Mosca, itinerari a piedi: oltre la Tverskaya, tra i palazzi art nouveau

Mosca è una città totale. Dico davvero. Un mondo permeato da cultura ed espressioni artistiche in ogni direzione, ricchissimo di storia, di segni, di fascino: non mi stancherò mai di ripeterlo. Il quartiere della Tverskaya, poi: un concentrato pazzesco di vicoli segreti, dimore d’epoca, sprazzi di bellezza, terrore, tensione, serenità.

Girare a Mosca senza una guida, però, è un po’ una sfida. Saper almeno leggere il cirillico è il minimo per riuscire a orientarsi, usare la metro e gli autobus. Ma comunque non basta: dovrete essere pronti a distanze e dimensioni esagerate e ad affaticarvi parecchio per riuscire davvero ad assaporare il succo (dolce, dolcissimo) della città. E non c’è bus turistico, taxi o punto panoramico che vinca: il bello di Mosca si scopre a piedi. Ma non preoccupatevi: a Mosca c’è tutto quello che cercate!

In questo post ho raccontato i miei itinerari preferiti in città: li ho già raccolti tutti in una mappa interattiva, che potete salvare tra i preferiti (stellina di fianco al titolo della mappa qui sotto) e aprire con google maps anche dal vostro cellulare (le mie mappe), usandola come guida per quando sarete a Mosca. La mia coinquilina Dalila l’ha testata in prima persona, mi ha segnalato nuovi edifici strambi e… sembra le sia piaciuta 😉

Questa è la guida approfondita alla scoperta delle architetture imprevedibili e delle storie delle vie a ovest della celeberrima Tverskaya, l’arteria storica resa da Stalin una seducente autostrada a dodici corsie che porta dritta dritta al Cremlino.

Daje, si va! Percorso verde. Buona strada.
Ele

Itinerario nel quartiere della Tverskaya

Percorso: verde chiaro

Da: metro Mayakovskaya (linea 2, verde scuro)
A: metro Arbatskaya (linea 3, blu – scambio con linee rossa, azzurra e grigia)
passando per: Barrikadnaya (linea 4, viola – scambio con linea 6, marrone)

Lunghezza: 7km
Durata: 3h senza visite ai musei, 5/6h con visite ad alcuni musei della lista
Stagione: tutte, bello anche d’inverno
Adatto a: tutti, soprattutto agli amanti dell’architettura, dei libri di Bulgakov e delle scoperte in città

Note sul percorso: se siete stanchi, potete interrompere l’itinerario a metà e prendere la metro dopo il punto 17 (Sette Sorelle), a Barrikadnaya (scambio linee 4, viola, e 6, marrone). Potete fermarvi a mangiare proprio di fronte all’uscita della metro, dove ci sono alcune catene di self-service russi molto popolari ed economici, come Mu-Mu, o i più noti fast-food internazionali.

metro di mosca mayakovskaya1. Stazione di Mayakovskaya

Senz’altro una delle più particolari della splendida metro di Mosca. Iniziate il vostro percorso da qui, disorientati dalle prospettive futuriste e dal grande, inquietante ritratto di Majakovskij. Notate le cornici dei lampadari, tutte fatte da motivi di falci e martelli intrecciati, e i mosaici, tutti diversi, dentro i lucernari.

2. Sala da Concerti Tchaikovskij

La metro di Mayakovskaya esce praticamente dentro la sala da concerto Tchaikovskij, un grande edificio con colonnato che domina la piazza Triumfalnaya. Uscendo dalla metro, andate a sinistra, verso l’enorme edificio delle Sette Sorelle che si vede in lontananza (20)

3. Museo, Sala da tè e Teatro Bulgakov.

Il Museo di Bulgakov (quello vero, in fondo a sinistra del cortile) è l’appartamento dove Bulgakov ha abitato con la moglie e molte altre famiglie: è stato riarredato molto bene con oggetti dell’epoca e parti moderne, ma sembra non ancora terminato (l’atmosfera è molto… alla Bulgakov, con impiegati assurdi che fanno cose a caso in tutte le stanze e disorganizzazione totale). Purtroppo tutto è in russo e se, come me, siete ancora al livello hey-ciao-parlo-russo-no-scherzavo, non ne gioverete molto.
La sala da tè al piano terra (a ingresso gratuito), invece, si finge il museo originale senza esserlo, ma è decisamente più evocativa dell’atmosfera del Maestro e Margherita: fateci un salto veloce.

4. Casa Schekhtel. Super celebrata, stile neoclassico. Secondo me, non vale una deviazione.

5. Due splendide case d’angolo, una in stile eclettico e l’altra quasi barocco (ma Dalila dice che sembra la casa dell’orrore); una è una villetta privata e un’altra un hotel-ristorante (d’estate coperto dagli alberi).

6. Tipografia Levinson, un bell’edificio in stile eclettico con torri e guglie a volontà.

7 e 8. Tornando verso la Tverskaya, l’Ambasciata della Giordania prima e poi una dimora settecentesca, dell’epoca di Caterina II

9. Casa con piastrelle colorate ed grosso edificio in mattoni rossi, potete vederli da lontano rimanendo sul percorso o fare una micro-deviazione (suggerita da Dalila, grazie!).

10. Galeev Galereya. Una piccola galleria d’arte in un bellissimo edificio art-nouveau con piastrelle dipinte che sembrano fatte da Cézanne [in foto, sopra].

11. Gli Stagni del Patriarca

Lo stagno verde brillante della Tverskaya, azzurro ghiaccio d’inverno, circondato da grandi tigli e da begli edifici d’inizio Novecento. Che sarebbe uno stagno qualsiasi (a dire il vero, a me ricorda molto la piscina di Città Studi a Milano, detta “Ponzio”; perdonate il micro-campanilismo), se un geniale medico scrittore di nome Michail Bulgakov (1891-1940) non vi avesse ambientato le brillanti pagine iniziali del Maestro e Margherita. Prima di venire a Mosca leggere Il Maestro e Margherita non è un’opzione, ma un obbligo. Per i già appassionati: c’era, due anni fa, un bellissimo cartello che vietava di parlare con gli sconosciuti, barrando un gattone, un ometto mingherlino in frac, e uno strano signore incappellato e con un lungo bastone…

…Dunque tu chi sei?
Una parte di quella forza che vuole costantemente il Male e opera costantemente il Bene.
J.W. Goethe, Faust

12. Statue delle fiabe di Krylov

Oltre lo stagno ci sono statue ispirate alle fiabe dello scrittore Ivan Krylov. Anche se ogni volta penso che una bella statua di Woland e Begemoth farebbe un figurone, seduti su una panchina, o sparsi qui e là per il quartiere della Tverskaya. Andate anche a sbirciare tra le casette scambio-libri, legate agli alberi 🙂

13. Palazzo Morozov, una mezza cattedrale neogotica opera di Shekhtel

Proseguendo per la Malaya Bronnaya, svoltate alla prima a destra e proseguite fino in fondo, finché non vi troverete di fronte a un assurdo palazzo in stile neo-gotico inglese, circondato da un piccolo giardino, che ricorda una cattedrale. Ul. Spiridonovka 17. L’opera è ovviamente del geniale architetto Shekhtel, che costruì questo palazzo nel 1898 per il mecenate e industriale Savva Morozov e altre dimore, sparse per tutto il quartiere della Tverskaya. Io adoro le inferriate, sormontate da teste di drago, e i lampioncini di fianco al cancello, che ricordano quelli della metropolitana di Ekaterinburg (oppure del castello del Rocky Horror Picture Show, come preferite).

14. Palazzo Palladiano, in stile neoclassico, ispirato a Palazzo Thiene a Vicenza, oggi sede dell’Istituto di Studi Africani di Mosca e costruito nel 1908 per una famiglia di ricchi mercanti armeni.

15. Casa delle Icone

Scendendo giù fin quasi alla fine della via Spiridonovka passerete davanti all’ambasciata greca (piccola casetta azzurra, a sinistra, 1906) e a quella sudafricana (grande palazzo rosa, a destra) e, se vorrete, potrete fare capolino anche nel piccolo museo, su tre piani, che ospita una collezione di icone bizantine e russe del Nord. L’edificio apparteneva a un mercante ed è del 1900.

16. Casa degli Architetti

Sempre lungo il piccolo vicolo dei lanciatori di granate (!), il Granatny Pereulok, c’è un altro, splendido edificio in stile neogotico francese, costruito nel 1896 per una ricca signora. Dal 1937, dopo aver ospitato consigli rivoluzionari della milizia bolscevica, uffici e persino l’ambasciata francese, diventa la Casa degli Architetti, per volere del Politburo. Viene successivamente ampliato (quel muro di piastrelle rosso con tre volte sarebbe un capolavoro architettonico sovietico ispirato al Rinascimento italiano… mmmh…) e oggi ospita anche un cinema e un ristorante. Dateci una sbirciata, è aperta dalle 12 alle 10 di sera.

17. Ambasciata della Tunisia

Proseguendo sul Granatny Pereulok [in foto, un edificio di fronte alla Casa degli Architetti], superate l’ambasciata del Tajikistan e svoltate a sinistra, passando di fianco al piccolo edificio art-nouveau azzurro e bianco, l’ambasciata della Tunisia.

18. Splendido edificio Art-Nouveau

Proprio di fronte, c’è un altro palazzo decorato con bellissime donne-farfalle bianche a sfondo verdino, sul cornicione in alto: è all’angolo con il vialone della Grande Sadovaya.

sette-sorelle-tverskaya19. Una delle Sette Sorelle

Andate a caccia di sottopassaggi e cercate un qualche modo di arrivare a vedere da vicino il grande bestione del club delle Sette Sorelle / distaccamento Tverskaya. Fa seriamente paura. Ben due dei sette grandi grattacieli più caratteristici di Mosca sono edifici residenziali, come questo, che è alto 160m. Nel 1954 era stato pensato per dare alloggio agli uomini di cultura sovietici. Altri due grattacieli sono alberghi (l’Hilton e l’Hotel Ucraina), due sono ministeri e l’ultimo, il più grande, è l’Università Statale Lomonosov (240m).

20. Ambasciata dell’Egitto

Tornando verso il centro prendete la Bol’shaya Nikitskaya, una delle vie più pittoresche. Tra i vari piccoli edifici colorati passerete davanti a varie ambasciate: la prima è quella dell’Egitto, in un edificio azzurro con begli stucchi bianchi. Più avanti ci sono anche quelle della Spagna, del Myanmar e del Laos.

21. Ambasciata del Brasile

L’ambasciata più interessante architettonicamente è senza dubbio quella del Brasile, in un assurdo edificio di mattoni tutto smaltato in motivi floreali con (credo, casualmente?) i colori della bandiera brasiliana. Ma persino i paletti anti-parcheggio sono pitturati di verde, giallo e blu! L’edificio è del 1876, opera di A. Kaminsky, non certo un signor nessuno: fratellastro dei fratelli Tret’yakov, assistente alla costruzione della Cattedrale del Cristo Salvatore e tra l’altro anche sostenitore di un giovane genio in erba di nome Shekhtel, di cui vi vedrete uno dei migliori capolavori tra poco. L’edificio era multifunzione ed è stato creato per un’imprenditrice di nome Lopotina, e da qui il nome della casa; è diventato poi un alloggio-ostello per i veterani della rivoluzione bolscevica e poi, dal 1963, l’Ambasciata del Brasile, che ha preservato gli interni e la (dicono bellissima) tappezzeria.

22. Casa Centrale degli Scrittori

Sul lato destro della strada, passerete di fianco alla Casa degli Scrittori, inaugurata nel 1928, che oggi ospita concerti ed eventi culturali.

23. Chiesa dell’Ascensione

Una chiesona ottocentesca  un po’ anonima ma addobbata con qualche trashata ortodossa moderna. Ridendo e scherzando, è la chiesa dove si è sposato Pushkin, il poeta più famoso di Russia, ma non certo una delle più belle della Tverskaya.

24. Casa-museo Gorky

Il motivo per cui, se siete appassionati di art nouveau, vi consiglio assolutamente di visitare questa casa, non è certo per il defunto scrittore Gorky, pace all’anima sua; questa casa è una delle pochissime case visitabili interamente progettate (dai soffitti alle maniglie delle porte, dalle scale agli infissi) dal leggendario architetto Shekhtel. Da fuori la casa sembra abbandonata e l’ingresso principale è chiuso da un catenaccio, ma si entra dal retro! Dalla ulitsa Spiridonovka, attraverso il giardino. Il biglietto è un po’ caro per lo stato in cui versa la casa (400rub adulti/150rub studenti), ma se non storcerete il naso per qualche dito di polvere e un allestimento rimasto al 1972 questa casa vi conquisterà. Le foto sono a pagamento, il guardaroba e il bagno sono nei sotterranei e dovrete mettervi dei copri scarpe per non sporcare i pavimenti; le bàbushki che gestiscono il museo non sanno una parola d’inglese.

Tra le tante piccole stanze piene di statuette, begli oggetti dall’Oriente e vecchi mobili, spiccano un salotto con un soffitto decorato a fiori di stucco e mosaici [in foto più sopra], una grande sala da pranzo con una vetrata che dà sul giardino e soprattutto una grande, magnifica scalinata centrale in marmo bianco levigato che si evolve in una grande lampada-medusa, sensuale e inquietante insieme. La piccola stanza al piano di sopra non è granché interessante, ma i capitelli di alcune colonne, con grosse iguane e fiori esotici, valgono il piano di scale in più. Prima di uscire, seguite le indicazioni della bàbushka su per una scala e andate al secondo piano a vedere il piccolo tempio personale del primo proprietario della villetta, Rjabushinskij, che seguiva il Vecchio Credo. Il tempietto è affrescato in stile art-nouveau e non è visibile da fuori. La casa non è molto grande e si visita in una mezz’oretta, ma, fidatevi, è proprio una delle perle nascoste della Tverskaya e di Mosca.

25. Fontana con statue

So che sarete ancora un po’ ipnotizzati da quella scala-medusa del Museo Gorky, ma concedete lo stesso uno sguardo alla fontana coi bambini; poi proseguite dritto e poi a sinistra verso il Leontyevskyi pereulok. [in foto, case di Tverskaya]

26. Palazzo del TASS, l’edificio della compagnia telegrafica sovietica. L’edificio, che sembra un insieme di schermi di televisori anni ’70, era considerato d’avanguardia all’epoca. I moscoviti lo chiamano “l’edificio parlante”… Oggi sembra un’astronave capitata per caso sul Tverskoy bulvar, ma ha comunque il suo (storico) perché.

27. Stamperia Marmontov – al numero 5  del Leontyevskyi per. c’è una stamperia costruita in stile tradizionale russo, e subito dopo un piccolo museo.

28. Casa-museo di Stanislavskij

Per chi già conosce e apprezza la vita del rivoluzionario regista e attore (1863-1938), questa casa, dove Stanislavskij visse dal 1920 fino alla morte e rimasta praticamente intatta da allora, è senza dubbio una tappa obbligata.

museo-oriente-mosca29. Museo dell’Oriente

Un museo modesto, ma che ha una collezione inusuale e interessante e che propone una visione dell’Oriente (in russo, восток) ben più ricca e variegata di quella occidentale. Vi lascerà piacevolmente stupiti. Mi hanno colpita: vasetti, pettinini, montature di occhiali, statuette cinesi; piccole boccette a forma di topo, di melanzana, di peperone. Splendide stampe giapponesi e divertentissime statuette di omini panzuti tutti allegri, in avorio. Maschere coloratissime e spaventosissime dall’Indonesia. Pugnali georgiani, tappeti e vestiti armeni, ritratti sensualissimi di donne persiane con spessi monocigli, vasellame turchese dall’Uzbekistan, i vestiti colorati degli Inuit e le loro piccole sculture d’avorio, che ritraggono nel 90% dei casi trichechi, orsi polari e cacciatori di trichechi. Ci sono oggetti, vestiti e foto anche da altre tribù dell’estremo Est russo, come i Chukchi [in foto, un vestito tradizionale chukcho].
Vale un giretto, anche breve. Ma io ci sono stata dentro due ore senza annoiarmi 😉
Dalila segnala: ingresso difficile da trovare, è una porta qualsiasi con dei poster prima del colonnato trionfale, sempre sul boulevard principale.

30. Casa dei Giornalisti

Prima di incrociare la Nuova Arbat passerete di certo a fianco di questo edificio scampato a un incendio nel 1812, che dai primi del ‘900 ha ospitato la Casa della Stampa e poi la Casa dei Giornalisti, frequentata da vari pezzi grossi come Majakovskij, Esenin, Blok e altri.

31. Cinema Khudòzhestvennyi (Cinema Artistico)

Questo piccolo e strambo cinema con un’adorabile insegna in caratteri western mi ha sempre incuriosita e l’ho fotografato almeno cinquecento volte, ogni volta che capitavo in Arbatskaya. Così ho cercato la sua storia e ho scoperto che il cinema Artistico, Худо́жественный, è aperto dal 1909 ed è uno dei più antichi di Mosca nonché uno dei pochi cinema al mondo ad essere più vecchio di cent’anni! Ovviamente nella seconda ricostruzione (1912) del cinema c’è lo zampino di Shekhtel ed è stato progettato appositamente come cinema-teatro, con anche una balconata, e una sala da ben 900 posti, che per l’epoca era considerata immensa. Un’ensemble musicale suonava all’ingresso per attirare clienti, che erano spesso dell’intelligentia russa o comunque dell’alta società moscovita.
Funziona ancora come cinema. Potreste farci un salto, no?

32. Uscita della metro di Arbatskaya

Sembra una pagoda cinese, ma è l’uscita della metro di Arbatskaya!
Il giro è finito. Ma se scendete dentro la metro, vi aspetterà un’altra bellissima sorpresa 😉

Grazie di avermi seguita fin qui, al prossimo itinerario!
Ele

 


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4 Commenti

  1. Rolando

    Utilissimo itinerario ! Dopo qualche tentativo ho salvato la mappa in drive….potrei correre il rischio di trovarmi a Mosca tra non molto. Prendi nota che la stellina sulla mappa porta al messaggio che Google map engine è out…meglio salvare la mappa dopo aver inserito l’account di Google.

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