Cosa vedere a Lviv (Leopoli), una perla nascosta in Ucraina

Cosa vedere a Lviv UcrainaDi Lviv mi sono innamorata. Non lo dico per dire, parlo seriamente. Poche volte ho sentito un impulso così forte di tornare in un luogo dove ero già stata poco tempo prima. E di tornare ancora. Il motivo è che ho toccato con mano un bello di una ricchezza rarissima e intatta, sconosciuta ma variopinta. Quando mi scontro con cose troppo più grandi di me di solito non riesco a scriverci nulla – ho paura di confrontarmici, di venire schiacciata dalla loro maestosità. Ho paura di perdere, perché so già che sarà così: ci sono cose che non si possono raccontare. Ma oggi perderò.
Vediamo cosa vedere a Lviv, la perla dell’Ucraina occidentale, ai piedi dei Carpazi.

Buona lettura,
Ele

Cosa vedere a Lviv, una perla nascosta in Ucraina

1. La Piazza del Mercato (Ploscha Rynok)

Cuore pulsante della città, distrutta da un incendio nel XVI secolo e interamente ricostruita da architetti italiani, la grande Piazza del Mercato è tanto affascinante quanto piena di vita e di storia. La torre del Comune, la Casa Nera, fontane dedicate agli dei pagani, un cortile italiano e moltissimi musei: a Ploscha Rynok tutto nasce e muore, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Persino i bar e i locali più famosi (tutti nei paraggi della Piazza) si ricollegano alle molte storie e leggende della città – come il Pravda theatre bar, chiamato così in onore del muro su cui gli ubriachi andavano a scrivere le verità che non avevano il coraggio di dire a parole…

2. La chiesa armena

Gli affreschi art nouveau

Una vera bellezza da andarsi a scovare – nonché la mia preferita tra le cose da vedere a Lviv – dagli incredibili affreschi art nouveau degli anni ’20. Fondata nel XIV secolo come chiesa armena apostolica, seguendo il corso della storia si tramutò nei secoli successivi in chiesa armena cattolica, finché i polacchi e gli armeni di Lviv non furono deportati durante la II Guerra Mondiale. La comunità armena fu poi ripristinata dalle deportazioni sovietiche, che trasferirono però – di nuovo – armeni apostolici. Dagli interni suggestivi e insoliti, sempre avvolta di incenso tagliato dai raggi del sole che filtrano dalla cupola, oggi la chiesa è quindi una chiesa ortodossa frequentata dalla comunità armena. Nel cortiletto retrostante, pavimentato da lapidi armene, si vede la parte più antica della chiesa, dalla tipica architettura caucasica. Ma attenzione a dove mettete i piedi: se cancellerete bene le scritte dei sepolti sotto di voi, si dice che arriveranno più in fretta in paradiso.

3. La città dall’alto da uno dei tanti viewpoint come la Collina del Castello


Lviv dall’alto è una città stregata, dai comignoli ribelli e tetti in lamiera tremendamente bohémien. L’omogeneità dei palazzi del centro storico UNESCO è interrotta dalle torri e cupole slanciate in forme e arzigogoli dei più disparati stili, e incorniciata dai colli ombrosi circostanti. Ma il vero segreto è che ci sono decine e decine di punti da cui osservarla. Che sia in cima alla House of Legends, uno dei bar più famosi di Lviv*, dalla torre del Comune o dalla Collina del Castello poco importa: ogni scorcio vi conquisterà per la sua autenticità. Che poi questi sono i viewpoint per i turisti: gli abitanti si godono la città in solitudine da ben altri luoghi che custodiscono con grande gelosia.

*La House of Legends è uno dei bar più sensazionali di Lviv, all’altezza del nome che porta. Leggi l’approfondimento nel post sul mio primo viaggio in Ucraina.

4. I leoni sparsi per la città

Non è un caso che in italiano Lviv si chiami Leopoli: la città non solo è dedicata, nel nome, alla figura del Leone (fu fondata nel 1256 da Daniele di Galizia, re della Rus’ di Kiev, che la intitolò al figlio Leo), ma è anche letteralmente cosparsa di statue, richiami e bassorilievi leonini. Alzate gli occhi quando camminate per le sue stradine, attenti alle inferriate, ai telamoni che sorreggono i balconi, ai portoni, ai cancelli, ai tombini: i leoni di Lviv sono ovunque – e hanno tenuto salda l’identità della città nelle molte vicissitudini storiche fino ai giorni nostri. E se non sapete più cosa vedere a Lviv… ora sapete che non vi annoierete 😉

5. La Prospekt Svobody

Prospekt Svobody dopo la neve

Se pensate che Lviv non abbia un fiume, vi sbagliate: un fiume c’è eccome, scorre proprio sotto la Prospekt Svobody, ingabbiato in grossi piloni di legno e muri di cemento dal 1887. Questo grosso viale alberato ricorda la bella Sadovaya di Mosca o di San Pietroburgo, com’è inverdito da giardini, aiuole e statue (come quella di Taras Shevchenko, il più importante umanista ucraino). Ma la Prospekt Svobody, oggi intitolata alla Libertà, è in realtà molto di più – sorta al posto delle vecchie mura (abbattute nel 1777, ne rimangono piccoli tratti tra i palazzi) che fiancheggiavano il fiume Poltva, la strada cambiò per decine di volte, tra otto e novecento, il suo nome. Prima dedicata agli Asburgo, poi alla Polonia, la prospettiva fu di nuovo ribattezzata Primo maggio, poco prima che l’invasione nazista del ’41 le cambiasse simbolicamente il nome in Adolf Hitler Platz. E che l’URSS, riconquistata la città, la rinominasse ulitsa Lenina. Il nome attuale, Prospettiva della Libertà, assume oggi più importanza che mai.

Ringrazio gli amici di Lviv Buddy, che mi hanno raccontato alcune di queste storie nel loro Cultures of Lviv tour – divertente, di qualità e ovviamente gratuito tra le cose più importanti e insolite da vedere a Lviv. Ve lo consiglio, perché darete una storia a tutte le pietre della città.

6. Lviv, città dalle mille chiese

La Torre della chiesa dell’Assunzione

Centinaia di templi per decine di confessioni diverse, che riflettono il passato variopinto della città: chiese apostoliche armene, sinagoghe, chiese ortodosse russe e cattoliche polacche, fino alle chiesa greco-ortodossa, anche detta uniate, nata a fine ‘500 per riportare i cristiani d’Oriente sotto l’autorità del Papa di Roma. Cattolici, quindi, ma di rito bizantino, molto simile a quello ortodosso. Tra le più belle cose da fare a Lviv c’è entrare nelle chiese e curiosare. Fermatevi ad ascoltare i canti polifonici armeni. Fate attenzione alle icone della chiesa uniate, adorate come dagli ortodossi, ma dai tratti tutt’altro che bizantini. Tra le mie chiese preferite c’è la chiesa ortodossa della Dormizione, la chiesa di sant’Olga e sant’Elisabetta, la grande cattedrale latina e la piccola chiesa cattolica ungherese, la più antica della città. E anche la piccolissima chiesa Nostra Chiesa del Perpetuo Soccorso, oggi uniate redentorista.

7. I caffè e le birrerie del centro

Irriverenti, creativi, bizzarri, alternativi: non ho mai visto al mondo una tale concentrazione di locali a tema in così poco spazio. Che vogliate estrarre il vostro caffè da una miniera di caffè sotterranea, guidare una vecchia auto sovietica sul tetto di un palazzo o assistere a uno spettacolo masochista su seggioline con stampi a vagine, avrete solo l’imbarazzo della scelta. Per approfondire, leggi in quest’altro post la sezione sui locali di Lviv. Credimi, non avrai più dubbi su cosa vedere a Lviv.

8. Le tracce del passato ebraico

Dei 140.000 ebrei che vivevano in città, oggi ce ne sono solo 1.500. Gli altri sono stati uccisi dai nazisti o sono emigrati negli USA e in Israele. Lviv per secoli è stata una città dalle molte etnie, e in questo sta la ricchezza del suo patrimonio culturale e anche architettonico. Delle 42 sinagoghe ne rimangono solo due, ma la cultura ebraica si spande ancora dal suo cuore più antico, dal quartiere ebraico vicino alla chiesa di San Nicola. Riaffiora nelle insegne in polacco e yiddish del vecchio negozio di cappelli abbandonato, nel piccolo centro ebraico della sinagoga rabbinica, che dal 1988 promuove la cultura ebraica in città. Quella sinagoga, che sorge nel punto dove originariamente è stata fondata la città (proprio Old Market Square), è sopravvissuta all’occupazione nazista perché la usarono come stalla per i loro cavalli. Distruggendo la sinagoga principale di Lviv e chi vi si recava, i nazisti uccisero anche gli ultimi tedescofoni della città. Sepolto dal tempo e dalla paura è invece il massacro di Lysynychi, di cui ho letto in Paesaggi Contaminati (un buon libro sulla geografia della memoria che vi consiglio) – in un bosco alle porte di Lviv i nazisti sterminarono decine di migliaia di ebrei, polacchi, russi e persino italiani, seppellendoli in fosse comuni. Oggi sono un bosco qualunque dell’Oblast’ di Lviv.

Un’ultima segnalazione sono i resti della Sinagoga della Rosa d’Oro, distrutta dai nazisti, che oggi ospita un piccolo ma commovente memoriale.

9. I mercati cittadini

Nel vecchio quartiere ebraico sorge anche il Mercato della città, diviso su più piani e articolato in diverse sezioni: carne, pesce, ortofrutta, pane, vestiti, e una bizzarra sezione intitolata “prodotti dall’Europa”, che mi fece sorridere già due anni fa. Proprio a Lviv, che dista poche centinaia di km da uno dei reclamati centri geografici d’Europa. Curioso, vero? Il miglior posto per andare a caccia di bàbushki.

Di mercati adorabili c’è anche il Vernissage, dove si trova usato e artigianato, antiquariato e quadri, proprio di fianco all’Opera.

Ma il mio preferito rimane il mercatino dei libri usati (e delle pulci), che sorge intorno all’austera statua di Ivan Fedorov, nello spiazzo davanti alla chiesa ortodossa. Più che per quello che potrete comprare per pochi copechi, vale per i visi unici dei nonnini dietro ai banchetti – rughe profonde, occhi color ghiaccio e lunghe chiome bianchissime.

10. Il cimitero Lychakiv

L’atmosfera romantica di Père Lachaise a Parigi, il decadentismo dei cimiteri lisbonesi, il mistero del cimitero ebraico di Praga: a Lychakiv ci sono angeli di pietra che volano a capofitto verso le tenebre, madonne addolorate e donne dai gesti sensuali a piangere i defunti. Il tutto immerso in un fitto bosco che ricopre una collina (che, tanto per cambiare, dà una splendida vista sulla città). I morti a Lychakiv non giacciono in posizioni casuali: ci sono i soldati polacchi morti in guerra, molti poco più che ventenni; ci sono le vittime dell’NKVD sovietico, gli insorti delle rivolte ottocentesche, il campo dei difensori di Lviv e il memoriale dell’esercito ucraino. Leggendo le iscrizioni sulle lapidi, poi, ci si renderà conto di quanto la presenza polacca, fino alla guerra, fosse impressionantemente massiccia.

11. Le vecchie mura e l’Arsenale

Cosa vedere a Lviv

Le vecchie mura, in gran parte distrutte, riaffiorano a tratti lungo la via Pidvalna. Anche gli Arsenali e la Torre delle Polveri, la Porokhova Vezha (vegliata da due splendidi leoni addormentati), meritano una visita.

12. La stazione dei treni di Lviv

Chi mi conosce sa l’ossessione che ho per le stazioni, i treni e le metropolitane sovietiche: credetemi, però, che la stazione di Lviv è veramente unica ed elegante, un efficacissimo biglietto da visita per chi arriva in città via treno. Infissi in legno, immense sale d’aspetto affollate di madri con bambini, anziani, giovanotti pieni di pacchi e borsoni; e ancora volte, vetrate e tendaggi come in un teatro dell’opera, ma soprattutto una copertura in ferro battuto simile a quella di Milano Centrale. Se salirete sui treni ucraini, poi, il salto nel tempo è garantito.

13. I quartieri periferici

Il centro di Lviv è piccolo e delizioso. Ma la città continua ben oltre – e i palazzi antichi non terminano certo con la Prospekt Svobody. Alyona, la mia host CouchSurfing, ci ospitava in vulitsya Kotlyarevskogo, dalle case spaventosamente gotiche, uscite quasi da un libro dell’orrore ottocentesco. Voi che siete painderoutiani già lo sapete: fuori dai centri si fanno le scoperte migliori.

14. Il cortile dei giocattoli dimenticati

L’ultima chicca che vi racconto oggi è il cortile di un uomo che un giorno trovò dei giocattoli abbandonati e decise di esporli nel proprio cortile. Pian piano, il cortile si riempì di decine di giochi e pupazzi, e oggi è una vera e propria attrazione turistica (Dvir Zahublenykh Ihrashok), poco lontano dalla chiesetta ungherese (Kostel Svyatoho Ivana Khrestytelya). C’è chi lo trova inquietante e chi adorabile. A me di certo riconferma la genialità di una città come Lviv!

Letture consigliate e citate nel post:

Galizia, viaggio nel cuore dimenticato della Mitteleuropa. Martin Pollack

Paesaggi contaminati. Per una nuova mappa della memoria in Europa. Martin Pollack

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Eleonora

8 Commenti

  1. Urrrca, sei sempre sul pezzo, Alessio! Alla fabbrica della Lvivske non sono mai stata 😉 comunque in generale tutti i bar di Leopoli sono curiosi e irriverenti, non ci si annoia mai. Pensa che due anni fa avevo trovato una ragazza ucraina che si era messa a cantare urlando “lu rusciu te lu mare” in mezzo a un bar qualsiasi di Lviv, perché il suo datore di lavoro era italiano e glial’aveva insegnata! Era stata un’esperienza surreale 😉
    Grazie mille!

    1. Felice che ti sia piaciuto! Purtroppo associamo spesso i paesi ex sovietici a grigiore e depressione, quando spesso nascondono sorprese che non hanno niente da invidiare alle più note Budapest, Praga o Cracovia (se non il turismo di massa, ma io non lo invidierei…)
      Saluta la tua collega, sarà orgogliosissima 🙂

    1. Ciao Atrea! Stesso percorso che ho fatto io a Gennaio, bellissimo (fermati a Przemyśl, città carinissima, e da lì sali su un treno ucraino, ti accorcerà i tempi in frontiera)! Per Lviv servono minimo 2 giorni per vedere le cose principali. Secondo me con 3 giorni fai una visita più completa e non devi correre, con 4 puoi anche spingerti più lontano e visitare qualcosa nelle vicinanze.
      Buon viaggio!

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