Come organizzare un viaggio in Iraq in maniera indipendente

Scritto da Eleonora

Organizzare un viaggio in Iraq in autonomia non è stato facile. Il paese ha riaperto al turismo internazionale da poco e c’è tanto entusiasmo quanta confusione.

Con questo articolo cerco di riassumere un po’ le cose importanti da tenere a mente per organizzare un viaggio in Iraq, quelle da fare prima di partire, e alcune misure di sicurezza e di costume da rispettare.

Qualche precisazione:

  1. La Farnesina sconsiglia viaggi a qualsiasi titolo in Iraq Federale e in Kurdistan Iracheno. Non posso incoraggiarvi a viaggiare in Iraq incoscientemente.
  2. Se in ogni caso deciderete di organizzare un viaggio in Iraq in maniera autonoma, secondo me è fondamentale conoscere almeno un po’ un dialetto arabo comprensibile in Iraq (GCC, Oman, Yemen, forse Egitto dovrebbero funzionare). L’arabo classico si è rivelato quasi del tutto inutile e incomprensibile al 90% delle persone a cui parlavamo.
  3. È fondamentale avere esperienza di viaggio pregressa in Medio Oriente, possibilmente in paesi instabili dove non è semplice viaggiare in autonomia. Ad esempio, se avete già viaggiato in Libano post esplosione del porto di Beirut è un buon gradino da cui partire 🙂

Con Kukushka Tours stiamo pensando in grande per capodanno 😉 consiglio di iscrivervi alla newsletter per non perdervi l’apertura delle iscrizioni.

Come organizzare un viaggio in Iraq

1. Fare il visto per l’Iraq all’arrivo (visa on arrival)

Baghdad all’alba

Sul tema visto, prima di organizzare un viaggio in Iraq, ci sono due cose fondamentali da tenere a mente.

  1. Il visto d’ingresso per l’Iraq Federale vale anche per il Kurdistan iracheno, ma non viceversa. Si può ottenere all’aeroporto di Baghdad o in altri aeroporti dell’Iraq Federale, costa 75 USD, va pagato in contanti e con banconote impeccabili (più recenti del 2013, no tagli, no macchie, no stropicciate) alla polizia all’arrivo in aeroporto. Lavorano h24, si attende un’oretta e viene incollato un visto compilato a mano sul passaporto.
  2. Il visto d’ingresso per il Kurdistan iracheno si può fare online, ma non permette di entrare in Iraq Federale, bensì di rimanere soltanto in Kurdistan. Se da Erbil volete andare a Baghdad, dovrete farlo in aereo e pagare un altro visto all’arrivo in aeroporto. Costa circa 70 USD.

In sintesi, la cosa più conveniente se volete visitare sia l’Iraq Federale sia il Kurdistan iracheno è entrare da Baghdad e uscire da Erbil, non viceversa, perché altrimenti vi trovereste a pagare inutilmente due visti, a non poter superare la frontiera via terra e a dover prendere un volo interno.

2. Come prenotare gli hotel in Iraq

In Iraq gli hotel sono abbastanza costosi a fronte di un servizio generalmente scadente. Booking.com non è diffuso in Iraq Federale, o lo è solo per hotel di grandi catene o comunque chic. Per di più, la maggior parte degli hotel vuole essere pagata in contanti: in Iraq Federale le carte non sono assolutamente in uso, è un’economia interamente (sì, interamente) basata sul contante: le persone ricevono lo stipendio sul loro conto e vanno immediatamente a ritirare i soldi in banca per tenersi i soldi a casa. C’è totale sfiducia nel sistema bancario nazionale.

Il tema degli hotel per assurdo è uno di quelli che ci ha mandate più in crisi nell’organizzare un viaggio in Iraq, ma è stata solo questione di tempo prima di abituarci un po’ al fatto di non sapere dove avremmo dormito decidendo di giorno in giorno. Posto che abbiamo viaggiato più che altro con Couchsurfing, che rimane comunque un metodo un po’ inaffidabile, quando abbiamo dovuto prenotare hotel ne abbiamo cercati direttamente su Google Maps, guardando foto e recensioni, e siamo andate direttamente lì prenotando una stanza alla reception. Abbiamo sempre trovato posto, ma non era alta stagione. In certi casi ce ne avevano consigliati, ma erano tutti mediocri, non mi sentirei di consigliarne nessuno: a volte sono stati migliori e più economici hotel trovati completamente a caso che non hotel consigliatici da altri viaggiatori o da iracheni.

Su questo sito, una specie di Booking locale, si possono vedere hotel in varie città dell’Iraq, ma bisogna comunque chiamare per prenotare e spesso i numeri sono sbagliati o non risponde nessuno, per cui alla fine siamo comunque sempre andate lì di persona. Non è particolarmente più utile di Google Maps.

Costo medio per una stanza doppia scarsa con bagno privato: 25,000 – 50,000 IQD = 18 – 35€
Costo medio di una doppia in un buon hotel a Baghdad: 200$

3. Trasporti in Iraq

Spostarsi in Iraq è abbastanza facile, ma non così intuitivo, almeno all’inizio. Anche qui, bisogna fare quattro distinguo importanti: taxi, trasporto pubblico locale, minivan e taxi condivisi, treno.

  1. Taxi in Iraq
    C’è l’app Careem che funziona come nel resto del Medio Oriente, ma a Baghdad il traffico di solito è talmente folle e ingestibile che chiamare un Careem significa aspettare molto più che mettersi al lato giusto della strada e fermare un taxi o un tuktuk casuale. Il lato negativo dei taxi è che non sono poi così economici: costano circa 4-5€ per una corsa breve, ma per spostarvi in una città di 7 milioni di abitanti tutt’altro che amichevole verso i pedoni, con marciapiedi inesistenti o occupati dal bazaar si prendono tranquillamente anche 10 corse taxi in un giorno. Baghdad è anche inquinatissima e camminando a piedi sui viali trafficati si respira di tutto, a me bruciava il naso già dopo mezz’ora che ero fuori casa. In sostanza non ci sono molte altre soluzioni al prendere un taxi. Spesso poi i tassisti non hanno la minima idea di dove stiano andando, quindi non puoi letteralmente distrarti un minuto perché sei tu a dover dare loro indicazioni, specie a Baghdad.
  2. Autobus urbani a Baghdad e nelle altre città principali
    Esiste una specie di trasporto pubblico, che nella sua semplicità mi è sembrato davvero efficace e geniale. In sostanza, gli autobus non hanno linee o capolinea, perché percorrono le città lungo le arterie principali sempre dritto, nord/sud, est/ovest. In sostanza, li fermi dove vuoi e scendi dove vuoi, sempre lungo strade a scorrimento veloce. Basta avere idea di come è fatta la città e della direzione dove stanno andando. Costano molto meno dei taxi, circa 0,60€ a corsa, e sono rapidi.
  3. Minivan e taxi condivisi
    Per organizzare un viaggio in Iraq dovrete tenere a mente la logistica degli spostamenti tra città. I collegamenti sono frequenti e i minivan abbastanza confortevoli. I prezzi sono abbastanza onesti, non super economici ma neanche cari. Anche qui, non ci sono orari né informazioni su quanto di frequente partano, bisogna essere flessibili e cercare di partire nella prima metà della giornata. La cosa più complicata da capire è il garage (in Iraq garage = stazione dei minivan) da cui partono. La regola logica è che dalle stazioni a nord si va verso nord, dalle stazioni a sud si va verso sud etc etc, ma ovviamente non è così semplice e soprattutto è difficile capire dove si trovano perché non sono geolocalizzati bene sulle mappe.

    A Baghdad il garage principale è l’Alawi Garage, di fronte alla stazione dei treni, da cui partono i minivan diretti a sud. La cosa più facile è chiedere alla gente del posto quando siete lì, oppure ai tassisti o agli autisti degli autobus. Non date per scontato che ci sia un solo garage per città, anche per città più piccole. Quindi quando chiedete garage specificate anche qual è la vostra destinazione per non sbagliare.

    Cosa importante: come nell’ex URSS, i minivan partono quando sono pieni. In giorni infrasettimanali e a orari scomodi può essere che non partano proprio perché non ci sono abbastanza passeggeri. È lì che dovrete considerare i taxi condivisi con altri passeggeri (ci è capitato di dover prendere un taxi per esempio tra Mosul e Erbil).
  4. Treno
    Esiste il treno Baghdad – Basra notturno e l’idea nei prossimi anni è di prolungare la linea fino a Mosul, Erbil e da lì entrare in Turchia. In passato è esistito un treno che arrivava in Mesopotamia da Istanbul, via Aleppo. Per ovvi motivi, dal 2003 in poi quella linea ha cessato di esistere.

    Capire come funzionano i treni in Iraq è veramente complicato. Non c’è un sito di riferimento ufficiale e anche i prezzi non sono chiari, le informazioni che si trovano su internet sono contrastanti. Il treno è abbastanza sporco, ma in sé il servizio è buono: si parte la sera e si arriva al capolinea all’alba. Da Baghdad a Basra si parte alle 20.00 e si arriva alle 4.30; da Basra a Baghdad si parte alle 18.00 e si arriva alle 6.15. Il treno va lentissimo (a tratti a 24 km/h), ma perlomeno è puntuale.

    I biglietti si possono comprare solo il giorno stesso dalla stazione di partenza, dove dovrete recarvi al mattino presto, per assicurarvi di trovare un posto in cuccetta, prima che vadano tutti esauriti e rimangano solo i posti seduti. Esistono le cuccette da due ma sono sempre tutte esaurite probabilmente perché qualcuno corrompe i bigliettai per averli in anticipo. In generale, cercano di mettere insieme donne con donne e uomini con uomini al momento della prenotazione.

    Siate in stazione anche un’ora prima della partenza, perché la polizia deve ispezionare tutti i bagagli con i cani prima di poterli portare a bordo.

    Costo di un posto in cuccetta 4 posti femminile, con lenzuola usate: 25,000 IQD = 18€

4. Si può andare in Iraq? Aree sicure e aree non sicure

Definire dove è sicuro e dove no in Iraq è relativo.

Secondo la Farnesina, l’intero Iraq non è sicuro ed è una meta assolutamente da evitare per viaggi a qualsiasi titolo. Secondo loro, addirittura, a Baghdad bisognerebbe girare con veicoli blindati e scorta armata per rischio attentati e rapimenti. Lo stesso è riferito da altri siti come Foreign Travel Advice UK e US Travel Advisory, che però, a differenza della Farnesina, distinguono tra Iraq Federale e Kurdistan Iracheno, individuando il secondo come area di cautela ma generalmente sicura.

Le aree realmente off-limits sono quelle più vicine al confine con Siria e Giordania, Falluja, Kirkuk e alcune zone della piana di Ninive e nei dintorni di Mosul. Il fatto che ci siano viaggiatori che vanno comunque in queste aree non significa che siano sicure: credo che nella maggior parte dei casi non abbiano idea di cosa stiano facendo e dei rischi a cui si stiano esponendo. L’area di Basra e il sud in generale, a maggioranza sciita, sono le aree più tranquille.

Se ci si tiene ben lontano dalle aree dove sono ancora in corso conflitti armati o dove rimangono cellule Daesh (ISIS), in Iraq la vita per gli iracheni va avanti normalmente e senza disordini.

Detto ciò, non posso consigliarvi di viaggiare in Iraq con leggerezza. Se deciderete farlo, starete andando esplicitamente contro il consiglio del Ministero degli Esteri del vostro paese e dovrete farlo sotto la vostra responsabilità. La situazione odierna nel paese (12/04/2024) è tendenzialmente stabile, ma può cambiare anche drasticamente in poco tempo: è il motivo per cui nessuna Farnesina di nessun paese vi dirà serenamente di organizzare un viaggio in Iraq in autonomia.

Discorso a parte è per Mosul e le aree circostanti, ancora completamente devastate dalla guerra, dove ci sono ancora migliaia di ordigni inesplosi anche in pieno centro: ho visto due bombe inesplose coi miei occhi. Mosul è visitabile, ma con estrema cautela e evitando di andare da soli calpestando terreni non sicuri (l’asfalto invece è sempre sicuro).

Poco prima che partissimo noi, c’è stato un missile iraniano che ha colpito una casa del quartiere cristiano di Erbil, considerata l’area più sicura del paese, nonché 85 siti bombardati dagli americani lungo il confine siriano e giordano. Consiglio di monitorare costantemente la situazione su Live UA Map.

5. Viaggiare in Iraq con guide locali (o senza)

Per via dei checkpoint onnipresenti sulle strade di tutto il paese, alcuni particolarmente ostici e sospettosi, in certe zone è praticamente impossibile andare senza una guida locale, perché verreste fermati al primo checkpoint e parcheggiati lì per ore in attesa di controlli, a maggior ragione se non parlate un dialetto arabo comprensibile in Iraq.

Le aree che abbiamo visitato con guide locali in giornata sono le paludi, da Nasiriyah a Basra, dormendo a Chibaysh; da Baghdad a Mosul via Samarra e Hatra, assolutamente impossibile da fare senza guida: per il numero folle di checkpoint, ma anche per l’impossibilità di comprare i biglietti di Hatra, venduti solo a Mosul; due giorni in Kurdistan iracheno, per praticità e ottimizzazione degli spostamenti.

Le guide locali sono spesso improvvisate e in generale sono care. Ci siamo sempre trovate umanamente e logisticamente bene con tutti, ma erano poche le guide veramente preparate (anche se qualcuna c’era), mentre quattro giorni su tredici con guide locali hanno inciso moltissimo sul nostro budget totale. In tutti e tre i casi, non c’era una reale alternativa al prendere una guida per visitare i luoghi che ci interessavano.

Il costo giornaliero di una guida varia tra i 100$ e i 400$ complessivi al giorno, a seconda di dove siete e cosa volete fare. A Basra abbiamo pagato 100$ in totale un tour di una giornata intera a piedi in città, nelle paludi circa 400$ in totale un tour in piroga, notte in una capanna e due transfer auto, su 24h totali di tour, e avevamo pure contrattato il prezzo di un bel po’.

6. Come vestirsi e come comportarsi in Iraq Federale

L’Iraq è un paese più grande dell’Italia ed estremamente vario, con usi e costumi diversissimi al suo interno. Più e più volte durante il nostro viaggio abbiamo avuto la sensazione di passare da una realtà parallela a un’altra con poche decine di chilometri di strada. Giusto per darvi un esempio: nel giro di due giorni siamo passate da Karbala e Najaf, città sante per gli sciiti, dove letteralmente ogni singola donna indossa quella che in Iraq chiamano abaya e che è da intendersi come una specie di chador iraniano che lascia scoperto il volto e che si indossa come un lungo telo nero che copre le donne dalla testa ai piedi, con un pezzo unico, a Basra, dove alcune ragazze più giovani avevano i capelli tinti di rosa o blu e dove per i ragazzi locali, in certi ambienti, non era assolutamente un problema esternare il proprio orientamento sessuale non etero.

In generale, in tutto il paese è bene mantenere un abbigliamento modesto secondo i canoni islamici, ma anche quelli cristiani conservatori o di altre confessioni presenti in Iraq. Che significa, sia per uomini che per donne:

  • vestiti coprenti braccia, gambe, decolletée
  • vestiti non troppo attillati e che non attirino l’attenzione
  • non è necessario, per le donne, coprirsi i capelli, a meno di visitare le aree sacre per gli sciiti o chiese o moschee
Come organizzare un viaggio in Iraq. Mercato di Basra, Iraq

Due eccezioni a questa regola sono il Kurdistan iracheno, dove la maggior parte delle donne non porta il velo e si veste in maniera un po’ più varia, e le città sciite di Hilla, Karbala, Najaf, Nasiriya e città minori dell’area. In questa zona tutte le donne portano l’abaya e sarebbe assolutamente fuori luogo, data la santità dei posti, se le turiste non la indossassero. Noi l’abbiamo comprata a Baghdad (circa 10-15€). Se non fa caldo non è particolarmente scomoda, lo diventa solo se si deve trasportare uno zaino per la limitazione dei movimenti alle braccia. Oltre all’abaya, che si fissa con un elastico dietro la nuca, serve un velo o una sciarpa per coprire bene i capelli sotto l’abaya, altrimenti continueranno a uscirvi ciocche ribelli. L’ideale per tenerli ben schiacciati sono gli scaldacollo sintetici da montagna fatti a tubo, o qualcosa di simile.

In generale il paese è abbastanza conservatore e il fatto che ci siano anche città o zone più liberali non significa che tutto il paese lo sia. Meglio evitare contatti uomo-donna come anche solo una stretta di mano, dimostrazioni d’affetto in pubblico e di trattare temi sensibili con sconosciuti, come politica, sessualità, tematiche legate al mondo queer, guerra.

7. Soldi, budget e costi per organizzare un viaggio in Iraq in maniera indipendente

Anche qui, pochi punti fondamentali:

  1. L’Iraq è un paese più caro di quello che si può pensare. Il costo della vita è più basso che in Italia, ma comunque non è economico come tanti altri paesi turistici della stessa area geografica. Non lo consiglierei a chi ha un budget molto ridotto.
  2. Bisogna pagare tutto in contanti e bisogna portarseli dall’Italia, possibilmente in dollari, perché è difficile prelevare. Gli euro vengono accettati con più difficoltà e a tassi svantaggiosi. I dollari devono essere recenti, di tagli grossi, e senza imperfezioni, o verranno rifiutati o accettati a un costo più basso. Gli unici posti dove ci è capitato che realmente prendessero le carte erano in Kurdistan.
  3. C’è una differenza tra il cambio ufficiale e il cambio in nero. Il cambio ufficiale con il dollaro è circa 1$ = 1300 IQD, quello in nero 1$ = 1500 IQD. La differenza è significativa, ma non è sempre così facile trovare dove cambiare in nero: alcuni rivenditori di sigarette lo fanno, la cosa migliore è chiedere in giro, le persone sono molto gentili e vi aiuteranno volentieri.
  4. A spanne, costo della vita:
    – 5€ una corsa breve in taxi a Baghdad
    – 30€ una stanza d’hotel scrausa a Baghdad
    – 10-15€ un viaggio in minivan tra una città e l’altra
    – 20€ treno notturno Basra – Baghdad
    – 3-5€ un pranzo al volo con un panino falafel, hummus, stuzzichini vari e una bibita
    – 100-400$ al giorno in totale il tariffario di una guida, a seconda dei servizi
  5. Budget generale:
    Per circa due settimane di viaggio in autonomia, dormendo perlopiù con CouchSurfing e con 4 giorni con guide locali, abbiamo speso circa 1600€ inclusi i voli. Per un paragone, nel 2019 avevo fatto un mese di Transiberiana nello stesso stile di viaggio, inclusi 3 voli a lungo raggio, con 1490€. Se vorrete fare un viaggio simile al nostro con un po’ più di comfort, direi di preventivare almeno 2000/2500€ inclusi i voli per due settimane di viaggio.

Per oggi è tutto e spero che questo post su come organizzare un viaggio in Iraq vi torni utile 🙂

Mi trovate come sempre su InstagramTelegram e sulla newsletter.

Iscriviti alla newsletter per ricevere aggiornamenti sui prossimi viaggi di gruppo tra Caucaso, Asia Centrale, Balcani e Medio Oriente.

A presto,
Eleonora

Il post potrebbe contenere affiliazioni.

Lascia il primo commento