Cosa vedere a Tashkent: guida alla capitale dell’Uzbekistan tra bazaar, plov e architettura sovietica

Scritto da Redazione

di Sara Scardavilli

“Mi fermo solo per la notte e poi vado dritta a Samarcanda, tanto cosa c’è da vedere a Tashkent? Niente…”

Non so quante volte ho sentito questa frase uscire dalla bocca di turistы e persone in viaggio d’affari. È vero, è facile rimanere affascinatы dal blu di Shah-i-Zinda a Samarcanda, dalla grandiosità del Registan, dall’idea di sorseggare un qora choy in una choyxona accanto alla moschea Bibi-Khonym.

Ma se stai organizzando un viaggio in Uzbekistan e hai in mente di saltare Tashkent per avventurarti subito verso le città storiche della via della seta, non sai cosa ti perdi.

Tashkent è la città più grande dell’Asia Centrale, con oltre quattro milioni di abitanti, la prima metropolitana dell’intera regione e una varietà culturale che fa invidia a Mosca, Kiev o Tbilisi. Tashkent ha tanti volti: ogni angolo della città, ogni edificio, ogni persona che incontri racconta storie diverse. Storie di eredità dell’epoca sovietica; storie di tradizioni antichissime, di una cultura salda e, al tempo stesso, in rapido cambiamento; storie di famiglie tagiche, kazache, coreane, uzbeco-tatare; storie di gentrificazione, di sviluppo, se così vogliamo chiamarlo, veloce e inesorabile. Storie di uno svadebnyj plov cucinato su un qozon unto di dumba, grasso di pecora, al quale non daresti una copeca, ma che invece ti fa ricredere su tutto il cibo uzbeco.

Dopo quasi cinque anni a Tashkent, sono contenta di chiamare questa città enorme, piccola e pienissima di gente casa. E sono sempre pronta a partire alla carica con una lista infinita di cosa vedere a Tashkent. Spero che questa lettura ti convinca a ritagliare almeno un paio di giorni per scoprire una città che trasuda caos e cambiamento. Buona lettura!

Come arrivare a Tashkent

Cosa vedere a Tashkent: la metro con mosaici e decorazioni spettacolari

L’Uzbekistan si sta aprendo sempre di più, e ogni anno aumentano i voli e i collegamenti con l’Europa, il Medio Oriente e le principali città dell’Asia Centrale. Si può arrivare a Tashkent con diverse compagnie aeree, anche low-cost:

  • WizzAir, via Abu Dhabi
  • FlyDubai, via Dubai
  • Uzbekistan Airways, da Milano, Francoforte, Londra, Madrid, Monaco di Baviera, Parigi (stagionale da aprile a ottobre) e Riga (in combo con AirBaltic)
  • Azerbaijan Airlines, via Baku
  • Turkish Airlines, via Istanbul
  • AnadoluJet, via Ankara

A Tashkent si arriva tranquillamente anche in autobus da Almaty, Astana, Bishkek e Dushanbe e in treno da Almaty. In alternativa, puoi arrivare a Shymkent, in Kazakistan, salire su un taxi per il posto di confine di Zhibek Zholi/Chernaevka, attraversare il confine e prendere un taxi o una marshrutka per Tashkent. L’intero processo impiega circa tre ore in base alle code in frontiera.

Quando visitare Tashkent

Riguardo il quando: più il tempo passa, più gli effetti del cambiamento climatico diventano chiari, più il clima diventa continentale.

In estate, in particolare da metà giugno a metà agosto, Tashkent (così come gran parte dell’Uzbekistan) è invivibile, con picchi di oltre 45 gradi. (Poi quando vai in ufficio c’è l’aria condizionata a palla e senza felpa ti ammali, però questo è un altro discorso).

L’inverno è spesso rigido, con temperature sotto lo zero soprattutto a dicembre e gennaio. A gennaio 2023 le temperature sono andate a -25 gradi di notte e non c’era gas per scaldarsi nelle case: non è un’esperienza che consiglio. Se vuoi che Tashkent dia il meglio di sé, vai in mezza stagione.

I periodi migliori sono aprile e maggio, quando le giornate diventano belle ma non troppo calde, e soprattutto i bazaar sono invasi da fragole e ciliegie fresche, e settembre e ottobre, quando la città si veste di colori delle foglie in autunno.

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Anche se è un paese economico, vi consiglio di fare un’assicurazione di viaggio prima di partire per l’Uzbekistan.

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Cosa vedere a Tashkent: cose da vedere in città e nei dintorni

1. Chorsu bozori – bazaar di Chorsu – metro Chorsu

Iniziamo il nostro giro nella eski shahar, la città vecchia di Tashkent. Non lontano dal circo e da quella che ora sta diventando la parte trendy di Tashkent, quella con i grattacieli e i centri commerciali, c’è lui, il bazaar di Chorsu. Con la sua cupola blu gigante, dentro alla quale puoi visitare la traumatizzante zona della carne, e il meno traumatizzante settore della frutta secca e disidratata, Chorsu è al primo posto della nostra lista su cosa vedere a Tashkent. È un buon punto per iniziare a esplorare la capitale con quel pizzico di autenticità e uzbecanza ma senza venire inghiottitы dal caos delle negoziazioni, del viavai di gente e dei carretti che passano di corridoio in corridoio.

A Chorsu si trova di tutto: frutta e verdura, come le mele impilate a formare muri gialli, verdi e rossi perfetti; vestiti, inclusi i sarafan, gli accappatoi di cotone e adras con motivi tradizionali uzbechi in tutte le possibili combinazioni di colori; cestini di vimini e drappi di stoffa venduti al metro; cambiavalute dalla reputazione discutibile; piatti di ceramica dipinti a mano; piante di moltissimi tipi.

La mia sezione preferita, però, è quella del pane: poter osservare il processo di panificazione, i panettieri che danno forma alle lepyoshki, le spennellano con latte e semi di sesamo nero prima di attaccarle all’interno del tandyr, è una meraviglia. Potersi avvicinare, sentire l’odore del pane appena sfornato e portarsi a casa una pagnotta per pochi centesimi è semplicemente un privilegio.

2. Hotel Uzbekistan – metro Amir Timur/Yunus Rajabiy

Durante l’Unione Sovietica, nelle maggiori città dell’unione gli stranieri potevano stare in un solo hotel, l’Intourist. L’Hotel Intourist di Tashkent è quello che oggi conosciamo come Hotel Uzbekistan.

Costruito nel 1974 e ideato da un gruppo di architetti capeggiato da Ilya Merport, l’Hotel Uzbekistan si trova in piazza Amir Timur, perfettamente al centro di Tashkent. I suoi 17 piani continuano a troneggiare sulla piazza, enorme anche lei. La facciata dell’hotel è pressoché indimenticabile e un esempio da manuale del modernismo sovietico centroasiatico influenzato da brutalismo e orientalismo, dove le linee dritte e il cemento seguono motivi ispirati alla tradizione locale. L’Hotel Uzbekistan è uno dei progetti edilizi più importanti della sua epoca e ancora oggi accoglie ospiti da tutto il mondo.

Non ti consiglio di pernottare all’Hotel Uzbekistan, dato che ho sentito storie di camere spesso senza elettricità e acqua. Al diciassettesimo piano dell’edificio, però, c’è un bar molto semplice, che offre una vista su tutta piazza Amir Timur. A Tashkent non esiste l’aperitivo, ma sorseggiare una birra al tramonto con una vista del genere è la cosa che più ci si avvicina.

Nella lista su cosa vedere a Tashkent, l’Hotel Uzbekistan è sicuramente l’esempio più famoso del modernismo sismico, costruito dopo il devastante terremoto che nel 1966 rase al suolo la città. L’intera Tashkent è però costellata di edifici straordinari, dalle forme ardite, bizzarre a volte aliene.

3. Cosa vedere a Tashkent: torre della televisione – Metro Bodomzor/Shahriston

Cosa vedere a Tashkent: la torre della televisione

La torre della televisione è uno dei miei primi ricordi e una delle cose più particolari da vedere a Tashkent. Arrivando dalle montagne della regione di Tashkent e dal lago Charvak, la punta della torre della televisione si vede ben prima di entrare in città. Anche se non ne ero una grande fan la prima volta che l’ho vista, col tempo ho realizzato che è un ottimo modo per scoprire Tashkent.

All’entrata della torre, prima di prendere l’ascensore, il pilastro centrale dell’edificio è semplicemente magnifico. Puoi osservare l’intera città dal piano “inferiore”: a me piace perdermi nelle forme delle case, tra uchastki, case singole chiuse da un cancello, vtorichki e mnogoetazhniki, condomini a piani dell’epoca sovietica, per lo più costruiti dopo il terremoto del 1966, e novostroyki, residence costruiti negli ultimi anni che stanno cambiando, neanche così lentamente, il volto della città.

Se vuoi salire ancora, al piano “superiore” c’è un ristorante dove il pavimento dei tavoli è un disco gigante che gira: si può mangiare la créme de la créme della “cucina europea” di Tashkent godendo di una vista letteralmente su tutta la città.

4. Istituto di fisica solare dell’Accademia delle scienze dell’Uzbekistan – Changikhisarak, regione di Tashkent

Se hai mezza giornata libera a Tashkent e non sai cosa fare, chiama un taxi e vieni qui. Non te ne pentirai. L’Istituto di fisica solare dell’Accademia delle scienze è esattamente quello che sembra: un istituto di ricerca scientifica ancora in funzione che studia l’attività del sole. È stato costruito tra il 1981 e il 1988 vicino a Parkent, a circa 45km da Tashkent, in un’area che gode di una media di 280 giorni soleggiati l’anno. L’istituto è in pratica una fornace immensa costituita da un concentratore ricurvo coperto da circa 10 700 specchi, che ricevono la luce riflessa da un campo di 62 eliostati, che raccolgono a loro volta la luce dal sole grazie ai 195 specchi per eliostato. Ci sono solo due edifici del genere al mondo: l’altro è la fornace solare di Odeillo, in Francia.

C’è anche un museo nell’istituto e, se parli russo, c’è la possibilità di fare un tour guidato nell’edificio, dove spiegano meglio come funziona la fornace. Se non hai paura di ascensori di condizioni dubbie e non soffri di vertigini, ti consiglio di prendere l’ascensore nella parte coperta del concentratore e andare all’unico piano disponibile, sulla vetta di tutto l’istituto. Da lì vedi tutta l’area di Parkent, che so già ti farà venire voglia di esplorare il resto della regione di Tashkent.

Se hai un’intera giornata a disposizione, ti consiglio di visitare l’istituto di fisica solare e poi di fare una passeggiata nel parco naturale di So’qoq, e magari mangiare una q’oq somsa, una samsa vegetariana (!) quadrata, larga e piatta, ripiena di erbette che crescono solo a Parkent. Ti stupirà.

5. Cosa vedere a Tashkent: Yangiobod bozori – bazaar di Yangiabad – Yashnabad

Sì, in questa lista di cose da vedere a Tashkent c’è un altro bazaar, ma questo bazaar non ha niente a che fare con Chorsu. Anche Yangiabad è enorme, anche a Yangiabad vendono di tutto, ma in modo diverso. Il bazaar di Yangiabad si trova a sud di Tashkent, nel distretto di Yashnabad, e non è un bazaar pensato per turisti. Ricorda abbastanza il mercato vicino alla stazione della metro di Udel’naya, a San Pietroburgo.

È abbastanza facile perdersi, è più grande di quello che sembra, e arriva fino alle rotaie di una ferrovia funzionante – nel senso che a volte ti devi spostare perché passa il treno (non preoccuparti, passa pianissimo e non è pericoloso).

A Yangiabad puoi trovare parti di porte e finestre, animali vivi, e pesce affumicato: insomma, di tutto. Qui c’è anche un enorme mercato delle pulci dove si trovano vecchi telefoni, giocattoli, scarpe e vestiti. Ma soprattutto, a Yangiabad, c’è l’antikvar, una sezione chiusa dove vendono cimeli dell’epoca sovietica vari e non meglio specificati: medaglie, quadri, bicchieri, vecchie macchine fotografiche e orologi, libri consunti e caroline, persino sedie, poltrone e tavoli di legno. L’accumulatrice seriale che è in me è fierissima di aver comprato un mini-frasario uzbeco-russo-inglese mai usato. Ne è valsa comunque la pena.

Il bazaar è aperto tutti i giorni ma il mercato delle pulci e l’antiquario sono aperti solo il sabato e la domenica. È meglio arrivare presto (7.30-8.30) perché spesso i venditori se ne vanno dopo mezzogiorno.

Cosa fare a Tashkent – cose da fare in città

6. Tour della metro di Tashkent

Se ti capita di essere a Tashkent in inverno o in estate, puoi fuggire dai quaranta o meno dieci gradi nella metro. La metropolitana storica, perché ora, considerata l’espansione della città, anche la metro si sta allargando, è il primo e il più grande sistema di treni sotterranei in Asia Centrale. L’altro, di recente costruzione, si trova ad Almaty.

La metro copre quasi tutti i quartieri della città da Chilanzar a Yunusabad; da Mirzo Ulugbek a Olmazor. Ogni fermata è decorata in uno stile diverso e riferimenti alla cultura uzbeca o alla storia dell’Unione Sovietica. Non posso non menzionare in modo particolare la fermata della metro dei Cosmonauti (metro Kosmonavtlar), dipinta di blu, azzurro e bianco e con piccole stelle di vetro per richiamare la Via Lattea, e con i volti delle figure più importanti della cosmonautica sovietica, come Yuri Gagarin e Valentina Tereshkova, il primo uomo e la prima donna nello spazio. Sulla loro storia (ma non solo) c’è un’episodio di Cemento podcast, 02.05 Cani Spaziali, che dovresti sentire.

Fino al 2019 non si potevano fare foto nelle stazioni della metro di Tashkent. Ora, per fortuna, le cose sono cambiate, e puoi avventurarti e fotografare senza problemi. A parte la metro Cosmonauti, le stazioni che ti consiglio di vedere sono:

  • Gafur G’ulom
  • Yunus Rajabiy
  • Paxtakor
  • Chorsu (ma tanto ci passerete quando andate al bazaar di Chorsu)
  • Tinchlik
  • Alisher Navoiy
  • Toshkent
  • Chilonzor
  • Bunyodkor
  • Mustaqillik maydoni
  • Bodomzor

7. Visitare il 139 Documentary Center

Tashkent è una città enorme, dinamica, in crescita anche a livello culturale. Il 139 Documentary Center è un’espressione di questo recente sviluppo. È uno spazio interdisciplinare per artisti, attivisti e intellettuali locali, che organizza lezioni, corsi, cineforum e soprattutto mostre, ospitando artisti stranieri ma anche dando spazio ad artisti da tutta l’Asia Centrale. Inoltre, le mostre del 139 Documentary Center si occupano quasi sempre di tematiche di grande importanza sociale e culturale, come la violenza contro le donne, la guerra in Ucraina, o il ruolo del cotone della cultura uzbeca. Credo che Paxta (‘cotone’, in uzbeco) sia stata una delle mie mostre preferite di sempre.

Controllate sul loro Instagram o Telegram se hanno delle mostre aperte, sono sempre a ingresso libero. Se non hanno nessuna mostra al momento, potete comunque fare un salto per fare due chiacchiere con i ragazzi che lavorano al centro, che spesso parlano inglese. C’è anche un piccolo negozio con cartoline, poster e borse delle opere esposte alle mostre, che ha lo scopo di supportare il lavoro del centro.

8. Cosa fare a Tashkent: pranzare al Plov Center

Osh bormi? Albatta osh bor! C’è il plov? Certo che c’è!

Assaggiare il plov nelle diverse città dell’Uzbekistan è un po’ come assaggiare il tiramisù a casa di chiunque in Italia: come lo fanno loro non lo fa nessuno! Da est a ovest cambia il contorno di questo piatto a base di riso speziato, carote e carne di manzo o agnello, ma la sostanza rimane quella. Dal choyxona plov, spesso piccante e intriso di grasso di pecora, allo svadebniy plov tradizionale, arricchito con ceci, una fetta di kazy, carne di cavallo arrotolata, e un uovo di quaglia, al Samarqand plov, con gli ingredienti aggiunti a strati e non mescolati, al plov di Bukhara, leggero e più semplice: andare in Uzbekistan senza provare il plov almeno una volta è una follia.

Se, oltre che pranzare, ti interessa vedere come si prepara il plov, puoi fare un giro al centro del plov di Tashkent (Toshkent osh markazi) anche chiamato Besh Qozon – Cinque pentoloni, vicino alla torre della televisione. Prima di entrare nel ristorante si passa davanti a un’area aperta dove, intorno a cinque qozon giganteschi, vengono preparati i vari tipi di plov. Puoi tranquillamente fermarti e seguire l’intero processo, anche a ridosso del qozon, e vedere come i piatti vengono guarniti con uova, kazy e dolma, prima di essere serviti a gran velocità insieme all’achichuk, l’insalata di accompagnamento a base di pomodori e cipolle, pane, e teiere di tè nero o verde.

Il centro del plov è un posto caotico, sempre pieno di gente che si ferma per un pranzo veloce o per prendere del plov da asporto da mangiare a casa con tutta la famiglia. È una bella esperienza da fare a Tashkent, è vicino alla metro e alla torre della televisione e ottimo per fare una pausa e calibrare il tuo metro di paragone del plov.

Attenzione: il plov è un piatto che si mangia solo a pranzo. È difficile trovarlo per cena: se lo trovi comunque è probabile non sia fresco o buono.

9. Andare a caccia di mosaici e immensi murali

Cosa vedere a Tashkent: i mosaici

Prendi qualsiasi distretto di Tashkent, non importa quale. Prenditi un po’ di tempo per passeggiare su e giù per le sue strade principali, ma anche nelle stradine quasi dissestate che ti portano all’interno dei vicinati, cioè nelle mahalla. Tra forni di lepyoshki improvvisati, code per la samsa ai tandyr di strada e bambini che giocano nei parchetti pubblici, sulle facciate di condomini, scuole e altri edifici vedrai la galleria d’arte a cielo aperto di Tashkent che sono i suoi mosaici. Tra motivi geometrici, riferimenti culturali alla tradizione uzbeca e ai personaggi e avvenimenti più importanti della storia dell’Unione Sovietica, i mosaici non si contano, o meglio, si contano a centinaia.

Tra i più belli, secondo me, ci sono il mosaico dedicato a Taras Shevchenko nella via omonima; il mosaico davanti al cinema Yulduz all’incrocio tra via Shahrisabz e Mirabad; il mosaico blu della famiglia del mulino bianco uzbeca in via Sarikul; il mosaico di Ulugbek in via Babur; il mosaico enorme all’entrata del quartiere di Bektemir.

Purtroppo, sempre più spesso i mosaici vengono coperti da cartelloni pubblicitari, non senza proteste da parte di cittadini e attivisti. Pensa che sono riuscita a vedere il mosaico sul lato del primo edificio dove ho abitato solo dopo tre anni che vivevo a Tashkent.

In tutto l’Uzbekistan più in generale il patrimonio architettonico sovietico è stato spesso distrutto o rivestito di pannelli di plastica, in ristrutturazioni di dubbio gusto. Tashkent è la città uzbeca che per fortuna conserva i migliori esempi di architettura, mosaici e decorazioni dell’epoca sovietica.

Un libro consigliato

Per approfondire l’architettura sovietica di Tashkent e dell’Asia Centrale più in generale, ti consigliamo due libri:

  • Soviet Asia, un libro fotografico dedicato ai migliori esempi di architettura modernista centroasiatica, a cura di Roberto Conte e Stefano Perego.

Per consigli di lettura sull’Asia Centrale e sull’Uzbekistan più in generale, periodicamente aggiorno questo post con i nuovi libri che leggo.

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