Come scegliere la Power Bank perfetta

Se non sai cos’è e vuoi imparare come scegliere la power bank giusta per le tue esigenze di viaggiatore, o quali modelli e parametri considerare nell’acquisto, questo è il post giusto per te.

Ormai non si può più viaggiare senza una Power Bank come si deve: rimanere a secco di batteria del cellulare è un rischio troppo alto se vogliamo documentare i nostri viaggi al massimo. La scelta è stata ovviamente accompagnata da ansie tipo “mioddio devo spendere soldi” e meditazioni profonde e tormentate. Quanto spendere? Meglio il fotovoltaico o lasciamo stare? Quale capacità? Torcia integrata o no? Doppia uscita o no?

Allora ho pensato che potrebbe tornarvi utile un post sul come scegliere la Power Bank perfetta per viaggiare 😉 Buona lettura, painderoutiani!

A cosa e quando ci serve una power bank

  • Se usiamo molto il cellulare per foto/video e abbiamo bisogno almeno di un’altra carica a metà giornata prima di tornare in ostello.
  • Se facciamo free camping e non abbiamo prese elettriche a disposizione
  • Se il nostro cellulare ha la batteria andata e si scarica ogni cinque minuti (tipo il mio)
  • Per possibili emergenze nostre o di altre persone

Escludiamo quindi tutto il filone di Power Bank che pesano tonnellate, hanno capacità stellari e che servono sostanzialmente per ricaricare batterie di macchine, usare compressori etc etc. Dobbiamo capire come scegliere la power bank giusta: qualcosa di piccolo, leggero, pratico, possibilmente resistente e che ricarichi velocemente il cellulare quando serve. E che ovviamente abbia un prezzo accessibile. Su Amazon quelle decenti si trovano a partire da 10€ circa.

Nota: le batterie delle Reflex di solito hanno un voltaggio troppo alto (la mia per es. è 7.4V) per essere ricaricate dalle Power Bank normali, di solito da 5V (ma è anche vero che sono talmente capaci che resistono per settimane senza carica).

power bank 2Come scegliere la power bank: caratteristiche importanti

  1. La capacità. Non lasciatevi ammaliare dai grandi numeri, non servono. Allo stesso tempo considerate che se il vostro telefono ha una batteria da 2000mAh (se anche voi come me non sapevate leggerlo: si dice “milliampereòra”, padre ingegnere conferma) circa, comprare PB da 3.000 o 5.000 sarà rischioso. La capacità indicata va diminuita di un 20% usato dalla stessa PB per mantenere la carica: quindi un 10.000mAh sarà in realtà un 8.000mAh, cioè quattro cariche complete, che, fidatevi, sono più che sufficienti per viaggi ed escursioni non troppo estreme. Se per esempio fate la Transiberiana forse per sicurezza ne prenderei una da almeno 15.600.
  2. Il peso. Più la batteria è capace più pesa: valutate voi. La mia vecchia era da 15.600mAh e pesava 350g – che si facevano sentire tutti, specialmente quando si tratta di bagagli a mano pesati al milligrammo. Quella che ho appena comprato è da 10.000 e pesa 222g, che mi è sembrato un buon compromesso.
  3. L’amperaggio di input e output. Soprattutto l’output deve essere rapido: almeno una delle uscite deve essere da 2.0A, altrimenti la carica in casi di emergenza ci metterà una vita. L’input incide sulle ore per ricaricarla completamente, ma quasi tutte le PB con prezzi accessibili hanno una bocca da 1.0A (che è ok).
  4. Le dimensioni. Ovviamente, più compatta è meglio è! La mia prima era un mattone…!

Caratteristiche opzionali, ma carine

  1. Cellule fotovoltaiche. Non servono per ricaricare la PB ma solo per resuscitarla o per darvi quel minimo di carica in situazioni di emergenza. Sono un di più che al momento non fa veramente la differenza, ma che a parità di prezzo può essere una sicurezza in più. Interessante, a questo punto, prenderne una con buco per moschettone, così da poterla appendere fuori dallo zaino e farla caricare col sole diretto mentre camminate (molte PB richiedono fino a 40h di luce solare diretta per ricaricarsi al 100%, giusto per avere un’idea!).
  2. Torcia led. Con la mia prima PB pensavo fosse una cosa inutile, invece mi ha più volte salvato la vita. Il led consuma pochissima energia, fa una bella luce bianca a cono che arriva molto lontano. Utile per le emergenze (tipo se ti si rompono tutte le torce… ci è successo, sì!).
  3. Doppia uscita output. Per ricaricare due dispositivi in contemporanea. Utile e pratico, di solito una delle due uscite è più lenta (1.0A) ma comunque accettabile.
  4. Impermeabilità e protezione anti-urto. L’impermeabilità si misura con un indice (International Protection, IP) che specifica quanto è impermeabile. C’è una bella differenza tra due gocce di pioggia e l’immersione in acqua per alcuni minuti, no? La maggior parte delle PB ha un IP5, cioè protetto da getti d’acqua, per cui francamente non molto utile in situazioni serie (pioggia fortissima, zaino caduto in mare). La protezione anti urto invece può essere più utile soprattutto per le PB solari, in cui oltre al meccanismo in sé c’è da proteggere la cellula fotovoltaica.
  5. Gancio per appenderla. Mi è sembrata una caratteristica cruciale per molto tempo: in realtà basta costruirsi una custodia per appenderla e fa (quasi) lo stesso. In più andando in giro sventolando una power bank fotovoltaica in certi posti non è proprio un’idea geniale: diciamo che è davvero utile solo se si va in montagna spesso. Io alla fine ci ho rinunciato.

come scegliere la power bankE quindi? Quale ha scelto Pain de Route?

Alla fine la mia scelta è stata: 10.000mAh, fotovoltaica, due uscite (5V e 2.1A e 1.0A), con torcettina led integrata, 130x80x10mm, 236g, al prezzo di 18.99€.

Ero indecisa con un’altra impermeabile, antiurto e con gancio per appenderla ma da soli 8.000mAh e che però costava 22.99€. Alla fine ho puntato più sulla capacità – effettivamente, comparate, sarebbero state 8.000 vs. 6.400mAh.

Oggi il mio modello non si trova più in commercio, ma in compenso ce ne sono di ottime su Amazon a prezzi ancora più competitivi. Questi sono tutti modelli simili alla mia, dateci un occhio!

Spero di esservi stata utile 🙂
Un abbraccio,

Ele

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