10 motivi per cui devi visitare la Georgia

Visitare la Georgia viaggio in GeorgiaQuando ti ritrovi in corpo più khachapuri che pizza la risposta è scontata. Ma per Sherpa, mia nonna, e il gatto di mia zia, che credo non abbiano ancora capito bene in quale diavolo di repubblica sono andata, decisamente no: perché visitare la Georgia, con tutti i posti che ci sono al mondo?

Perché è un paese di una ricchezza impressionante e spropositata rispetto alle sue dimensioni, dove non riesco a smettere di tornare. Perché è un paese incredibilmente vario. Perché è l’unico paese dove si mangia bene, di qualità quanto in Italia, e con sufficiente varietà (e verdura). Perché è un paese antichissimo. E perché è un paese vicino e lontano da noi allo stesso tempo, il che si traduce in avventure, scoperte e incontri emozionanti, ma pur sempre con un minimo comun denominatore culturale.

Ma voi volevate una lista di motivi sul perché viaggiare in Georgia. E allora tenetevi forte.

10 motivi per visitare la Georgia

1. Il canto e la musica georgiani

Inizierò con il motivo più strabiliante e sconosciuto insieme. Ma voi avete mai sentito un georgiano cantare? No? Mettiamo le cose in chiaro. Prima di tutto, rimediate a questa vostra grave lacuna immediatamente. E non voglio sentire scuse, perché su YouTube ci sono più video di georgiani che cantano che georgiani in Georgia. Il canto polifonico, di origini antichissime e probabilmente di origini addirittura precristiane, si differenzia in una quindicina di dialetti corrispondenti alle regioni storiche della Georgia. Non serve essere musicisti per lasciarsi travolgere dalla totalità delle polifonie georgiane, fatte di dissonanze, cambi di chiave, modulazioni complesse che ci ricordano che la bellezza fiorisce proprio ai crocevia. In questo caso, sul confine tra Europa e Asia. In Georgia la gente canta con un talento e una libertà impressionanti. Sulle banchine della metro, nelle stazioni degli autobus, ai matrimoni, ai funerali, al lavoro, in viaggio. Non c’è un georgiano che non sappia cantare la musica tradizionale del suo popolo. Che vi conquisterà al primo video YouTube: garantito.

2. Il cibo georgiano

Semplice, genuino, nutriente: mangiare in Georgia significa sentirsi a casa. E no, non fermatevi al classico khachapuri e ai khinkhali (ravioloni enormi ripieni di carne, funghi, patate o formaggio), perché c’è molto di più, e il cibo è da solo uno dei motivi principali per visitare la Georgia. Per cominciare, di khachapuri (che significa formaggiopane, ed è una specie di focaccia di recco) ce ne sono molti tipi diversi: imeruli e megruli (tondo, al formaggio), adjaruli (a barchetta, al formaggio con burro e un uovo), lobiani (ripieno di fagioli speziati), svanuri (ripieno di carne), pedovani (al formaggio, quadrato e fatto a strati di sfoglia ripiegati). Poi avete presente quei salsicciotti colorati appesi sulle bancarelle dei mercati? Si chiamano churchkhela. Sono fatti di succo di melograno, vino o altri succhi rappresi intorno a una collana di noci, nocciole o altra frutta secca “cucita” lungo un filo di cotone. Sono il vero segreto per scalare il monte Kazbek (5.033m) senza fatica. Oppure gli involtini di pasta di noci avvolta nelle melanzane fritte (badrijani nigvzit) e decorati con un chicco di melograno. Le zuppe, come il kharcho. Le salse con cui insaporire la carne, come l’adjika (piccante e aromatica) e il tkemali, una salsa a base di prugne selvatiche (che ti farà pentire di aver mai pensato che il ketchup fosse buono). Le insalate a base di noci, la carne saporitissima, i piatti a base di fagioli, il formaggio fresco (imeruli e sulguni)! Per non parlare del reparto spezie del coloratissimo mercato di Tbilisi.

3. Il Caucaso

Che sia d’estate o d’inverno, il Caucaso è uno dei motivi principali per cui quest’area geografica ci ammalia. Una catena montuosa imponente, per molti secoli invalicabile, incontaminata, che ha dato i natali a popoli fieri e unici al mondo. Impervia, dalla bellezza struggente, mai completamente conquistata da imperi e invasioni, puntellata di chiesupole dalla forma inconfondibile… Se amate la montagna, non potete perdervi la regione dello Svaneti, il Tusheti o la più accessibile valle di Kazbegi, solcata dalla leggendaria autostrada militare georgiana, l’unico valico montano sicuro del Caucaso nonché, alla situazione geopolitica attuale, l’unico collegamento via terra tra Georgia e Russia.

Se il Caucaso ti affascina perché sei un montanaro, perché adori i crocevia culturali, o perché anche tu te la sei fatta sotto quando Hitler assediava Stalingrado mirando più a Sud, ciapa su e parti per un viaggio in Georgia (e magari anche in tutto il resto del Caucaso).
Leggi il post Come organizzare un viaggio in Caucaso

4. Tbilisi

Tbilisi, visitare la Georgia

La suadente capitale della Georgia merita uno spazio a sé. Città srotolata lungo il fiume Kura, di balconi di legno intagliato affastellati ai piedi di un’imponente fortezza. Tbilisi è una tappa obbligata e un punto di partenza strategico per visitare la Georgia. Una città vecchia dalla bellezza decadente, la città nuova delle avenue europee, bagni sulfurei, ardite architetture contemporanee e la periferia tipicamente sovietica, fatta di strambi edifici costruttuvisti e anonimi casermoni scalcinati. A Tbilisi troverete tutta la storia della Georgia, i mercati più vivaci e forniti, nonché il lato più giovane e all’avanguardia del Paese (se siete a caccia di locali underground, il Bassiani è stato recentemente nominato tra i migliori locali techno in Europa).

Per approfondire: Europa o Asia? Tbilisi, Georgia. Guida emotiva alla città

5. L’architettura e l’arte religiose

Appena sono entrata nel monastero di Gelati (si legge ghelàti, eh) ho pensato che fosse bella quanto Assisi. Ho avuto lo stesso stordimento totale, quello per cui non sai da che parte iniziare ad osservare i dettagli, perché l’effetto complessivo è sconvolgente. Dai bassorilievi con mostri degni dei più spinti bestiari e motivi decorativi che rievocano l’arte islamica, ai mosaici bizantineggianti e agli affreschi – le chiese georgiane e la loro architettura inconfondibile vi lasceranno senza parole. Soprattutto perché gran parte di esse sono state costruite su punti panoramici impressionanti, come la famosissima Tsminda Sameba di Gergeti, vicino a Kazbegi, che è diventata il simbolo della Georgia e della rinascita religiosa postsovietica. Per i medievisti più rigorosi, segnalo la basilica di Anchiskhati a Tbilisi, il complesso di Mtskheta e Gelati (mosaici dell’XI secolo, affreschi bassomedievali), vicino a Kutaisi. Altri monasteri spettacolari si trovano nella zona di Akhaltsikhe (come Zarzma), oppure intorno a Telavi, nella regione vinicola del Kakheti. Fermatevi a vedere una messa cantata per una combo vincente di arte più musica.

6. I siti rupestri

I siti rupestri sorgono in posizioni di confine desertiche e isolate, dove d’estate il sole schianta e d’inverno il vento soffia gelido e impietoso, e valgono da soli un viaggio in Georgia. Davit Gareja, a meno di 3h da Tbilisi, è il complesso di chiese e grotte affrescate fondato uno dei tredici padri siriaci venuti ad evangelizzare la Georgia nel VI secolo. Davit Gareja è oggi un lavra, cioè un complesso monastico ricco e vitale, situato esattamente sul confine tra Georgia e Azerbaijan. Le grotte affrescate più belle si trovano già in territorio azero, ma sono comunque accessibili. Il sito di Vardzia, voluto dalla regina Tamara, al confine con la Turchia, è invece del 1185. È una parete di roccia interamente scavata in cunicoli e stanze disposte su tredici piani e complete di chiese affrescate, cappelle, terrazze per coltivare e persino una sala reale. Entrambi i siti, dall’incredibile valore storico, si trovano tra paesaggi quasi lunari e sono tappa imprescindibile in un viaggio in Georgia, per quanto ancora difficili da raggiungere coi mezzi pubblici.

Leggi il post sugli itinerari da fare in 1, 2 o 3 settimane in Georgia.

7. I paesaggi immensi e incontaminati

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Altopiani desertici popolati solo da mandrie di mucche al pascolo intorno a Davit Gareja, valli immense del Caucaso Maggiore circondate da montagne imbiancate, le colline coltivate a vite del Kakheti, la vegetazione tropicale della costa, le acque calde del Mar Nero. Si può visitare la Georgia anche solo per godere di paesaggi incontaminati e selvaggi, e credetemi che non ne sarete delusi.

8. Una storia lunga, passionale, sofferta

Se, come me, siete appassionati di vicende storiche forti, la Georgia (e il Caucaso in generale) non vi deluderanno. I contatti con la Grecia, i primi regni georgiani, poi l’epoca d’oro altomedievale e le invasioni mongole, persiane, ottomane fino all’annessione all’Impero Russo: la Georgia è un paese-crocevia, la cui peculiarità ha radici lontane in Europa e in Asia. La storia recente si è svolta sotto l’ombra dell’Unione Sovietica, fino alla (soffertissima) indipendenza degli anni ’90, segnata dalle guerre con l’Abkhazia e l’Ossezia del Sud. Se la situazione politica con le due regioni indipendentiste appoggiate dalla Russia è ancora irrisolta, la Georgia continua a guardare avanti e mira lontano, in direzione Unione Europea. Cosa ne sarà tra dieci anni è ancora un mistero, ma spero di continuarne ad essere testimone diretta.

Leggi anche il nostro reportage dall’Abkhazia.

9. L’alcool, ma soprattutto il vino georgiano

Nel nostro primo viaggio in autostop, siamo rocambolescamente finiti a brindare per una notte intera con due militari appena rientrati dalla Siria. L’esperienza alcolica georgiana è più estrema di qualsiasi analogo esteuropeo. Se pensavate che i russi bevessero tanto, non avete ancora incontrato un georgiano, ed è chiaramente giunto il momento di partire per la Georgia. Birra (Argo, Natakhtari, Kazbegi) e vino (Saperavi su tutti, ma anche Alazani, Akhasheni e Old Tbilisi) vengono spesso corretti col chacha, una grappa artigianale che raggiunge facilmente gli 80°. Meglio ancora che l’alcool stesso, però, è il rituale del brindisi: il tamada, l’incaricato ai brindisi, inizierà un lungo, complesso e appassionato giro di ringraziamenti a Dio, alla Patria sua e degli ospiti, all’Amore, all’Amicizia, alla Famiglia e a chi più ne ha più ne metta, con discorsi tanto ubriachi quanto poetici. E guai a chi non beve…

Se ancora non l’avete letta, leggete come è finita storia del brindisi coi militari georgiani ai piedi di Vardzia.
E se non l’avete ancora visto, beccatevi il video di quando mi somministrarono un cocktail di chacha adjika (pasta piccante) contro un terribile raffreddore preso sotto un temporale in Svaneti.

10. L’ospitalità e la generosità: il vero motivo per cui visitare la Georgia

Cena italo-georgiana a base di pasta alla norma e khachapuri

Ultima, ma non meno importante, è la leggendaria generosità dei georgiani. Che si tratti di aprirti le porte di casa, di cederti il letto migliore mentre la padrona di casa dorme sul divano, di offrirti un passaggio in autostop senza che nemmeno tu lo chieda o semplicemente riempirti di cibo all’italiana, nessun georgiano si farà da parte. Solo in Asia Centrale ho ritrovato la stessa ospitalità calorosa e disinteressata del Caucaso. L’ospitalità che vivrete in un viaggio in Georgia si può riassumere con la risposta che ci diede Matsatso, la nostra amica e ospite di Tbilisi, quando le chiedemmo se non ci stavamo forse auto-invitando alla cena di Natale coi suoi parenti: «ma dai… siete in una famiglia georgiana!»


Ultima nota importante: non sperate di girare in Georgia o in Caucaso in generale senza una buona guida cartacea. Non amo le Lonely Planet, ma è tutto ciò che al momento passa il convento. È particolarmente fatta bene e aggiornata. Non brilla per originalità, ma c’è tutto l’essenziale e specialmente la sezione trasporti per tutte le località è fatta molto bene (ma tarata sull’alta stagione).


Bene, cari painderoutiani, avete capito che c’è da andare in Georgia. E se ci siete già stati, avete belle avventure da raccontarmi?
Grazie di cuore se condividerete l’articolo: sosterrete il mio piccolo blog.

Eleonora

Itinerari in Georgia: cosa visitare in 1, 2 o 3 settimane

6 Commenti

  1. Davide Pilati

    Ho avuto la possibilità di farmi qualche giorno intorno a Kutaisi, ma è bastato per capire quanto la Georgia sia bella e ancora non toccata dal turismo di massa. Natura incontaminata, chiese affrescate, vestigia sovietiche, cucina fantastica, si dorme con pochi dollari nelle guest house, gente simpatica e molto ospitale. Devo tornarci…quanto vorrei avere più tempo a disposizione!!!

  2. Pingback: I viaggi in treno più belli del mondo secondo me (con foto) | Storie di San Francisco

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