Viaggiare in Caucaso coi mezzi pubblici: consigli per non farsi fregare (validi per tutta l’ex URSS)

L’autostazione centrale delle marshrutki di Yerevan, nota come Kilikia

Ispirata dalle molteplici esperienze caucasiche di scleri, arrabbiature e anatemi lanciati soprattutto contro i tassisti molesti (altresì noti come CaniRandagi, d’ora in avanti CR), pubblico oggi un piccolo vademecum anti-fregatura dedicato a tutti gli amici che vorranno prima o poi viaggiare in Caucaso. Terra magnifica, ma in cui non è ancora facile viaggiare, specie se non si parla la lingua locale né il russo.

I turisti da quelle parti appaiono talvolta ancora ai locali come rare creature vestite di colori sgargianti pronte da accalappiare. Come mi aveva detto una volta Zhanibek, i turisti a volte vengono visti come “dollari con gambe e braccia”. Capiamoci: nessuno vi deruberà o minaccerà, le persone sono generalmente molto oneste; la tentazione di farvi pagare di più però rimane alta, specialmente per quanto riguarda il mondo dei trasporti.

Ecco quindi una lista di suggerimenti da tenere a mente per evitare di farvi fregare mentre viaggiate in Caucaso e più in generale nel postsoviet wonderland. I consigli valgono soprattutto in Georgia, Armenia, Azerbaijan e per l’Asia Centrale, dove i tassisti sono più spudorati e più randagi che in altre repubbliche. Andiamo!

Come riconoscere una vera marshrutka

L’interno di una marshrutka in Armenia

Le marshrutki (sing. marshrùtka, plur. marshrùtki, non azzardatevi a dire cose tipo marshrutkas o un nel mondo painderoutiano muore) che molti si ostinano a tradurre come minibus creando ulteriore confusione, ha un aspetto leggermente diverso di paese in paese. Verdi, gialle, bianche o grigie che siano, hanno sempre l’aspetto di grossi furgoni stile Doblò riempiti con sedili da pullman abbastanza spartani. Una marshrutka porta di solito intorno a 20 persone, non di meno! Se ha meno posti di 20, quella che vi stanno presentando non è una marshrutka. Punto: basta saper contare. Questo è molto comune ad esempio in Georgia se cercate di andare a Kazbegi da Tbilisi. I tassisti all’ingresso della stazione di Didube vi diranno che la marshrutka è un pullmino rosso o grigio da 9 posti che costa più di quella normale, ma non è così: anche quelli sono taxi condivisi leggermente più grossi, pensati per i turisti, e a prezzo maggiorato, che non vi danno nulla di più del normale trasporto pubblico.

La marshrutka ha anche sempre scritta fuori la destinazione su un cartello. A volte è tradotta in inglese e/o russo, ma per le destinazioni minori è improbabile che lo sia. I taxi/pullmini privati a volte espongono cartelli artigianali, ma dovreste essere in grado di cogliere la differenza.

Vademecum per non farsi fregare nelle autostazioni

Una marshrutka nel traffico di Yerevan, Armenia
  1. In Caucaso dovrete chiedere informazioni. Non c’è vademecum o guida che tenga, tutto cambia da un giorno all’altro e la segnaletica è tutt’altro che perfetta. Arrivati in una stazione-giungla di marshrutki, specialmente in paesi di cui non sapete leggere l’alfabeto (georgiano, armeno o l’alfabeto cirillico), dovrete chiedere a qualcuno dove si trova il mezzo che cercate. Il mio consiglio è: chiedete solo a persone che stanno espressamente svolgendo un lavoro e che potete considerare esperte del luogo ed affidabili. Cassiere, tabaccai, babushki che vendono verdura a una bancarella o un guidatore di marshrutka che è già alla guida del suo mezzo. In sostanza, chiedete a persone che non hanno nulla da guadagnarci nel dirvi il falso.
  2. Appena usciti dalla metro (ad es. Didube a Tbilisi) o appena arrivati nell’autostazione che cercate, verrete assaltati da tassisti in cerca di vittime da sbranare, i famosi CR. Mi è successo sempre, praticamente ad ogni autostazione, dal Tagikistan alla Moldova. Tipicamente inizieranno a urlare i nomi delle destinazioni più popolari –Geghard, Geghard! Khor Virap! Kazbegi! Mtskheta! Oppure vi chiederanno dove andate, soprattutto in russo, ma ultimamente qualcuno si è evoluto a un rudimentale where you go. Non ascoltateli e non rispondete nemmeno, perché sono tassisti abusivi che cercano solo una corsa pagata dieci volte il prezzo giusto. Ci sono di certo marshrutki per dove volete andare o comunque tassisti meno molesti. Chi guida una marshrutka non ha intenzione a procacciarsi clienti extra, perché gli abitanti del posto sanno già da dove e quando partirà. Proseguite dritto finché non trovate una persona affidabile. Se insistono cacciateli a male parole: in Armenia nel 2015 credo facemmo il record di litigate cattive con tassisti molesti e recidivi.
  3. Se c’è la possibilità, pagate il vostro biglietto alla cassa dell’autostazione (in russo si dice “kassa”) e non direttamente al conducente. Le marshrutki sono un trasporto pubblico e così deve rimanere. Se le prenderete anche voi contribuirete al miglioramento del servizio soprattutto per la popolazione locale; se invece prenderete un taxi abusivo farete solo il guadagno di una persona disonesta. In ogni caso, fuori dalle città grosse raramente ci sono delle casse, per cui dovrete pagare direttamente al conducente o a una persona da lui incaricata, all’inizio o alla fine della corsa.
  4. Se invece dovrete ricorrere a un taxi condiviso, cercate possibilmente taxi ufficiali, anche se da queste parti sono cosa rara. In alternativa provate a scaricare le app di taxi come YandexTaxi, Gigi (Armenia), GetTaxi, Uber etc.
  5. Se non trovate un taxi ufficiale, cercate online in anticipo di avere almeno un’idea di quanto potrebbe costare una corsa in taxi per la vostra destinazione. In alternativa, chiedete a una persona del posto affidabile (ovviamente non ad altri tassisti, che se non si è capito da quelle parti sono CR falsi e mendaci) o, meglio ancora, agli altri passeggeri eventualmente già presenti nel taxi quanto stanno pagando.
  6. A quel punto provate a chiedere quanto costa (in russo basta dire pron. skòlka) una corsa per la vostra destinazione. Sappiate che di norma vi stanno aumentando il prezzo minimo del 25%. La contrattazione non è identica a quella dei paesi arabi e qui funziona più in stile “lamentela/abbi pietà di me”.
  7. Infatti, il tassista inizierà a dirvi che la strada è lunga, che è piena di buche, che la benzina costa cara, che ha una famiglia e c’è poco lavoro et cetera. Sono tutte cose abbastanza vere, ma questo non lo autorizza a fregarvi sul prezzo giusto di un taxi.
  8. Dite un prezzo che sia più basso almeno del 40-50%. A quel punto il tassista si indignerà ripetendo tutte le scuse sopracitate, ma voi insistete. Se non demorde, fate come per andarvene dicendo che per voi è troppo caro. Io di solito dico che sono studentka e non ho molti soldi, ringrazio con un sorriso e me ne vado.
  9. Il tassista CR a quel punto farà passare qualche secondo, dopodiché tornerà con la coda tra le gambe proponendovi un prezzo a metà tra il suo e il vostro, su cui potrete tirare ancora un pochino. Ricordatevi però che non siete nei paesi arabi: contrattare per pochi centesimi dopo un po’ diventa maleducato, così come sparare cifre troppo basse.
  10. Una volta stabilito il prezzo (che è sempre per tutto il taxi, mai per una sola persona) assicuratevi che il tassista abbia capito le vostre condizioni (ad es. andata e ritorno con un’attesa nel mezzo, da dove a dove etc.) e fate buon viaggio 🙂

Esempio di contrattazione: come andare da Tbilisi a Davit Gareji

La vista sull’Azerbaijan e sulle montagne dell’Armenia dalle grotte di Davit Gareji

Da Tbilisi centro ho preso la metro fino alla fermata Samgori, poco prima del capolinea Varketili. Uscita dalla metro ho chiesto indicazioni per la stazione delle marshrutki (in russo basta chiedere pron. “aftovakzàl”). Una volta arrivata sono andata da un omino in un gabbiotto bianco a chiedere quale fosse la marshrutka per Sagarejo, visto che tutti i cartelli erano scritti in georgiano. Me l’ha indicata, ho chiesto il prezzo al guidatore (mi pare 2-3 lari a persona, circa 1€), abbiamo aspettato una decina di minuti che si riempisse un po’ e siamo partiti. Una volta arrivata alla aftovakzàl di Sagarejo sono andata da un gruppo di tassisti e ho chiesto il prezzo per andata e ritorno (in russo, pron. tudà i abràtna) per Davit Gareji.

Mi hanno proposto 80 lari. Gli ho risposto che un anno prima ci ero già stata e avevo pagato 55 lari: solite scuse, si sono indignati, lamentati etc. Al che ho ringraziato e mi sono allontanata.

Mi hanno rincorsa proponendomi 70 lari, al che ho risposto che non avrei pagato più di 60 lari per tutto il taxi (20€), hanno accettato e abbiamo concordato un tempo di attesa di massimo 2h per esplorare le meravigliose grotte e il monastero di Davit Gareji. E niente, semplice, indolore e super efficace.

Scuse comuni a cui non credere

La vista su Mtskheta e il fiume Mtkvari dal monastero di Jvari, Georgia

Oltre alle scuse già citate (la strada è lunga e tremenda, ho famiglia etc etc.), spessissimo vi verrà detto che non c’è una marshrutka per dove state andando. Non credeteci mai. La marshrutka è un trasporto pubblico che funziona tutto l’anno, in tutte le stagioni e con qualsiasi meteo. Chiaramente a seconda di varie condizioni, tra cui la richiesta di corse, il servizio è più o meno frequente, ma non è vero che “è inverno, non ci sono marshrutki” o simili. Non credeteci e chiedete conferma a qualcuno di affidabile. In alcuni rari casi di tratte molto lunghe può darsi ci sia una sola marshrutka al giorno (ad es. Kutaisi – Mestia). Informatevi benissimo online.

Altre cose importanti da sapere

Una marshrutka per le strade innevate del nord dell’Armenia
  1. La marshrutka corre con frequenze variabili dall’alba al tramonto circa. Non sperate di trovare marshrutki che vanno di notte, a meno che non siano marshrutki urbane.
  2. Alcune marshrutki partono appena si riempiono, specialmente quelle a lunga percorrenza. Non ci sono quindi orari fissi e dovrete considerare fino a una trentina di minuti cuscinetto, nel caso sia ancora mezza vuota. Altre partono mezze vuote e tirano su gente per strada che le ferma.
  3. Nelle città ci sono diverse autostazioni con marshrutki dirette verso direzioni diverse. Di solito la logica sottostante è la vicinanza con la destinazione. A Tbilisi ci sono ad esempio Didube (per Mtshketa, Kazbegi, Kutaisi, Gori etc.) e Samgori (per l’Est, ad es. Sagarejo da cui si prende il taxi per Davit Gareja, o per il Kakheti), ma alcuni bus turistici (ad es. i GeorgianBus diretti verso l’aeroporto di Kutaisi) fermano in Liberty Square, oppure ad Avlabari (taxi collettivi per Yerevan). A Yerevan c’è la Central Bus Station (ad es. per Tbilisi), la stazione dei treni Sasuntsi David (marshrutki per Gyumri) o la Gai bus staion (marshrutki per Garni). Informatevi chiedendo alla gente del posto o cercando online.

E per oggi è tutto, spero che il post vi sia utile!

A presto come sempre su Instagram e Facebook,
Eleonora

2 Commenti

  1. Fantastico post, soprattutto vero al 101%.
    I consigli dati sono perfetti e non fanno una piega.
    Leggendoli mi sono tornate in mente le esperienze passate ed e’ aumentata la voglia di farne di nuove prima possibile.

  2. Laurence

    Quanti posti, viaggi e spostamenti mi ha fatto tornare alla mente questo veridicissimo vademecum! Il mercato-metro-autostazione di Didube, l’aeroporto di Baku, la stazione di Yerevan, il caravanserraglio di Zhezkazgan… E ogni volta, consumato il solito teatrino, si partiva tranquilli e soddisfatti per quattro soldi a bordo di catorci e trabiccoli di ogni genere.

Aggiungi un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.