12 mete painderoutiane per il 2020. Ovvero 12 posti ‘sfigati’ ma belli

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È più di un mese che non mi faccio viva qui sul blog e ritornare alla routine della scrittura è sempre una fatica. Quest’anno, per vari motivi, ho preferito non fare nessuna cernita dei luoghi visitati o un best of per suscitare invidie. Ognuno ha i propri. E quelli (belli e brutti) del 2019 per me rimarranno privati. Ho pensato però che potesse essere un buon augurio e un buon modo di iniziare questo nuovo anno, per me carico di aspettative, con una lista personale di consigli di viaggio verso posti secondari, minori, poco considerati o bistrattati.

Non necessariamente sempre ‘sfigati’, anzi! Vi parlerò di posti bellissimi. Che però sono mete che ad alcuni fanno ancora storcere il naso. Per Amman non c’è tempo, devo andare a Petra. Ma Bukhara vale la pena? Non vorrei togliere tempo a Samarcanda. La Moldova, come mai? E perché andare a Haifa quando c’è Tel Aviv.

Sulle storie di Instagram abbiamo parlato spesso di overtourism. Bene, iniziamo noi a fare qualcosa. Diamo una mano, contribuiamo alla crescita equilibrata di posti tagliati fuori dai soliti itinerari iper-collaudati. Diamo l’esempio per un turismo diverso, più attento e curioso, meno copia-incolla di scenari irreali con luci aranciate. Si può, è facile, basta studiare un attimo di più e fidarsi del proprio sesto senso.

Spesso sono stati proprio questi luoghi sfigati a darmi le esperienze migliori. Perché non erano affatto sfigati.
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Andiamo?

1 – Gennaio. Amman, Giordania

Amman, Giordania

Dopo che il delirio delle feste di dicembre si è calmato, anche se non fa esattamente caldo, a gennaio date una chance a questa capitale bistrattata di uno dei paesi più gettonati del Medio Oriente dell’ultimo periodo. Vale la pena fermarcisi un attimo di più e non correre via subito.

Amman è abbastanza un casino, è facile perdersi se si ragiona con schemi troppo razionali e poco secondo la geografia del territorio. Ma è anche facile trovare angoli tranquilli e paradisiaci nel caos un po’ trasandato delle colate di cemento senza grosse pretese. Certi caffè sono scandalosamente poetici, la street art sbuca dove meno te lo aspetti, se trovi il posto giusto la cucina giordana è divina. E le viste sulle onde urbane di questa megalopoli in fieri alla fine sì, sono proprio belle.

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2 – Febbraio. Haifa e Akko, Israele

Decisamente più economica di Tel Aviv ma ugualmente interessante per il mix di architettura Bauhaus, coloniale e brutalista, Haifa è una tappa insolita da inserire in un itinerario in Israele. C’è tanto da vedere sia da un punto di vista culturale che naturalistico, e poi in una ventina di minuti di treno costiero si può fare un detour nella vicina Akko, cioè la storica San Giovanni d’Acri. Per chi ha studiato con passione per gli esami di storia medievale, Akko non sarà una cittadella sul mare qualsiasi, ma il primo campanile che i crociati avvistavano dal mare. Oggi è una bella roccaforte d’epoca ottomana abitata, nel centro, in prevalenza da popolazione araba e con alcune splendide moschee. Le mura a strapiombo sul mare affacciate ad Ovest ricordano un po’ quelle di Essaouira, in Marocco, e anche se sarà febbraio ci sarà profumo di primavera.

A Haifa ho anche trovato gli israeliani più simpatici e accoglienti di tutto il paese. Mentre me ne stavo sotto una pensilina ad aspettare che il diluvio universale tra i peggiori mai visti (se la gioca con Sud Africa e Georgia) smettesse, gli impiegati della concessionaria a cui apparteneva quel precario riparo mi hanno invitata per un caffè con tutti i colleghi e mi hanno salutata regalandomi un ombrellino della Volvo, che è rimasto come souvenir a casa della mia amica di Gerusalemme.

Ho scritto di Haifa e Akko su Viaggio da Sola Perché.

3 – Marzo. Esfahan, Iran

Esfahan

Posto che l’Iran sa creare scompensi anche nel più insensibile dei viaggiatori, non credo possa esserci periodo migliore per visitarlo se non il Nowruz, il capodanno persiano, che cade intorno all’equinozio di primavera (20-21-22 marzo).

Dovunque sarebbe bello, ma idealmente vorrei scegliere di passarlo con la gente che cammina, si riposa all’ombra o gioca nelle fontane in quel capolavoro che è piazza Naqsh-e jahān a Esfahan, Iran. Non ho mai scritto praticamente niente di Iran, se non un post sulle etimologie di alcune parole magiche che anno scavalcato i confini dell’uomo, perché è un paese che è davvero troppo. Non guardate troppe foto, aspettate che le acque si calmino un po’ e poi andate a farvi un giro in primavera. Di poco battuto in Iran c’è praticamente tutto, specie visti i venti di guerra che tirano negli ultimi tempi.

4 – Aprile. Gyumri, Armenia

Ristorante Poloz Mukuch

Ed è vero che Gyumri l’ho vista sotto un delicato strato di neve, che ha dato un po’ di poesia alla distruzione, ma questa città credo dia il meglio di sé in primavera, quando l’Armenia sboccia in albicocchi e melograni e si inverdisce un po’ prima di essere arsa di nuovo dal sole impietoso del sud.

Questa città martoriata ha un’architettura unica in tutto il Caucaso, un percorso di rinascita difficile ancora in corso e un legame unico con l’Italia. Ve l’ho raccontata in questo post.

5 – Maggio. Bukhara, Uzbekistan

La moschea Char Minar

Prima che l’aria bollente del deserto arrivi a zittire il brulichio che si anima nelle ombre dell’Asia Centrale, fate un salto in questa città carovaniera e riposatevi al fresco delle sue variopinte madrase. Più bella di Samarcanda, meno ristrutturata senza ortodossia, meno sovraffollata nei giorni di punta.

Il 9 maggio, giorno della Vittoria sovietica sul nazifascismo ancora celebratissimo nelle repubbliche dell’ex URSS, lungo gli anonimi viali di Tashkent gli altoparlanti dei supermercati sparavano al massimo Katyusha, e le cassiere dagli occhi allungati cantavano con la mano sul cuore per i parenti caduti chissà dove, se in Ucraina, a Stalingrado o in Bielorussia. A Samarcanda Babi ci faceva sgattaiolare via da uno dei ristoranti più cari della città senza pagare, strizzando l’occhio al cameriere che sapeva tutto. È il business delle guide che srotolano un inglese impeccabile senza aver mai lasciato l’Uzbekistan. Ad Andijan due ragazze mi pettinavano i capelli con le dita prima di racchiudermeli in un velo di cotone grezzo – così ero perfetta per andare in pellegrinaggio a Samarcanda. Non sulla tomba di qualche santo profeta dell’Islam, ma su quella di Islom Karimov, l’allora appena defunto e osannato presidente uzbeco.

A Bukhara i vicoli si stringono tra muri di fango e paglia che al tramonto si tingono di rosa. Moschee-astronavi svettano all’improvviso da un agglomerato urbano disordinato e sabbioso, che sembra possa cambiare conformazione da un momento all’altro, non appena si sbattono le ciglia. Ricordo che Sara voleva comprare un paio di elegantissime forbici da un uomo con un cappellino di feltro di una finezza rara. La sciarpa che comprai lì “è la più morbida dell’intero universo”, pensavo mentre me la avvolgevo intorno al collo.

Ho tanti appunti dall’Uzbekistan, ma quante cose potrei scrivere ancora. Alcune forse rimarranno non scritte per sempre, giusto per avere ancora qualche segreto da raccontare.

Vi lascio come sempre un link utile affiliato per il transfer a Bukhara, di Civitatis e il link per il city pass, sempre con Civitatis.

6 – Giugno. Krasnoyarsk, Russia

Krasnoyarsk, Siberia, Russia
Krasnoyarsk, Siberia, Russia

Dirò una cosa banale, ma giugno è il mese più bello per visitare la Russia. Ogni giorno dà il senso delicato e un po’ precario di bilico tra il vento fresco della primavera russa e l’esplosione vegetale che avviene in un paio di settimane dopo mesi di gestazione. Le zanzare in Siberia sono poche, la zecca giapponese non prolifera ancora (se amate rotolarvi nei prati) e di solito non c’è ancora quel caldo umido e asfissiante dell’enorme pianura.

Potreste andare a San Pietroburgo e approfittare delle romanticissime notti bianche per vagare senza meta senza accorgervi che è già tardissimo (per giunta approfittando del nuovo regime di visto gratuito fino a 8gg per le regioni di Leningrado e di Kalinigrad); oppure potreste andare al lago Baikal e godervelo in perfetta solitudine, pucciando l’alluce nell’acqua scongelata da poche settimane, ma già con le più belle e lunghe giornate di sole.

Oppure potreste dedicare almeno un paio di giorni all’esplorazione di una delle più belle città della russia siberiana, Krasnoyarsk, capoluogo dell’omonimo krai. Specie se siete in viaggio per la lontana Vladivostok, lungo la Transiberiana. Per farvi capire quanto è grosso, solo questo enorme territorio siberiano costituisce il 13% della superficie dell’intera Russia, circa un quarto di quella del Canada e almeno 7 volte l’Italia. La diversità etnica e paesaggistica di questo krai è impressionante. Krasnoyarsk è una città grande ed elegante, con un bel centro storico pieno di architettura eclettica e belle montagne a portata di mano, appena oltre il gelido e leggendario Yenisei.

7 – Luglio. Bihać e il parco nazionale di Una, Bosnia Erzegovina

Un’amaca sospesa sul fiume Una, Bosnia ed Erzegovina

Mentre il vicinissimo parco croato dei laghi di Plitvice sarà preso d’assalto, il fiume Una continuerà a scorrere indisturbato tra splendide gole, anse cristalline e cascate. Poche volte nella mia vita ho visto fiumi così verdi come nei Balcani. Quelli bosniaci, come l’Una e la Neretva (per citarne due), sono davvero speciali e a luglio non più così freddi per farci un tuffo. Per me da non perdere tra le cose da vedere in Bosnia Erzegovina.

Base ideale per l’esplorazione del parco è Bihać, cittadina di confine ancora in uno dei punti caldi dei flussi migratori della rotta balcanica, di cui ci stiamo già dimenticando.

8 – Agosto. Chișinău, Moldova

Se avete ferie solo ad agosto, date una chance alla Moldova, il paese meno visitato d’Europa. La sua capitale è una città piccola e tranquilla, dalle cui vie i moldavi dicono che si veda sempre la campagna in fondo alle strade (e, perché no, magari anche qualche vigneto). Il mercato di Chișinău è uno dei più belli e autentici del mondo post-sovietico, perfetto per fare provviste per l’inverno da spedire a casa con una marshrutka (sì, l’emozione di vedere una marshrutka a Milano che ti recapita il tuo pacco moldavo è qualcosa di impagabile).

Fuori dalla capitale c’è la vita rurale come pensavate non esistesse più in Europa, specie a vent’anni dopo il duemila. Oltre a tradizioni ancora autentiche, vigneti a perdita d’occhio e qualche bella fortezza lungo il Dnestr, c’è l’interessantissima e ormai tranquilla da visitare repubblica non riconosciuta di Transnistria, ormai quasi ‘di moda’ tra gli appassionati del genere. A proposito di Transistria parliamo nella puntata #02.04 di Cemento Podcast.

9 – Settembre. Chernivtsi, Ucraina

chernivtsi

Per settembre vi propongo la città più romantica dell’Ucraina dopo Lviv, ma dove i russi non sono ancora arrivati a fare danni con i loro photoshoot in luoghi improbabili. Parlo di Chernivtsi, città un tempo importante crocevia di culture e sede di una splendida università oggi patrimonio Unesco. La città sorge in collina, le vie acciottolate hanno quella decadenza letteraria di città come Tbilisi e Odessa e Chernivtsi è sufficientemente grossa da offrire anche qualche evento culturale interessante. La Bucovina è una regione ancora con una grossa comunità rumenofona. Cinquant’anni di Unione Sovietica hanno sì sovietizzato la città, ma il fascino mitteleuropeo non è scomparso. Anzi, forse l’URSS l’ha quasi preservato dalla globalizzazione imperante.

Pianificate un weekend lungo in autunno, perché il foliage qui è meraviglioso. Qui i miei suggerimenti per un itinerario in Ucraina occidentale.

10 – Ottobre. Tbilisi, Georgia

tbilisi
Palazzi abbandonati nella città vecchia di Tbilisi

In questa lista di consigli per gli amici non potevo non mettere Tbilisi, tra le più belle e dinamiche capitali postsovietiche (se non la più bella, perlomeno la mia preferita alla pari con Mosca). Considerando già di default una mezza giornata da passare in uno dei tanti grossi mercati della città, in realtà a Tbilisi ci si può passare tranquillamente una settimana senza annoiarsi un minuto. L’area urbana è più grossa di quello che si pensa e, oltre al vasto centro storico romantico e decadente, offre una serie di architetture moderniste sovietiche di tutto rispetto.

Se ci andrete ad ottobre non troverete turismo, l’euforia della vendemmia sarà ancora nell’aria e farete ancora in tempo a fare qualche scappata in montagna con i colori dell’autunno, un clima gentile e niente neve. Io ve l’ho detto!

Vi consiglio tre attività con Civitatis: il tour panoramico, il free tour e il transfer a Tblisi.

Nel dubbio date un occhio agli itinerari painderoutiani in Georgia e ai miei 10 motivi per visitare la Georgia.

11 – Novembre. Yangon, Birmania

Forse era perché non avevo davvero la minima idea di come aspettarmela – volutamente non avevo visto foto prima di partire -, ma Yangon mi ha trapassata come un coltello. Non nel senso che è stato amore (cerco di evitare questa parola e simili più che posso, specie con città che non conosco bene), ma nel senso che è stata uno schiaffo inaspettato. Quello che ricordo di più è la polvere che ti brucia nelle narici, i topi enormi che tagliano i vicoli sudici di downtown in un’oscurità impressionante, i colori pastello delle case coloniali orlati di nero smog, coperti dai cavi che penzolano pericolosamente da pali di legno, dai panni stesi, dalle ventole dei condizionatori anni ’90.

La Birmania è un paese ancora soprattutto rurale, ma Yangon è un’amalgama di influssi diversi irresistibile pur nel delirio complessivo. Se dovessi consigliare una sola cosa da fare a Yangon, direi fare il giro della città sulla Yangon Circular Railway, un’esperienza che per gli stranieri costa solo 200 kyat (poco più di 10 centesimi di euro) ma che non risparmia niente della inafferrabile, sfiancante e al contempo serena vita birmana nella ex capitale. Bello il piccolo reportage di Tino Mantarro per il Touring.

Per il transfer a Yangon vi rimando al link di Civitatis.

12 – Dicembre. Losanna, Svizzera

La città vecchia, Losanna, Svizzera

Negli ultimi anni sono tornata spesso a Losanna e ogni volta mi sorprendevo quanto fosse poco svizzera come città e poco considerata rispetto alla vicina Ginevra, molto meno bella, e alle più famose Zurigo, Basilea, Lucerna e così via. Sì, sempre cara come il fuoco, ma estremamente dinamica, giovane e viva, piena d’arte e di cose da fare. È una delle città più tridimensionali che abbia mai visto, su più strati e scavalcata da enormi ponti di pietra o di metallo. Illuminata dalla luce dorata perché affacciata a sud, d’inverno basta seguire il sole per trovarci, più sotto, anche la linea lattiginosa del grande lago. Sotto Natale c’è anche il grande plus del vin chaud e dei mercatini all’aperto che invadono la città. Non si compra niente, eh, ma che atmosfera!

Meta perfetta per una fuga breve pre-natalizia e senza aerei, visto che da Milano con le offerte congiunte Trenitalia – SBB con 3h di viaggio e 25€ si va da centro città a centro città.

Con questo finisco e vi auguro un 2020 bello pieno, stancante, soddisfacente. E già che ci sono vi ringrazio per tutto quello che avete fatto per me in questi ormai quasi 5 anni!

Alla prossima!
Eleonora

Link consigliati in questo articolo

Civitatis per Yangon : Transfer
Civitatis per Tblisi: tour panoramico, free tour e il transfer.
Civitatis per Bukhara: transfer e il city pass
Civitatis per Amman: transfer

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4 risposte

  1. che bello questo post, davvero, è piano di poesia. sono stata ad Amman tantissimi anni fa (forse 15), penso che sia molto cambiata, ma non mi era dispiaciuta. invece ho visitato Haifa e Akko due anni fa, però d’estate. mi erano piaciute molto e tra l’altro mi pare che Haifa sia considerata la capitale gastronomica di Israele, infatti avevo mangiato benissimo (per me che sono vegetariana la cucina mediorientale è un paradiso). Ad Akko ero capitata durante una festività musulmana, c’era una splendida atmosfera gioiosa e anche in quel caso avevo mangiato un sacco, ahahah.
    L’Uzbekistan è nella mia lista desideri da tantissimi anni, spero di riuscire ad andarci quest’anno… in caso posso chiederti qualche consiglio? grazie.

  2. Grazie Eleonora per queste dodici mete insolite, devo confessare che proprio dai tuoi racconti su Instagram mi è venuta una voglia pazza di Georgia e Tbilisi, meta che non avevo praticamente mai considerato prima!

  3. Ciao Eleonora! Che super blog, ti leggo spesso, mi piace il tuo modo di viaggiare e soprattutto le tue mete insolite e di nicchia! Devo chiederti un consiglio: ad agosto quest’anno sto valutando di rimanere in Europa e sono attirata, viste le nuove rotte di Ryan, da Armenia e Georgia, però ne vorrei fare intanto solo una per poi abbinarci una settimana di mare perché ne ho bisogno! Quindi la mia domanda è: da dove iniziare? Premetto che siamo una coppia giovane, amiamo la natura, visitare luoghi archeologicamente interessanti, il mio compagno è enologo e so che la Georgia è un paese molto interessante da questo punto di vista, instancabili girovaghi, utilizziamo spesso mezzi pubblici anche notturni. Tra i due paesi secondo te quale merita di più e perchè? Ovvio che poi farò anche quello che lasci in seconda posizione 🙂
    Grazie! Silvia

    1. Ciao Silvia!

      Che scelta difficile! Per una settimana forse ti direi l’Armenia, patria di vini eccellenti anche se meno famosi di quelli Georgiani, perché è più piccola e si gira alla perfezione in una settimana. La Georgia offre senz’altro di più ed è però più accogliente per il turismo non russofono, ma in una settimana mi limiterei nel caso solo a Tbilisi, facendo qualche giro in giornata. Le distanze sono decisamente maggiori e i trasporti lentissimi: pensa che anche solo per andare da Tbilisi a Kutaisi ci si mettono 4h piene. Ad agosto farà molto caldo, tra l’altro, tranne in montagna.
      Per cui direi: se vi va bene fare un “assaggio” di Georgia con baricentro a Tbilisi, vada per la Georgia. Ma sappi che dovrai per forza ritornarci dopo per un viaggio più lungo!
      Se invece vuoi tornare avendo girato per bene un paese, vada per l’Armenia (anche se di qui a capirla ci vuole molto di più!)

      Un abbraccio e fammi sapere poi cosa sceglierai!
      Ele

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