Come organizzare un viaggio in Asia Centrale

organizzare un viaggio in Asia CentraleTra traslochi internazionali e intraitalici m’ero persa per strada quest’altro post pilastro di Pain de Route: come organizzare un viaggio in Asia Centrale, cioè tutto quello che c’è da sapere prima di progettare la vostra trotterellata nei selvaggissimi -stan. Perché, lo ammetto, mi sentivo una viaggiatrice navigata, con tutte le snobberie annesse; ma poi sono atterrata, da sola, a Bishkek. Ed ero circondata da cinesi. Panico. (si fa per ridere; io poi qua dentro sono la più cinese di tutti)

L’Asia Centrale è la regione dove è più difficile viaggiare in cui sia mai stata. Più del Caucaso. Più della Russia. Più del Kosovo, della Macedonia, dell’Ucraina, della Namibia. Nessuno parla inglese. Niente è organizzato o attrezzato per turisti indipendenti. La maggior parte delle persone non ha viaggiato nel suo paese e non è in grado di darti consigli. Ma, soprattutto, è impossibile trovare informazioni utili online o anche solo accedere a un WiFi per cercarne.

Proprio così: in Asia Centrale McDonald’s non esiste, Internet nemmeno. Un incubo, per i primi dieci minuti in cui ti rendi conto che non hai avvisato gli amici, non hai scaricato le mappe, e non potrai postare in diretta su Instagram la foto del tuo cocktail dal miglior rooftop di Bishkek. ‘Na traggedia. Poi diventa un sollievo. Ti annoi, e quando ti annoi diventi simpatico, creativo, pieno di iniziative. Chiacchieri, fai amicizia. E iniziano le storie belle.

*Nota linguistica. I nomi ufficiali dei paesi sono Kyrgyzstan, Kazakhstan, Uzbekistan, Tagikistan e Turkmenistan. Userò anche, per questioni di indicizzazione, la versione italiana o inglese di alcuni: Kirghizistan, Kazakistan, Tajikistan.

Come organizzare un viaggio in Asia Centrale: in breve

Come gli altri post base che ho scritto per i Balcani e per la Russia, anche per l’Asia Centrale è importante organizzarsi bene e con metodo. In questo post da leggiucchiare qui e lì ti aiuterò a orientarti nel meraviglioso casino centroasiatico.

1. Quali stati fare, cosa vedere e per quanti giorni è la prima cosa da decidere. Il visto (obbligatorio per Uzbekistan, Tagikistan e Turkmenistan) è un vincolo fastidioso che di fatto impedisce di lanciarsi all’avventura senza aver prenotato nulla. Nel prossimo paragrafo vi suggerisco alcuni itinerari standard, il mio itinerario personale e alcuni più hardcore per i painderoutiani senza macchia e senza paura.

2. Prenotare i voli. Sono ancora cari, ma non mancano le offerte. Calcolate 150/350€ a/r.

3. Se vorrete viaggiare in Kazakistan, potrete prenotare i treni a partire da due mesi prima. Gli altri trasporti si prenotano tutti al momento in loco.

4. A questo punto, potrete fare i visti che vi servono: quello per l’Uzbekistan si può fare da soli (muovetevi almeno 3 settimane prima), quello per il Tagikistan si può fare online, mentre per il Turkmenistan è necessario pregare tutte le mattine il dittatore del Turkmenistan in ginocchio sui ceci, recitando a memoria l’inno nazionale turkmeno.

5. Prima della partenza, fate lo zaino leggero del bravo painderoutiano. Poche cose, di buona qualità, adatte a tutti i climi infernali dell’Asia Centrale. Questo post-lista ti sarà d’aiuto: salvalo!

Decidere cosa vedere e quali città visitare in Asia Centrale

Gli spostamenti in Asia Centrale sono sempre lunghi: non ce n’è, vi tocca. Non è un’area geografica per corse contro il tempo: i mezzi sono pochi e vi toccherà adeguarvi alle distanze immense delle pianure o alle lentissime strade di montagna. Tenetelo bene a mente per quando dovrete organizzare un viaggio in Asia Centrale.

Ecco perché è importante avere almeno un canovaccio dell’itinerario che vorrete fare. Se vorrete visitare solo Kyrgyzstan e Kazakhstan potrete essere più liberi, dato che ai cittadini italiani non è più richiesto il visto.

Se invece volete aggiungere al vostro itinerario anche Uzbekistan, Tajikistan o Turkmenistan dovrete fissare delle date di ingresso e di uscita sui vostri visti (obbligatori e inevitabili) e quindi pianificare un itinerario: ne basta anche solo uno molto sommario (come avevo fatto io).

> Il nostro viaggio: Kyrgyzstan, Uzbekistan e Kazakhstan del Sud, 13gg

Kirghizistan organizzare un viaggio in Asia CentraleVoli su Bishkek, Kyrgyzstan, A/R.

Tappe: Bishkek (2gg), Karakol sul lago Issyk (2gg), Osh (1gg), Valle di Fergana (1gg), Samarcanda (2gg), Bukhara (1gg), Tashkent (1gg), Turkistan (1gg), Kazakhstan del Sud (1gg), Bishkek (1gg).

Il cuore dell’itinerario è stato l’Uzbekistan e le due città sante di Samarcanda e Bukhara, con un inevitabile passaggio da Tashkent, la capitale, e dalla Valle di Fergana, arrivando dal Kyrgyzstan. Pochi giorni prima della partenza abbiamo preferito fare così per questioni climatiche: grandi gelate e nevicate in Kyrgyzstan avevano di fatto reso impraticabili gran parte delle strade del paese e ghiacciato i laghi alpini più remoti, che volevamo visitare. Abbiamo quindi ripiegato su un itinerario classico ed essenziale: capitale Bishkek, lago Issyk, escursione a bassa quota (2000m) nella catena del Tian Shan, e poi verso il Sud, con tappa ad Osh. Il passaggio in Kazakhstan meridionale, decisamente la zona meno interessante, è stato necessario per tornare rapidamente a Bishkek da Tashkent. Siamo comunque però riuscite a deviare leggermente e vedere Turkistan, una città nella steppa dove sorge un mausoleo sufico immenso, patrimonio Unesco.

Se volete organizzare un viaggio in Asia Centrale che sia di esplorazione terreno e con grande diversità di popoli, paesaggi e culture, questo è un buon inizio. Se riuscite ad ampliarlo fino a 20gg potreste aggiungere la remota città di Khiva, nel deserto dell’Uzbekistan, visitare più approfonditamente le splendide montagne kirghise, aggiungere Almaty, la ex capitale kazaka, o anche provare a spingervi in treno fino ai resti del Lago d’Aral, nell’Ovest del Kazakhstan.

Leggi i due diari di viaggio già pubblicati:
Storia di una notte su un furgone merci in Kirghizistan e di come mi persero una scarpa
Storia di quando sono stata ospitata a dormire da un bigliettaio delle ferrovie uzbeche

> Tutto l’Uzbekistan, 15gg

L’Uzbekistan merita un viaggio interamente dedicato. In due settimane si riesce a esplorare la valle di Fergana (2-3gg), fare due passi a Tashkent (1gg), visitare bene Samarcanda (2 o 3gg), Bukhara (2gg), Khiva (1 o 2gg) e provare a spingersi fino all’ovest uzbeco, visitando ciò che resta del lago d’Aral (2gg). Il tutto può gravitare intorno a un volo A/R da Tashkent, che però non è ancora servita da compagnie low-cost, anche se Alitalia ultimamente ha fatto prezzi da capogiro.

Altrimenti potreste sconfinare in Kazakhstan e raggiungere il Caspio, e da lì proseguire per altri lidi… per esempio Baku, Azerbaijan? Oppure usare l’aeroporto di Bishkek, più economico, ma tenendo in conto che Tashkent-Bishkek richiede almeno una mezza giornata di viaggio e l’attraversamento di ben 4 controlli di frontiera, di cui uno uzbeco (lentissimo e random).

> Tutto il Kyrgyzstan, 15gg

Il Kyrgyzstàn (Kirghizistan in italiano) è un paese piccolo che offre una natura fenomenale e incontaminata. Se siete amanti della natura, delle montagne enormi, dei cavalli e dei laghi questa piccola repubblica è un vero paradiso. In più, l’intero territorio è accessibile senza permessi extra: vale a dire che potete muovervi in un paese molto liberale, sotto certi aspetti, e quasi europeo, senza ansia di fermi da parte di polizia, controlli in dogana, visti o permessi di accesso a zone montuose (come serve invece per il Tajikistan).

In quindici giorni riuscite a godervi senza fretta l’aria rilassata della capitale, Bishkek (1 o 2gg), a visitare entrambe le sponde del lago Issyk-Kul (2, 3 o 4gg), dove quella Sud è quella decisamente più selvaggia e spettacolare, dormendo a Karakol che, nonostante non sia la gemma che tutti decantano, rimane la città più grande e con più servizi e collegamenti per escursioni nelle montagne (prezzi cari).

Da Karakol, a seconda della stagione, potreste valutare di prendere strade di montagna nella parte centrale del paese (fino a fine maggio può esserci neve!) e muovervi verso sud, eventualmente deviando per il leggendario lago azzurro di Sari-Chelek (2gg) o per Song-Kul (1-2gg), un lago cristallino a oltre tremila metri abitato dai nomadi delle steppe, che d’estate migrano ad alta quota. A inizio maggio, la strada per noi era talmente piena di neve da non essere praticabile nemmeno a cavallo.

Arrivati a sud, si può fare tappa ad Osh (1gg) e poi partire alla volta delle montagne del Sud (3gg), ancora più selvagge e puntellate da laghetti cristallini e caravanserragli da sogno, come quello di Tash Rabat.

Sfruttate i prezzi vantaggiosi dei voli sull’aeroporto di Bishkek! Il volo tra Bishkek e Osh costa sui 60€ con la compagnia aerea nazionale.

> Dal Tien Shan al Pamir, Kyrgyzstan e Tajikistan 15-20gg

Se siete appassionati di montagne, potreste spingervi dal Kyrgyzstan più a sud, fino al Tajikistan. Attenzione però perché per entrare nel cuore delle montagne tagiche (GBAO), proprio al centro del Pamir, serve un permesso speciale che vi verrà controllato dalla polizia. Ci sono comunque regioni montuose accessibili senza permesso, come il Fann.

I voli da Dushanbe non sono economici come su Bishkek.

> Tutto il Kazakhstan, 10-15gg [se proprio vi volete male]

viaggio in kazakhstan

Il Kazakhstan è un paese tanto sconfinato quanto vuoto e spopolato. Le montagne dell’Est sono impressionanti come quelle kirghise o tagiche, e città come Almaty o Astana (modernissima) sono interessanti in relativo al paese ma non in assoluto, specialmente se avete già visto molte altre città post-sovietiche (su tutte, Mosca). Il lago d’Aral e il Mar Caspio kazako però sono certo luoghi unici al mondo, specialmente per chi ha a cuore la grande questione ecologica che ruota intorno a queste due disgraziatissime distese d’acqua. Una tappa a Turkistan, dove siamo state noi, vale: il Mausoleo di Yasaui è un portento, e per giunta molto diverso (a un occhio attento) da quelli uzbechi. L’unica nota di rilievo per Shymkent e Taraz sono i fumi tossici delle raffinerie, ma i paesaggi intorno alla città sulle montagne kazake sono spettacolari.

> Provare a entrare in Turkmenistan, ?gg [hardcore]

Se volete spendere 50$ per transitare in un paese dove qualsiasi area desertica fuori dalla strada principale richiede un permesso speciale aggiuntivo, non si può fumare in nessun luogo all’aperto e dovrete rendere conto alla polizia di ogni fotografia che fate, il Turkmenistan è lo stato che fa per voi. Il visto si ottiene pregando in balto-slavo all’ambasciata turkmena di Vienna, Ginevra o Roma e attendendo a dita incrociate per oltre un mese: e, cosa ancor più divertente, è che non è affatto detto che ve lo daranno 😉

Non nascondo che un giorno ci vorrò andare. Anche solo per vedere dov’è finita la statua d’oro del dittatore che ruota seguendo il sole a Turkmenbashi, ma per il momento di certo non è una meta adatta a una donna da sola, a viaggiatori indipendenti o comunque a chi non ha molti soldi da spendere in tour organizzati da agenzie [sborsando fior fior di dollari, come in Corea del Nord, si può visitare il paese più semplicemente].

Come raggiungere l’Asia Centrale low cost

Gli aeroporti con collegamenti economici con l’Europa sono, in soldoni, quattro. Dall’Italia è sempre e comunque necessario fare uno scalo, che sia Budapest, Roma, Istanbul o Mosca.

1. Bishkék, Kyrgyzstan. Pegasus e Turkish Airlines volano su Istanbul, Ukrainian Airlines su Kiev e Aeroflot, S7 e Rossiya Airlines su Mosca a prezzi vantaggiosi.

2. Almaty, Kazakhstan. Compagnie russe e kazake su Mosca. Pobeda la collega a prezzi stracciati con Mosca, ma c’è un micro-scalo tecnico a Saratov. Può darsi che vi serva il visto russo, se lo scalo è più lungo e volete uscire dall’area di transito.

3. Astanà, Kazakhstan. Nuovissimo collegamento low-cost operativo dall’8 giugno 2017 Budapest-Astana con l’ungherese Wizzair.

4. Tashként, Uzbekistan. Ultimamente Alitalia ha proposto offerte da capogiro (129€ a/r!)

Il mio volo Mosca – Bishkek è costato 200€ a/r con Aeroflot tariffa base con pasti inclusi, bagaglio a mano e 23kg in stiva. Tashkent, Samarcanda, Dushanbe e Ashgabat hanno invece prezzi molto più alti.

Come fare il visto per l’Uzbekistan, il Tajikistan e il Turkmenistan

La grande novità è che per Kazakistan e Kirghisiztan non serve il visto: i cittadini italiani possono entrare con solo il passaporto fino a 30gg in Kazakh e 60gg in Kyrgyz.

Il visto uzbeco si può fare a Roma o in un’ambasciata estera, ad esempio quella di Mosca (dove l’ho fatto io) o quella di Bishkek, in Kyrgyzstan. Ho scritto un post dedicato e separato.

Come fare il visto per l’Uzbekistan da soli, in Italia o all’estero

Per il visto per il Tajikistan e per il Turkmenistan rimando a Caravanistan, un ottimo riferimento in inglese per organizzare un viaggio in Asia Centrale.

Come spostarsi in Asia Centrale

Come per la Russia, i trasporti in Asia Centrale sono semplici ma non scontati. Bisogna aver chiari alcuni concetti base del mondo postsovietico.

Treno

Efficiente, economico e abbastanza puntuale, ma che non copre tutta l’area. Potete farci affidamento per l’Uzbekistan e il Kazakistan, mentre in Tagikistan e Kirghizistan le ferrovie sono quasi inesistenti. Per sapere come “funzionano” i treni centroasiatici, come e dove prenotare i posti, come sono prima, seconda, terza classe etc. leggete questo post sui treni russi tipo Transiberiana: sono esattamente identici.

Il sito delle ferrovie kazake è abbastanza intuitivo ma è necessario saper leggere il cirillico per consultarlo con fluidità. Sempre per il Kazakistan, consultate anche il sito delle ferrovie russe, a cui si appoggia. Il sito delle ferrovie uzbeche invece non mostra gli orari dei treni ed è inutile, ma noi abbiamo fatto delle foto agli orari dei collegamenti tra le città principali (appena le trovo le pubblico, se ne avete bisogno scrivetemi)

Marshrutki

La marshrutka, un’istituzione che scioglie il cuore di qualsiasi cittadino dell’ex URSS, è uno scassatissimo pulmino da circa 15/20 posti. Le marshrutki funzionano come taxi collettivi e partono non appena si riempiono, a tutte le ore, dalle stazioni principali. Nei limiti del ragionevole, c’è sempre una marshrutka per dove desideri andare, anche se magari dovrai spezzare il viaggio. Leggermente più costose dei treni, ma nel breve raggio più rapide.

Autostop

Si può fare ed è semplice e sicuro, noi l’abbiamo fatto, ma le distanze infinite vi remano contro: la gente usa molto i trasporti pubblici e meno l’auto!

Furgoni merci

furgoni merci kirghizistan asia centrale

Già, hai letto bene: per certe lunghe tratte di montagna si può chiedere ai trasportatori di merci tra i mercati delle città di farti dormire in una specie di mega letto matrimoniale ricavato nel tetto del furgone. Di solito portano tra le 4 e le 8 persone, prezzi molto economici: noi abbiamo fatto da Bishkek (Dordoy Bazaar) ad Osh così, pagando 650som a testa (8 euro), per 18 ore di viaggio notturno. Ho raccontato la nostra esperienza in questo post.

Autobus notturni

Meno diffusi ma affidabili, di solito sono anche molto comodi. Coprono le lunghe tratte tra grosse città, come Tashkent – Bishkek, Tashkent – Almaty, Almaty – Astana etc. Informatevi alle stazioni degli autobus.

Taxi collettivi

Pigliate un tassista abusivo qualsiasi e chiedetegli quanto costa la corsa per una qualsiasi destinazione, anche lontana. Trattate spudoratamente sul prezzo. Di solito lui stesso inizierà a urlare la destinazione aspettando per almeno un’ora che arrivino altri passeggeri con cui dividere la corsa. Abbastanza economico.

Aereo

Più complicato ma in certi casi inevitabile viste le distanze. Utile per raggiungere luoghi molto remoti come Khiva o Nukus, in Uzbekistan, o Osh, nel sud del Kirghizistan. Gli aerei hanno sempre prezzi “occidentali”.

Pericoli e contrattempi: sicurezza in Asia Centrale

come organizzare un viaggio in Asia Centrale Samarcanda

L’Asia Centrale è una regione molto sicura. Fatto salvo per l’Uzbekistan e il Turkmenistan, che sono veri e propri regimi di polizia in cui bisogna stare alla larga dai poliziotti il più possibile, non ci sono grandi rischi di cui preoccuparsi. In generale, non porta mai niente di buono avere a che fare con la polizia nei paesi postsovietici: siate seri alla frontiera e rispondete a tutte le domande che vi faranno mantenendo la calma. I controlli sono estenuanti e maniacali, hanno molta paura del terrorismo islamico locale e in generale di stranieri che contestino il regime attuale. Non fate stupidate e non date soldi, per nessun motivo. In caso di qualsiasi problema, chiamate l’ambasciata italiana.

Le persone sono molto oneste e nessuno cercherà di rubarvi i soldi o fregarvi al cambio valuta. Non c’è nemmeno rischio di scippi in strada o furti in albergo..

Non comprate o portate con voi qualsiasi tipo di droga: il problema dei traffici dall’Afghanistan verso la Russia è serio e le pene sono severissime. Come in Russia, non è difficile finire in prigione per molto poco.

Per le donne sole, l’Asia Centrale è sicura. Le capitali sono molto russizzate e di conseguenza più “occidentali” e moderne: nessuno si curerà di voi o si stupirà di vedere una donna in giro da sola. Nel sud del Kirghizistan e nella Valle di Fergana, invece, la mentalità è molto più chiusa e ci è capitato spessissimo di essere importunate pesantemente. Ne ho parlato in quest’altro post.

Altri consigli per organizzare un viaggio in Asia Centrale

Non sottovalutate le distanze nell’organizzare un viaggio in Asia Centrale. Sono enormi e faticose da percorrere, spesso ci sono montagne immense tra voi e quel posto che in linea d’aria sembra proprio così vicino! Lasciate almeno uno o due giorni vuoti nel vostro itinerario per far fronte a contrattempi come mancanza di mezzi di trasporto, code in frontiera, frontiere chiuse (ci è capitato davvero, in Uzbekistan!) et similia.

Non sottovalutate il clima. Siamo a sud, è vero, ma siamo nel luogo più lontano dai mari che possiate immaginare e il clima è continentale estremo. In più, anche se siete in pianura, è facile trovarsi anche a 600/800mt slm. Estate a parte, in cui fa caldissimo dovunque, è facile trovare freddo e forti piogge, tornadi o tempeste di sabbia. Gli spazi sono apertissimi e il meteo è imprevedibile. A Maggio ho trovato -2° sul lago Issyk Kul, strade chiuse causa neve in Kirghizistan, +10° a Bishkek, +20° in Kazakistan e +32° a Samarcanda: giusto per dare l’idea. Portatevi sia vestiti leggeri sia vestiti ben caldi. Per le donne non c’è alcun tipo di restrizione di vestiario, nemmeno per visitare le moschee, dove spesso (ma non sempre) non bisogna né togliersi le scarpe né indossare un velo o vestiti coprenti.

Fidatevi delle persone. Sono buone, ospitali come in pochi altri posti della Terra, e vi vogliono aiutare. Noi ci siamo fidate dell’invito di un bigliettaio delle ferrovie uzbeche, e siamo andate a dormire a casa sua. Mai esperienza fu più dolce! A proposito, leggi questo post.

Internet e il WiFi non sono ancora arrivati in Asia Centrale. In Kazakistan o il Kirghizistan è facile comprare una sim a prezzi bassissimi (1€ per 1Gb di internet al mese 😉 ) e avere copertura in tutto il paese, ma se non avrete i dati trovare WiFi aperti o pubblici o locali con WiFi sarà pressoché impossibile, alberghi turistici a parte. In Uzbekistan invece non si può comprare una sim senza un passaporto uzbeco, a meno che non andiate nella sede centrale della compagnia a Tashkent. In ogni caso i pacchetti sono ridicoli (cose tipo 300Mb al mese) e a prezzi non così economici. Consiglio: lasciate perdere e cercate di appoggiarvi agli scarsissimi WiFi degli hotel o degli ostelli dove alloggerete.

Cambiare in nero è sempre più vantaggioso che cambiare in banca o prelevare, e spesso i tassi di cambio sono addirittura doppi rispetto al cambio ufficiale, come in Uzbekistan. Attenzione, però, perché la polizia potrà chiedervi, in uscita, le ricevute dei vostri cambi. Tenetevi anche nel passaporto i biglietti dei treni e i foglietti con cui gli ostelli e gli alberghi vi registrano presso la polizia uzbeca, perché potrebbero chiederveli in frontiera e dovrete rendere conto di dove avete passato le notti.

viaggiare in Asia Centrale Bukhara

Imparate l’alfabeto cirillico: è facile, ce la farete in un’oretta di impegno, ma vi risparmierà un milione di sforzi inutili nell’organizzare un viaggio in Asia Centrale. Essendo stata URSS, gran parte delle scritte ufficiali sono ancora in russo: le stazioni ferroviarie, i biglietti, i musei etc. Imparate anche un lessico base russo (scriverò un post più avanti) e qualche semplice frase per farvi capire: nessuno parla inglese, siamo lontani anni luce da qualsiasi paese anglofono! Se la gente parla una lingua straniera, di certo sarà il russo. Senza russo, inoltre, vi perdereste un milione di incontri fenomenali e belle chiacchiere con la gente del posto, che muore dalla voglia di raccontarvi storie e sentire un po’ di voi: spesso sarete i primi turisti che incontrano nella loro vita 😉

Bene, basta così! E ora buon viaggio 🙂
Manca qualcosa? Scrivimelo in un commento. Grazie se condividerai questo post o lo suggerirai ad un amico.

Eleonora

Lascia una recensione

3 Commenti on "Come organizzare un viaggio in Asia Centrale"

Aggiungi un commento

  Iscriviti  
più nuovi più vecchi più votati
Notificami

che meraviglia..sono dei posti fuori dal comune..mi piacerebbe un giorno andarci..chi lo sa

Grazie Eleonora! ottimo post, a settembre partiro’ per gli “stan”… ora mi sto organizzando per i visti!
p.s. aspetto il post sul lessico base russo!

ciauuu
Agostino