Balcani on the road: info utili, consigli e rischi

Balcani on the road viaggiare nei Balcani in auto
Balcani on the road: sosta foto sulle isole del Quarnaro, Croazia

C’è sempre una prima volta in tutto: e infatti a ‘sto giro è stata la mia prima volta nei Balcani on the road. Bella, bellissima esperienza e di gran lunga il modo migliore per esplorarli palmo a palmo ed addentrarsi nelle campagne profonde, a caccia di paesini dove si respira ancora atmosfera da Impero Ottomano. Forse non il modo più selvatico, specie se vi piace il susseguirsi di situazioni balcaniche di quando si viaggia coi mezzi pubblici e l’incontro umano inaspettato; ma se avete la possibilità di viaggiare nei Balcani in auto e non avete poi tutto questo tempo, buttatevi senza pensarci troppo. C’è un’intera penisola di paesaggi incontaminati, fiumi color smeraldo, cascate, isole verdi, laghi e antichi borghi di pietra bianca che vi aspetta.

Però però però c’è un ma. Sapete che mi piace farvi partire il più consapevoli possibile. L’Unione Europea finisce in Croazia. Questo vuol dire che vi addentrerete – e sarà proprio questo il bello – in una giungla di leggi diverse, situazioni politiche a dir poco incredibili, retaggi della guerra assolutamente da non sottovalutare (come le mine antiuomo ancora presenti) e allo stesso tempo persone di un’umanità sorprendente, belle, genuine, autentiche. Parlate con i balcanici, vi farà un gran bene. Non serve partire spaventati, ma sappiate che fuori dall’UE le cose girano molto più lentamente e non mancano i pericoli. Vi renderete conto di quanti lussi consideriamo normalità, quando basta fare poche centinaia di km per fare un salto nel tempo di venti o trent’anni.

Nota importante: segue una guida molto esaustiva che ha aiutato migliaia di viaggiatori gratuitamente da quando è stata pubblicata. Ho creato un pdf impaginato e stampabile dei 3 post più letti sui Balcani, che ti guideranno passo passo nell’organizzazione fai da te di un viaggio nei Balcani: come organizzare un viaggio nei Balcani, cosa vedere nei Balcani e info e consigli per un viaggio nei Balcani on the road. Puoi decidere di scaricare il “Balcani trio” a fronte di una piccola donazione, per sostenere questo blog che, come vedi, non ospita banner pubblicitari. Il post rimarrà sempre disponibile online, ma scaricare il pdf è un modo per dirmi ‘grazie’ e dare valore al tempo speso quassù. 
Per ora te lo dico io: grazie!

Per avere una panoramica d’insieme, leggete il post su Come organizzare un viaggio nei Balcani. Per decidere cosa inserire nel vostro itinerario e cosa no, leggete Cosa vedere nei Balcani (e cosa no).

Balcani on the road: cose da sapere

1. Traghetto sì o traghetto no?

Balcani on the road
Ancona vista dal traghetto per Spalato

Un ottimo modo per iniziare il vostro viaggio nei Balcani on the road è fare un’esperienza super anni ’90 in traghetto, svegliandovi con vista Croazia o Albania di primo mattino. Dipende anche da dove partite, ma il costo del traghetto per 2 persone (posto ponte, sola andata) con auto piccola raramente supera i 150/200€: nonostante non sia economico come un volo low cost, potrebbe essere comunque meno di quello che spendereste in caselli autostradali e benzina, senza contare che vi risparmiate un bel po’ di strada. Per me è un sì. Ma poi adoro troppo i traghetti démodé!

2. Condizioni delle strade

La spettacolare strada tra Mostar e Sarajevo

Se fino a cinque anni fa guidare nei Balcani era come guidare nei sobborghi di Baghdad, devo dire che la situazione è adesso incredibilmente migliorata. Le strade di Bosnia Erzegovina, Croazia e Slovenia sono nuove di pacca (dico davvero, anche sulla più sfigata delle provinciali slovene ci si sente a pochi km da Zurigo) e non c’è assolutamente motivo di preoccuparsi di buche o tragitti pericolosi. Le autostrade rimangono poche, a pagamento e concentrate perlopiù in Serbia, Croazia e Slovenia. Anche le strade secondarie erano in ottime condizioni, con vernice nuova e segnaletica sempre tradotta in inglese. Abbiamo girato quasi sempre senza navigatore e non ci siamo mai persi. Se anche vi dovesse capitare qualche strada più vecchiotta, non sarà niente di più tragico di quella strada provinciale piena di buche che fate sempre per andare a casa della nonna. Voto: 10.

3. Le distanze sono brevi, ma i tempi di percorrenza molto lunghi

Il fiume Una, Bosnia ed Erzegovina

Concetto chiave che dovete scolpirvi in testa prima di partire per il vostro viaggio on the road nei Balcani. Sulla cartina sembra tutto dietro l’angolo perché le distanze sono brevi, ma ci metterete comunque una vita. Per visitare i Balcani serve tempo e gli imprevisti che vi faranno ritardare tutto sono sempre dietro l’angolo, è impossibile che tutto fili liscio come l’olio: basta un ingorgo in frontiera o un po’ di traffico per lavori. Quindi rinunciate al maxi tour di dodici paesi in una settimana perché è semplicemente impossibile farlo, oltre che snervante.

4. Cambiare i soldi in valuta locale se viaggiate in auto

Muovendovi in macchina, potreste metterci un po’ di tempo prima di riuscire a cambiare i soldi in valuta locale. Solo Slovenia, Kosovo e Montenegro hanno l’euro. Negli altri paesi in teoria è obbligatorio pagare in moneta locale, ma con un po’ di insistenza vi prenderanno anche gli euro (cash only, of course), maggiorando un po’ il prezzo: occhio a non farvi fregare troppo. I cambiavalute di solito si trovano solo nei centri città.

5. Ci sono un sacco di benzinai, tranquilli

Anche qui nota di merito: i Balcani pullulano di benzinai, accettano tutti il pagamento con le carte e praticamente il 90% di quelli che abbiamo incontrato distribuiva anche metano e GPL. Il prezzo della benzina e dei carburanti in generale è un po’ più basso che in Italia, quindi risparmierete un po’ anche su questo aspetto.

Informatevi in anticipo sui tassi di cambio e portatevi tanti euro cash perché non sempre ci saranno le carte o ATM nei paraggi a salvarvi. Altra nota: i marchi convertibili bosniaci (BAM) sono quasi impossibili da cambiare in euro fuori dalla Bosnia. Cambiatene solo lo stretto necessario o spendete quelli avanzati.

6. Autostrade, pedaggi e la famosa “vinjeta” slovena

Balcani on the road
Alberi in fiore nella Bosnia centrale

In Croazia, Slovenia, Macedonia e Serbia troverete un sistema di autostrade a pagamento. Meglio pagare in cash con la moneta locale. Anche in Bosnia c’è un piccolo tratto di autostrada che parte a metà della strada Mostar – Sarajevo ma oltre a non essere così economica non è utile se siete diretti a Sarajevo centro. Sconsigliata. In Croazia le strade litoranee e a mezzacosta però sono così belle (e ben tenute) che se non avete fretta vi consiglio con tutto il cuore di evitare l’autostrada e farvela con calma, lasciando che tutto il Quarnaro si srotoli davanti ai vostri occhi e, chissà, magari riuscirete a vedere anche l’Italia in lontananza.

In Slovenia invece bisogna fare attenzione perché si circola sulle autostrade con un bollino (“vinjeta”), come in Svizzera, per intenderci. Si può acquistare in ingresso presso tutti i benzinai ma la durata minima è una settimana (€15), per cui se siete solo di passaggio forse vi conviene semplicemente prendere strade alternative, peraltro molto scenografiche (come tutta la Slovenia!). Senza bollino si rischiano multe fino a 800€. Tutte le info sul bollino sloveno le trovate sul sito ufficiale del turismo.

7. Assicurazione auto, carta verde e altri documenti

Pocitelj, borgo dell’Erzegovina

I paesi dei Balcani in cui vi basta avere l’assicurazione italiana sono quelli membri UE (Slovenia, Croazia, Bulgaria + paesi limitrofi come Grecia, Ungheria e Romania), più la Serbia. Per Bosnia Erzegovina, Montenegro, Macedonia e Albania serve invece la carta verde (documento rilasciato senza difficoltà dalla vostra assicurazione). In Kosovo invece non vale nemmeno la carta verde e dovete stipulare per forza un’assicurazione locale in frontiera.

Cosa fare se non ho la carta verde e/o l’assicurazione originale

Cioè se vi ritrovate nella stessa condizione in cui eravamo noi… Innanzitutto stampate una copia dell’assicurazione e della carta verde: in UE probabilmente è sufficiente la copia, mentre dove serve la carta verde è probabile che vi chiedano l’originale. In ogni caso potete acquistare l’assicurazione valida per quel paese direttamente in frontiera a cifre abbastanza ragionevoli (in Bosnia per 7 giorni abbiamo pagato 20€). Quindi in generale state tranquilli che una soluzione si trova: basta pagare…

Non dimenticatevi infine la delega alla guida del veicolo se l’auto non è intestata a voi! Vi servirà in frontiera e per stipulare l’assicurazione viaggio, perché dovrà essere intestata al proprietario.

8. Attraversare le frontiere nei Balcani in auto

Novo Sarajevo, Bosnia Erzegovina

Nei Balcani, superata la Slovenia o la Grecia, non siete più nell’area Schengen: passare da uno stato all’altro significa attraversare frontiere internazionali, con controllo documenti dei passeggeri e delle auto. Se avete i documenti elencati al punto 7 siete in regola e potete stare tranquilli. Sulle frontiere in auto ci sono essenzialmente tre cose importanti da sapere:

  • Il Kosovo è l’unico paese in cui è obbligatorio avere il passaporto.
  • La carta d’identità è sufficiente per tutti gli altri paesi, ma è consigliabile avere quella elettronica per evitare inutili storie, specialmente se la vostra carta d’identità assomiglia più a un cimelio del ’14-’18 che non a un documento valido. In alternativa il passaporto risolve tutti i problemi.
  • Le frontiere spesso generano grosse code, specialmente se state entrando in UE o nell’area Schengen, dove i controlli sono più rigorosi, e in coincidenza delle autostrade a orari e giorni di punta, soprattutto ad agosto. Considerate l’ipotesi di fare strade secondarie per evitare grossi ingorghi: in vari viaggi mi è capitato più volte di fare code di 2 o più ore sotto al sole. Particolarmente intasata ad agosto è la frontiera dalla Serbia alla Croazia, perché è una delle poche arterie veloci, percorsa dai macedoni, kosovari, serbi o bulgari che tornano in Austria, Germania e Svizzera.

9. Catene invernali, tasso alcolemico e altre cose da sapere prima di viaggiare nei Balcani on the road

Balcani on the road
Vista sul Quarnaro dalle strade a mezzacosta croate

Nei Balcani ogni paese ha le sue regole ed è bene informarsi con molta precisione sulle differenze di codice della strada e di leggi per quanto riguarda non solo i limiti di velocità, ma anche gli obblighi di catene da neve a bordo (obbligatorie in molti paesi da novembre a fine aprile), numeri per il soccorso stradale e tasso alcolemico nel sangue. Giusto per darvi un’idea di come cambiano le regole da paese a paese, vi riporto i dati del tasso alcolemico massimo consentito.

Tasso alcolemico 0.5g/l: Slovenia, Croazia (0.0g/l se avete meno di 24 anni), Bulgaria, Macedonia, Grecia

Tasso alcolemico 0.3g/l: Bosnia Erzegovina

Tasso alcolemico 0.03g/l: Serbia, Montenegro

Tasso alcolemico 0.0g/l: Albania, Kosovo (*dati non pervenuti), Ungheria

10. Balcani on the road: rischi e contrattempi

Sherpa in partenza dal porto di Ancona

Insomma, il più grande rischio in un viaggio nei Balcani on the road è che qualcuno vi scassini la macchina o ve la rubi. Vorrei dire che non è frequente, ma è capitato sia a noi (a Sarajevo hanno forzato la serratura del Pander e rubato poche cose dai sedili retrostanti), sia a tanti lettori del blog.

I consigli più utili che mi sento di darvi sono:

  • Non lasciate MAI niente (niente!) in vista all’interno dell’auto. Avere un copri bagagliaio è essenziale se dovete lasciare cose in macchina.
  • Cercate di parcheggiare in parcheggi sorvegliati o privati. La nostra macchina ha “dormito” per due notti in un tranquillissimo sobborgo residenziale di Sarajevo, ma evidentemente non era abbastanza tranquillo!
  • Se non vi sono stati fatti danni eccessivi (es. serratura scassinata, no finestrino rotto) né vi hanno rubato cose di valore, evitate di andare dalla polizia perché sarebbe solo una perdita di tempo: spesso non parlano inglese ed esigono che l’ambasciata vi fornisca un traduttore ufficiale. Vi lascio immaginare che la cosa non si risolverebbe in poche ore!
  • Nel caso in cui invece vogliate andare dalla polizia, andate nella stazione più vicina al luogo del furto o non potranno farvi la denuncia. Attenzione anche perché Bosnia e Republika Srpska sono due entità distinte con leggi diverse!
  • Il mio consiglio è di andare dritti in ambasciata o consolato senza passare dalla polizia: una volta che sarete lì potrete parlare con qualcuno che sa l’italiano e ha già aiutato altre persone. Nota di merito all’Ambasciata Italiana di Sarajevo, che ci ha aiutati con massima professionalità e in tempi civili.

Per oggi è tutto amici, alla prossima!
Vi aspetto come sempre su Instagram e Facebook,
Ele

2 Commenti

  1. Sottoscrivo tutto. Purtroppo l’equivalente del tuo spiacevole inconveniente… è il furto della moto. Sempre in ostelli e posti chiusi. E via, a godersi uno dei Paesi più belli di sempre!

  2. Domenico Trimarchi

    Certo che visitare i paesi dall’interno, e non solo la capitale è tutta un altra cosa, con il camper ho scoperto la bellezza della Norvegia e della Finlandia

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