Cosa vedere a Bukhara, Uzbekistan

Scritto da Eleonora

Bukhara, in uzbeco Buxoro, è stata fin da subito la mia città storica preferita in Uzbekistan e in tutta l’Asia Centrale. Più tranquilla rispetto alla grande Samarcanda, meno Disneyland rispetto a Khiva, è una città che trabocca di tesori senza metterli troppo in mostra. La chiamano la signora senza trucco ed è vero, benché il trucco ci sia comunque e sia solo meno visibile 😉

Esplorarla svicolando nella mahalla con calma è una vera goduria – tante meraviglie saranno solo per voi, lontano dalle orde di turisti.

Oltre al centro storico turistico, che è strabiliante, c’è, come a Samarcanda, la città reale dove vivono le persone – i quartieri storici e la città moderna, molto grande e sviluppata, una sorta di altro mondo che è importante esplorare per avere un’idea più completa della città. Vedete la sezione in fondo.

Su painderoute.it mancava un post su cosa vedere a Bukhara. Ci ho passato un po’ di giorni a maggio 2024 dopo un lungo mese di viaggio tra i cinque Stan, tornando in città per la terza volta. Trovate altri post simili su Tashkent, Samarcanda e Nukus, ma anche su altre città dell’area e post organizzativi sull’Asia Centrale. Ecco qui, quindi, una piccola lista di cosa vedere a Bukhara che spero vi torni utile.

Quando e come visitare Bukhara

Anche se può sembrare ovvio, in Uzbekistan a luglio e nella prima metà di agosto fa veramente caldo. A meno che non sia l’unico periodo dell’anno in cui avete ferie, personalmente non ci andrei per nessun motivo. Con il cambiamento climatico ormai in Uzbekistan d’estate si arriva fino a 53° ed è un paese che non è attrezzato come i paesi del Golfo quanto a condizionatori e isolamento termico. Poi a voi la scelta.

Allo stesso tempo, d’inverno fa parecchio freddo, in città può nevicare e le temperature possono andare anche sottozero tra gennaio e febbraio. I periodi ideali sono la primavera (marzo-maggio) e l’autunno (settembre-novembre).

Come raggiungere Bukhara

In treno. La città è raggiunta dal treno veloce Afrosiyob da Samarcanda e Tashkent, per Khiva invece c’è ancora il treno lento, molto spesso solo terza classe platskart. A seconda della direzione, dovreste calcolare una notte in treno o una giornata intera di viaggio durante il giorno. Sui vecchi treni non c’è l’aria condizionata, d’estate significa viaggiare in un forno non ventilato, mettetelo in conto. Escludete i pullman/taxi/marshrutki, non ha davvero senso considerarli, tanto più che in Uzbekistan le persone sono distratte alla guida e il rischio incidenti sulle strade dissestate è seriamente alto.

Se non sapete come funzionano i treni nell’ex URSS, questo vecchio post fa al caso vostro.

Assicurazione di viaggio per l’Uzbekistan

Anche se l’Uzbekistan è un paese relativamente economico, vi consiglio di fare un’assicurazione di viaggio prima di partire. Una scelta affidabile e a buon mercato che copre tutto il mondo, incluse le zone remote, è la spagnola IATI. Sono affiliata a questa assicurazione, quindi ho per voi un codice del 5% di sconto, e se deciderete di utilizzarla io riceverò una piccola commissione.

5% di sconto sull’assicurazione di viaggio IATI (calcolato alla fine)

Buona lettura!

Cosa vedere a Bukhara, Uzbekistan

La Bukhara classica: un giro logico

Partendo dal centro, potete visitare la Bukhara classica in una mezza giornata abbondante correndo un po’, o in una giornata intera se ve la prendete un po’ più con comodo. Due giorni interi per me sarebbero l’ideale, ma dipende molto dai treni che riuscite a prendere da/per Samarcanda o Khiva. A livello logico partirei da est proseguendo verso ovest e lasciando l’area dell’Ark e la moschea Bolo Hauz per ultime, avendo cura però che l’Ark non chiuda (ore 18.00) se ci tenete a visitarla da dentro.

1. La madrasa di Chor-minor

Un’astronave aliena piombata tra i vicoli della mahalla, che nel 2017 aveva le strade polverose e un’atmosfera senza tempo, e che oggi invece si sta rapidamente modernizzando, con le strade asfaltate, un po’ meno bambini a giocare per strada e le prime guesthouse ad aprire poco fuori dal centro. Uno degli edifici storici più surreali dell’Uzbekistan, una madrasa costruita nel 1807 da un mercante turcomanno e ribattezzata così per via delle sue quattro torri, che sembrano quattro minareti (appunto chor minor, in persiano) anche se in realtà non lo sono.

2. Lyab-i-Hauz

Secondo punto, seconda parola persiana: a Bukhara si parla tagico e l’eredità della città, così come quella di Samarcanda, è profondamente radicata in quella persiana. Lyab-i-Hauz significa intorno alla pozza ed è uno dei pochi stagni rimanenti in città – gli altri sono stati interrati dai sovietici fino agli anni ’30 perché insalubri. Dagli immensi gelsi secolari alle splendide maioliche che decorano le madrase circostanti, Lyab-i Hauz è il cuore pulsante di Bukhara. I ristorantini affacciati sulla pozza sono turistici ma ci vanno anche le persone del posto, non si mangia male.

3. La moschea Magok-i-Attari

Tra le cose da vedere a Bukhara questa è sinceramente la mia preferita. Si tratta di una delle moschee più antiche dell’intera Asia Centrale, costruita nel IX-X secolo sui resti di un tempio zoroastriano e di uno buddista poi. L’edificio arrivato ai giorni nostri in realtà è una completa ricostruzione del XII secolo, poi modificata nei secoli successivi fino ai restauri sovietici del 1930. Si chiama magok, dal persiano maghaki ‘fossa, buca’, perché oggi si trova a quattro metri e mezzo sotto il livello del terreno dopo esserci sprofondata nel XVI secolo. La facciata sud è splendida, con un primo accenno di decorazioni a maioliche azzurre smaltate su un edificio sobrio in mattoni di argilla.

All’interno c’è un piccolo museo del tappeto. Se vi interessa, è carino ma non imperdibile, gli interni sono spogli e hanno perso le decorazioni originarie.

4. I Caravanserragli e i Mercati

Il centro storico di Bukhara di fatto è un bazaar diffuso. Ormai turistico senz’altro, ma con artigianato di altissima qualità a prezzi onesti e storie di famiglie che si tramandano un mestiere da generazioni, di fatto continuando una vocazione mercantile della città lunga millenni. Anche se troverete bancarelle un po’ dovunque, ci sono alcune splendidi crocicchi a volta coperta storicamente dedicati ad alcuni settori che vale la pena visitare, come il Toki Zargaron (il bazaar dei gioiellieri), il Toqi Telpakfurushon (il bazaar dei cappelli) e il Toki Sarrafon (il bazaar dei cambiavalute). Portate pochi soldi o spenderete tutto 🙂

5. La madrasa di Ulugh-Bek

A Bukhara ci sono varie madrase, alcune ancora in funzione e chiuse al pubblico, ma se dovete visitarne una sola non dovreste perdervi quella di Ulugh-Bek, che oltre a essere la prima costruita dal nipote di Tamerlano a Bukhara è anche la più antica dell’intera Asia Centrale: è del 1417. Le decorazioni del pishtaq sono straordinarie e nel cortile interno c’è una pace indescrivibile. Vagate per le cellette dove studiavano gli studenti e esplorate le botteghe dei pittori di miniature, scoprirete dei veri e propri tesori. Il fascino non restaurato è cosa rara in Uzbekistan, godetevelo tutto perché non rimane quasi più niente che non sia stato disneyficato dal governo uzbeco.

6. Il complesso di Po-i-Kalyan

Cosa vedere a Bukhara: la moschea e il minareto di Po-i-Kalyan

Proseguendo verso ovest passerete per forza di cose anche da Po-i-Kalyan: una moschea maestosa con un minareto che avrete visto in centomila foto. I lavori di restauro della moschea e del minareto di fronte sono stati abbastanza aggressivi, ricordo che nel 2017 gli splendidi porticati a volta laterali avevano un’atmosfera polverosa che si è completamente persa in questi ultimi anni, ma la moschea merita comunque una visita. L’acustica della volta è fenomenale, provatela in maniera garbata e rispettosa, se vi va.

7. Cosa vedere a Bukhara: l’Ark

Cosa vedere a Bukhara: l’Ark, agosto 2023

La fortezza Ark, antico cuore della città, è una delle ultime tappe imperdibili della Bukhara classica. Questo maestoso complesso era la residenza dell’emiro di Bukhara e oggi ospita un piccolo museo (al solito, niente di che) che racconta la floridissima storia della città, ma vale comunque il biglietto entrare nel complesso perlomeno per vedere la città dall’alto in un’area che ha recentemente riaperto dopo i lavori e alcune splendide sale con colonne in legno intagliato. L’Emirato di Bukhara era talmente potente che i bolscevichi dovettero bombardare l’Ark per espugnarla: tanti danni alla struttura risalgono al colossale assalto terra-aria del 1920 e capitanato da Mikhail Frunze, bolscevico di origine russo-rumena nato nell’odierna Bishkek, in Kirghizistan, a cui è stata intitolata la città fino alla dissoluzione dell’URSS.

Imperdibili le foto a colori del fotografo dello zar Sergey Prokudin-Gorsky che immortalò tra il 1905 e il 1915 tutta la tracotanza e opulenza dell’emiro di Bukhara Mohammed Alim Khan, insieme alle atmosfere ormai scomparse dei mercati del Turkestan russo, grossomodo tra i territori dell’odierno Turkmenistan, Uzbekistan e Kazakistan.

8. La moschea Bolo Haouz

Cosa vedere a Bukhara: la moschea di Bolo Hauz

Anche se solo una colonna di legno è originale, questa moschea è un altro gioiello imperdibile a Bukhara. È ancora in uso e tendenzialmente è difficile entrare dentro nella moschea, si può solo vedere l’ingresso, che già da solo merita, affacciato su un altro stagno e sul piccolo minareto.

9. Cosa vedere a Bukhara: il mausoleo dei samanidi

Se avete ancora energia nelle gambe dopo questo tour de force, spingetevi oltre la moschea Bolo Haouz per visitare altri due mausolei: quello della dinastia samanide, regnanti persiani che di fatto emanciparono l’Asia Centrale dal califfato abbaside di Baghdad, e quello di Chasma-i-Ayoub poco oltre.

Il primo è uno degli esempi più antichi di architettura islamica in tutta l’Asia Centrale ed è un capolavoro sincretico che racchiude influssi architettonici persiani, sasanidi, sogdiani e persino classici e bizantini, recuperando la base quadrata dei templi del fuoco zoroastriani.

10. Il mausoleo di Chasma-Ayoub

Cosa vedere a Bukhara: i mausolei dei samanidi e Chasma-Ayoub

Già che avete raggiunto il mausoleo Samani, visitate anche questo, proprio di fianco al mercato centrale di Bukhara. Il nome significa ‘pozzo di Giobbe’ perché sorge proprio sopra una fonte d’acqua pura e si è ritenuto per secoli ospitasse il mausoleo del profeta Giobbe. L’edificio attuale è di epoca timuride e costruito con una cupola conica in stile della Corasmia, la regione di Khiva, assolutamente raro a Bukhara.

Cosa vedere a Bukhara un po’ fuori dal centro

11. La casa museo di Fayzulla Khodjaev

Splendida casa-museo bukharina di un ricco possidente che negli anni ’20 favorì i bolscevichi nel rovesciare l’emiro di Bukhara, diventando poi il primo presidente della Repubblica Popolare di Bukhara, una delle entità politiche sovietiche che precedettero la creazione delle cinque repubbliche centroasiatiche per come le conosciamo oggi. Era membro dei Jadid di Bukhara, un gruppo politico giovanile di opposizione al regime violento e assolutista dell’emiro. Fu liquidato da Stalin nel 1938, dopo il Grande Terrore.

La casa ha ancora vari interni originali, benché sia stata trasformata in una scuola in epoca sovietica, ed è di uno splendore indicibile anche se non ci va quasi nessuno: meglio così. Un motivo in più per visitarla lontano dalle folle. Uno dei posti più sorprendenti tra queste cose da vedere a Bukhara 🙂

12. I siti ebraici di Bukhara

Casa museo di Fayzulla Khodjaev: il cimitero ebraico

Di quanto gli ebrei di Bukhara fossero unici rispetto alle altre comunità ebraiche mondiali è stato scritto molto. Erano famosi soprattutto per la ricchissima tradizione musicale vecchia di secoli. L’emigrazione in massa verso Israele è stata una tragedia per una comunità così radicata in una città che del multiculturalismo ha fatto il proprio orgoglio e la propria ricchezza come Bukhara. La loro lingua russa e tagica arricchita di parole ebraiche, la loro cultura musicale, artistica, culinaria oggi rimane (quasi) solo nei musei. In città sopravvivono poche centinaia di ebrei perlopiù anziani. Privata di questa comunità, Bukhara si è impoverita moltissimo.

Ciononostante, rimangono tre siti ebraici particolarmente interessanti da visitare: una piccola sinagoga non lontana dal centro, del XVI secolo, spesso chiusa; la sinagoga più grande Matatov, gestita da un rabbino felicissimo di parlare russo coi turisti e molto generoso; il grosso cimitero ebraico, un po’ troppo risistemato ma che rende l’idea di quanto popolosa fosse la comunità ebraica di Bukhara. Dedicateci del tempo, merita tutto ma sono luoghi su cui riflettere e meditare un po’, non attrazioni da depennare da una lista perché di per sé non sono niente di speciale. Diventano speciali alla luce della storia che hanno.

Sul quartiere ebraico di Samarcanda avevo scritto ai tempi questo post.

13. La mahalla meridionale

Se dal centro andrete a piedi verso i siti ebraici, dovrete per forza attraversare forse la più bella delle mahalle di Bukhara, i quartieri storici residenziali. Tra viuzze strette a scacciare il sole caldissimo, canalini di scolo e tralci di vite che strabordano dagli alti muri di cinta, a differenza di Samarcanda dove è stato quasi tutto ricostruito a Bukhara si trovano ancora belle case in mattoni di argilla, porte e infissi in legno, muri coibentati con la paglia e qualche scena uscita da un altro secolo. Ci sono anche piccoli santuari e vecchie moschee intagliate in legno. Mi piace sempre passare da questo piccolo mausoleo, un’oasi di pace.

14. La galleria fotografica Shavqat Boltaev

In fondo al cortile di una madrasa, una piccola galleria fotografica di un padre, un figlio e due amici che fotografano Bukhara ogni giorno dai primi anni ‘2000. Una piccola gemma e un modo per osservare i cambiamenti in città attraverso gli occhi di chi la vive. Non mancate.

15. Quel che rimane della Bukhara sovietica

La lista di cosa vedere a Bukhara è ancora molto lunga. Le autorità continuano a distruggere edifici modernisti di grande valore nonostante siano protetti dall’UNESCO. Bukhara è una città molto più grande del suo centro storico e ha subito un grande sviluppo in epoca sovietica, fase storica che il governo ha tutto l’interesse di eliminare, come una macchia, dalla cronologia del Paese.

Non perdete il cinema Bukhara, Buxoro kinoteatri, l’hotel Grand Bukhara e la biblioteca Ibn Sina proprio lì di fianco. Peccato abbiano già demolito l’immenso edificio governativo della regione di Bukhara, era un capolavoro.

16. Cosa vedere a Bukhara: il palazzo d’estate dell’emiro

Se avete tempo di fare una corsa in taxi fuori dal centro, il palazzo d’estate è turistico ma secondo me è da non perdere. Non perché ceda alle classiche retoriche da si stava meglio quando c’era Mohammed Alim Khan (era un brutale sanguinario e retrograde, ricordiamocelo) o perché mi affascinino questi luoghi – tutt’altro -, quanto perché è un caso davvero singolare di meravigliosa amalgama tra architettura europea di inizio Novecento, eredità persiana e artigianato centroasiatico. Stufe in maiolica di fattura tedesca, decorazioni a specchi come nei palazzi Qajar in Iran, soffitti intagliati in legno da artigiani tagichi, splendidi suzani ricamati a mano e decorazioni a stucco come a Pietroburgo.

Il tutto circondato da meravigliosi giardini che in primavera danno il meglio di sé, con tanto di pavoni. Per me è un sì, tanto più che nella parte finale, a sfregio, i sovietici hanno costruito un bel sanatorio modernista affacciato sugli stagni dell’ex harem dell’emiro. Chapeau.

Libri da leggere sull’Uzbekistan prima di partire

Aggiorno periodicamente questo post con i miei consigli di lettura. Per capire quanto Bukhara abbia dato al mondo quanto a scoperte scientifiche, culturali e artistiche, consiglio L’illuminismo perduto di Frederick Starr. Validi sempre anche Il grande gioco di Peter Hopkirk e se invece volete leggere un autore uzbeco tradotto in italiano, Utopia ha portato in Italia La fiaba nucleare dell’uomo bambino di Hamid Ismailov, molto carino anche se ambientato in Kazakistan.

Conclusione

Spero che questo post su cosa vedere a Bukhara vi sia utile per pianificare il vostro viaggio. Bukhara è una città che incanta e sorprende ben oltre il suo florido passato da centro di primaria importanza lungo la Via della Seta centroasiatica. Le cose da vedere a Bukhara sono varie e stimolanti per tutti i gusti.

Mi trovate come sempre su Instagram, Telegram e sulla newsletter. Iscrivetevi per ricevere aggiornamenti sui prossimi viaggi di gruppo Kukushka in Asia Centrale, tra Uzbekistan, Kirghizistan, Kazakistan, Tagikistan e Turkmenistan (sì!!!).

A presto,
Eleonora

Il post potrebbe contenere affiliazioni.

2 commenti

Lascia il tuo commento