Sarajevo: cosa vedere e cosa fare nel cuore caldo dei Balcani

Cosa vedere a Sarajevo… un po’ ho sperato di non scrivere mai un post così. Perché Sarajevo non è una città riducibile a una lista di attrazioni da spuntare. Sarajevo è più di qualsiasi altra cosa e scriverne, anche dando il massimo, è sempre un banalizzare, un ridurre all’osso qualcosa che invece è materia viva, dinamica, creatrice. Sarajevo mi ha cambiato la vita – e non è una frase fatta. Ci sono tornata da poco ed è stato scioccante come la prima volta, a conferma del fatto che è veramente una città speciale, il cuore caldo dei Balcani.

Questa volta però ci ho provato. Non aspettatevi una lista di cose da vedere assolutamente a Sarajevo, è semmai un fare il punto su alcune facce della città da non trascurare, da considerare almeno un po’.

Tenete a mente poi che non si visita Sarajevo in 2 giorni. Nemmeno in 3, 7, 15. C’è gente che ci torna da una vita, ma la città continua a rinascere dalle sue ceneri e a riconquistarsi la sua bellezza ogni giorno di più. C’è gente che ha passato anni a sognarla guardandone le strade su Google Maps, salvando posti preferiti, desiderati, immaginati.

Per cui l’unico consiglio che mi sento di dare di fronte a questa lista di spunti (assolutamente non definitiva!) sulle cose da vedere a Sarajevo è di andarci con grande umiltà. In punta di piedi, in silenzio, pronti ad ascoltare e senza voler parlare per primi. Lasciatele dire. Lasciate che accenda le sue luci davanti a voi, una a una, come un grande presepe. Lasciate che svuoti le sue strade perché voi le possiate attraversare come avvolti nel velluto. Lasciate scorrere il fiume, sferragliare i tram, volare i piccioni. Sedetevi sul bordo del bastione giallo, chiudete gli occhi, e aprite il vostro cuore.

Sarajevo non si mette in mostra, ma è la migliore maestra per tutti noi. Maestra di rinascita, di resilienza, di forza, di fierezza. Per prima cosa, una volta arrivati in città, osservate i visi dei sarajevesi. Che sguardi hanno? Che vestiti portano? L’aria che li circonda sembra più leggera. Hanno tutti dei visi fini, intelligenti, di una fierezza indescrivibile, a volte con una punta di tristezza.

Ecco, cercate di confondervi il più possibile tra di loro, di assimilarvi alla città. Non sarà difficile, davvero, e vi metterà nella prospettiva giusta per ammirare questo capolavoro di città.

Buon viaggio,
Ele

Cosa vedere a Sarajevo

Libri su Sarajevo consigliati con tutto il cuore: Sarajevo, di A. Scavuzzo e S. Maraone

1. Sarajevo dall’alto

Innanzitutto, non importa dove vi troviate in città, dirigetevi dritti dritti su un’altura, per ammirare la città dall’alto e abbracciarla tutta con uno sguardo. Sarajevo ha la maestria teatrale di altre città d’aria, come Lisbona, e sa sfruttare bene i suoi miradouros. Il Bastione Giallo (Zuta tabija) è il mio preferito. Ma se vi sentite sportivi spingetevi ancora più in alto fino alla Bjela tabija, la Fortezza bianca. Altrimenti cercate un punto panoramico dalle alture intorno alla pista di slittino di Trebevic, o, dal lato opposto, ai piedi della spettrale Hum Tower, la torre della televisione di Sarajevo.

2. Tutte le fedi lungo la stessa strada

Poi dedicate il giusto tempo a quello per cui Sarajevo è giustamente più famosa, cioè la convivenza di fedi diverse a pochi passi l’una dall’altra. Iniziate dalla strepitosa moschea Gazi Usrev-Bey, cinta da mura e da cui spicca la bellissima torre dell’orologio, una delle più antiche in Europa a sfoggiare i numeri arabi. Più indietro si trova la vecchia chiesa ortodossa, con annesso museo (bella collezione di icone). Poi proseguite verso la vecchia sinagoga, un po’ appartata, che ospita il museo sulla storia degli ebrei di Bosnia. Più avanti svetta, ingombrantissima, la cattedrale cattolica del Sacro Cuore, proprio lungo la via Ferhadija, e poco distante quella nuova ortodossa, con la sua leggendaria scacchiera gigante sempre affollata dagli stessi identici e meditabondi vecchietti dal 14-18.

Non sono questi gli unici luoghi di culto degni di una visita: cercate sulla mappa, lasciatevi ispirare. Personalmente adoro i piccoli minareti in legno che sbucano qui e lì nei quartieri musulmani come Vratnik (ma non solo), ma forse il luogo di culto più elegante rimane la sinagoga Ashkenazita che sorge lungo il fiume, proprio di fianco a Papagaj, il più brutto (e daltonico) edificio di Sarajevo. Bella anche la chiesa di Sant’Antonio, di fianco al birrificio storico di Sarajevo.

3. L’Haggadah e le Stećci al Museo Nazionale

Un giorno vorrei raccontarvi per bene la storia incredibile e veramente magica dell’Haggadah di Sarajevo, antico testo miniato con scene della bibbia per la Pesach ebraica. Non solo è una delle più antiche Haggadah sefardite esistenti al mondo (realizzata a Barcellona nel 1350), ma è anche una testimonianza rara di miniatura con raffigurazioni umane nella tradizione ebraica. Inutile dirvi che le miniature sono strabilianti e che ho passato un’ora a non riuscire a staccarvici gli occhi: la vera storia incredibile è però come questo testo sia sopravvissuto prima al viaggio dalla Spagna all’Italia, poi all’Inquisizione del 1609 a Venezia. Infine a un altro lungo viaggio nei Balcani, all’occupazione nazista in Jugoslavia, ai trasbordi verso Vienna per studi approfonditi e infine alla guerra dei Balcani nei primi anni ’90. Questo testo è un miracolo vivente.

Ma al Museo Nazionale non c’è solo questo: non perdetevi la strabiliante esposizione etnografica con arredamenti, soffitti intagliati e tappeti delle case nobiliari sarajevesi nell’800, così come la collezione di Stećci esposta nel giardino botanico del museo. Se non sapete cos’è una Stećak, date un occhio qui: la loro storia è poco conosciuta, ma sono pietre tombali medievali patrimonio UNESCO dal 2016.

Come vedere l’Haggadah di Sarajevo

L’Haggadah è esposta per sole 2h a settimana e le pagine vengono cambiate ogni mese per non “affaticarle” con l’esposizione alla luce. Fate in modo di capitare al Museo Nazionale della Bosnia il martedì tra le 12 e le 13, o il giovedì dalle 12 alle 13. Controllate sul sito ufficiale per sicurezza. La cosa bella è che nella stanza dove è esposta l’Haggadah c’è una guida disponibile gratuitamente a spiegarvi la storia di questo testo e a rispondere a qualsiasi domanda, oltre che una copia integrale del testo che potrete consultare liberamente.

4. I ponti della città

Il ponte Festina Lente di fronte all’Accademia di Belle Arti di Sarajevo

E non vi aspettavate che tra le cose da vedere a Sarajevo vi consigliassi i ponti. Una storia per ogni ponte. E no, a Sarajevo non c’è solo il famoso Ponte Latino, presso cui l’attentatore Gavrilo Princip sparò a Franz e Sophie che passavano in carrozza il 28 giugno 1914. L’amministrazione cittadina ha avuto la bella idea di mettere una targa a raccontare la storia di ogni ponte sulla Miljacka.

A cominciare dal ponte Olga e Suada, dedicato alle due primissime vittime dell’assedio di Sarajevo, uccise dai cecchini il 5 aprile 1992. Oppure il ponte Festina Lente (“affrettati lentamente”, detto latino), costruito nel 2012 da un progetto di alcuni studenti dell’Accademia di Belle Arti di Sarajevo proprio di fronte ad essa, che si trova nel bellissimo edificio di una ex chiesa evangelica (e che a me ricorda tremendamente il Parlamento di Budapest). A Sarajevo c’è pure un ponte parzialmente in legno, a memoria dei molti ponti di legno che c’erano e ora non ci sono più, o un ponte pedonale costruito proprio da Gustave Eiffel, di fronte al palazzetto dello sport Skenderija.

5. La Sarajevo asburgica

Sarajevo nel 2013 l’avevo girata abbastanza bene, ma sarà che era uno dei miei primissimi viaggi in terra postcomunista, ma all’epoca notai quasi solo i palazzoni sventrati, quelli crivellati e le brutture (o no? in fondo a me piacciono assai) dell’architettura socialista di Novo Sarajevo. Invece Sarajevo ha un’anima asburgica di tutto rispetto. È una città elegante e a tratti quasi sfarzosa, in cui non mancano facciate decorate da maioliche, motivi fitoformi, cornici e telamoni art-nouveau, architetture con travi in legno a vista che sembrano uscite da un paesino tirolese. Ho visto persino palazzi con torri a punta coronate da una lira di metallo posta in cima, bellissime statue, balconcini di legno coperti dai tratti orientaleggianti, per non parlare dell’architettura moresca. Se vi piace il genere, perdetevi nella città asburgica, che inizia (più o meno) appena dopo la linea “Sarajevo meeting of cultures” – questa sì, una sciocchezza un po’ must see tra le cose da vedere a Sarajevo, ma che qui ha un grande significato.

6. La Sarajevo ottomana

Quello però che più affascina i viaggiatori occidentali è però quella sacca di atmosfera lenta, speziata e profumata di vita ottomana che sprigiona la Baščaršija, la parte del mercato (il nome, di origine turca, significa proprio questo) ottomano di costruzione tardo quattrocentesca, nonostante oggi sia diventata davvero molto turistica. Dalla bellissima fontana Sebij, detta Fontana dei Piccioni e simbolo della città, ai vicoli sommersi di venditori di džezva, il bollitore bosniaco per preparare il caffè alla turca, che qui a Sarajevo ha un rituale unico e magico per essere servito; dai caravanserragli ai giardini nascosti da mura, dalle botteghe e gli antiquari che di notte scompaiono dietro serrande di legno al vapore travolgente dei narghilé.

Non fermatevi ad esplorare la Baščaršija ma arrampicatevi sui colli circostanti ad esplorare le viuzze tortuose (e ripidissime) dei quartieri di Vratnik e Kovači: non ve ne pentirete!

7. Cosa vedere a Sarajevo: la Biblioteca

La Biblioteca di Sarajevo

Nel 2013 era ancora in ristrutturazione, ma finalmente da qualche anno la biblioteca di Sarajevo, che è stata una delle più ricche e importanti di tutti i Balcani, è ritornata al suo antico splendore. In stile moresco e affacciata sul fiume, è semplicemente una delle tappe immancabili tra le cose da vedere a Sarajevo. La Viječnica sembra caduta casualmente lungo il fiume da un pianeta alieno, ed è proprio così che – simbolo del potere asburgico in Bosnia – è stata percepita dai sarajevesi. Questo bizzarro edificio è però diventato famoso quando la notte del 25 agosto 1992 ha preso fuoco sotto i colpi dei proiettili incendiari. I libri e le pagine bruciate volavano per tutta la città. L’odio nazionalista ha distrutto 2 milioni di libri, manoscritti, incunaboli e altre opere d’arte, un patrimonio inestimabile che Sarajevo non avrà mai più indietro.

Nessuna parola e nessuna persona sarà mai in grado di descrivere il dolore che la città ha sofferto vedendo le fiamme che divoravano l’edificio. I CSI nel ’96 hanno scritto Cupe Vampe, per commemorare l’incendio della biblioteca.

8. Il War Childhood Museum

Il War Childhood Museum è una delle migliori cose da vedere a Sarajevo e per questa soffiata last minute devo ringraziare la mia amica sarajevese Envera. Talmente nuovo che a stento compare sulle guide, questo museo è il prodotto dell’omonimo libro nato da un’idea di Jasminko Halilovic, che ha raccolto oltre 1000 micro testimonianze dei ragazzi che hanno vissuto la guerra, a Sarajevo e in Bosnia in generale, ma non solo: il concept retrostante si sta espandendo ed è approdato in Libano, Ucraina e Stati Uniti. Il museo ha aperto i battenti nel 2017 e nel 2018 ha vinto il prestigioso Council of Europe Museum Prize.

Non ve la faccio lunga, andate e vedete di persona di cosa si tratta. Multimedialissimo (audioguide incluse), potete seguire percorsi personalizzati tra gli oggetti quotidiani appartenuti a ragazzi che hanno vissuto la guerra e le storie che questi oggetti raccontano. Consigliatissimo.

Sito ufficiale: War Childhood Museum

9. La pista di slittino di Trebević

Non credo arriverete mai al punto si non sapere più cosa vedere a Sarajevo, ma questa piccola deviazione dalla conca merita un posto tutto suo. La pista di slittino di Trebević era una delle più avanzate in Europa nel 1984, quando è stata inaugurata in occasione delle olimpiadi invernali di Sarajevo. Oggi giace in stato di semi-abbandono ma è stata completamente ricoperta di murales e graffiti ed è un’esperienza bellissima poterla percorrere per intero a piedi, circondati dagli immensi pini delle foreste intorno a Sarajevo. L’area ha riaperto di recente perché è stata minata per molti anni anche dopo la guerra. La pista si può raggiungere in auto oppure prendendo la funicolare Žičara, che parte ogni 10 minuti da oltre il fiume, non lontana dal birrificio storico della birra Sarajevsko.

10. Il cimitero ebraico

cimitero ebraico di Sarajevo
Le tombe più antiche

Tra le cose da vedere a Sarajevo c’è il secondo più antico cimitero ebraico d’Europa dopo quello di Praga, la storia del cimitero è diventata terribile durante l’assedio di Sarajevo, quando le milizie cetniche hanno scavato trincee tra le tombe e minato completamente la zona per sparare sui civili rimasti in città.

Ho raccontato la storia di questo cimitero (e di quello che ci è successo mentre lo raggiungevamo) in quest’altro post.

11. Il lungofiume da Novo Sarajevo al centro

Quello che forse più è cambiato a livello esteriore nei sei anni passati dal 2013 ad oggi è il bel lungofiume di Sarajevo, che vale la pena percorrere dai sobborghi di Novo Sarajevo fino al centro. Non solo a piedi (è una passeggiata molto lunga), ma anche in bici, all’ombra di grandi alberi. Hanno aperto nuove piste ciclabili e percorsi pedonali, il fiume è molto più pulito e la città dà mostra dei suoi più bei palazzi e dell’alternarsi di stili di varie epoche proprio lungo il fiume. Idea perfetta se siete amanti del people watching.

12. Una corsa in tram

I tram di Sarajevo sono un tuffo nel passato. Non solo per il rumore dolcemente meccanico che hanno, ma anche per gli interni spesso vecchissimi smaltati a nuovo (oppure scrostatissimi), per i toni burberi dei conducenti (a cui è severamente vietato parlare, nonostante poi i biglietti li si debbano comprare da loro) e i sorrisi gentili delle signore anziane. Il tram taglia la città per il lungo toccando i punti nodali della città e risolvendo il problema di cosa vedere a Sarajevo. Grande idea se avete pochissimo tempo, mannaggia a voi 😉

13. Scoprire gli altri musei della città

Cosa vedere a Sarajevo? Che ci crediate o no, un sacco di musei. L’offerta museale di Sarajevo è quadruplicata negli anni e vale seriamente la pena prendersi giorni in più per assaporarla per bene. Consiglio il malandato Museo Storico, di fianco al Museo Nazionale. Toccante esposizione sugli oggetti quotidiani dell’assedio di Sarajevo e degli stratagemmi di vita di chi era rimasto in città, oltre che del sottobosco musicale che cercava di sopravvivere nonostante gli spari dei cecchini e la mancanza di beni di prima necessità. Fate un salto anche al distopico Tito Cafè, sul retro del museo, circondato da carri armati, foto del maresciallo e cimeli storici un po’ inquietanti.

Molto bella anche la galleria fotografica dedicata al genocidio Srebrenica (11/07/1995) e il museo sui crimini contro l’umanità e il genocidio, la Galleria Nazionale di Bosnia Erzegovina, il Museo di Arte Moderna e quello invece dedicato alle Olimpiadi di Sarajevo 1984, per non parlare delle varie case museo con gli interni in stile ottomano. Sbizzarritevi.

14. Una birra alla Sarajevska Pivara

La birra Sarajevsko è deliziosa, sia nella versione classica, sia in quella temno, cioè scura. Il birrificio storico è visitabile, anche se quando sono stata io (aprile 2019) era parzialmente chiuso. La birra Sarajevsko è buona dovunque, specialmente davanti a un tramonto dal Bastione Giallo, ma la birreria annessa allo stabilimento è enorme, interamente in legno e semplicemente spettacolare. Merita una deviazione e va dritta dritta nel posto d’onore della vostra lista “Sarajevo: cosa vedere”.

15. La Sarajevo delle persone

cimitero ebraico di sarajevo

Ormai per me è una certezza quasi empirica: i viaggi li fanno le persone. Danno quel tocco umano ed empatico che ci fa sentire parte di una grande fiumana storica, che ci fa sentire di casa anche molto lontano dalla nostra casa vera. Vi lascio due contatti per fare incontri che non dimenticherete facilmente.

Franz & Sophie

Se vi piace il tè, se vi piace il tè buono, organico, di mille tipologie e varianti, è qui che dovete venire. Non dovrete fare nulla perché sarà Adnan a venire da voi raccontandovela un po’. Esperienza indimenticabile, non volevamo più venire via. Scoperta autenticissima di Sherpa.

Indirizzo: Petrakijina 6, 71000 Sarajevo

Meet Bosnia Travel

Considerate seriamente l’ipotesi di prendere una guida per girare Sarajevo e la Bosnia. In posti così delicati è un valore aggiunto inestimabile. E se prenderete una guida, fate in modo che possa essere Hidaya o uno dei suoi colleghi di Meet Bosnia Travel: ragazzi giovani, entusiasti, con tutti i crismi e l’esperienza in prima persona per raccontare quello che raccontano. I tour più famosi che fanno sono il Free Walking Tour e il tour sulla caduta della Yugoslavia e l’assedio di Sarajevo.

Presto vi racconterò di come ho incontrato (o, meglio, ri-incontrato) Hidaya 🙂 ma non lasciatevela scappare!

Infine, un consiglio dal profondo del cuore: prima di visitare Sarajevo leggete questo libriccino. È una guida alternativa e illustrata scritta da Anna Scavuzzo e Silvia Maraone, due donne tremendamente in gamba che conoscono Sarajevo come pochissimi altri. Su Amazon:
Sarajevo, di A. Scavuzzo e S. Maraone

Per oggi è tutto su cosa vedere a Sarajevo, ma non perderti le avventure painderoutiane su Facebook e Instagram!
Ti aspetto lì!

Grazie ♥
Ele

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2 Commenti

  1. MarcoS

    Grazie per aver scritto questi essenziali consigli per visitare Sarajevo. Per me a Sarajevo sarà un entusiasmante ritorno dopo ben 27 anni. L’ho vissuta come soldato Nato dell’operazione IFOR dal gelido gennaio del 1996 a maggio. Una città martoriata ed afflitta da un brutale conflitto, ma nonostante ciò affascinante e splendida , trasudava cultura e dignità. In tutti questi anni ho sempre avuto un fortissimo desiderio di ritornare e rivederla. Quest’anno, tra pochi giorni, realizzerò questo piccolo sogno. Ritornerò nei posti in cui sono stato in città, dove ho vissuto durante il conflitto, porterò con me le foto dell’epoca. Sono già emozionato al solo pensiero. Grazie per aver scritto questa breve utile guida, ne faro tesoro, poi mi lascerò trasportare dai ricordi, dai profumi e dagli sguardi della gente.

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