Budapest | I tesori abbandonati di Ecseri


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 di Elisabetta Stringhi
foto di Eleonora Sacco (1, 6) ed Elisabetta Stringhi (2, 3, 4)

Ecseri si trova a Nagykőrösi út 156, nel XIX distretto di Budapest, ed è un mercatino delle pulci e dell’antiquariato tra i più grandi di quelli dell’Europa dell’Est nonché una delle attrattive principali della capitale ungherese. Là si possono rinvenire dei piccoli tesori sopravvissuti al lento e implacabile scorrere del tempo che tutto divora, consuma, arrugginisce e ingiallisce.
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Come delle bambole abbandonate. Polverose e a terra, lo sguardo, se di sguardo si può parlare a riguardo di giocattoli inanimati, è perso nel vuoto. Una è persino rimasta senza vestito, mentre le altre lo hanno ancora, ma sgualcito. Sembrano evocare nella mente l’idea dell’infanzia perduta in maniera irrimediabile e, se a primo acchito generano inquietudine, poi non possono far altro che suscitare tenerezza, pietà. Soprattutto a causa dello stridente contrasto dato dal quadro contro cui poggiano, un’immagine universale di affetto e calore materno.

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Aggirandosi tra le varie bancarelle del mercatino, si può trovare davvero di tutto. Da bronzei utensili per la cucina serviti un tempo a mani laboriose per preparare pietanze fumanti e sostanziose come il gulash, a collane di perle di legno o di metallo dalle forme più strambe e svariate, da caldi colbacchi con il pelo a spillette militari di tutti i tipi, da libri usati, ingialliti dal tempo, consumati a furia di essere sfogliati da avidi lettori, ad affascinanti macchine fotografiche d’epoca, da elmetti del periodo della guerra a datati lampadari, da specchi adorni di cornice a una statua dorata, raffigurante una donna di una bellezza disarmante.

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Non serve molto per individuare quello che potrebbe essere l’oggetto dei sogni e dei desideri, l’antico piccolo grande tesoro scoperto tra le migliaia di chincaglierie presenti che si vorrebbe portare a casa con sé. Allora iniziano le trattative. Contrattare è un’arte, soprattutto se il venditore è testardo e non capisce – o fa finta di non capire – l’inglese o i gesti, ma di sicuro gioca a favore di chi compra il tasso di cambio, perché in genere la valuta straniera è di gran lunga più dotata di potere di acquisto rispetto al fiorino ungherese, l’HUF. Così è possibile uscirsene più o meno vincitori e soddisfatti, con il proprio pezzo di passato in mano. E’ proprio vero, Ecseri ha un’atmosfera tutta sua.

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Senz’altro vale la pena recarsi a fare una visita a questo mercatino delle pulci, se si ha voglia di fare un tuffo nell’antiquariato, nell’usato, nel vintage, insomma, se si è inguaribili amanti del passato e si desidera, anche soltanto per poco, essere ritrasportati in atmosfere particolari, di altri tempi.

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Come arrivare al mercato di Ecseri, Budapest

Il mercatino di Ecseri (pronuncia: “Eceri”) si trova a Nagykőrösi út 156 ed è facilmente raggiungibile con i mezzi dal centro della città, rispetto cui si trova a circa 12 km a sud-est.

Ci sono varie opzioni: arrivare con il tram 2 da Eötvös tér a Boráros tér per prendere il bus 55, scendere alla fermata Használtcikk piac e camminare 200 metri o, in alternativa, prendere la linea blu della metro (M3) a Deák Ferenc tér, scendere dopo 9 fermate a Határ út, salire sull’autobus 194 a Kele Utca e scendere a Hofherr Albert Utca per poi proseguire a piedi per 400 metri.

Orari di apertura

L’ingresso è libero, apertura tutti i giorni dalle 08:00 alle 14:00, tranne il sabato (06:00-15:00) e la domenica (08:00-13:00). Occhio ai borseggiatori, per cui non fatevi distrarre dall’atmosfera di questo luogo, sappiate maneggiare gli HUF, acquistate solo ciò che possa avere un valore, (economico o affettivo) autentico, e contrattate senza pietà!

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