Visitate Roma

roma5Ah! Figuratevi se proprio io ho trovato il coraggio di avvicinare Roma. Non parlo mai nemmeno dell’Italia, ve ne sarete accorti, dai.
E vi sarete chiesti il perché: forse perché sento che questo Paese non fa molto per me? Perché non lo conosco ancora abbastanza? O forse perché non basterebbe un’intera vita per conoscerlo…

Considerate questo post un’eccezione, o il primo di una stramba serie di post sul nostro Paese – così teatrale e svenduto ma ricco, ricchissimo.
Ho un caro amico, Rudy. E’ un poeta, un poeta vero: vede più degli altri, più a fondo e oltre la materia delle cose, sente più lontano, sogna con più vividezza. Lui, di certo, è uno che può scrivere di Roma, può avvicinarne la grande massa sporca e cruda, suadente e solenne.

Ma che parlo a fare? Non serve. Affinate i sensi, scavate nelle parole: vi lascio a Rudy.
Buona lettura, painderoutiennes!

testo e fotografie di Rudy Toffanetti

Visitate Roma all’alba
prima dei tralicci e della folla,
prima dell’inutile, con i ratti,
i gabbiani e i piccioni,
e le ambulanze della croce rossa.
Visitate Roma all’alba
e le farmacie scrostate, i panifici e gli edicolanti.

Visitate Roma e tutte le sue cupole,
le sue sante simmetrie
e l’ironia di vino dei poracci.
Guardate la vetrina dei turisti
prima che s’accendano le luci,
le severe smorfie delle statue,
le estasi di marmo e di piacere,
nel sesso duro e sacro delle pietre.

Visitate Roma e il suo ombelico,
nelle catacombe buie in tufo,
e i poveri rituali della vita nella morte.

Visitate Roma e ricordate
la dolorante ed acciaccata vita
che a Roma infligge il trapestio dei passi,
il verde taglio del Tevere,
e il lungo inganno della storia.
Visitatela e non dimenticate di trovarvi
“nella città più bella al mondo”,
e che questo non sarà a salvarvi.

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Visitate Roma e ricordate
la nausea di morte e di sprecato
che promana dalle croci,
dai cenni religiosi, dalla vita e dal significato:
osservate il marchingegno infame dell’indifferenza,
il senso della vita a portata di carezza
,
ed immolato nelle foto sui sagrati.

Visitate Roma e qualunque cosa,
fatelo nell’alba: l’amore, i baci,
i segni sulla terra dei nativi.

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Visitate Roma dentro l’alba,
proprio come dio l’ha pensata
,
quando il sole ammiela i colli
e s’insinua il dubbio d’esser vivi
perfino dentro a quei colori sporchi.

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