Come organizzare un viaggio in Asia Centrale

Scritto da Eleonora

Come organizzare un viaggio in Asia Centrale, cioè cosa c’è da sapere prima di progettare la vostra avventura nei selvaggissimi -stan. Perché, lo ammetto, mi sentivo una viaggiatrice abbastanza navigata, con tutte le snobberie annesse; poi sono atterrata, da sola, a Bishkek, e mi è crollato un mondo. L’Asia Centrale atterrisce, disorienta, travolge, ma soprattutto insegna tutto, ogni cosa. E questo post è il frutto di due lunghi viaggi in Asia Centrale, nel 2017 e nel 2018, e di un aggiornamento dopo un ritorno nel 2023 con i nostri viaggi di gruppo: buona lettura!

L’Asia Centrale era e in parte rimane una delle regioni dove è più difficile viaggiare in cui sia mai stata. Più del Caucaso. Più della Russia. Più del Kosovo, della Macedonia, dell’Ucraina, dell’Iran, del Libano. Si avvicina, per senso del remoto e della purezza lontana da ogni contaminazione occidentale, all’isola di Socotra, in Yemen, su cui ho lavorato per vari mesi. Pochissime persone parlano inglese. In alcune zone, i turisti indipendenti sono creature rare. La maggior parte delle persone non ha viaggiato granché nel suo paese e non è in grado di darti consigli pratici. Ma, soprattutto, è ancora complesso trovare informazioni utili e aggiornate online, soprattutto in italiano, scritte da qualcuno che parli la lingua franca del posto, il russo, e che abbia idea di cosa stia dicendo.

Proprio così: l’Asia Centrale è la regione dove McDonald’s è arrivato solo nel 2016 e comunque solo ad Astana, in Kazakistan. Internet in alcune aree è rimasta ferma al 2G, come nel 2008. Le cose, però, pur con pandemie di mezzo, cambiano alla velocità della luce. Nel 2018 in Uzbekistan è finalmente arrivato internet a una velocità accettabile e ora anche gli stranieri possono acquistare sim card con internet. I WiFi pubblici fuori dagli hotel sono ancora cosa rara, ma il paese si sta aprendo e modernizzando di giorno in giorno: niente più visto per gli occidentali, controlli più blandi, il cambio in nero finalmente equiparato a quello ufficiale. In Tagikistan la situazione internet è tragica, specie in Pamir, dove anche di recente i blackout di internet sono stati utilizzati come arma del governo per reprimere le proteste civili, mentre in Kirghizistan e Kazakistan è eccellente.

Le montagne dell’Afghanistan, viste dal Pamir tagico

Se vi interessa capire quanto velocemente evolve la regione, leggete questo post su come è cambiato l’Uzbekistan tra 2017 e 2018. Il suo dittatore, Islom Karimov, era molto da soli due anni dopo ben 26 anni di governo, dal crollo dell’URSS fino alla sua morte nel settembre 2016.

Segue post molto lungo, generale, il più possibile esaustivo. Seguite i link per leggere tutti gli altri post correlati, oppure date un altro sguardo alla sezione dedicata all’Asia Centrale per leggere gli altri post.

Nota importante

Ho creato un pdf impaginato e stampabile che ti guiderà passo passo nell’organizzazione fai da te di un viaggio in Asia Centrale. Contiene i quattro articoli più importanti e letti sull’Asia Centrale: come organizzare il viaggio, itinerari consigliati, Pamir Highway e cosa vedere a Samarcanda. Puoi decidere di scaricare questi PDF a fronte di una piccola donazione per sostenere questo blog. Il post rimarrà sempre disponibile online, ma scaricare il pdf è un modo per dirmi ‘grazie’ e dare valore al tempo speso in questo blog. Per ora te lo dico io: grazie!

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*Nota linguistica. I nomi ufficiali dei paesi in inglese sono Kyrgyzstan, Kazakhstan e Qazaqstan (nuova traslitterazione, a seguito di nuove politiche linguistiche), Uzbekistan, Tajikistan e Turkmenistan. Userò alternatamente, per questioni di indicizzazione, la versione italiana o inglese di alcuni: Kirghizistan, Kazakistan, Tagikistan.

Organizzare un viaggio in Asia Centrale: in breve

Come organizzare un viaggio in Asia Centrale

Come gli altri post organizzativi base che ho scritto per i Balcani, per il Caucaso, per l’Ucraina e per la Russia, anche per organizzare un viaggio in Asia Centrale è importante organizzarsi bene e con metodo, studiando molto in anticipo. In questo post da leggiucchiare qui e lì ti aiuterò a orientarti nel meraviglioso caos centroasiatico.

1. Quali stati visitare, cosa vedere in Asia Centrale e per quanti giorni è la prima cosa da decidere.

2. Verificare se sono necessari dei visti.
A settembre 2023, il visto è ancora necessario solo per viaggiare in Turkmenistan (molto difficile da ottenere, specie in autonomia). Dal 2019, l’Uzbekistan ha abolito la necessità di visto prima fisico e poi online per i cittadini italiani. Il Kazakistan dal 1° gennaio 2022 ha ripristinato il regime senza visto per 30 giorni anche per l’Italia. Lo stesso giorno, il Tagikistan ha introdotto un regime di visto gratuito per i cittadini di 53 paesi, inclusa l’Italia. Nel caso del Tagikistan, però, rimane l’obbligo di ottenimento permesso GBAO per chi vuole visitare il Pamir, o Gorno-Badakhshanskaya Avtomnaya Oblast’. Il permesso GBAO si ottiene visitando di persona l’ufficio OVIR a Dushanbe.

3. Prenotare i voli. Viaggiare in Asia centrale è caro, ma non mancano le offerte. Il volo più interessante è senz’altro la lowcost Wizzair da Budapest su Astana. Anche Pegasus via Istanbul sul Kirghizistan ha tariffe aggressive, si trovano a/r a partire da 300€. Per gli altri aeroporti principali (Almaty, Tashkent, Dushanbe, Ashgabat) calcolate circa 750€ a/r.

4. Se vorrete viaggiare in Kazakistan e in Uzbekistan, potrete prenotare i treni a partire da 45gg prima. Gli altri trasporti si prenotano tutti al momento in loco o non si prenotano affatto, come le marshrutki e i taxi condivisi. Per come funzionano e come si prenotano i treni centroasiatici (uguali a quelli diffusi in tutta l’ex URSS) leggete il post sui treni russi. Prenotare i treni con anticipo è una cosa importantissima da fare se volete organizzare un viaggio in Asia Centrale come si deve: se vi svegliate tardi rischiate di non trovare più posto, il sold out è all’ordine del giorno anche in bassa stagione perché i treni sono il mezzo più comodo, economico e sicuro per spostarsi in Asia Centrale e il più utilizzato sulle lunghe distanze dalle persone del posto.

5. A questo punto, potrete fare i visti che vi servono: quello per l’Uzbekistan non è più necessario per gli italiani, mentre per quello per il Turkmenistan bisogna muoversi con largo anticipo, perché il visto va fisicamente richiesto in ambasciata turkmena. Le ambasciate più comode per chi vive in Italia sono quella di Roma, di Ginevra, di Vienna o di Parigi. Fare il visto turkmeno senza un invito e il supporto di un’agenzia è molto difficile ed è ancora probabile essere respinti senza giustificazioni.

5. Prima della partenza, fate lo zaino leggero del painderoutian* selvatic*. Poche cose, di buona qualità, adatte a tutti i climi infernali dell’Asia Centrale, che spaziano dal caldo secco del deserto alle nevicate improvvise del Pamir, fino al vento gelido e polveroso delle steppe. Questo post-lista vi sarà d’aiuto.

Organizzare un viaggio in Asia Centrale: cosa vedere e quali città visitare

Gli spostamenti in Asia Centrale sono sempre lunghi: non ce n’è, vi tocca. Non è un’area geografica per corse contro il tempo: i mezzi sono pochi e vi toccherà adeguarvi alle distanze immense delle pianure o alle lentissime strade di montagna. Tenetelo bene a mente nell’organizzare un viaggio in Asia Centrale.

Ecco perché è importante avere almeno un canovaccio dell’itinerario che vorrete fare.

Se invece volete aggiungere al vostro itinerario anche il Turkmenistan dovrete fissare delle date di ingresso e di uscita sui vostri visti (obbligatori e inevitabili) e quindi pianificare un itinerario: ne basta anche solo uno molto sommario.

Segue un canovaccio di itinerari in Asia Centrale. Vi consiglio però, se è questo l’aspetto che vi interessa di più, di leggere il post dedicato solo agli itinerari.

Introduzione all’Asia Centrale: Kyrgyzstan, Uzbekistan (e Kazakhstan del Sud) in 14 giorni

Shah-i-Zinda, Samarcanda

Voli su Bishkek, Kyrgyzstan, A/R.

Tappe: Bishkek (1gg), Karakol e Issyk-kul (2gg), Song-kul (1gg), Osh (1gg), Valle di Fergana (1gg), Samarcanda (2gg), Bukhara (1gg), Tashkent (1gg), Turkistan (1gg), Kazakhstan del Sud (1gg), Almaty (2gg).

Il cuore dell’itinerario è stato l’Uzbekistan e le due città meravigliose di Samarcanda e Bukhara, con un inevitabile passaggio dall’immensa Tashkent, la capitale, e dalla Valle di Fergana, arrivando dal Kyrgyzstan. Il nostro primo viaggio aveva un itinerario esplorativo, classico ed essenziale: capitale Bishkek, Issyk-kul, escursione a bassa quota (2000m) nella catena del Tian Shan, e poi la strada per il Sud, con tappa ad Osh. Il passaggio in Kazakhstan meridionale, decisamente la zona meno interessante, è stato necessario per tornare rapidamente a Bishkek da Tashkent. Siamo comunque però riuscite a deviare leggermente e vedere Turkistan, una città nella steppa dove sorge un mausoleo sufico immenso, patrimonio Unesco. Rivedendo l’itinerario con il senno di poi passerei un giorno in meno a Bishkek, che rimane comunque una città interessantissima, per aggiungere un giorno di spedizione in 4×4 al lago Song-kul, uno dei posti più incredibili e surreali di tutta l’Asia Centrale. Tashkent merita assolutamente una visita di almeno un giorno e si può concludere con due giorni nella bella Almaty anziché tornare a Bishkek. Se è necessario tornare nella capitale del Kirghizistan, da cui costa meno volare, ci sono pullman circa ogni ora dalla stazione Almaty Sairan.

Se volete organizzare un viaggio in Asia Centrale che sia di esplorazione terreno e con grande diversità di popoli, paesaggi e culture, questo è un buon inizio. Se riuscite ad ampliarlo fino a 20gg potreste aggiungere la remota città di Khiva, nel deserto dell’Uzbekistan, raggiungibile solo con i treni notturni o in aereo ma all’aeroporto di Urgench; potreste visitare più approfonditamente le splendide montagne kirghise, e aggiungere Almaty, la ex capitale kazaka.

Visitare l’Uzbekistan in 10 o 15 giorni

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L’Uzbekistan merita un viaggio interamente dedicato. In due settimane si riesce a esplorare la valle di Fergana (2-3gg), fare due passi a Tashkent e dintorni (2-3gg), visitare bene Samarcanda anche fuori dai soliti siti turistici (2gg), Bukhara con calma (2gg), Khiva (1gg) e provare a spingersi fino al Karakalpakstan, visitando ciò che resta del lago d’Aral a Muynaq e la città di Nukus (2gg) e volendo i paesaggi surreali di Ustyurt (1-2gg). Di fatto dopo Nukus i treni diventano sempre meno e le fermate non sono più utili a spostamenti turistici, dovreste prendere parte a un tour o trovare un driver che vi accompagni in zone remote. I costi non sono per nulla bassi perché i chilometri sono sempre molti e la concorrenza è poca. Le strade sono in condizioni pessime e dire che gli uzbechi guidano male è un complimento.

Altrimenti potreste sconfinare in Kazakhstan (ci sono rari treni che collegano Nukus a Beyneu, la prima cittadina kazaka, da cui si può proseguire a nord per Atyrau e a sud per Aqtau) e raggiungere il Caspio, e da lì proseguire per altri lidi… per esempio Baku, Azerbaijan, sul leggendario e lentissimo traghetto sul Caspio?

In meno di una settimana in Uzbekistan si vede un po’ troppo poco e ci si limita a visitare Samarcanda, Bukhara e Khiva, che non sono affatto rappresentative della varietà etnico-culturale e paesaggistica del paese, oltre ad essere nettamente le zone più turistiche. Inserire almeno una tappa seria a Tashkent e magari in Karakalpakstan

Visitare il Kyrgyzstan in 15 giorni

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Il Kyrgyzstàn (Kirghizistan in italiano) è un paese piccolo che offre una natura fenomenale e incontaminata. Se siete amanti della natura, delle montagne enormi, dei cavalli e dei laghi questa piccola repubblica è un vero paradiso. In più, quasi l’intero territorio è accessibile senza permessi extra: vale a dire che potete muovervi in un paese abbastanza libera, senza ansia di fermi da parte di polizia, controlli in dogana, visti o permessi di accesso a zone montuose (come serve invece per il GBAO in Tajikistan). Può sembrare una cosa scontata, ma per chi come me ha iniziato a viaggiare in ex URSS a partire dal 2015, dove le cose erano decisamente più complicate, non è affatto scontato. Già all’epoca in Kirghizistan, rispetto a Kazakistan, Uzbekistan e Tagikistan, si percepiva tutt’altra musica.

In quindici giorni riuscite a godervi senza fretta l’aria rilassata della capitale, Bishkek (2gg), a visitare entrambe le sponde del lago Issyk-Kul (2, 3 o 4gg), dove quella sud è quella decisamente più selvaggia e spettacolare, dormendo a Cholpon-Ata, Karakol che, nonostante non sia la gemma che tutti decantano, rimane la città più grande e con più servizi e collegamenti per escursioni nelle montagne, e Bokonbaevo nel sud.

Da Karakol, a seconda della stagione, potreste valutare di prendere strade di montagna nella parte centrale del paese (fino a fine maggio può esserci neve!) e muovervi verso sud, eventualmente deviando per il leggendario lago azzurro di Sary-Chelek (2gg) o per Song-Kul (2gg).

Prima di scendere a sud, potreste deviare verso il caravanserraglio di Tash-Rabat, oppure verso la città abbandonata di Enilchek.

Arrivati a sud, si può fare tappa ad Osh (1gg) e poi partire alla volta delle montagne del Sud ai piedi del Pamir e del famosissimo Picco Lenin (Sary Tash, Sary Mogul) (3gg), il più accessibile dei 7000 nel mondo.

Per ispirazioni un po’ più poetiche: date un occhio ai miei appunti dal Kirghizistan.

Di Bishkek abbiamo parlato nella puntata 03.03 Città Utopia di Cemento podcast.

Libri sull’Asia Centale: Kirghizistan e Via della Seta

Libri sul Kirghizistan consigliati con tutto il cuore, che mi hanno fatto re-innamorare di questo paese incastonato nelle montagne: Il Battello Bianco di Chyngyz Aitmatov, una delle più grandi figure di spicco del Kirghizistan e dell’Unione Sovietica degli anni ’80. Per una panoramica appassionante e meravigliosa sulla Via della Seta, da Xian in Cina alle coste sul Mediterraneo della Siria, l’autore per eccellenza da leggere è il britannico Colin Thubron, di cui ho letto Ombre sulla via della Seta. Ne uscirete avendo imparato tantissimo e scalpitando per la voglia di partire.

Per una panoramica completa (ma molto, molto entry-level) dell’area leggete invece Sovietistan di Erika Fatland, oppure i racconti di viaggio esilaranti di Tino Mantarro in Nostalgistan (bellissimo).

Negli anni ho letto altri libri e aggiornato la mia lista: la trovi nel post dedicato ai libri da leggere sull’Asia Centrale

Pamir Highway: Tajikistan e Kirghizistan in 15-20 giorni

Non si può organizzare un viaggio in Asia Centrale senza inserire qualche tappa montana. Potreste spingervi dal Kyrgyzstan più a sud, fino al Tajikistan. Attenzione però perché per entrare nel cuore delle montagne tagiche (GBAO), nel famoso altopiano del Pamir, serve un permesso speciale che vi verrà controllato dalla polizia ad ogni checkpoint: non essendo più necessario il visto elettronico, va ora richiesto specificamente a Dushanbe. Ci sono comunque regioni montuose accessibili senza permesso, come il Fann, nel Tajikistan occidentale. Il percorso amatissimo dai ciclisti della Pamir Highway collega Dushanbe con Osh, nel Sud del Kirghizistan ed è, a mani basse, semplicemente il luogo più sensazionale di tutta l’Asia Centrale. Ho scritto anche della Wakhan Valley, la deviazione di Pamir Highway che costeggia il confine con l’Afghanistan, e parlato più approfonditamente del Tagikistan nel post sugli itinerari in Asia Centrale.

I voli su Dushanbe purtroppo non sono economici come su Bishkek.

Il visto tagico si fa rapidamente dal sito ufficiale e vi arriva in massimo un paio di giorni (controllate la casella spam!).

Visitare il Kazakistan in 10 giorni

La Piramide, Astana

Il Kazakhstan è un paese tanto sconfinato quanto vuoto e spopolato. Stiamo parlando del nono paese più grande del mondo, solo poco più piccolo dell’Argentina! Le montagne dell’Est (Altai e Tien Shan) sono impressionanti come quelle kirghise, e le grandi città come Astana (modernissima, quasi finta), Kyzylorda, Karaganda, Shymkent sono interessanti solo in relativo al paese e se avete interessi specifici, per esempio se vi piace il modernismo sovietico. Almaty è invece una grande ex capitale molto verde e piacevole che ha tanto da offrire in città e nei dintorni (laghi, canyon, sport invernali): potete passare quattro o cinque giorni anche solo visitando i dintorni di Almaty. Le cose sembrano vicine tra loro ma richiedono spostamenti sempre lunghi e un’auto in affitto, niente in Kazakistan è vicino! 

Il lago d’Aral e il Mar Caspio kazako però sono certo luoghi unici al mondo, specialmente per chi ha a cuore la grande questione ecologica che ruota intorno a queste due disgraziatissime distese d’acqua. Aspettatevi distanze infinite con pochi luoghi d’interesse non vicini tra loro: i collegamenti, poi, sono scarsi e sconfortanti. Una tappa a Turkistan, dove siamo state noi, vale la pena: il Mausoleo sufi di Yasawi è un portento, per giunta molto diverso da quelli uzbechi. Mi hanno riferito, però, anche se non ci torno dal 2017, che il governo sta progettando di ristrutturare Turkistan e di renderla una piccola Venezia. Inorridisco solo al pensiero.

Sul lago d’Aral abbiamo fatto un’intera puntata del nostro podcast Cemento.

Hai già letto gli appunti di viaggio dal Kazakistan? Li trovi qui.

Provare a entrare in Turkmenistan, ?gg [hardcore]

Se volete spendere 50$ per transitare in un paese dove qualsiasi area desertica fuori dalla strada principale richiede un permesso speciale aggiuntivo, non si può fumare in nessun luogo all’aperto e dovrete probabilmente rendere conto alla polizia di ogni fotografia che fate, il Turkmenistan è lo stato dell’Asia Centrale che fa per voi. Il visto si ottiene pregando in balto-slavo all’ambasciata turkmena di Vienna, Ginevra o Roma e attendendo a dita incrociate per oltre un mese: e, cosa ancor più divertente, è che non è affatto detto che ve lo daranno ♥

Non nascondo che un giorno ci vorrò andare. Anche solo per vedere dov’è finita la statua d’oro del dittatore che ruota seguendo il sole a Turkmenbashi, ma per il momento di certo non è una meta adatta a chi vuole viaggiare in maniera indipendente o comunque a chi non ha molti soldi da spendere in tour organizzati da agenzie. Pagando un’agenzia turkmena ufficiale, o un’agenzia intermediaria, si può invece fare un tour del Turkmenistan con relativa facilità.

Come arrivare in Asia Centrale con voli low cost

Per organizzare un viaggio in Asia Centrale è importante aver presente che gli aeroporti sono pochi e ancora poco collegati all’Europa. Spesso fare A/R sulla stessa città è molto più conveniente che prendere voli singoli.

1. Bishkek, Kyrgyzstan. Pegasus e Turkish Airlines volano su Istanbul e sono l’opzione migliore. Ukrainian Airlines è stata impattata dalla guerra in Ucraina, così come le compagnie aeree russe, che continuano a volare sull’Asia Centrale, ma non hanno più accesso allo spazio aereo europeo.

2. Almaty, Kazakhstan. Diverse compagnie internazionali, è l’aeroporto più servito ma non il più economico.

3. Astana, Kazakhstan. Nuovissimo collegamento low-cost operativo dall’8 giugno 2017 Budapest-Astana con l’ungherese Wizzair.

4. Tashkent, Uzbekistan. A volte ci sono offerte vantaggiose. AirBaltic con scalo a Riga ha prezzi ragionevoli, Turkish Airlines costa tanto, se volete rischiarvi due voli distinti e non dialoganti tra loro, potreste anche rischiare un Tashkent – Abu Dhabi – Italia con Wizzair. Nell’estate 2023 hanno cancellato moltissimi voli con scarso preavviso e senza dare alternative.

Dushanbe e Ashgabat hanno invece prezzi più alti. Valutate eventualmente voli interni alla regione (noi ad esempio abbiamo fatto Astana – Dushanbe con scalo ad Almaty) con AirAstana, a prezzi non lowcost ma abbordabili. In Uzbekistan se comprate i biglietti con anticipo si vola a poco prezzo anche tra Nukus e Urgench su Tashkent.

Organizzare un viaggio in Asia Centrale: mezzi di trasporto

Come per la Russia, i trasporti in Asia Centrale sono semplici ma non scontati. Bisogna aver chiari alcuni concetti base del mondo postsovietico e soprattutto è importante masticare un minimo di russo. Nel caso iniziate a salvarvi il post sulle frasi in russo per viaggiare.

Asia Centrale in treno

Efficiente, economico e abbastanza puntuale, ma che non copre tutta l’area. Potete farci affidamento per l’Uzbekistan e il Kazakistan, mentre in Tagikistan e Kirghizistan le ferrovie sono quasi inesistenti. Per sapere come “funzionano” i treni centroasiatici, come e dove prenotare i posti, come sono prima, seconda, terza classe etc. leggete questo post sui treni russi tipo Transiberiana, perché i treni sono esattamente identici. Importante: le prenotazioni dei biglietti aprono 45gg prima della partenza, non prima. Prendete i biglietti il prima possibile perché i treni vanno quasi sempre sold out.

Il sito delle ferrovie kazake è abbastanza intuitivo e finalmente dopo anni l’hanno anche tradotto in inglese. Sempre per il Kazakistan, potete consultare anche il sito delle ferrovie russe, a cui si appoggia.

Il sito delle ferrovie uzbeche invece si è recentemente aggiornato e dal 2018 è possibile prenotare i treni online. Il sito in inglese funziona male, consiglio di usare la versione in russo, aiutandovi nel caso con google translate. Mi raccomando prenotate con qualche settimana di anticipo: i treni vanno sempre tutti esauriti sia in Kazakistan sia in Uzbekistan. Nel 2018 il sito delle ferrovie uzbeche accettava solo Visa e non MasterCard: può essere che ora le cose siano cambiate.

Marshrutki

La marshrutka, un’istituzione che scioglie il cuore di qualsiasi cittadino dell’ex URSS, è uno scassatissimo pulmino da circa 15/20 posti. Le marshrutki funzionano come taxi collettivi di linea e, per le lunghe distanze, partono non appena si riempiono, a tutte le ore, dalle stazioni principali. Nei limiti del ragionevole, c’è sempre una marshrutka per dove desideri andare, anche se magari dovrai spezzare il viaggio. Leggermente più costose dei treni, ma nel breve raggio più rapide. Decisamente vantaggiose per le brevi distanze, entro le 3h.

Autostop

Si può fare ed è semplice e sicuro, noi l’abbiamo fatto nella valle di Fergana e nel Pamir, ma le distanze infinite vi remano contro: la gente usa molto i trasporti pubblici e meno l’auto, anche perché la benzina spesso costa cara.

Auto a noleggio

A meno che non amiate particolarmente guidare sulle lunghe distanze, la escluderei per viaggi in Kazakistan, Uzbekistan e Turkmenistan. In Kirghizistan e Tagikistan può essere una buona opzione, ma dovete essere sicur* alla guida e avere magari un 4×4, per ogni evenienza.

Furgoni merci

furgoni merci kirghizistan asia centrale

Già, hai letto bene: per certe lunghe tratte di montagna si può chiedere ai trasportatori di merci tra i mercati delle città di farti dormire in una specie di mega letto matrimoniale ricavato nel tetto del furgone. Di solito portano tra le 4 e le 8 persone, prezzi molto economici: noi abbiamo fatto da Bishkek (Dordoy Bazaar) ad Osh così, pagando 650som a testa (8 euro), per 18 ore di viaggio notturno. Ho raccontato la nostra esperienza in questo post e nel mio libro.

Pullman diurni e notturni

Meno diffusi ma affidabili, di solito sono anche il mezzo di trasporto più comodo. Coprono le lunghe tratte tra grosse città, come Tashkent – Bishkek, Tashkent – Almaty, Almaty – Astana, Almaty – Bishkek e da Almaty vanno anche ad Urumqi e a Kashgar in Cina. Informatevi alle stazioni degli autobus.

Taxi collettivi

Pigliate un tassista abusivo qualsiasi e chiedetegli quanto costa la corsa per una qualsiasi destinazione, anche lontana. Trattate spudoratamente sul prezzo e chiedete conferma ad altri passeggeri (meglio prendere taxi su cui ci sono già altri passeggeri) su quanto stanno pagando. Abbastanza economico, ma occhio a non farvi fregare. Molto diffusi in zone di montagna, come Kirghizistan e Tagikistan.

Aereo

Più complicato da prenotare ma in certi casi inevitabile viste le distanze. Utile per raggiungere luoghi remoti come Khiva o Nukus, in Uzbekistan, o Osh da Bishkek, nel sud del Kirghizistan.

Sicurezza in Asia Centrale

L’Asia Centrale è una regione generalmente sicura, ma dopo la pandemia la situazione è parzialmente cambiata in alcuni paesi e regioni.

La situazione si è fatta più tesa in Kazakistan, dove a gennaio 2022 il paese è stato attraversato da proteste su larga scala, prontamente represse dal regime locale, col supporto della Russia. La violenza della polizia ha lasciato 200 vittime per cui tutt’oggi non c’è giustizia. Il paese è tornato alla normalità da allora ed è generalmente sicuro, ma è importante rimanere informati di cosa succede. Alcune aree a nord di Astana (ex Nur-Sultan) e intorno a Semej soffrono ancora di un grave problema di radiazioni e terreni contaminati: la Farnesina consiglia di starne alla larga. È una storia raccontata in un bel libro edito da Utopia editore, La fiaba nucleare dell’uomo bambino.

Anche il Tagikistan, che dopo la guerra civile negli anni ’90 è rimasto governato da uno dei dittatori più longevi dello spazio post sovietico, Emomali Rahmon, sta vivendo negli ultimi mesi dei gravi problemi di ordine pubblico legati a proteste, anche se la stampa occidentale ne parla pochissimo. Interessano soprattutto la regione GBAO, il Pamir, dove proteste civili sono state represse con numerosi morti e l’intera area è stata tagliata dalla copertura internet per quasi due mesi. Come in Kazakistan, ci sono forti preoccupazioni per l’abuso di potere a discapito dei diritti umani da parte del regime. Fondamentale rimanere aggiornati. Nell’estate 2022 il Tagikistan ha aperto una guerra contro il Kirghizistan per il controllo di risorse idriche: entrambi i paesi si sarebbero macchiati di crimini di guerra. Questo ha portato alla chiusura delle frontiere tra i due paesi, riaperte parzialmente a fine luglio 2023 e solo per i turisti con mezzi propri. Verificate bene prima di partire se ci sono state modifiche.

In generale, non porta mai niente di buono avere a che fare con la polizia nei paesi post sovietici: c’è ancora moltissima corruzione in tutte le repubbliche centroasiatiche. Siate seri alla frontiera e rispondete a tutte le domande che vi faranno mantenendo la calma. I controlli a volte sono estenuanti e maniacali. In caso di problemi, chiamate l’ambasciata italiana (o fate finta di farlo) e fatevi aiutare da loro.

C’è molta paura del terrorismo islamico locale, che è stato ed è ancora un problema, specie nella Valle di Fergana, e in generale di stranieri che contestino il regime attuale. In caso di qualsiasi problema, chiamate l’ambasciata italiana. Evitate di pagare mazzette.

Le persone sono molto oneste e nessuno cercherà di rubarvi i soldi o fregarvi al cambio valuta. Non c’è nemmeno rischio di scippi in strada o furti in albergo. Rimarrete piacevolmente colpiti dall’onestà e dalla cortesia della gente locale, specialmente in Uzbekistan e in Tagikistan.

Non comprate o portate con voi qualsiasi tipo di droga: il problema dei traffici dall’Afghanistan verso la Russia, attraverso l’Asia Centrale, è serio e le pene sono severissime. Come in Russia, non è difficile finire in prigione per molto poco. In Uzbekistan molti psicofarmaci, antidolorifici e sonniferi sono equiparati alle droghe: il principio attivo incriminato è spesso la codeina, ma non solo. Xanax e simili sono fortemente limitati, ma i controlli si sono decisamente ammorbiditi dopo la morte del primo presidente Karimov. In generale, se portate la dose di farmaci strettamente necessaria al vostro viaggio e una prescrizione medica non dovrebbero più farvi problemi. Non è stato così in passato.

Per le donne sole, l’Asia Centrale è generalmente sicura. Le capitali sono molto sovietiche e di conseguenza città moderne, che negli ultimi trent’anni si sono avvicinate anche alla cultura occidentale: nessuno si curerà di voi o si stupirà di vedere una donna in giro da sola. Il ritorno dell’Islam in Asia Centrale ha fatto sì che sia gli uomini che le donne si vestano in maniera decisamente più modesta che in passato: meglio evitare pantaloncini corti e canottiere nel sud del Kirghizistan e in quasi tutto l’Uzbekistan. Nel sud del Kirghizistan e nella valle di Fergana, invece, la mentalità è molto più chiusa. Ci è capitato spesso di essere importunate pesantemente e seguite per parecchi minuti.

Altri consigli per un viaggio in Asia Centrale

Come organizzare un viaggio in Asia Centrale

Non sottovalutate le distanze nell’organizzare un viaggio in Asia Centrale. Sono enormi e faticose da percorrere, spesso ci sono montagne immense tra voi e quel posto che in linea d’aria sembra proprio così vicino! Lasciate almeno uno o due giorni vuoti nel vostro itinerario per far fronte a contrattempi come mancanza di mezzi di trasporto, code in frontiera, frontiere chiuse (ci è capitato davvero, in Uzbekistan!) et similia.

Non sottovalutate il clima. Siamo a sud, è vero, ma siamo nel luogo più lontano dai mari che possiate immaginare e il clima è continentale estremo. In più, anche se siete in pianura, è facile trovarsi anche a 600/800mt slm. Estate a parte, in cui fa caldissimo dovunque, è facile trovare freddo e forti piogge, tornadi o tempeste di sabbia. Gli spazi sono apertissimi e il meteo è imprevedibile. A Maggio ho trovato -2° sul lago Issyk Kul, strade chiuse causa neve in Kirghizistan, +10° a Bishkek, +20° in Kazakistan e +32° a Samarcanda: giusto per dare l’idea. Portatevi sia vestiti leggeri sia vestiti ben caldi. Come conseguenza del cambiamento climatico e del prosciugamento del lago d’Aral, nelle zone desertiche si sono raggiunte, nel 2022 e 2023, le temperature record di +53°. In generale, sconsiglio fortemente di viaggiare nelle zone di pianura dell’Asia Centrale (Uzbekistan, Kazakistan, Turkmenistan) tra metà giugno e la prima metà di agosto perché le temperature sono insostenibili.

Viaggio da sola in Asia Centrale per una donna

Anche una donna da sola può pensare di organizzare un viaggio in Asia Centrale senza temere grossi rischi per la propria sicurezza. Le persone sono in genere molto rispettose e mantengono le distanze, anche se i molestatori purtroppo ci sono in qualsiasi paese.

Per le donne non c’è alcun tipo di restrizione di vestiario: tutti i paesi hanno governi assolutamente laici. Chiaramente le persone non sono abituate, fuori dalle città grandi, a vedere uomini e donne con vestiti poco coprenti. Anche quando faceva caldo ho sempre girato con pantaloni lunghi leggeri e maglietta a maniche corte.

Potete fidarvi delle persone. Sono generalmente buone, ospitali come in pochi altri posti della Terra, e vi vogliono aiutare. Noi ci siamo fidate dell’invito di un bigliettaio delle ferrovie uzbeche, e siamo andate a dormire a casa sua. Mai esperienza fu più dolce! L’ho raccontato in questo post.

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Internet e WiFi

Non fate affidamento su internet e sui WiFi come fareste in Europa. In Kazakistan o in Kirghizistan è facile comprare una sim a prezzi bassissimi e avere copertura in tutto il paese, ma se non avrete i dati trovare WiFi aperti o pubblici o locali con WiFi sarà difficile, alberghi turistici a parte. È ancora normale nella maggior parte delle case del Tagikistan e in zone rurali di Kirghizistan e Uzbekistan non avere il WiFi, così come in alcuni ostelli e piccoli hotel: la connessione è spesso scarsa e ancora molto costosa, specie in Tagikistan. Organizzatevi per essere autonomi senza internet, in caso non ne incontriate per vari giorni, o in caso la vostra sim card non funzioni.

Valute e cambiare soldi in Asia Centrale

Se cambiare in nero era più vantaggioso che cambiare in banca o prelevare, ora non è più così: l’Uzbekistan ha allineato il valore della moneta al cambio in nero, per giunta superandolo. Tenetevi anche nel passaporto i biglietti dei treni e i foglietti con cui gli ostelli e gli alberghi vi registrano presso la polizia uzbeca, perché potrebbero chiederveli in frontiera e dovrete rendere conto di dove avete passato le notti.

In generale è sempre più vantaggioso portare soldi cash dall’Italia e cambiarli in loco che prelevare con la propria banca, a meno che non si abbiano condizioni particolarmente vantaggiose.

Lingue e alfabeti in Asia Centrale

Imparate l’alfabeto cirillico: è facile, ce la farete in un paio d’ore di impegno, ma vi risparmierà un milione di sforzi inutili nell’organizzare un viaggio in Asia Centrale.

Kazako, kirghiso e tagico sono ancora scritti nel loro proprio alfabeto cirillico. Uzbeco e turkmeno sono scritti in alfabeto latino dagli anni ’90, ma è ancora assolutamente normale vedere le due lingue scritte in cirillico. Tutte le repubbliche dell’Asia Centrale usano ancora largamente il russo come lingua franca di comunicazione tra popoli e minoranze ed è di gran lunga la lingua che vi sarà più utile per viaggiare.

Essendo stata URSS, gran parte delle scritte ufficiali sono ancora in russo: nelle stazioni ferroviarie, sui biglietti, nei musei etc. Imparate anche un lessico base russo e qualche semplice frase per farvi capire: quasi nessuno parla inglese (solo i teenager). Se la gente parla una lingua straniera, di certo sarà il russo. Senza russo, inoltre, vi perdereste un milione di incontri fenomenali e belle chiacchiere con la gente del posto, che muore dalla voglia di raccontarvi storie e sentire un po’ di voi.

Bene, basta così! E ora buon viaggio 🙂

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Eleonora

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13 commenti

  • Buongiorno e grazie mille per il blog, super utile e interessante. Sto pianificando il viaggio in Asia centrale e per il momento il dubbio più grande che mi si presenta è quando andare. Idealmente avrei pensato a 3 settimane (28 agosto-18 settembre), ho trovato su samarcamda il volo a 270€. In Linea di massima vorrei fare, Tajikistan, Kyrgyzstan e tornare in Uzbekistan. Il dubbio però è rappresentato dal clima: in quel periodo fa troppo caldo/è consigliabile o invece mi consiglieresti di andare in altri mesi?
    grazie

  • Alessio Paschino

    grazie, proprio oggi ho iniziato a documentarmi sugli “….stan”, e mai nessun racconto di viaggi può esser più esaudiente di questo!

  • Ishmael Pequod

    Ciao, stiamo pensando a un viaggio in Kirghizistan per fine agosto inizio settembre. Siamo una famiglia con bambini di 10 e 4 anni. Affittando una jeep secondo te è praticabile?

    • A

      Ciao! Mmmmm non ho esperienza con bambini ma l’Asia Centrale la vedo davvero un po’ dura. Spesso nelle aree rurali non ci sono bagni occidentali ma solo buchi in terra, senza neanche l’acqua corrente. È un viaggio solo di paesaggi con niente pensato per i bambini. Rischio di diarrea del viaggiatore moderato. Per il bimbo di 10 forse ok, ma per quello di 4 la vedo dura… In più le strade sono in condizioni pietose, tutte buche. Bisogna stare attentissimi a guidare

  • Ciao e grazie!
    Siamo una Famiglia con bambini 10 e 4 anni. affittando una macchina è praticabile secondo te?

  • Eleonora ciao.
    Sto valutando, assieme alla mia compagna di viaggi, di organizzare un viaggio in Asia Centrale.
    Abbiamo una buona esperienza nella organizzazione dei nostri viaggi e, sebbene l’Asia Centrale presenti alcune difficolta’ e specificita’ (permessi, mezzi di trasporto, scenza etc…) non siamo particolarmente preoccupati. nzione di intraprendere questoviaggio (prerequisito la cono
    Abbiamo pero’ un serissimo problema: la lingua.
    Abbiamo una accettabile dimestichezza con l’inglese ma nessuna conoscenza del russo. In queste condizioni pensiamo che il viaggio non si possa fare a meno che non si riesca a trovare qualcuno (singolo/a o coppia) che conosca il russo e sia interessato a condividere il viaggio.
    Ti chiedo cortesemente se hai qualche idea in proposito circa il modo con cui si possa entrare in contatto altri che abbiano intenzione di intraprendere questo viaggio (prerequisito la necessaria conoscenza della lingua russa).

    Un caro saluto.

    Franco
    .

    • A

      Ciao Franco! Grazie del tuo commento.
      Allora, il russo è abbastanza essenziale per cavarsela in Asia Centrale, ma non è assolutamente indispensabile. Cioè: non morite se non sapete il russo, semplicemente tutto è molto più complicato e non riuscirete a parlare molto con le persone. Nelle città del Kazakistan (ma in generale nelle città grandi) direi che ve la potete cavare anche solo con l’inglese, i teenager in genere lo parlano bene, basta fermarne uno e chiedervi di aiutarvi. Le uniche zone dove è veramente difficile sono quelle più remote, specialmente nelle montagne, dove non è affatto detto che ci sia qualcuno che parli inglese nei paraggi.
      Secondo me le possibilità sono tre:
      1. Partite da soli studiandovi un po’ di lingua. Vi assicuro che imparando l’alfabeto e una cinquantina di parole si sopravvive dignitosamente. Vi consiglio di studiarvi bene questo mio post sulle frasi in russo per viaggiare: https://www.painderoute.it/frasi-in-russo-per-viaggiare-in-russia-strategie/
      2. Cercate qualche compagno di viaggio nei gruppi facebook, ce ne sono molti, alcuni apposta per ricerca compagni di viaggio. Oppure puoi provare i gruppi sulla Russia, ma sono secondo me troppo generici.
      3. Prendete ogni tanto una guida in loco per una giornata, vi assicuro che la spesa è molto contenuta. Una mia amica di Samarcanda lavora anche come guida e in genere chiede circa 30€/giorno in totale e conosce molte altre guide che lavorano in altre città dell’Uzbekistan. Sicuramente vi farà apprezzare di più la città e vi potrà dare una mano concreta per questioni più complicate di cui avete bisogno, come ad esempio comprare i biglietti del treno, dell’aereo per voli interni della compagnia uzbeca etc etc.

      Se non riuscite a trovare compagni di viaggio che parlano russo secondo me unendo le opzioni 1 e 3 verrà fuori un gran bel viaggio.
      A presto e grazie!
      Eleonora

  • NON MI RESTA CHE PARTIRE GRAZIE

  • Grazie Eleonora! ottimo post, a settembre partiro’ per gli “stan”… ora mi sto organizzando per i visti!
    p.s. aspetto il post sul lessico base russo!

    ciauuu
    Agostino

  • che meraviglia..sono dei posti fuori dal comune..mi piacerebbe un giorno andarci..chi lo sa

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