Le 10 cose che amo del Portogallo

Meno otto giorni alla fine dell’Erasmus. Non chiedetemi se sono felice o triste: è una cosa che è iniziata e che come tutte le cose deve finire. Lo sapevo già, era nel contratto. Quindi niente domande: è semplicemente una delle tante finestre della vita. Scrivere mi aiuta a pensare. Questo post sulle 10 cose che amo del Portogallo mi ha aiutata a trovare i lati positivi di un’esperienza che non è stata tutto rose e fiori, di cui ho parlato in quest’altro post.

Sono appena tornata da quattro giorni a Porto, ospitata su CouchSurfing da Raquel, una ragazza semplicemente meravigliosa. Che è un po’ come dovrebbero essere tutte le donne: tostissime, appassionate, tanto sognatrici (e viaggiatrici) quanto determinate. Porto mi è piaciuta molto, anche se ci ho messo un po’ ad apprezzarla per bene. Innanzitutto bisogna farsi i quadricipiti peggio che a Lisbona, e non c’è via di scampo…

Porto è una specie di Lisbona al maschile, più piccola e trasandata, un po’ sudicia e appiccicosa di vino rovesciato, ma intrigante in tutte le sue mille finestre. Quest’ultimo tassello, il verde Nord, mi ha fatto chiudere il cerchio delle cose che mi piacciono del Portogallo. E di cui sicuramente sentirò la mancanza. Sono cose personali, forse per alcuni anche insignificanti. Ma sono delle costanti che un occhio attento non può non notare; sono elementi costituenti di questo paese così strano, estremamente periferico, prostrato da una dittatura lunghissima e ancora estasiato dagli ori depredati nelle molte e varie colonie. Talmente fuori dal tempo a noi conosciuto da essersene creato uno tutto suo: quello della saudade

Ecco le mie, personalissime, dieci cose che amo del Portogallo. E che dedico a Carlo, amico a Lisbona.
Buona lettura!
Ele

Le 10 cose che amo del Portogallo

DSC_35001. Le città che sorgono lungo i fiumi

arrampicandosi su colline ripidissime in un’esplosione di colori, e che offrono tanti miradouros, balconi sulle città, quanti sono i loro volti – Coimbra, Lisbona, Porto… Che poi, è meglio Lisbona o Porto?

DSC_67742. L’estetismo demodé

che avvolge ogni cosa di una saudade per il passato, dalle insegne con font anni ’50 ai negozi con le luci verdi al neon, dai vecchietti con coppola e cappotto lungo che giocano a carte in una bettola buia e “profondissima” – come diceva Saramago – ai ferri battuti in stile liberty e agli smalti aristocratici sui portoni del primo Novecento. Per me che adoro i font anni ’20, la mia preferita tra le cose che amo del Portogallo.

DSC_66733. I nomi delle strade

così filosofici, eloquenti e spiazzanti! Ti crepano il cuore di dubbi introspettivi e domande esistenziali. Largo das Necessidades, Calçada das Virtudes, o le interminabili e massacranti Escadas das Verdades, dove viene a galla la verità su quanti kg di mascarpone ti sei sparato per endovena questo Natale… (per giunta io le ho fatte nel delirio dei fumi della febbre) [in foto: Porto]

DSC_6175.jpg-horizontal4. La vegetazione tropicale

sempreverde e lussureggiante che sbuca dai cortili e illumina di arance o limoni i vicoli del Bairro Alto, l’erba verdissima e il muschio tra le pietre grigie delle case e dei chiostri lastricati di Porto, le magnolie che fioriscono in rosa o in bianco a gennaio, gli immensi alberi esotici e le foreste di bambù del Jardim Botanico di Coimbra e dei ritagli di verde di Lisbona… [in foto: Lisbona]

5. Il fatto che puoi mangiare dolcini a prezzi onesti

(da 0.50€ a 1.50€ di solito). Non che siano tutti buonissimi, sia chiaro: alcuni, per i nostri gusti, sono un po’ pasticciati. Ma se proprio siete in dubbio andate sempre sui pasteis de nata… (o le varianti al cioccolato o all’arancia)

6. Azulejos, azulejos ovunque

Che anche la più sudicia bettola del più sudicio vicolo sia rivestita di splendidi azulejos, che portano il fresco del blu oceano e del bianco spuma nella ceramica; a volte aniconici e a volte mischiando motivi arabeggianti con le figure umane e la loro tragicità ipercattolica di un ‘700 ridondantissimo, creando un effetto… beh, sempre da bocca aperta… [in foto: Coimbra, Santa Cruz]

DSC_29717. L’Oceano

sempre immenso e mai uguale, sempre cattivo ma ammaliante, dalle acque cristalline intorno alle falesie dell’Algarve alle dune della Costa Vicentina, fino agli immensi banchi di sabbia di Lisbona e ai ciottoli colorati di Porto. [in foto: praia da Dona Ana, Algarve]

DSC_65828. La giovialità così sincera dei portoghesi

del Centro, del Nord e delle Isole del Portogallo, dove le vecchiette al Mercado do Bolhão di Porto te la raccontano sul freddo umido dell’inverno in riva all’Oceano e i locali accolgono gli ospiti come cari amici di lunga data. N.b. Se cercate gentilezza e ospitalità a Lisbona o nel Sud avete sbagliato posto!

DSC_26539. Il Tempo sempre generoso e indulgente

che scroscia acqua solo per necessità e non per cattiveria. E quando piove, dopo tante lunghe giornate d’inverno tiepido, tiri persino un sospiro di sollievo, pensando che tutto sempre deve tornare al suo posto. E’ un vivere in una perpetua primavera (o autunno, a seconda del credo filosofico)! [in foto: Cabo Espichel, Setubal]

DSC_633910. Il calore e il retrogusto fruttato dei vini portoghesi

il Porto über alles, ma anche il Vinho Verde o quelli più aspri dell’Alentejo! Ce ne sono davvero per tutti i gusti e costano una stupidata. Per non parlare della pinta di Super Bock (birra-piscio ma che va sempre bene) a 1€ in Bairro Alto…! Insomma, rimanere sobri è veramente difficile. [in foto: un locale di Lisbona]

DSC_310611. La malinconia del viaggiatore

che scrosta le facciate dei palazzi e bagna i gradini del Terreiro do Paço a Lisbona, le facce da lupi di mare di certa gente di Porto, le barchettine ormeggiate in Ribeira, gli orizzonti e i tramonti di Belém, le scogliere a picco e i tramonti sospesi di Cabo do Sao Vicente, le distese di fiori d’Agave in Algarve: insomma, tutto chiama all’esplorazione ed è un po’ ammalato di troppi viaggi, di scoperte, di partenze e addii. In breve, di saudade – e cheppalle… [in foto: praia Carrapateira, Algarve. Fiori d’Agave]

DSC_729212. Le isole fortunate disperse nell’Atlantico

ultimi baluardi di Europa all’Ovest. Le Azzorre, Madeira e gli isolotti che la circondano… Dei veri paradisi perduti rimasti fermi nel tempo, caratterizzati da un clima sempre mite e una vegetazione tropicale che non può non conquistarvi. Luoghi incredibili che hanno un posto speciale tra le mie cose che amo del Portogallo. Un vero lusso che pochissimi altri paesi possono vantare (e soprattutto così “vicini” e raggiungibili con Ryanair o EasyJet…) e che non dovete lasciarvi scappare! [in foto: 25 fontes, Madeira]

Consigliato da spizzicare in pre-partenza: Viaggio in Portogallo, José Saramago, €10.20

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4 Commenti

    1. painderoute

      Ciao Clach! Grazie del complimento 🙂 Era ironico perché sì, alla spina non sai mai come la mischiano 🙂 e in Bairro Alto l’obiettivo tendenzialmente è trangugiare! Però è vero, sarà che ormai ci sono abituata ma la Super Bock è buona…
      Buona giornata!
      Ele

  1. (scusa era con il ? ovviamente, non esclamativo.. inoltre mi riferisco alle bottiglie, alla spina non sai mai come la mischiano.. questo messaggio si autodistruggerà quando lo vorrai tu 🙂

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