Appunti dall’Islanda. Di silenzi, umanità e spontaneità

Questo probabilmente sarà il post più corto dell’intera storia di Pain de Route, perché l’effetto principale che l’Islanda mi fa è togliermi le parole. Di fronte a una tale vastità e purezza di paesaggi ogni commento diventa veramente superfluo e non riesco a non sentirmi stupida nel descrivere qualcosa che […]

Appunti dal Kazakistan. Di yurte, del gelo e di sortilegi

Altri appunti di viaggio dal Kazakistan, una terra immensa e desolata, battuta da sabbie, venti e nevi, abitata da un popolo silenzioso e gentile. Il gelo del grande Nord Fa un freddo cane qua a nord, tira un vento secco che spacca le labbra, alza le polveri e non c’è […]

Oggi in costruzione, domani storia. Cosa è cambiato in Uzbekistan dopo un anno

Oggi in costruzione, domani storia! L’autobus taglia i viali di Tashkent nell’alba – sono grandi e deserti, coperti solo da immensi alberi ancora verdi e anonimi palazzi chiari, tenuti in buone condizioni. Sulle transenne dei cantieri titolano a caratteri cubitali gli slogan “Сегодня стройтельство, завтра история!”, che significano “Oggi in […]

Appunti dal Tagikistan. Di spose bianchissime, dell’Afghanistan e di una bambina di nome Bibi

Gamarjoba painderoutiani, qui Tbilisi e cieli azzurri che vi racconterò molto presto. Dopo le settimane affannosissime di Natale e qualche giorno in viaggio con Sherpa e PrinceOfPersia riesco, oggi, finalmente a tirare un sospiro di sollievo e rilassarmi un po’, dopo tanti mesi. Starò in Georgia per un mesetto, ma […]

Appunti dal Tagikistan. Di camionisti solitari, di altopiani desertici e della banalità del male

Di Leòn ho avuto paura, eppure in qualche modo ripensando al mondo visto dai suoi occhi mi ci sono affezionata. Viaggiando ho imparato ad appuntarmi le parole degli altri nella mente, quasi come se me le cucessi con ago e filo nella testa. Quando un’espressione mi colpisce, me la ripeto […]

Piccola storia dal cimitero ebraico di Sarajevo. Di susine e patate bollite

Non ho mai scritto nulla su Sarajevo, per un semplice motivo: non mi sono mai sentita in grado di farlo. Materia troppo emotiva, troppo calda, fluida, sconfinata. E in più non sono mai riuscita a tornarci. Sarajevo mi ha trafitto il cuore come pochi posti al mondo, la sogno sempre, […]