Cosa vedere a Kiev, la dinamica capitale d’Ucraina

cosa vedere a Kiev UcrainaKiev in russo e in italiano, ma Kyiv (Київ) in ucraino: vi basterà chiamarla così perché vi si riveli con gioia. Vera capitale, grande città dinamica e dalla lunga storia, ricca di bellezze culturali, artistiche e naturalistiche. Nessuno l’ha mai considerata, ma Kiev è una città che lascia basiti per la rapidità e bravura a cui viaggia: tecnologia, musica, arte, moda, politica e molto di più. La troverete sempre diversa e sempre più bella. Si visita in tre giorni, si apprezza con semplicità. Quando andare? Kiev d’estate è un’esplosione di verde, d’inverno la neve la rende fiabesca. Non dite però di non esservelo chiesto almeno una volta nella vita: ma cosa vedere a Kiev? La capitale è una città veramente bella. Non scherzo. Ma all’Ovest il pregiudizio sulle città dell’Est è ancora bello solido. Io oggi vi racconto in una mini guida cosa fare in città e cosa c’è da vedere a Kiev, una città sicura che vale davvero la pena visitare, ma in cui spero davvero (chissà?) di poter anche vivere per un po’.

Buona lettura!
Eleonora

*la traslitterazione dell’ucraino e l’alternanza di nomi russi e ucraini seguono solo ragioni di indicizzazione.

Kiev: cosa vedere

1. Maidan, il cuore pulsante

свобода – це наша релігія! su un lato, freedom is our religion! dall’altro. Maidan Nezalezhnosti oggi si presenta sotto uno striscione azzurro con una catena spezzata sotto il nome di Piazza dell’Indipendenza, anche se per tutti è semplicemente Maidan: la piazza. Una parola ucraina dalle origini persiane che ritorna in molte altre lingue del vicino est, ma che è sorella del latino medius. Se dici Maidan non serve aggiungere altro: è lei, l’ombelico di Kiev, proprio in mezzo alla città, dove tutto inizia e tutto finisce. Ci sono piazze più grandi e piazze più belle, piazze più iconiche e di certo piazze più famose. Maidan, però, non è solo il centro di una città, ma il cuore pulsante di un intero Paese. Nessuno di noi, anche se allora eravamo lontani, può dimenticare le immagini dell’inverno 2013-2014, quando un intero paese si è riversato in quella piazza dormendo nelle tende, protestando al freddo, tra gli incendi, sotto la neve, gli spari dei cecchini e le granate.

Piazza Maidan storicamente non era il centro di Kiev. Lo è diventato solo a fine Ottocento, quando ha iniziato ad assomigliare sempre più a quello che è oggi, anche se il look attuale della piazza e i suoi simboli sono recentissimi. Ha cambiato molti nomi nella storia e visto molte parate, manifestazioni e rivoluzioni, questa Maidan: le ultime nel 1990, nel 2001, nel 2004 (la rivoluzione arancione) e infine Euromaidan nel 2013-2014. Oggi, sotto alla statua di Berehynia (divinità tutelare slava), sono esposte in un museo aperto le foto e le storie in commemorazione di Euromaidan e delle sue 107 vittime, ribattezzate Heavenly Hundred. 

Nel weekend Maidan diventa pedonale e si anima di tutta l’energia rivoluzionaria di questa città. Per vedere la piazza dall’alto sfruttate la terrazza panoramica del centro commerciale Globus, dietro la statua di Berehynia. A mani basse la numero uno delle cose da vedere a Kiev.

2. Santa Sofia di Kiev

L’altro cuore di Kiev, a un tiro di schioppo da Maidan, è la bellezza mozzafiato di Santa Sofia – che nel nome, nei mosaici e negli ori ci trasporta al cospetto dei grandi fasti di Costantinopoli. Fondata nel 1011 da re Yaroslav, la cattedrale, nonostante abbia perso l’aspetto originario all’esterno, conserva ancora strabilianti mosaici e affreschi dell’XI secolo. Se davvero non sapete cosa vedere a Kiev o anche solo da dove iniziare, lasciatevi guidare dalle sue cupole dorate, pagate il biglietto d’ingresso alla bàbushka all’ingresso e vi si dischiuderanno le porte del paradiso.

Mentre venivano ricostruiti l’esterno e le cupole in stile barocco (XVII-XVIII secolo), il complesso fu ampliato con un enorme campanile, un refettorio e altri edifici funzionali alla vita religiosa, per un soffio non demoliti dai sovietici. La salita in cima al campanile è d’obbligo.

3. La Madre Patria e il Museo della Grande Guerra Patriottica

La Madre Ucraina a Kiev

Museo a cielo aperto dove sfilano carri armati della Seconda Guerra Mondiale (nel mondo postsovietico chiamata Grande Guerra Patriottica), mezzi corazzati gialloblu come la bandiera ucraina e donne infazzolettate, esili vecchietti e soldati cercano di uscire dai muri di cemento, mentre la Madre Patria domina tutta l’area circostante. Un simbolo di forza e anche di bellezza che rappresenta la storia di resistenza della città di Kiev, una delle dodici città eroine. Tra le cose da vedere assolutamente a Kiev.

4. Il Pecherska Lavra

Un Lavra non è un semplice monastero, ma una vero e proprio centro di irradiazione religiosa e culturale per il mondo ortodosso. Il Pecherska Lavra di Kiev ha un’importanza che noi fatichiamo a capire, ma ci affascina il fervore con cui i pope cantano nelle sue grandi sale dipinte e quello con cui le vecchie bàbushki baciano le icone e le mummie vecchie di secoli. Proprio così: il Monastero delle Cave sorge su un intrico di grotte e catacombe strettissime, dove da secoli i monaci conservano i santi mummificandoli – un prodigio e un viaggio nel tempo allo stesso tempo. Ne ho parlato meglio in questo post dedicato. Se non sapete più cosa vedere a Kiev, perdetevi al Lavra per un giorno intero, inseguendo la devozione mistica dei pellegrini.

5. La discesa di Sant’Andrea

La cartolina più famosa di Kiev, tanto che ci si sente quasi in un luogo turistico. Se la chiesa di Sant’Andrea, finemente restaurata, sembra un po’ una bomboniera kitsch, il panorama da lassù è impareggiabile. La famosa discesa che porta a Podil, quartiere di Kiev dalle strade regolari poco distanti dal fiume, dà il meglio di sè il weekend, quando si anima di mercatini dell’artigianato (veramente carinissimi). Atmosfera un po’ bohémien, la migliore vista su Kiev, piccole boutique di artisti e una chiesa iconica… A me ricordava Montmartre!

Capitan Ovvio suggerisce di non farla in salita: si chiama discesa di Sant’Andrea…

6. La Vecchia Kiev (Old Kyiv)

Le viuzze tra Maidan e Sant’Andrea, cioè la zona intorno a Santa Sofia, nascondono meravigliose sorprese. Vicoli tranquilli, le tipiche case in mattoni verniciati a colori pastello, portoni di legno, balconcini, glicini e motivi floreali – il Maestro e Margherita è ambientato a Mosca, ma Bulgakov è nato a Kiev… Tra più belle cose da fare a Kiev c’è perdersi nella Città Vecchia.

7. Il fiume Dnipro

Immenso fiume di pianura, lento e pigro ma che riesce a incutere timore, si perde tra migliaia di isolotti boscosissimi e d’inverno trascina pesanti lastre di ghiaccio fino al Mar Nero: il Dnipro è l’anima viva della città e non si può visitare Kiev senza viverlo almeno un po’. Una bella (ma lunga) passeggiata si può fare collegando Podil con la metro Dnipro e passeggiando lungo le banchine con piccole cappelle, chiatte démodé, terminal di traghetti, grandi ponti e monumenti – segnalo quello ai fondatori di Kiev, che rimane oltre la metro Dnipro – e splendide scalinate che si snodano tra i boschi urbani e portano proprio in riva al fiume (si prendono da dietro San Michele).

8. Il quartiere di Podil

Una piccola città sul fiume (il cui nome significa “in basso”) sorella di quella grande sulle colline, collegata dalla discesa di Sant’Andrea: a Podil c’è una bella ruota panoramica, casette che ti aspetteresti di vedere in riva a un mare e un reticolo di stradine dove, ogni tanto, spuntano splendidi murales e alcune tranquillissime chiese. Segnalo la Uspinnya Bohorodytsi Pyrohoshchi, che ha conservato l’aspetto esterno ‘bizantino’.

9. Il Memoriale di Babij Jar

Nella mia ultima visita a Kiev ho inserito questo memoriale come tappa obbligata dopo aver letto Paesaggi contaminati di Martin Pollack. Babij Jar (o Babin Jar in ucraino) è la gola, nei sobborghi di Kiev, dove sono stati gettati i corpi di oltre 100.000 ebrei, rom, prigionieri russi e ucraini durante l’occupazione nazista della città. Il massacro di Babij Jar, dove in un solo giorno furono radunati e uccisi oltre 33.000 ebrei di Kiev, costituisce uno dei tre più grandi eccidi di massa dell’Olocausto scrupolosamente documentati dai nazisti.

Babij Jar ora è un parco e memoriale dove, su quelle che sono delle vere e proprie fosse comuni, oggi sorgono dei monumenti commemorativi. Il più bello è una carovana piena di fiori sbandata e bucata dai fori di proiettile, dedicato alla comunità rom, oltre a quello, struggente e iconico, alle vittime del nazismo, situato proprio in mezzo alla conca. Si raggiunge facilmente in metro, linea verde, fermata Dorohozhychi. Tappa obbligata se avete studiato molto la storia dell’Olocausto in queste aree.

10. La chiesa di San Michele

Celeste, monumentale, cupole d’oro: è il monastero dorato di San Michele, costruito a partire dal XII secolo, poi demolito dai sovietici e interamente ricostruito negli anni ’90. Canti meravigliosi al suo interno, ma a livello artistico non molto interessante.

11. Il Memoriale dell’Holodomor

Sulla strada tra Arsenalna e il Pecherska Lavra sicuramente vi imbatterete in una statua di bambina dalle gambe e braccia magrissime, che stringe al petto un fiore. Qualcuno, ogni tanto, le lega dei fiocchi gialli e blu alle treccine e lascia un fiore fresco ai suoi piedi. Indica l’ingresso al Museo dell’Holodomor, il genocidio causato dalla carestia del 1932 e 1933, che uccise tra i 7 e i 10 milioni di ucraini. Benché le cause e le responsabilità siano ancora dibattute, gli ucraini lo chiamano senza esitazione un genocidio creato dall’uomo – un uomo con nome e cognome: Iosif Vissarionovič Džugašvili, detto dai più Stalin. In meno di due anni morì un contadino ucraino su quattro – a un ritmo di 25.000 persone al giorno – e oltre 3 milioni di neonati, mentre l’Unione Sovietica esportava in Occidente circa 200kg di grano per ogni persona che moriva di fame. Un tassello fondamentale per capire la storia (di cruciale importanza ma dimenticatissima) di questo grande paese e la sua sofferenza ora più che mai attuale.

12. La metropolitana

Simili in tutta l’ex URSS, da San Pietroburgo a Tashkent, da Tbilisi a Ekaterinburg, tutte accomunate da una maestosità e cura per i materiali e i dettagli incredibile, anche quella di Kiev si distingue per alcune stazioni – la mia preferita è Zoloti Vorota, la fermata della Porta d’Oro, decorata con splendidi mosaici in stile bizantino. La metro di Mosca è imbattibile, ma quella di Kiev è pulita, efficientissima ed elegante, interamente tradotta in inglese. La metro è sempre una buona idea tra le cose da visitare a Kiev.

13. La Stazione dei Treni

Come le stazioni della metro, anche quelle dei treni hanno un gusto architettonico e un’eleganza rari. La stazione di Kiev Passazhirskiy, anche se meno bella di quella di Lviv, si apre in immense volte con lampadari di cristallo, e i mosaici rappresentano i monumenti della città. Se non dovrete già passarci per prendere un treno a lunga percorrenza, vale comunque la pena farci un salto apposta.

14. La Porta d’Oro

Mentre in città si costruiva Santa Sofia (siamo nell’XI secolo), le mura cittadine venivano chiuse da una Porta d’Oro, chiamata così dalla più famosa di Costantinopoli. Distrutta nel Medioevo, è stata ricostruita (fantasiosamente) nel 1982, mentre le altre due porte della città (la porta polacca e la porta ebraica) non si sono conservate. Carina ma, essendo una ricostruzione tardiva, non così imperdibile.

15. L’Università Taras Shevchenko

Dipinta color rosso sangue con le colonne bordate di nero come i nastri dell’ordine di San Vladimir, re e santo cristianizzatore della Rus’ di Kiev, l’Università oggi è intitolata a Taras Shevchenko, il più famoso poeta e umanista ucraino. Il parchetto davanti all’università, pieno di studenti (ma anche di adorabili nonnini che giocano a scacchi), è curatissimo e uno dei più carini di Kiev.

Cosa fare nei dintorni di Kiev

Le due gite fuori porta più popolari da Kiev sono la visita al Museo dell’arte popolare (Folk Art Museum), un immenso parco nei sobborghi di Kiev che è meglio visitare in estate (magari in bici?), e la visita all’area di esclusione di Chernobyl.

In tre viaggi in Ucraina ho sempre scelto di non visitare Chernobyl, un luogo che oggi gli stranieri sentono come un’attrazione turistica, ma che per i locali è ancora fonte di grande dolore, malattie e sofferenze non finiranno a breve. Gli ucraini non hanno motivo di visitare villaggi abbandonati e i resti di centrale nucleare esponendosi ad altre radiazioni. Per di più i tour sono esageratamente cari se comparati al costo della vita in Ucraina. A prescindere dalla mia posizione a riguardo, visitare Chernobyl è semplice e richiede solo di prenotare un qualsiasi tour in agenzia (obbligatorio) con almeno 5 giorni di anticipo sulla data della visita.

Per approfondire il dibattito sul Dark Tourism vi consiglio questo ottimo articolo di ExploreMore. Per leggere le conseguenze del disastro di Chernobyl da una prospettiva veramente insolita (e tenerissima) vi consiglio un libriccino adorabile, L’ultimo amore di Baba Dunja, di Alina Bronsky.

Cose insolite da fare a Kiev

Vibrante, dinamica, sulla cresta dell’onda: a Kiev c’è molto più da vedere di quello che vi ho elencato sopra. C’è da viverci, in una città del genere. Queste altre cose che vi consiglio non sono né le più imperdibili, né la top10 assoluta definitiva del mondo, né le più insolite o originali. Sono ricordi semplici che mi hanno strappato un sorriso e che voglio condividere con voi painderoutiani.

Il Mercato fuori dalla metro di Demiivska, il sabato – di pezzi di carne e di pesce e di miele e fiori e spontaneità. La Biblioteca Nazionale Vernadsky fuori dalla metro di Demiivska, un immenso edificio completato nel 1989 (nonché una delle 20 biblioteche più grandi del mondo) che custodisce il Vangelo di Orsha (XIII sec.), uno dei più antichi manoscritti miniati in cirillico, rinvenuto in Bielorussia dalle truppe napoleoniche. Il giardino botanico di Kiev, a sud del Pecherska Lavra. L’antica funicolare che collega San Michele con la piazza Poshtova (ma anche la scalinata della Legge di Magdeburgo è bellissima). La sinagoga Brodskij. La Collina del Castello, da cui si ha una vista impressionante (e zero turistica) sulla città. La Casa dell’attore e la Casa delle Chimere. Le esposizioni all’Arsenal e quelle alla galleria Khanenko.

Kiev: cosa (non) vedere

Evitate il Bessarabskij Rynok, il mercato ortofrutticolo moldavo all’inizio della via Khreshchatik: è turistico, con prezzi alti, è vietato fare foto e gli espositori sono antipatici. Nessun ucraino ci va e un motivo c’è 🙂

Il Museo Chernobyl: accozzaglia di foto e documenti o memorie senza alcuna spiegazione né traduzione. Senza una guida è una visita sprecata.

Questo era il mio cosa vedere a Kiev, con cui spero di avervi ispirati almeno un po’.
Alla prossima e grazie, painderoutiani!
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Come organizzare un viaggio in Ucraina

3 Commenti

  1. Wow, mi duole ammettere di non aver mai preso in considerazione Kiev come destinazione per un viaggio. Sembra una città interessante, soprattutto sotto la neve! Anche se in realtà immagino che l’inverno non sia il massimo con il freddo… Mi è piaciuta molto l’aggiunta della guida alle cose da evitare, io detesto ritrovarmi nei luoghi turistici che non mi trasmettono nulla! Direi che posso aggiungere questa destinazione alla mia lista 😉

  2. Credo che sia un paese pieno di fascino e penso sempre un giorno ci andrò, mi spaventa il freddo, perché, non sono nelle condizioni fisiche da poter affrontare climi rigidi, sono fibromialgica, però penso e spero di poterci andare. Il tuo articolo lo trovo esaustivo e per nulla banale, ti faccio i miei complimenti e lo terrò come punto di riferimento qualora riuscissi a coronare il sogno di affrontare questo viaggio.

  3. Molto interessante! Non pensavo ci fosse così tantod a vedere a Kiev, l’avevo sempre sottovalutata, invece certi luoghi devono essere stati davvero suggestivi! Me lo salvo per un futuro viaggio, mi hai davvero incuriosito con questo post!!

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