Abkhazia: visto e consigli per viaggiare nella regione sospesa tra Georgia e Russia

Niente panico, anch’io ho fatto quella faccia la prima volta: Abkhazia si legge abchàsia e non è un cratere lunare! E’ una regione indipendentista della Georgia che nel 2016 ha addirittura ospitato i mondiali di calcio conIFA (a cui ha partecipato anche la squadra della ‘Padania’…). Inutile negarlo: l’Abkhazia, conosciuta come i tropici dell’ex Unione Sovietica, è di una bellezza struggente, divorata da una vegetazione selvaggia, in bilico tra le cime vertiginose del Caucaso Maggiore e la distesa calma e opaca del Mar Nero.

Per chi si interessa di geopolitica e vuole vedere le realtà (molto, molto crude) degli stati non riconosciuti è una meta certamente interessante. Per l’Italia, e per la quasi totalità degli altri paesi del mondo, l’Abkhazia non è uno stato, ma una regione contesa dentro il territorio della Georgia. Per Russia, Venezuela, Nicaragua e qualche paradiso fiscale del Pacifico è invece uno stato indipendente a tutti gli effetti. Se quindi possedete un passaporto russo o degli altri 5 stati dell’ONU che la riconoscono, visitare l’Abkhazia non sarà rischioso.

Che cosa è successo in Abkhazia

Come altre regioni dell’area, già autonome sotto l’URSS ma non repubbliche indipendenti, l’Abkhazia ha intrapreso una sanguinosa guerra per l’indipendenza contro la Georgia, che ha avuto il suo apice nel 1992-1993. Le ultime violenze significative sono state nel 2008, in parallelo con la guerra in Ossezia del Sud, e nel 2012. Dal 2012 ad oggi (aggiornato 28/03/2018) non ci sono più state esplosioni di violenza e la situazione sembra essersi stabilizzata. Nonostante ciò, tutti i ponti tra Georgia e Abkhazia (e quindi Russia) sono totalmente recisi. Tutti gli abkhazi hanno preso parte a questo conflitto, inclusi i miei due host CouchSurfing – dormivo con un fucile in camera appoggiato al muro e ascoltavo raccontare con nonchalance di quando hanno «dato fuoco a un edificio governativo pieno di georgiani».

La guerra in Caucaso è una realtà quotidiana per moltissime persone, che vivono a contatto diretto con armi da fuoco per cui noi sveniamo solo al pensiero. I governi ipernazionalisti fomentano un odio razziale e un patriottismo da fuori ridicolo e kitsch, ma in cui loro credono ciecamente. Chi vuole viaggiare in Abkhazia dovrà mettere in conto di tollerare atteggiamenti e opinioni ben al di là del politically correct a cui siamo abituati.

Basta pensare che gli abkhazi erano una minoranza in Abkhazia prima del 1993 e lo sono ancora oggi, anche dopo aver dimezzato la popolazione dell’area ‘ripulendola’ da 300.000 georgiani (e non solo), tra morti e profughi. Per non aggiungere che l’abkhazo, lingua caucasica unica nel suo genere e cavallo di battaglia della propaganda separazionista, ha ormai lasciato piede libero al russo: il nostro host Aliyas, abkhazo da sempre, parla solo russo, e di abkhazo sa a stento qualche parola. Suo cugino Daut è più o meno bilingue anche se parla molto più spesso russo che abkhazo.

Tra tutta la confusione e la contraddittorietà che gira intorno alla realtà di queste nazioni non riconosciute, una cosa sola si può dire con certezza: esistono. Ci sono, e sono anche (più o meno) organizzate. Sono circoscritte da frontiere reali che si valicano solo con un visto. Sono militarizzate. Ma soprattutto la gente ci vive, e (quasi) normalmente.

Anna Politkovskaja si chiedeva se fosse intelligente prendere sempre una posizione in questi conflitti così lontani da noi. I governi di questi micro-staterelli spesso sono corrotti, asserviti e strumentalizzati: l’Abkhazia è de facto un’appendice di Russia controllata da una missione di ‘peacekeeping’, inglobata all’area rublo e perlopiù russofona, che Putin chiama indipendente forse per scherzo. Il confine tra Russia e Abkhazia è giusto un checkpoint sommario. I cittadini di questi paesi si ritrovano de facto indipendenti ma senza un passaporto utile riconosciuto dagli altri paesi. La fragilità (o flessibilità) istituzionale attira terroristi da regioni vicine e latitanti in fuga. In sostanza, liberi e autodeterminati sì, ma in un mondo parallelo. E, che piaccia o meno, un abkhazo avrà sempre bisogno dell’aiuto (economico, diplomatico e non solo) della Russia, che gentilmente gli concederà di ottenere un passaporto russo.

La situazione attuale è di grande dolore per i georgiani, che si sono visti cacciati via da una regione dove vivevano georgiani, abkhazi, armeni, russi, ebrei, greci e persino italiani. Per gli abkhazi l’indipendenza unilaterale ha invece solo portato una quasi annessione alla Russia, ufficialmente non dichiarata, ma che si percepisce chiaramente nella divisa dei militari, nel fuso orario di Mosca, nel rublo, nella lingua delle insegne dei negozi.

Leggi anche: Come organizzare un viaggio in Caucaso

L’Abkhazia è pericolosa?

come viaggiare in Abkhazia vistoPiù sì che no. Inutile dirvi che la Farnesina sconsiglia “viaggi a qualsiasi titolo” in territorio abkhazo. Sukhumi e Gagra sono tutto sommato città tranquille, specialmente in alta stagione, dove si riempiono di russi che vanno in vacanza al mare. Nelle zone di confine come Gal (pesantemente bombardata e abbandonata) o nelle periferie di Sukhumi dove tutto è devastato e gli avvoltoi aspettano solo di spennarvi dovrete fare molta attenzione. La polizia va assolutamente evitata.

In tanti mi avete chiesto se l’Abkhazia è pericolosa. Chiaramente non c’è un pericolo imminente pronto a uccidervi, ma sarebbe disonesto dirvi che è un paese sicuro. Solo per il fatto che l’Italia e l’Unione Europea non riconoscono l’autorità dello stato abkhazo non potete concretamente sentirvi al sicuro: non c’è nulla che vi garantisca che la polizia sia in buona fede, che lo stato vi rispetti, che le leggi vengano applicate onestamente e rispettate.

Chi vuole entrare in Abkhazia deve essere più che consapevole che:

1. Non c’è alcuna copertura diplomatica e per qualsiasi incidente istituzionale (o anche solo la perdita o il furto di passaporto…) l’ambasciata italiana (o di un qualsiasi altro paese UE) più vicina utile è quella di Mosca; fuori discussione chiamare Tbilisi, suscitereste un polverone. In caso di qualsiasi problema o disguido non ci sarà nessuno a difendervi o a far valere i vostri diritti.

2. Il cellulare non prende, una sim italiana non funziona da nessuna parte, mai. Una sim russa invece dovrebbe funzionare.

3. Lo stato abkhazo è un’entità un po’ evanescente, e, testuali parole di amici abkhazi, ‘vige la legge del taglione’. La polizia è l’ultima cosa di cui dovete fidarvi. Attenti ai posti di blocco se guidate un’auto con una targa straniera perché vi fermano con regolarità da orologio svizzero. Con scuse stupide vi chiedono soldi/ritirano la patente – hanno ritirato la patente ad Aliyas perché guidava un’auto comprata a Mosca, hanno litigato un’ora e poi siamo stati fermati altre tre volte per mazzette varie. Chiaramente ha continuato a guidare senza patente. Logicamente lo stato abkhazo non ha interesse a crearvi problemi, ma chi vi garantisce che andrà tutto bene vi sta vendendo aria fritta. Serve cautela.

4. I russi in vacanza non sono certo tra i turisti più amati. Le bande di russi ubriachi in vacanza ve le raccomando. Noi siamo scappati da un incipit di rissa tra Aliyas e dei russi che ci avevano ricoperti di complimenti. Fate attenzione a girare di notte, l’illuminazione è pessima o del tutto assente.

5. In alcune zone del paese c’è molta povertà e disperazione. Il confine con la Georgia è completamente devastato dalle bombe e in alcune zone dell’entroterra c’è rischio di mine antiuomo inesplose (a Kaman, per esempio). Non è un paese dove fare i turisti ingenui, dove girare da soli senza parlare russo o dove fare campeggio libero.

6. Google non ha dati geografici utili per l’Abkhazia. Le strade non sono segnate fuori da Sukhumi e dall’autostrada principale, non c’è streetview o geolocalizzazione di indirizzi, uffici, luoghi da visitare. E’ fondamentale scaricare offline delle mappe russe o internazionali ma ben aggiornate, come Yandex Maps o Maps.me. Ricordatevi che il vostro cellulare non avrà mai campo neanche per un roaming o una chiamata di emergenza.

7. E’ fondamentale, a meno che non abbiate una guida o un amico che vi accompagna, parlare un po’ di russo o almeno saper leggere il cirillico e conoscere il minimo sindacale. Nessuno parla inglese, tutti invece parlano fluentemente russo, che è attualmente la lingua ‘ufficiosa’ dell’Abkhazia.

Inutile dirvi che un viaggio in Abkhazia non è per tutti.

Abkhazia visto e burocrazia

viaggiare in Abkhazia vistoPer entrare in Abkhazia è necessario un visto che costa circa $20. Per ottenerlo, dovete:

– compilare con sufficiente anticipo (almeno 2 settimane per stare tranquilli: formalmente inviano il visto entro 7 giorni lavorativi, ma in pratica non c’è molto da fidarvi) il form per l’ottenimento della lettera d’invito sul sito ufficiale del Ministero degli Esteri dell’Abkhazia. Allegate le fotocopie dei vostri passaporti, indicate le date della vostra permanenza e l’indirizzo presso cui alloggerete.
– entro sette giorni vi risponderanno inviandovi una lettera d’invito scritta in russo, che
– dovrete stampare e presentare al posto di blocco russo-abkhazo sul fiume Ingur, e non a quello georgiano (!)
– una volta entrati in Abkhazia avrete 72h lavorative per andare a Sukhumi
– prima dovrete pagare i 20$ all’ufficio pagamenti (solo in dollari americani, a quell’ufficio ve li cambiano a un tasso molto svantaggioso da rubli o euro, meglio portarne dall’Italia)
– e poi andare all’ufficio per il Servizio Consolare a richiedere il vostro visto. Fatevi spiegare dalla gente del posto dov’è l’Ufficio, o, meglio ancora, andateci insieme alla vostra guida. Se non parlate russo sarà molto difficile cavarvela da soli.
– Il visto è un foglietto di carta che non viene incollato al passaporto perché altrimenti non potreste più rientrare in Georgia. E’ essenziale per uscire dall’Abkhazia, ma una volta in Georgia dovete farlo ‘sparire’. A me hanno quasi arrestata in frontiera perché me l’ero dimenticato nel passaporto, quindi siate meno svampiti di me se non volete morire di stenti in una prigione georgiana 😉

Link utile per tutte le info: Ministero Affari Esteri della Repubblica d’Abkhazia

La frontiera sull’Ingur è l’unico punto da cui un italiano può entrare e uscire in Abkhazia agilmente senza pagare anche il visto russo. E’ un ponte bombardato lungo 1 km che va percorso a piedi o, per pochi lari, su una delle carrozze trainate da cavalli che fanno avanti e indietro: possono passare solo le auto dei georgiani residenti in Abkhazia che hanno l’autorizzazione a superare la frontiera per ricongiungimento familiare. Il posto di blocco georgiano non è una frontiera internazionale: non vi metteranno nessun timbro. Quello abkhazo invece è gestito dai peacekeepers russi: vi faranno molte domande sui vostri motivi di visita. 

Preparatevi risposte convenzionali sulle attrazioni classiche che volete visitare. Per l’alloggio io ho risposto che stavo ospite da un amico abkhazo, mi hanno chiesto il suo nome e cognome; in alternativa vogliono vedere una prenotazione di un albergo a Sukhumi: eventualmente fatene pure una finta con booking.com, stampatela e poi disdicete. A uno di noi hanno anche chiesto le date di ingresso e uscita dei suoi viaggi in USA e Canada, i suoi studi, la sua religione e l’etnia dei genitori.

Come spostarsi e viaggiare in Abkhazia

abkhazia novy afon come entrare

In Abkhazia i trasporti pubblici sono praticamente inesistenti. L’unica sono le marshrutki, dei pulmini da 20 persone che vi portano più o meno ovunque, ma essendo il paese piccolo la frequenza delle corse è abbastanza bassa. Meglio è l’autostop (super popolare in ex-URSS, ma ancora: siete in Abkhazia, non in Unione Europea e nemmeno in Georgia! State attenti) o avere qualcuno lì che vi porti in giro in macchina come abbiamo avuto noi tramite CouchSurfing. Assolutamente impossibile portare una macchina affittata dalla Georgia in Abkhazia! Se invece entrate dalla Russia potreste pensare di portare con voi un’auto, ma vi sconsiglio fortemente di guidare in Abkhazia.

Cosa vedere in Abkhazia: itinerario consigliato

E’ facile progettare un itinerario perché tutte le attrazioni più interessanti sono ‘in fila’ lungo la costa, mentre l’entroterra è disabitato e praticamente inaccessibile. Sotto, una lista in ordine sparso di cose belle e interessanti da fare in Abkhazia.

Sukhumi

abkhazia visto sukhumiI giardini botanici, i suoi edifici elegantissimi anni ‘30, i moli abbandonati. La città è un mix struggente di edifici sventrati dalla guerra o abbandonati, stucchi azzurrini a ricordo dei fasti di inizio secolo, sanatori sovietici e strutture metalliche traballanti in riva al mare. La luce rosa sul Mar Nero è romanticissima. Bello gironzolare per il centro, sul lungomare e osservarla dall’alto, di notte. Senza dubbio il luogo più interessante dell’Abkhazia.

Novy Afon

abkhazia vistoLa bella spiaggia pulita, il paesino rilassatissimo, la ferrovia abbandonata dove crescono le more e il famosissimo monastero dalle mille cupole, dove le icone ortodosse sono dipinte in stile art déco. A un tiro di schioppo da Sukhumi, i nostri host CouchSurfing abitavano lì.

L’entroterra

Nell’entroterra dell’Abkhazia cresce una vegetazione tropicale puntellata di fiumi e laghi (Ritsa è il più famoso), cascate e monasteri (non granché interessanti e tutti ricostruiti, nonostante gli abkhazi ne vadano iperfieri) – la tradizione vuole che apostoli/santi/Cristo stesso/vattelapesca siano venuti a predicare/morire/lasciare pezzi di se stessi in quelle sedi, come Kaman. Altri luoghi sono tristemente famosi per bombe e stragi della guerra.

La fortezza sopra Novy Afon

Abkhazia Novy Afon vistoChiamata Anacopia e fondata dai georgiani nel V secolo, offre una vista strabiliante su tutta l’Abkhazia, sul Caucaso Maggiore e sul Mar Nero. Assolutamente imperdibile, è veramente vicina a Sukhumi e facilmente accessibile. Preparatevi alle orde di turisti russi e ai pellegrini ortodossi.

Gagra

È una città molto turistica per i russi ed è stata teatro dei più atroci episodi della guerra. Per chi volesse approfondire questo aspetto, consiglio di leggere le interviste dei profughi nel documento prodotto da Human Rights Watch. Molti edifici abbandonati divorati dalla vegetazione e attrazioni turistiche molto squallide per turisti russi, come pantere e leoni sedati. Da vedere solo per rendersi conto di questa realtà. Per un russo un viaggio in Abkhazia non è né pericoloso né insolito: è la loro nuova riviera romagnola. Per chi, come noi, non ha un passaporto russo, la questione assume totalmente un’altra prospettiva.

Se pensi di aver trovato del valore in questo blog, aiutami: lascia un mi piace, un commento o condividi. Piccole realtà come questa funzionano grazie ad un passaparola lento, ma tenace.

Grazie mille!
Ele

10 motivi per cui devi visitare la Georgia

2 Commenti

Aggiungi un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.