Come organizzare un viaggio in Iran il meno possibile. Informazioni essenziali

Scritto da Eleonora

Scrivo da un sudicio e rumoroso hotel di Hadibo, la capitale di Socotra, in Yemen, nel mio ultimo giorno libero prima di un nuovo mese intensissimo di lavoro sull’isola. Il muezzin ha il megafono orientato precisamente verso la mia finestra e non credo ci siano leggi in Yemen che mettano un tetto massimo ai decibel consentiti per la chiamata alla preghiera. Ad ogni modo, ho ricevuto e pubblico con grande entusiasmo una guida essenziale a come organizzare un viaggio in Iran il meno possibile.

Ovvero, quelle informazioni minime e genuine che solo chi ha viaggiato nei posti e nei modi più improbabili sa che valore hanno. L’insistere per volere un mamuli, l’aggirare le truffe, l’affidarsi al viaggio con l’autostop. Questo piccolo articolo è una gemma frutto di vagabondaggi selvaticissimi per la Persia di Gianluca Favre e Michel Grosjacques, poco prima che il paese venisse travolto da proteste represse nel sangue.

Buona lettura e buon viaggio in Iran!
Eleonora

Assicurazione di viaggio per l’Iran

Anche se è un paese economico, è fondamentale fare un’assicurazione di viaggio prima di partire per l’Iran.

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Come organizzare un viaggio in Iran il meno possibile

Il confine tra Armenia e Iran, Agarak e Norduz

di Gianluca Favre
foto di Gianluca Favre e Michel Grosjacques

Dopo diverse ore di viaggio arriviamo ad Agarak, il fiume Aras indica dove il Caucaso diventa Medio Oriente, le schiere di obici lungo la strada ci ricordano di quell’articolo scrollato rapidamente su qualche gruppo Telegram: quello che parlava dell’esercitazione Grande Iran. Ad Agarak non si varca una frontiera, ad Agarak si saluta l’ultimo sto gramm vodki (misura standard per la vodka nel mondo post sovietico, 100 gr.), niente più avtovokzaly (chiamarle stazioni degli autobus è riduttivo), nessun pirozhochki (frittella di patate, tipico accompagnamento alla vodka sopracitata). Le ultime parole nella lingua franca dell’est le usiamo per ringraziare la guardia di confine, che caso vuole sia russa, così da rendere davvero netto l’addio al Sovietistan per perderci nella terra dei dodici Imam.

Vi spiegherò come organizzare il meno possibile un viaggio attraverso la Persia, ciononostante anche i più vagabondi dovranno prendere matita e diario, e segnarsi alcune informazioni fondamentali senza le quali non è possibile godere di questo immenso paese.

Per le traslitterazioni, Gianluca nell’articolo ha usato Eugigufo.

Passaporto, come fare il visto iraniano, e consolati

Bandiere sul Golfo Persico, a Bandar Abbas

Starete pensando “non è mica il primo visto che richiedo, che sarà mai?”. Avete ragione, non c’è nulla di folle nel richiedere il visto per l’Iran, bisogna però essere consapevoli di alcune piccole accortezze non trascurabili che incidono sull’organizzazione di un viaggio in Iran. L’aspetto più impattante è quello relativo ai cattivi rapporti dell’Iran con gli Stati Uniti, o più in generale con il mondo occidentale. Purtroppo la politica internazionale in questo caso toccherà direttamente anche voi, voi che volete solo battere strade e bazar in cerca di un vecchietto con cui scambiare due parole ed un bicchiere di tè. Entrare in Iran comporta l’impossibilità ad accedere alla procedura per richiedere l’ESTA, in parole povere se vorrete andare negli USA dovrete applicare per un visto di tipo superiore e passare attraverso procedure più complesse di quella online.

Il visto può essere richiesto direttamente all’arrivo se decidete di raggiungere l’Iran con un volo; se invece vi piace il brivido delle frontiere terrestri allora dovrete fare richiesta presso il consolato iraniano a Milano, o presso l’ambasciata iraniana a Roma. Riguardo al primo, posso assicurarvi che è già di per sé un’esperienza interessante, un primo passo per affacciarsi sul mondo della Repubblica Islamica dell’Iran e tra le barbe degli ayatollah Khomeini e Khamenei: ovvero i due imam che hanno retto le sorti del paese a partire dalla rivoluzione khomeinista del ‘79.

Al consolato si viene colpiti dal primo schiaffo culturale; sugli schermi appesi alle pareti, fra le sempre-presenti-foto dei due Ayatollah, ecco che scorrono slogan contro l’Occidente, immagini di guerra e violenze con sfondi a stelle e trisce, e in generale una narrazione della storia da un punto di vista diverso da quello al quale siamo soliti aggrapparci.

Dimenticavo, fra le barbe dei due torbidi Babbi Natali spesso troverete anche un sorriso più bonario, lui è il Generale Soleimani, uomo difficile da descrivere perché caleidoscopio di azioni e ideali (per noi) contrastanti; quindi, lascio ai documentari e ai libri il compito di raccontarvi chi sia stato il più famoso martire della Repubblica Islamica d’Iran.

La valuta in Iran

Tra mercato nero, mazzette che ‘Escobar levati’, e un’inflazione da capogiro

Ragazzi che demoliscono un tetto stando sul tetto stesso, Kashan

Uno dei temi più importanti da capire per organizzare un viaggio in Iran è la valuta. In Iran esistono due cambi: quello battuto dalla borsa internazionale, e quello urlato fra i banchi dei bazar. Il primo è facilmente reperibile sul web, ma è anche del tutto inutile. Mentre il cambio relativo al reale potere d’acquisto del rial iraniano lo dovete scoprire con l’arte del trading, meglio nota ai viaggiatori dell’est come: contrattazione.

Quando si vuole organizzare un viaggio in Iran è importante sapere che i circuiti internazionali non sono accessibili; quindi, dovete arrivare con i contanti necessari ad affrontare tutto il viaggio perché se li finirete non avrete modo alcuno di prelevare. Io e Michel ci siamo organizzati nascondendo 800€ a testa sotto la suola delle scarpe. Un metodo non troppo comodo ma abbastanza sicuro.

Cambiare gli euro in rial è molto semplice, potete farlo sia negli uffici predisposti, che per strada e nei bazar. Ricordatevi che non esiste un cambio ufficiale, quindi non abbiate paura a contrattare e a chiedere a più persone prima di accettare. Oltretutto, esistono gruppi Telegram dove quotidianamente vengono condivise tabelle con tassi di cambio orientativi, provate a chiedere a qualche iraniano se sa consigliarvene uno.

Nella nostra esperienza, i cambi più vantaggiosi li trovate dai calzolai, il motivo però ci è ancora oscuro.

Internet

IG, FB, WA, Telegram, Twitter, Chess.com … e una VPN per usarli tutti e dal buio liberarli

Ristorante sulla costa del Mar Caspio, a Bandar-e Anzali

Le limitazioni della rete internet da parte del governo iraniano sembrano complesse e inespugnabili. In realtà si aggirano facilmente e con metodi ai quali alla fine quasi ci si affeziona. Prima di entrare in Iran è raccomandabile che vi forniate di una VPN adatta. Con questo intendo dire che dovete cercare sul web quale sia la migliore app di VPN per il vostro sistema operativo e per le vostre necessità. In Iran è possibile acquistare facilmente delle SIM a prezzi vantaggiosi, questo però non significa che avrete la possibilità di navigare nel web, se non sui siti approvati dal governo.

Le app più famose per messaggini e fotine non sono accessibili, e anche se lo fossero sarebbe comunque meglio evitare di essere letti e tracciati dai servizi segreti iraniani. Per questo motivo tutti gli iraniani, di qualsiasi estrazione sociale ed età, attivano e disattivano continuamente le loro app di VPN per bypassare i filtri interni al paese.

Aneddoto divertente: pare che gli hacker iraniani non giochino a scacchi. Credo sia questo il motivo per il quale riuscivo a comunicare con l’occidente anche senza VPN ma attraverso la chat di Chess.com.

Hotel e/o ospitalità

Tra Couchsurfing, Motel, e alberghi a cinque stelle

Incontri bellissimi nei peggiori shisha bar di Kerman

Caveat! ufficialmente Couchsurfing è illegale in Iran, quindi: vedasi paragrafo precedente.

Gli iraniani sono famosi per essere uno dei popoli più ospitali al mondo. Ciononostante, la situazione politica attuale li rende obbligatoriamente cauti nell’accogliere stranieri in casa. Loro però non demordono e fanno di tutto per onorare il sacro valore dell’ospitalità. È così che io e Michel siamo finiti a dormire al Diplomat Hotel di Mashad. Un ragazzo contattato su CS ci ha accettati come suoi divanisti, ma per non incorrere in problemi con la Polizia ci ha prenotato a sue spese un pacchetto completo presso uno degli alberghi più lussuosi della città. Ovviamente quando ci ha accompagnati abbiamo provato a rifiutare, ma imparerete che non c’è torto peggiore che possiate fare ad un iraniano che rifiutare un suo gesto di ospitalità.  

Se invece preferite affidarvi direttamente alle strutture predisposte al turismo, sappiate che, come per ogni altra cosa, i prezzi sono sempre trattabili. Esistono diverse catene di alberghi e motel a prezzi molto economici (circa 5€ a notte a persona, a volte con colazione inclusa). Nonostante ciò, avranno sempre la tendenza a vendervi delle suite o delle camere con servizi extra – del tutto inutili -, sappiate che dovrete essere chiari e ridondanti: “I want the cheapest one, I don’t need extra services”.

Trasporti

Mamuli, VIP, treni a lunga percorrenza, e i soliti camionisti (salvezza del vagabondo)

Gianluca su una motoretta, il mezzo di trasporto migliore per visitare l’isola di Hormuz

La geografia dell’Iran impone al viaggiatore di dover scegliere i mezzi di trasporto in base alla zona in cui si trova. L’Iran varia dal Mar Caspio, al Golfo Persico, passando per altipiani, deserti, e montagne come il Damavand che toccano i 5610 m s.l.m..

Lungo la dorsale centrale del paese, quella che porta da Teheran fino a Shiraz, passando per Esfahan e Kashan, le distanze tra le città sono contenute e le strade non attraversano ambienti particolarmente ostili. Per questo motivo è comune percorrere queste tratte con i VIP, ovvero i pullman a lunga percorrenza dotati di sedile reclinabile. Se avete già iniziato a organizzare il viaggio in Iran, sappiate che non serve prenotarli con troppo anticipo, tendenzialmente è sufficiente andare alla stazione dei bus di primo pomeriggio e troverete sempre qualcosa che fa al caso vostro.  

La situazione è diversa se volete viaggiare nella zona orientale del paese, ad esempio per raggiungere Mashad o Zahedan. Lì le distanze iniziano a farsi importanti e spesso si devono attraversare deserti di sabbia. In questo caso è consigliato spostarsi con il treno, che oltretutto in Iran è il mezzo più economico che ci sia – escluso l’autostop ovviamente. Inoltre, viaggiando di notte potrete anche risparmiare sull’albergo. Le cuccette sono molto economiche e la qualità del servizio è ottima. Se sarete fortunati dividerete la cabina con una coppia di anziani iraniani che vi coccoleranno a suon di dolcetti al pistacchio e allo zafferano. Highly recommended!

Se invece vorrete uscire dagli itinerari che collegano le grandi città per andare alla scoperta delle piccole realtà della costa del Mar Caspio, allora i mamuli fanno per voi. Questa parola in persiano significa: normale. Si intendono quindi i pullman tradizionali, quelli con sedili stretti e non reclinabili. Sappiate che nelle stazioni dei bus cercheranno sempre di farvi viaggiare con i VIP o di farvi prendere un taxi, dovrete essere chiari e insistenti: mamuli!

Rimane un ultimo mezzo di trasporto che non abbiamo ancora citato, quello preferito da tutti i vagabondi: l’autostop. In Iran è comune e socialmente accettato affidarsi all’autostop. A causa della geografia del paese le merci vengono trasportate principalmente su gomma; per questo motivo non mancherete di trovare camionisti diretti verso qualsivoglia città, e pronti a farvi sentire tutte le ultime hit del panorama musicale persiano. Non fatevi mancare questa esperienza!

Due tappe tipiche del turismo interno, Mashad e l’Isola di Hormuz

Ragazza iraniana che suona sull’Isola di Hormuz

Se dovessi scegliere un solo posto da visitare in Iran, allora sceglierei Mashad. Questa è una delle città sante per gli sciiti. A Mashad si trova il complesso di moschee dedicate all’Imam Reza, uno dei luoghi di culto più grandi al mondo. Ciononostante, questa città non viene pubblicizzata come metà turistica perché nella cultura sciita i luoghi di culto non hanno un valore artistico fine a sé stesso; cosa che invece avviene normalmente da noi, basti pensare a Firenze e a Roma.

Se deciderete di visitare Mashad, allora vi consiglio di non cercare immagini online e di lasciarvi sopraffare dall’incredulità quando metterete piede nella sala principale della moschea centrale. A mio avviso questa è l’opera d’arte più incredibile di cui abbia mai potuto godere.

Di tutt’altro tipo è l’esperienza dell’Isola di Hormuz. Questa si trova nel Golfo Persico ed è raggiungibile con il traghetto da Bandar Abbas. L’isola è una delle mete principali del turismo interno, una specie di tappa obbligatoria per tutti gli iraniani. A renderla così importante è l’incredibile ventaglio di colori che la natura offre in questo posto. È davvero un luogo unico per gli appassionati di panorami naturali. Per esplorarla esistono solo due modi: i tuk tuk e le moto 125cc . I primi non avrete difficoltà a trovarli, appena scesi dal traghetto verrete circondati da ragazzini che vi offriranno di farvi fare il giro dell’isola a bordo del loro tuk tuk.

Mentre per i più selvatici e temerari esiste la possibilità di bussare alla porta di qualche pensionato e chiedergli se vi affitta la sua moto. Questo sistema vi garantisce maggiore flessibilità negli orari e nei percorsi, però sappiate che non vi troverete a guidare una Ducati ma una specie di CIAO, quasi senza freni e con le marce al contrario. Non dite che non vi avevo avvisati!

Infine, una chicca

Se ne avrete l’occasione provate la shisha (in Iran si chiama ghalian) con il latte al posto dell’acqua, una prelibatezza tutta persiana.  

L’articolo di oggi finisce qui – con questo concentrato organizzativo l’Iran è a portata di mano. A presto!
Eleonora

Per oggi è tutto, a presto!

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1 commento

  • Ruggiero Lavermicocca

    Non credo riuscirò a viaggiare in Iran, ma leggerti è fantastico!!

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