Amore ed Est Europa: andateci. Perché sì.

Che meraviglia l’Est Europa. Che poi, Est Europa. Non ha gran senso chiamar così decine di stati e staterelli di etnie, lingue, culture molto diverse (assimiliamo lituani, bosniaci, albanesi, ucraini, ungheresi, romeni…) che nella storia sono stati accomunati in gran parte solo dalla geografia, da grandi imperi-contenitore e da regimi comunisti; forse è anche un po’ denigratorio. E soprattutto molti stati sono geograficamente in Europa Centrale, e certo non orientale: la Polonia, la Repubblica Ceca…

[In foto: Cesky Krumlov, Repubblica Ceca. Marzo13]

Per noi west-siders della cortina di ferro, però, questo modo di vivere più “introverso” e questo mondo rinato negli anni ’90 ha una carica seduttiva notevole. Dopo un po’ mi accorgo che ne ho proprio bisogno fisicamente: atmosfere ovattate, oggetti che in Italia sono usciti dall’uso decenni fa, un’accoglienza sincera, quell’attitudine ad attrezzarsi contro il freddo dell’inverno, città vecchie color pastello dove i negozi di souvenir cinesi non sono ancora arrivati (e, in realtà, spero mai arriveranno). Che cos’è che inseguiamo, sempre più a Est? Perché ci attira?

DSC_7807Tutto concilia una meditazione musicale, tranquilla. E’ una regione d’Europa ancora relativamente poco esplorata e genuina, dove è facile fare scoperte sensazionali, godersi piccoli o grandi viaggi spendendo molto poco, entrare in contatto con le persone del posto senza che a fare da tramite ci sia un’agenzia turistica. Sarete costretti a rivalutare la vostra idea di viaggiare, vedere, scoprire… [in foto: mercato coperto di Cracovia, Polonia13]

Pensate alla meraviglia di viaggiare in paesi, in Europa, nel 2016, dove la stragrande maggioranza delle persone sopra i 35 anni non parla inglese. Dove anche solo chiedere un’informazione a gesti, a sorrisi, a parole di sopravvivenza o di lingua franca diventa un gioco entusiasmante. Dove sarete “costretti” (che peccato!) a imparare qualche parola di quelle lingue con suoni taglienti o fluidi, alcune così sorelle tra loro; e se vi sembrerà inutile aver impato добрый день, dobro jutro, dobranoc, vedrete in quanti altri paesi vi capiranno se proverete a ripeterle.

Parlare un po’ di lingua del posto è magia. Tipo capire cosa c’è dentro negli involtini di sfoglia unta e bisunta delle pekare (le bakeries!) balcaniche. Perché, matematico, l’avitaminosi busserà alla porta dopo una settimana di solo burek con carne, formaggio (sirnica) o čokolada.

Quindi è fondamentale imparare i nomi di frutta e verdura.
Prodigio: come si dice “mela” in tutte le lingue slave. Così potrete continuare a mangiare unto e bisunto, ma con frutta o verdura dentro. Per salvarvi dalla morte nera e per non sentirvi in colpa. L’alternativa è sfondarsi di zuppe, volete mettere!?

|| jabłko (polacco), jabuka/јабука (serbo-croato), jablko (ceco e slovacco), јаболко (macedone), яблуко (ucraino), ябълка (bulgaro), jabolko (sloveno), яблык (bielorusso) e яблоко (russo) ||

74322_4895479075107_1168836907_nAaaah (sospiro sconsolato). E’ legittimo avere un po’ di nostalgia di epoche mai vissute?
Se le abbiamo studiate a fondo, se le abbiamo incontrate e accarezzate attraverso melodie, libri, opere d’arte, poesie, queste epoche sono anche un po’ nostre. Fanno parte della nostra storia. E vederle sfumare nel passato fa sempre un po’ male, perché ci siamo affezionati. Per me l’Est Europa è un cercare di attingere dal passato, buono o cattivo che sia stato, quanto più si possa, prima che scompaia per sempre. E’ imparare da una vita non vissuta. [In foto: Budapest, Ungheria13]

Quindi, oltre a consigliarvi con tutto il cuore di andare alla scoperta dell’Est (e guai a chi dice il demoniaco non c’è niente da vedere), sto progettando due viaggettini nell’area.

IrlandaIl primo sta per arrivare: sette giorni in solitaria in Romania. Non vedo l’ora di abbracciare Andreea, Laetitia e Melinda, le tre CouchSurfers che mi ospiteranno a Bucarest, Brasov e Sibiu, in Transilvania.

Il mio itinerario in Romania

Il secondo sarà dopo esamiesamiesamilaureaetc., probabilmente ad agosto: un mese di autostop dall’Ucraina fino all’Albania e ritorno in Italia. Terre stupende, me l’hanno giurato gli occhi luccicanti di due italiani che girano l’Est Europa in camper da un po’ di anni. Li ho incontrati a Mosca, al cimitero di Novodevichy, l’estate scorsa… Una decina di minuti di chiacchierata e boom, mi hanno convinta. Sapete, no? Quando non servono foto, blog, film o trattati scientifici per convincerti. Basta l’entusiasmo di uno che c’è già stato. E, se ti convince, sei spacciato.

Il meglio, il peggio e il sacrificabile dei Balcani

Quindi andate ad Est, scoprite, riscoprite, esplorate, imparate lingue, religioni, culture, persone, cibi, musiche, imparate tutto! Andate prima che svanisca tutto il bendidio che comincia a Trieste… e non finisce mai.

Andate. E tornate più ricchi e più belli. O non tornate più, se ve ne innamorate…
Cia’ e buone vacanze 🙂

[In foto sopra: il mare fuori Tallinn, Estonia15]

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