

In quanti giorni fare la Via degli Dei

Mentre nei primi 50km inserisci il nastro di imprecazioni a ripetizione e ti chiedi chi diavolo te l’ha fatto fare, niente suona più irritante delle classiche frasi di chi è tornato e ti snocciola il mantra del “ma dai, è facile, è fattibile, tutti la possono fare”. Certo: c’è pure l’Ultra Trail Via degli Dei, la gara di chi se la fa tutta in corsa in una botta sola (già…).

Camminare per così tanti km non è facile per niente – ma molti lo possono fare. Non serve un allenamento specifico, ma dovete essere sicuri che il vostro corpo non vi tradisca: è necessario avere una forma fisica decente e un po’ di spirito sportivo. La cosa più difficile da trovare è la motivazione e la voglia di sfidarsi e non arrendersi. Se non c’è una forte spinta sportivo-morale lasciate perdere o sarà solamente masochismo.

I sentieri sono tutti facili e i tratti veramente ripidi sono pochi, ma il problema sono le lunghe distanze: bisogna camminare almeno tra i 20 e i 30km al giorno (fino a 9h di cammino).

In quattro giorni e quattro notti, camminando tanto (ripeto: tanto), si può fare. Cinque giorni sono la misura giusta, mentre con sei ce la si prende molto tranquilla.

Come preparare il cammino degli dei: guida e materiale utile

1. Scaricatevi OsmAnd, l’app gratuita di tutti i sentieri offline, o aprite la traccia GPS scaricabile dal sito di MovimentoLento con Google Earth.

2. Scaricatevi offline l’area Bologna-Firenze su Google Maps in modalità Rilievo. Vi aiuterà a capire più facilmente l’altimetria del percorso e a studiare delle deviazioni se sarete stanchi morti. Fondamentale è avere una buona power bank per non rimanere senza batteria. Per capire come scegliere la power bank giusta per te, leggi quest’altro post.

3. Compratevi una guida ben fatta che descriva il paesaggio che attraversate per essere sicuri di stare seguendo il sentiero giusto. Noi abbiamo comprato Il sentiero degli dei. Da Bologna a Firenze di Paolo Cervigni (€13.50) e ci è sembrata molto accurata. Ne esistono anche altre più discorsive, come quella di Wu Ming 2, molto famosa: dateci un occhio!

Via degli dei

4. Lasciate perdere sito e app ufficiali: sono poco aggiornati.

5. Studiate bene le tappe che volete fare guardando l’altimetria e il fondo stradale: camminare su asfalto se avete piedi sensibili è una tortura vera e la seconda tappa fino a Monzuno è quasi tutta su asfalto! Tenetene conto. Più in basso i dettagli sulle nostre tappe. In generale vi consiglio di essere flessibili e di fermarvi prima se siete esausti o di portarvi avanti se avete ancora energia.

Quella sopra è l’altimetria del Cammino degli Dei per Mountain Bike di The Mtb Biker (leggermente diverso e diviso in sole tre tappe): notate i 15km di asfalto (linea nera) da Monte del Frate a Poggio Santa Croce!

La Via degli dei: tappe (4 notti)

La via degli dei EARTHGiorno 1: da Bologna ai Prati di Mugnano (Emilia-Romagna)

Partiamo alle 16 da piazza Maggiore a Bologna e ci facciamo le gambe lungo l’interminabile (ma bellissima) salita fino alla chiesa di San Luca. Poi discesa e lunghi tratti in pianura e boscaglie lungo il fiumiciattolo Reno, mal segnalati e monotoni. A notte inoltrata ci perdiamo in un bosco inquietantissimo con passeggini rovesciati e copertoni in cerchio causa zero indicazioni e pioppo immenso caduto sul sentiero: siamo costretti a seguire la statale asfaltata. Ai Prati di Mugnano dormiamo in compagnia di teneri cinghiali che ravanano intorno alla tenda – emozioni indescrivibili…
Tappa di rodaggio per capire il proprio ritmo, i pesi e le resistenze.

Giorno 2: dai Prati di Mugnano a un castagneto tra Monzuno e il Monte Galletto (ER)

Dopo prati e paesaggi rilassanti ci inerpichiamo sul Monte Adone, con formazioni rocciose e una scioccante vista autostrada, per poi ridiscendere verso Brento e macinare interminabili km su asfalto fino a Monzuno, dove non ci fermano né la pioggia né una strada crollata e nemmeno le offerte di autostop dei locali (rifiutate col cuore in lacrime). Da Monzuno si tira avanti per un’altra ora e mezza con due simpatici ragazzi friulani con tenda e (ta-daaa) fornelletto da campeggio. Piantiamo le tende in un castagneto e si fa una cena collettiva a base di ceci-uvetta scaldati, pane, noci e cioccolato. Tappa peggiore ma serata migliore.

Giorno 3: dal castagneto al Passo dell’Osteria Bruciata (Toscana)

Qui i paesaggi iniziano ad essere selvaggi e montani, tra faggeti, parchi eolici, pinete e campi. Dopo Madonna dei Fornelli ripartiamo trottando come draghi per ripide salite e boschi verdissimi abitati da cervi immensi, i tracciati della Flaminia Militare (costruita nel 187 a.C.), crinali aperti con viste mozzafiato e piccole radure. Al Passo dell’Osteria Bruciata cala il buio e accendiamo un fuoco per scaldarci. Tappa più bella di tutta la Via degli Dei.

Giorno 4: dal Passo dell’Osteria Bruciata a Bivigliano (T)

Le viste in Toscana sono spettacolari e da lontano si intravede già la cupola del Duomo di Firenze (è davvero enorme!). Da San Piero a Sieve, dove l’Eurospar ci tradisce con una chiusura in pausa pranzo, facciamo un taglio per un sentiero non segnalato trovato su OsmAnd e arriviamo a Bivigliano al tramonto percorrendo la metà dei km. Corrompiamo Jappy, amico di Cosimo, che ci fa piantare la tenda nel giardino di casa sua (che comunque non basta a difenderci dai cinghiali: evidentemente puzzavamo troppo). Faticosa ma bella. Epica la doccia a casa di Jappy. E scusaci per i 50€ di acqua calda che ti abbiamo bruciato, Jappy.

Giorno 5: da Bivigliano a Firenze (T)

A Bivigliano si sale fino al bel monastero del Monte Senario e da lì la strada per Fiesole è breve e quasi tutta in discesa, tranne il sentiero che porta al Pratone, in mezzo al fresco dei pini e con una vista pazzesca su tutta l’area di Firenze. A Fiesole decidiamo di prendere un autobus urbano per SMN: la tratta (un paio d’ore circa) è solo su asfalto e fa caldo. E se lo state pensando confermiamo: sì, siamo tre schiappe. La tappa della gioia!

La Via degli Dei in tenda

via degli dei campeggio libero monzuno

Fate free camping perché vi piace, perché volete più libertà, perché vi volete male o semplicemente volete risparmiare sui b&b? Bravi. Pain de Route è uno strenuo sostenitore del campeggio libero. Secondo noi, la Via degli Dei in tenda o in amaca è ancora più intensa e a contatto con la natura: e soprattutto ci sono molti boschi, radure e campi pianeggianti dove piantare una piccola tenda in tranquillità.

Lo zaino per la Via degli Dei

Deve essere leggerissimo: sacco a pelo caldo (fino a 10°), materassino leggero (di gomma o gonfiabile, come preferite, meglio <500g), un cambio di vestiti leggero e uno pesante (uno dei due ovviamente lo indossate in partenza! tanto si puzza lo stesso e il cambio di vestiti non vi salverà) e la vostra tenda, che si monti rapidamente, stia nello zaino e sia il più leggero possibile (indicativamente, max. 3.5kg ma meno è meglio è!). Il resto è acqua (almeno 2.5lt a testa) e cibo. L’ideale sarebbe non superare i 7-8kg di zaino.

Ogni cosa inutile in più che portate sono grammi che dovete tirarvi dietro per 120km: pensateci bene!

Questo post è una lista di cose utili da portare ma soprattutto inutili da lasciare a casa 😉

L’attrezzatura

Altri oggetti utili da avere: torcia frontale, fornelletto e un padellino per scaldarvi il cibo, un cappellino, occhiali da sole, bottiglie grandi o una borraccia per l’acqua, racchette da trekking telescopiche che aiutano a scaricare i pesi e ad accelerare il passo ritmandolo, integratori energetici, infradito nel caso in cui i vostri piedi urlino vendetta e soprattutto i cerotti per le vesciche (su internet costano meno!). E non dimenticate la power bank!

Gli scarponi da montagna per il sentiero degli dei non sono indispensabili: Cosimo ce l’ha fatta in scarpe da ginnastica ed è stato l’unico a non avere neanche una vescica! Anche il piccolo tratto “ferrato” (in realtà un po’ ripido e con un cavo a cui attaccarsi, ma niente di impegnativo) è fattibilissimo così.

Cibo: supermercati lungo il Cammino degli Dei

via degli dei in tenda

L’errore che abbiamo fatto noi è stato portarsi dietro tutto il cibo di cinque giorni: portatevi solo il necessario a sopravvivere fino al supermercato successivo, o saranno kg e kg di sofferenze!

I supermercati sulla strada si trovano a:
(Sasso Marconi: deviazione)
Monzuno: supermercatino, chiude alle 19
Madonna dei Fornelli: due alimentari, il secondo è migliore del primo
(Monte di Fò: deviazione)
Sant’Agata: un bar-alimentari molto fornito
San Piero a Sieve: Eurospar che chiude in pausa pranzo (più un altro sulla via principale del paese)
Fiesole, c’è una coop

Sulla strada in tutti i centri abitati si trovano bar e trattorie dove mangiare.

Acqua lungo la Via degli Dei

Per rifornirsi d’acqua si può chiedere ai b&b lungo la Via degli Dei (sono molti), ai bar e ovviamente alle fontanelle. L’unico punto critico dove manca è tra Madonna dei Fornelli e Sant’Agata (primo paese scendendo verso San Piero a Sieve, se non deviate per Monte di Fò), ma volendo al passo della Futa si può chiedere di fare acqua ai militari del Cimitero Tedesco o a qualche casa. Nota: le sorgenti lungo la via spesso non sono potabili, non contateci troppo!

Nel paesino di Sant’Agata (prima di San Piero a Sieve) c’è anche un lavatoio pubblico!

Che cibo mangiare senza fornelletto

Ci sono un sacco di cibi che si conservano fuori dal frigo e che non hanno bisogno di essere cucinati. Sembrerà strano, ma non abbiamo mai mangiato le stesse cose!

Verdure: pomodori, carote, barbabietole sottovuoto
Frutta: susine stanley, pere, mele, banane, albicocche
Legumi: ceci, fagioli in tetrapak, lenticchie e fagiolini già cotti
Frutta secca: noci, nocciole, anacardi, macadamia, noci amazzoniche, arachidi non salate, uvetta, prugne e albicocche secche, banane fritte ed essiccate
Insaccati: salamini
Colazione: biscotti, müsli, pocket coffee, tè in polvere da sciogliere in acqua
Dolci: cioccolato in ogni sua declinazione, torte, caramelle energetiche e ovviamente droghe sintetiche
Altro: uova sode (se il guscio è intatto durano quasi una settimana), formaggi chiusi (es. brie), focacce, schiacciate toscane, pane

Se avete già o volete comprarvi un fornelletto sarà subito prima classe: ricordatevi solo di ottimizzare l’acqua ed evitare cibi che ne richiedono molta, come il riso.

Critiche e problemi

cartelli via degli dei bologna firenze

Non vi nascondiamo che anche sul Sentiero degli Dei non tutto è rose e fiori. Alcune cose ci sono piaciute poco, altre non ci hanno molto entusiasmato. In generale, però, è bene chiarire che:

  • La Via degli Dei è solo un trekking trans-appenninico. Ci sono alcuni siti, chiese e pievi interessanti (Strada romana Flaminia Militare, Badia del Buonsollazzo, Pieve di Sant’Agata, Cimitero Tedesco al passo della Futa, tra gli altri), ma non sono certo il punto forte del cammino
  • L’organizzazione generale è abbastanza carente: totale assenza di panchine, tavoli e aree attrezzate, carenza d’acqua potabile fuori dai centri abitati e di strutture economiche dove alloggiare (i b&b ci sono ma i prezzi non sono da ostelli, e i campeggi scarseggiano per cui è più bello e conveniente fare free camping). Aggiornato a settembre 2016
  • La segnaletica è pessima specialmente nelle prime due tappe in Emilia, con ore e ore di cammino non segnalato o indicazioni poco chiare. Attenzione soprattutto nella zona dopo l’Oasi di San Gherardo, nella prima tappa lungo il fiume Reno: c’è un enorme pioppo che è caduto e ha sbarrato il sentiero in mezzo al bosco, vi conviene non entrare nel sentiero e continuare lungo la strada asfaltata. Un peccato, ma meglio che buttare via mezz’ora a vagare nel bosco della morte. In Toscana la segnaletica diventa eccellente, frequentissima e con anche qualche indicazione oraria.
  • Specialmente nelle prime due tappe (fino a Monzuno), i panorami sono urbanizzati e tutt’altro che speciali, non ci sono paesi o siti da visitare e si macinano km e km su asfalto: grave pecca, forse la cosa che mi è dispiaciuta di più. Camminare a fianco di macchine e camion su una statale per ore sotto un sole cocente e coi piedi su una superficie durissima era davvero l’ultima cosa che volevo. Quando vi sarete poi abituati alla terra sentirete che violenza è appoggiare un piede sull’asfalto…
  • Se andate in tenda, siate pronti ad incontrare animali selvatici come cinghiali, cervi, cerbiatti e persino lupi. Non spaventatevi se li sentite avvicinarsi di notte, se non date loro fastidio non succederà nulla e se ne andranno. Cercate però di sigillare il cibo e chiuderlo negli zaini e non lasciare spazzatura in giro che li possa attirare!

Consigli per fare la Via degli Dei

Se avete poco tempo o siete interessati solo ai paesaggi più selvaggi, saltate le prime due tappe e iniziate da Monzuno prendendo un autobus per Bologna. In due o tre giorni potrete concludere la Via degli Dei evitandovi lunghi tratti asfaltati e tutt’altro che panoramici.

Il clima è umidissimo e afoso in Emilia, fresco sulle punte più alte dell’Appennino nelle tappe centrali, e ventoso e più secco in Toscana. Portatevi pochissimi vestiti ma che siano adeguati anche al freddo che potete trovare di notte in montagna.

Andate a dormire poco dopo il tramonto e svegliatevi all’alba: camminare col sole alto significa sudare di più e sprecare più acqua, mentre col buio è facile perdersi e si procede più lentamente.

Pranzate tardi e fate il grosso della tappa prima di mangiare e riposarvi: alzarsi dopo è pura sofferenza!

Se alla sera prima del buio avete ancora autonomia di camminata, portatevi avanti con la tappa successiva: è così che siamo riusciti a finire la Via degli Dei con un giorno di anticipo 😉

Comprate delle racchette da trekking: so che sembrerete un ridicolo settantacinquenne olandese, ma non sono costose e ne guadagnerete in velocità e scarico pesi, garantito!

Per ora è tutto: spero sia stato utile!
Manca qualcosa? Avete dubbi o domande? Aspettiamo i vostri messaggi, commenti e le vostre esperienze! Pain de Route è una comunità di viaggiatori che si aiutano a vicenda 🙂

Guide consigliate nel post:
Il sentiero degli dei. Da Bologna a Firenze a piedi, Paolo Cervigni
La Via degli Dei, WuMing2

Grazie di cuore e (ora posso dirlo) buon cammino a tutti ♥
Ele

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