Cosa vedere a Batumi e perché darle una chance

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Batumi è una città a cui devo chiedere scusa. Per averla giudicata anziché capita. Per anni l’ho ignorata, vedendone solo il lato devastato dal turismo e dalla speculazione edilizia, senza riuscire a coglierne l’atmosfera unica, la luce vivida e affilata, l’abbondanza intrinseca e la gioiosità. Come sempre, c’è di più – anche se, nel caso di Batumi, si tratta di una sfida particolarmente difficile. Dopo tre nuove visite in bassa stagione, questa è una piccola lista su cosa vedere a Batumi e dintorni, per dare una chance a una città che per chi viene dall’Italia ha bisogno di un po’ di contesto e spiegazioni per essere apprezzata.

Grande porto sul Mar Nero e meta di vacanze di georgiani, ma anche armeni, turchi, russi, ucraini e non solo, Batumi è una meta famosissima e gettonata in tutto l’Est Europa. Anche se venendo dall’Italia la Georgia non è la prima destinazione che ci viene in mente se pensiamo al mare, Batumi, a prescindere dalle spiagge (che comunque non sono affatto male), merita una tappa nel vostro itinerario georgiano.

In inverno, primavera e autunno, Batumi è una città estremamente piacevole e rilassata, dove le frequenti piogge regalano atmosfere malinconiche e nebbie tipiche del Mar Nero, ma anche giornate talmente limpide e abbaglianti da sembrare irreali. In luglio e agosto è presa d’assalto dal turismo di massa e onestamente ve la sconsiglierei, a meno che non amiate il bagno di folla. Sita a pochi chilometri dalla Turchia, Batumi è la capitale della regione autonoma dell’Agiara, famosa per il clima sub-tropicale estremamente umido, che permette coltivazioni come il tè e il tabacco. La vegetazione fuori controllo e il tripudio di fiori, la luce incredibile da porto di mare e l’atmosfera spensierata, coi contrasti estremi tra nuove costruzioni di bassa qualità, vecchi edifici storici e prefabbricati che si sbriciolano crea un mix unico che, sono convinta, alla fine vi piacerà.

Partite senza aspettative, divertitevi e lasciatevi ammaliare da questa città scriteriata sulle rive del Mar Nero!

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Buona lettura!

Cosa vedere a Batumi: una lista onesta

1. Fare due passi sul lungomare

Octopus Café, Batumi

Tante città del Mar Nero vanno fiere del loro boulevard, o promenade, rigorosamente chiamato tutt’ora in francese per non infangare le nostalgie imperiali delle città. Da Varna e Burgas, in Bulgaria, a quello di Costanza, in Romania; da quello meraviglioso di Odessa, in Ucraina, a quelli di Gagra e Sukhumi in Abcasia, regione separatista della Georgia, fino a quello di Batumi.

Di Batumi si potrebbero trovare tanti lati negativi, ma la promenade lungo il mare credo sia oggettivamente inattaccabile. Ettari ed ettari di spazio pubblico dedicato ai cittadini, accessibile a tutti, ben attrezzato con panchine, biciclette, parchi giochi, statue, baretti frequenti il giusto, verde curatissimo, pista ciclabile nuova di pacca e una lunga e bella spiaggia pulita di ciottoli. Perfetto per una corsa mattutina in riva al mare, o per un giro in bici non impegnativo, che vi può portare dal faro di Batumi (una copia di quello di Sukhumi, in Abcasia) e dalla famosa statua di Ali e Nino, fino ai nuovi e pacchianissimi quartieri del sud della città. È forse il miglior esempio di vivibilità urbana in Georgia e per me vince cento punti!

Una perla da non perdere: tralasciando per il momento le trashate, c’è il bellissimo caffè polpo (Batumi Octopus), di epoca sovietica, costruito a forma di polpo gigante e rivestito di coloratissimi mosaici.

2. Gironzolare nella città vecchia

Se mettete da parte le aspettative, specialmente se avrete già visitato l’impareggiabile Tbilisi, sono certa che apprezzerete anche certe vie della città vecchia di Batumi. Vecchi portoni in legno, palazzi neoclassici o art nouveau di fine Ottocento troppo restaurati, ma che la salsedine aggressiva sta riportando a quella leggera decadenza che scalda l’atmosfera dei centri storici della Georgia. Tra viti rampicanti, oleandri in fiore, baretti turchi aperti profumati di baklava a tutte le ore del giorno e della notte, bei murales seminascosti e le immancabili flebili luci gialle che la illuminano di sera, la città vecchia di Batumi mi è davvero piaciuta. Le viuzze hanno i sampietrini, sono strette e relativamente poco trafficate e rendono ancora l’idea di cosa doveva essere la Batumi costruita dagli zar dopo la riconquista russa della città (1878). Ridimensioniamo: stiamo comunque parlando di poche strade e ben delimitate. Basta prendere la svolta sbagliata, e si finisce nella Disneyland voluta da Saakashvili così amata dai turisti russi. Ma per l’itinerario trash, vedi l’ultimo punto della lista.

3. Visitare la moschea di Batumi e la sinagoga

La moschea di Batumi è molto grande e bella, ed è un’oasi di pace nel quartiere musulmano della città vecchia, che è diventato un po’ caotico e turistico. Varcata la soglia del cortile, sembra di entrare in un’altra dimensione, dove qualche vecchio georgiano con lo zuccotto si addormenta sulle pagine di un enorme Corano, mentre la luce filtra dalle finestre impolverate, creando un’atmosfera d’altri tempi. Interamente in legno intagliato e decorato, pare sia l’unica moschea rimasta nella città di Batumi, anche se ce ne sono molte altre – e più belle – arroccate in remoti villaggi dell’Agiara di montagna. I pezzi più di valore di alcune di queste, come alcune splendide porte intagliate, sono esposti al Museo dell’Agiara (più sotto).

Tra le cose da vedere a Batumi è importante visitare la moschea, come la sinagoga, anche per scalfire quell’idea di Georgia monolitica, monoetnica e monoconfessionale. La Georgia è straordinaria proprio perché ha una diversità etnica strabiliante, nonché diversità religiosa: in Agiara, che ha fatto parte dell’Impero Ottomano per quasi tre secoli fino al 1878, una buona fetta della popolazione georgiana locale è ancora oggi musulmana.

Molte delle sinagoghe del paese invece sono chiuse, abbandonate, riconvertite ad altri edifici o comunque difficili da visitare. È ovviamente una conseguenza del fatto che la comunità ebraica georgiana è, come quelle di larga parte dell’ex URSS, emigrata in massa in Israele tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90. Le mie sinagoghe preferite sono quella abbandonata di Akhaltsikhe e quella di Oni, in Racha, spesso chiusa. Questa di Batumi, molto semplice e bella, così come quella di Tbilisi, sono un po’ più attive.

4. Andare a caccia degli ultimi mosaici sovietici

A Batumi, più che altrove, sono stati demoliti moltissimi esempi di belle architetture moderniste e di mosaici, ed è una perdita enorme che ha distrutto un patrimonio artistico di grande valore. È sempre un colpo al cuore andare a cercare un luogo, come una stazione dell’autobus mosaicata, per poi scoprire che non esiste più, e che al suo posto c’è una colata di cemento o, peggio ancora, le fondamenta di un nuovo grattacielo destinato a rimanere vuoto. Comunque, per il momento qualcosa di interessante è rimasto, anche se per le cacce sovietiche più succose i posti sono certo altri (non troppo lontana c’è Tskhaltubo, vicino a Kutaisi, giusto per citare il posto più famoso di tutti).

Non lontano dal già segnalato bar a forma di polpo, c’è il doppio mosaico di fianco al Dolphinarium di Batumi, con delfini, nuotatrici in bikini, pesci e e Nettuno che nuotano tutti insieme. Davvero molto bello.

Un po’ più lontano dal centro e difficile da trovare c’è un bel mosaico di fronte alla scuola n. 4 (Pushkin st. 168), gli altri che conoscevo purtroppo sono tutti stati demoliti di recente.

5. Cose da fare a Batumi: un salto al mercato centrale

Anche se meno pittoresco rispetto ai mercati di Tbilisi o a quello centrale di Kutaisi, il mercato di Batumi proprio alle spalle del porto commerciale ha una luce e un’atmosfera che in Georgia sono uniche. Il caos, il pesce e i prodotti del mare, i puri che sembrano grossi il triplo che nel resto della Georgia, e in generale la sensazione di abbondanza e rilassatezza che si respira. Il mercato di Batumi è anche l’unico dove potrete trovare il tabacco (venduto illegalmente, ça va sans dire) coltivato nelle montagne dell’Agiaria. Amici che l’hanno provato hanno detto che è stranissimo e infumabile – forse è da pipa. In ogni caso, da nessun’altra parte in Georgia potrete sentirvi dei vecchi lupi di mare come quando contratterete per il tabacco sfuso.

6. Perdersi nei cortili dei condomini prefabbricati, invasi di panni stesi

Anche se edifici e mosaici sovietici vengono demoliti senza alcun rimorso da parte delle autorità, a Batumi, che ha subito il peggio dell’edilizia selvaggia dall’era Saakashvili in poi, rimangono ancora decine di prefabbricati sovietici anche in pieno centro. Che poi è dove tutt’ora vivono i georgiani, che in maggioranza non possono certo permettersi di affittare i nuovi appartamenti con le pareti in cartone dei grattacieli. Per cercare di contrastare l’umidità e la salsedine che ammuffiscono, sbriciolano e fanno marcire i muri, in tutta Batumi si è diffuso l’uso di pannelli in lamiera colorati per rivestire facciate, balconi, verande e non solo. Se all’inizio l’avevo trovato un po’ scioccante, dopo varie visite a Batumi la lamiera mi è sembrata sempre più un tratto distintivo della città, e uno degli effetti quasi tragicomici dei suoi esagerati contrasti.

I cortili rivestiti di lamiera di questi condomini, diffusi dovunque in città, si popolano di bimbi che giocano e panni stesi ad asciugare al sole, che in una città piovosissima è un bene prezioso. Sgusciate di qui e di lì e tornerete a casa con qualche bella foto.

7. Fare una gita all’orto botanico di Batumi

L’orto botanico di Batumi è talmente grande che sembra più un parco regionale a picco sul mare che non un giardino fondato nel 1912. Molto gettonato specialmente d’estate, in realtà è abbastanza facile seminare le orde di turisti prendendo sentieri secondari. Si paga un biglietto di 20 GEL per i cittadini stranieri (circa 7€) e si riceve un opuscolo con una mappa del parco (disponibile anche qui), che è fondamentale per orientarsi e capire quale percorso scegliere. Visitare tutte e 21 le aree del parco in un solo giorno è impossibile, specie con il clima caldo, umido e piovoso di Batumi. Il parco propone 12 itinerari da seguire, più e meno lunghi – l’itinerario A è lungo 2.7km sola andata ed è abbastanza completo, anche se esclude per forza di cose alcuni settori più periferici (e più in alto, cioè in salita). Per tornare indietro al punto di partenza, eventualmente c’è un servizio navetta interno al parco. Sono ben organizzati! Altrimenti potete anche uscire dalla parte opposta e prendere una marshrutka o un taxi da lì.

Da non perdere: il punto panoramico sul capo verde (mtsvane kontskhi) e sul Mar Nero, le foreste di bambù giganti, il rosarium abbandonato e il ponte di liriodendron tulipifera, formatosi per caso quando un albero di liriodendron è collassato sul fosso di un torrente, creando un ponte da cui, nei decenni, sono ricresciuti rami come tronchi di nuovi alberi. Il liriodendron è originario dell’America orientale, è una magnoliacea, ma è noto come albero dei tulipani, per via dei fiori che sembrano tulipani verdi e gialli.

Come arrivare: marshrutka n. 31 o autobus n. 10, oppure in taxi.

8. Andare a sbirciare com’è la Turchia oltre confine

Una cosa molto particolare da fare nei dintorni di Batumi è andare fino a Sarpi, l’ultimo paesino che fa da frontiera tra Georgia e Turchia, vistosamente segnalata da una delle strambe strutture sinuose dell’era Saakashvili. Di qua una chiesa ortodossa, di là una grossa moschea e una sfavillante bandiera turca. Più oltre, la ripida costa del Mar Nero che, verdissima, sprofonda in mare, selvaggia e quasi spopolata fino a Rize. La spiaggia di ciottoli scura è molto bella e pulita, anche se si trova proprio a ridosso delle infinite code di camion da tutto il mondo post-sovietico che aspettano di entrare in Turchia. Se ci andate al tramonto, sentir cantare il muezzin dalla Turchia, mentre anche i camionisti si fermano per pregare, è un’emozione fortissima. Vi verrà voglia di autostoppare su un camion lungo quella costa nebbiosa fino a Trebisonda e poi fino al Bosforo, fino a Istanbul…

Potete affittare una bici o andarci in taxi.

9. Cosa fare a Batumi: sfondarsi di cucina agiara

La cucina agiara è diversa da quella georgiana, e – so che sembra impossibile, ma tenetevi forte – ancora più pesante. Se visitate Batumi nella soffocante calura estiva, potete anche pensare di passare e di tornare per togliervi la soddisfazione in bassa stagione, perché i piatti principali agiari sono delle bombe caloriche devastanti. Essendo una città turisticissima, andando a caso a Batumi non si mangia bene come nel resto della Georgia: bisogna fare una cernita più accurata e prenotare in anticipo. BatuMarani è in pieno centro, ha prezzi onestissimi e offre perlopiù cucina agiara. Ho provato anche altri posti in città, ma nessuno era comparabile con BatuMarani. I khinkali non mangiateli a Batumi, non li sanno fare bene: sono un piatto di montagna.

In breve, cosa assaggiare:

  • Khachapuri adjaruli: il più instagrammato khachapuri della storia, a forma di barca, con uovo semicrudo e tocco di burro sopra, a parte quando vi vogliono bene. Se ne mangiano di eccellenti anche a Tbilisi, ma è l’Agiara (e quindi Batumi) la sua terra natale.
  • Khachapuri lazuri: uno dei miei preferiti, è simile al khachapuri megruli (tipico del Samegrelo), ma con spesse fette di sulguni fuso sopra al generoso strato di imeruli. In sostanza, formaggio fuso su formaggio fuso. Da BatuMarani è divino. Si chiama lazuri perché è quello tipico dei laz, un gruppo etnico che vive tra Agiara e Turchia, di lingua laz (lingua karvelica, cioè della famiglia del georgiano).
  • Borano: una fonduta di formaggio sommerso da un generoso strato di burro con un retrogusto vagamente caramellato. Spaziale. Se non credevate che la cucina agiara potesse essere più pesante di quella georgiana generica, correte a fare penitenza.
  • Sinori: delle crespelle di pane sottilissimo lavash inondate di burro e ricotta. Buone, ma non abbastanza caloriche da essere indimenticabili.
  • Achma: un tipo di khachapuri in versione lasagna, alternando, indovinate un po’, formaggio e burro. Vi giuro che è tutto buono, è solo che ci metterete una settimana a digerirlo.
  • Iakhni: se conoscete già il satsivi, amerete anche iakhni, che è uno stufato di manzo tenerissimo affogato in una crema densissima a base di noci. Da perdere la testa. Anche questo da BatuMarani è eccezionale.

10. Cosa vedere a Batumi: qualche museo

Batumi ospita alcuni piccoli musei, ma non per questo poco interessanti. Fate un salto al museo archeologico, pieno di sorprese, o al museo dell’Agiara, che conserva il patrimonio culturale di questa regione autonoma. Tra i vari oggetti esposti, vi sono alcuni splendidi portali originali salvati dalle intemperie delle moschee di montagna. Dei veri capolavori d’artigianato dei maestri laz.

11. Vedere Batumi dall’alto

Mentre le orde di turisti si accalcheranno per prendere la funicolare Argo, voi provate ad andare in taxi fino alla croce sopra Gonio per un panorama mozzafiato sulla tenera accozzaglia di grattacieli di Batumi, e sulle montagne verdi a perdita d’occhio dietro. Il ritorno potete provarlo a fare anche a piedi, o magari chiedendo un passaggio in autostop a qualcuno lungo la strada.

12. Fare overdose di architetture trash

In questo caso ultimo e peggior punto delle cose da fare a Batumi, l’itinerario trash. Basta vedere la città da lontano per capire che a qualcuno è scappata la mano quando, dai primi anni duemila in poi, la città ha vissuto un boom edilizio ed economico senza precedenti in Georgia. Una pallida imitazione del Colosseo in cemento armato, un caffè a forma di torre Contarini del Bovolo, un giardino giapponese, una torre-fontana originariamente nata per erogare chacha (una grappa fortissima e devastante) gratuitamente (il progetto non si è mai ovviamente realizzato, ma che ve lo dico a fare), una torre dedicata all’alfabeto georgiano, un grattacielo con mini ruota panoramica integrata, per non parlare delle decine di statue e palazzi in plasticaccia che sorgono dall’oggi al domani.

Vedendo il panorama nel complesso, è difficile non pensare a Batumi come a un incrocio di Las Vegas e Dubai in salsa postsovietica, con alcool a fiumi, prostituzione e casinò deregolamentati inclusi. D’altronde, è questo enorme business che ha gonfiato l’economia della città, i prezzi dei suoi immobili (specialmente d’estate, quando vengono affittati ai turisti) e che ha attirato visitatori da tutta Europa e Medio Oriente. A Batumi troverete masse di turisti turchi, iraniani, iracheni, emiratini, giordani e non solo.

Questo lato così sfacciato e completamente senza senso – anche nel centro storico spuntano edifici pseudo-storici costruiti in stili eclettici abbastanza ridicoli, una statua di Medea, una fontana d’oro che ricorda la fontana del Nettuno a Bologna – è in realtà molto divertente. Chiaro, si tratta di un fenomeno che ha consegnato la principale città di mare georgiana in mano agli speculatori, arricchendo come al solito pochi e rendendo la situazione immobiliare invivibile per gli altri, e che ha devastato il patrimonio storico-artistico della città. È anche un preoccupante precedente verso cui tendono anche le ristrutturazioni scriteriate che stanno avvenendo a Tbilisi (un luogo su tutti, la piazza Lado Gudiashvili a Tbilisi) e che piano piano avverranno anche a Kutaisi.

Anche se avendo chiaro il (drammatico) quadro sociale e urbano del fenomeno, Batumi rimane una città piacevole, in cui sono certa passerete delle belle serate divertenti, fosse anche solo con una passeggiata tra edifici assurdi e senza senso, molti dei quali mai finiti e già in stato d’abbandono.

It’s speculazione edilizia, baby.

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2 risposte

  1. Ciao Eleonora!
    Sono stata a Batumi per 3 giorni interi dopo 8 a Tbilisi e dintorni. Mi sono quasi commossa leggendo ora il tuo articolo su cosa vedere e fare e mi ha fatto venire voglia di tornarci :’)
    Il fatto che sia una destinazione così inusuale per noi italiani rende secondo me la città ancora più fascinosa.
    Aggiungerei alla tua lista i “classiconi” della città: la chacha tower (sto ancora morendo dal ridere pensando a quanto assurda sia come trovata) e la torre con l’alfabeto georgiano (c’è da dire che ho confuso fino all’ultimo giorno i due “edifici”) .
    Sono posti super mainstream che si trovano su ogni altro blog.. però si secondo me vale menzionarli anche qua!
    Grazie per i tuoi post e per il tuo podcast Cemento – ho ascoltato quasi tutte le puntate prima del mio viaggio e grazie ad esso il mio entusiasmo e curiosità verso la cultura del luogo (e verso tutte le destinazioni post sovietiche) è cresciuto ancora di più.

    1. Ciao Valeria!
      Che bello trovare qualcuna che mi capisce con Batumi!
      Sì, conosco entrambe le assurde torri ma le avevo virtualmente incluse nel trash generico, ma effettivamente meritano una menzione d’onore 🙂
      A presto!
      Eleonora

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