Georgia, Abkhazia e Armenia in 19 giorni. Numeri di un incredibile viaggio in Caucaso

Il nostro Caucaso è Georgia, Abkhazia e Armenia: repubbliche ex-sovietiche a cavallo tra Europa e Asia, sulla via della seta, schiacciate tra montagne immense, altopiani sconfinati, vulcani coperti di neve, deserti aridi… C’è così tanto da dire che non può essere esaurito in un solo post. Aspettatevene altri, tenetevi forte! Qui c’è solo la parte numerica, l’ossatura del viaggio, per ridere un po’ e prendere spunto.

Ma prima di tutto date un occhio al mini-video delle nostre avventure in autostop!

Viaggiatori: nella foto sotto, da sinistra де́вушка (Ele, leggi dìèvushka), Honey (Jack), Prince of Persia (Dario) e La Negromante / Indian Jons (Sara) – ma giuro che possiamo spiegare

Giorni di viaggio: 19

Notti: Aereo (1), Tbilisi (2), Kutaisi (1), Svaneti (2), Novy Afon (3), Batumi (1), Vardzia (1), Yerevan (3), Martuni (1), Alaverdi (2), Aeroporto (1)

Itinerario: (Georgia) Tbilisi – Mtskheta – Gori – Kutaisi – Mestia (Svaneti) – Zugdidi – (Abkhazia) Sukhumi – Novy Afon – Kaman – Gagra – (Georgia) Batumi – Khulo – Akhaltsikhe – Vardzia – Ninotsminda – (Armenia) Gyumri – Yerevan – Echmiadzin – Geghard – Noravank – Martuni – Sevan – Dilijan – Kobayr – Alaverdi – Haghpat – (Georgia) Tbilisi

Soldi spesi a testa, tutto incluso tranne il volo: 146€ (è tutto, giuro!)

Volo: 209€ a/r con Alitalia

Km percorsi: 2100 + millemila km a piedi

Passaggi gratis in auto/marshrutka/autocarro: 43! Li abbiamo contati tutti e sì, autostoppare in Caucaso è molto facile, anche se siete in 4 come noi.

Notti gratis: 11 su 17! 2 da Matsatso e la sua famiglia a Tbilisi, trovata su CouchSurfing; 2 in tenda in Svaneti; 3 da Aliyas in Abkhazia, CS; 1 in tenda a Vardzia; 1 da un team di ingegneri indiani che ci ha tirato su facendo autostop; 2 da due vegane polacche trovate a caso di notte in strada ad Alaverdi mentre eravamo accampati sulle scalinate di una banca. Una è passata correndo, ci ha salutati, e ci ha offerto ospitalità random. Le due in aereo non si contano, è troppo facile:)

Gente conosciuta tramite CouchSurfing: 23! (e tutti fantaaaastici)

Cose rubate (eddai, si scherza!): 17
– carta igienica (carta vetrata riciclata, altro che extrasoffice e cazzate varie, lì hanno il culo di marmo): 4 rotoli. Era una prima necessità.
– copertine alitalia: 5 in quattro (eh, il consumismo…)
– cuscini alitalia: 1
– cibo: un milka chocolate, un pomodoro a un greco che ci ha tirato su in autostop (qui però stavamo davvero morendo di fame, non mangiavamo praticamente da 3 giorni), una mela;
– cose ai tassisti bastardi (solo per vendetta e odio, lo ammettiamo): fiammiferi, penne
– cose a caso: un segnalibro in stoffa da una bibbia in una chiesa abkhaza (La Negromante), un boccale di birra da un pub di Yerevan (Honey), più altre cose che non ci vengono in mente…

…il tutto per compensare gli oggetti persi:

– un cellulare
– un quaderno/diario di viaggio (ritrovato)
– una guida (ritrovata)
– un kindle (ritrovato)
– un cappellino
– un passaporto (ritrovato)
– una carta d’imbarco (ritrovata)
– un visto abkhazo (sequestrato…)

Monasteri visitati: ben 22!
Ammettiamo che se siete persone normali dopo il dodicesimo iniziate ad esaltarvi sempre meno. Se siete Prince of Persia dopo il terzo iniziate ad avere l’orticaria e ad esigere “che non sia solo pietra”.

Volte che abbiamo rischiato di morire: 8
– una volta perché i due militari che ci hanno tirato su in autostop hanno deciso che era ora di sfoderare il fucile e coccolarlo un po’ tenendocelo puntato alla testa per due ore buone; poi ci hanno comprato del pane dolce alle uvette con amore materno e hanno guidato come dei pazzi (sorpassi di 4 macchine contromano in curva), ma niente poteva essere più grave del doppia canna puntato alla testa… (in foto sotto, i due sopracitati avanzi di galera)

– sotto un temporale con tuoni immensi, lampi e fulmini + muro d’acqua in montagna, Svaneti. Poi posseduti dagli spiriti di una chiesa abbandonata piena di teschi di mucca e ossa dove ci siamo riparati per non morire assiderati e annegati (vedi foto sotto, ispirata a “i mangiatori di patate”)

– per il solo motivo di essere entrati in Abkhazia, dal fatto che lì vige l’anarchia completa, al fatto che la polizia russa fa da padrona ovunque, che non hai alcuna rappresentanza diplomatica in caso di qualunque problema (ti chiedono una mazzetta? prova a dire che chiami la tua ambasciata… il tuo paese non riconosce il loro!), che le macchine girano a 120km/h nei centri abitati, che alcolizzati cercano rissa col tuo padrone di casa, che la desolazione e la povertà regnano sovrane in un paese devastato dalla guerra…

in ostaggio di due psicopatici che avevano appena perso 15.000€ in un casinò ci hanno obbligati a cantare e suonare l’ukulele e a brindare con loro per far continuare il viaggio in autostop: eravamo in mezzo al niente, col serbatoio vuoto. Ci hanno praticamente obbligati a dargli soldi per la benzina (i due, ai lati nella foto sotto)

morte per assideramento attraversando la frontiera georgiano-armena a Ninotsminda, su un altopiano di 2200m sotto un temporale. In calzoncini e maglietta con 10° e la pioggia

– in un incidente mortale su una delle mille marshrutki guidate da pazzi scatenati

– in frontiera georgiana (девушка) perché come un’idiota ho consegnato alla poliziotta il passaporto con dentro il visto dell’Abkhazia, che per la Georgia e tipo tutto il resto del mondo è uno stato che non esiste autoproclamatosi all’interno del suo territorio e con cui c’è stata una sanguinosa guerra conclusasi nel 2008. Alla fine mi hanno trattenuto il visto in frontiera, risparmiandomi una morte atroce in una prigione georgiana. Premio stupidità 2015.

– per aver mangiato delle verdure così affumicate da sapere di cancro, ad Alaverdi. Il solito acquisto geniale al supermecato. 1kg di verdure affumicate a 1€.

Bagni fatti: solo 2! Uno in Svaneti in un fiumiciattolo, uno nel Mar Nero, di notte

Pasti scroccati: 17 (e con pasti intendiamo pasti interi! se contiamo anche il vino e la birra offerti dai guidatori a quattro disgraziati autostoppisti… ciao)

Momenti in cui Honey ha chiesto se c’era il WiFi: e^x
Momenti in cui Honey ha chiesto se c’era un po’ di cibo avanzato: e^x
Momenti in cui Honey ha detto “no, io non ce la faccio” (ma poi ce l’ha fatta): tanti
Momenti in cui девушка ha chiesto “ma lo zaino azzurro?”: non quantificabili
Momenti in cui Prince of Persia ha fatto il ciccione: tanti quanti i grammi presi
Momenti in cui La Negromante ha detto “no, ma a me basta una mela a colazione e poi tiro avanti per tutto il giorno” prima di ingozzarsi di khachapuri: molte e me le ricordo tutte

Khachapuri e lobiani mangiati: burp, troppi

Momenti in cui abbiamo avuto botte di culo memorabili: vedi sopra, tantissime!
Battute fatte sul ridente paesino di Khulo: ve le risparmiamo

Mucche e greggi che ci hanno bloccato/attraversato la strada davanti: +∞
Tori che ci hanno sbarrato la strada scoreggiandoci in faccia: 1 (ma cattivissimo)

Cani molesti: troppi
Tassisti che ci hanno molestati feat. tassisti mandati affanculo: quantità intollerabili

Cantate polifoniche nei monasteri armeni: bellissime e tantissime… se non le hai ancora sentite, ascoltaci qui o dal canale YouTube di Pain de Route:)

Tourdion nella torre campanaria del monastero di Kobayr, Armenia del nord

Il Ballerino di G. Gastoldi nel monastero di Geghard, Armenia centrale

Cantate Domino di Monteverdi in un parco di Tbilisi, Georgia

Aggiornerò e aggiungerò tutte le cose dimenticate!
A presto, belli!

Ele e Dario

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