Cosa vedere a Vladivostok, una città bellissima

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Un pescatore sul lungomare di Vladivostok. Analogico. La mia intervista su Lomography

A Vladivostok si va perché è lì che finisce la terra e inizia il Pacifico. Fa strano trovarsi di fronte alla vastità del mare, dopo aver tagliato un continente intero per più di 9.000km. Ci si arriva perché anche il più sconclusionato dei viaggi deve avere una meta, reale o immaginaria, ma nessuno si aspetta veramente che Vladivostok sia una bella città. Lo è davvero e merita di essere raccontata. E allora che siano un po’ di dritte painderoutiane su cosa vedere a Vladivostok.

Capire l’urbanistica della città

Olya e Valya a Vladivostok

Anche se non è molto popolata, come d’altronde tutto il Dal’nij Vostok (solo 4 milioni di abitanti in una regione immensa, che va dalla Kamchatka al fiume Amur, al confine con la Cina), Vladivostok è molto grossa ed è difficile spostarsi, specie se siete alloggiati in periferia.

La città sorge su oltre 20 collinette ed è un continuo susseguirsi di fiordi, isole, penisole, alture e zone boschive. Il vantaggio? Che è bellissimo, si passa dalla natura più selvaggia al pieno centro senza neanche accorgersene. Non c’è la metropolitana ma i filobus funzionano abbastanza bene. Altrimenti, una corsa in taxi vi costerà davvero poco. Mettete in conto che dovrete per forza usare i mezzi e che camminerete moltissimo, ma soprattutto che vi aspetteranno infinite rampe di scale. Scarpe comode, mi raccomando!

Un paio di info pratiche: come un po’ tutte le città del Lontano Est, anche Vladivostok è più cara rispetto alla media russa, più o meno come Mosca, con la differenza che i prodotti alimentari sono più cari. Per visitare bene la città servono minimo due giorni, ma se vi piace la natura il golfo è così bello che se ne passano volentierissimo anche quattro o cinque.

Vladivostok: cosa vedere in città

Il faro Egersheld, o il faro della gatta Tokarevskaja

Porta il nome del leggendario esploratore di Pietro il Grande che esplorò quelle baie, Gustav Egersheld: è la numero uno delle cose da vedere a Vladivostok ed è da qui che dovreste iniziare una visita, per capire quanto è frastagliata la terra da queste parti. Costruito nel 1876 per segnalare una secca pericolosa e poi ricostruito per com’è oggi nel 1910, parte della sua magia sta nel fatto che per raggiungerlo bisogna percorrere un sentierino strettissimo di ciottoli, costruito artificialmente. Se vi fermate rapiti dalla luce azzurra della baia, occhio al tempo che passa: la marea sale in fretta e potreste non vedere più nessun sentierino per tornare – come è successo a me!

Se troverete una bella giornata di sole estiva, vi sembrerà di stare su un’isola adriatica o ionica, boscosa, verde, con quella luce fresca e un caldo gentile. La gente prende il sole ovunque, i canoisti remano nell’oceano e gli shipovniki fioriscono sugli enormi cespugli endemici siberiani.

Come arrivare: dal centro a piedi è davvero lunga. Autobus n. 59 oppure una corsa in taxi.

Vladivostok: l’ultima stazione della Transiberiana

Con Olya e Vika

Non solo perché è l’ultima, ma anche perché è particolarmente bella e costruita per ricordare quella del capo opposto, la Jaroslavskij vokzal di Mosca. Meritano i bellissimi affreschi sui soffitti della sala d’attesa, che rappresentano Mosca e Vladivostok con i loro stemmi, i due estremi della Transiberiana, oltre che le splendide maioliche a rilievo e la pavimentazione delle scale. In qualche saletta centrale ci sono teche espositive (solo po-russkij, ovviamente) con la storia dell’edificio e della ferrovia. Andate però anche sul primo binario a fare una foto per voi stessi (non serve condividerla, eh, ma non si può non fare) con il monumento commemorativo al 9288esimo chilometro.

Io avevo finito i vestiti quel giorno ed ero vestita letteralmente come una scappata di casa, praticamente in pigiama. La foto serve a me come monito di quanto lontano si può arrivare e quanto è fondo il fondo del barile. Nella piazza della stazione date un ultimo saluto a Lenin, che indica a Sud: non solo la prossima conquista del comunismo internazionale, ma magari anche la vostra prossima meta!

Con un soprapassaggio la stazione si collega alla stazione marittima, da cui vedrete i traghetti che portano in Corea o in Giappone, e magari anche qualche sommergibile a riposo.

Il più famoso viewpoint sul Ponte d’Oro

Vladivostok, cosa vedere: il ponte d’oro

Il vecchio ponte di Vladivostok è il simbolo della città e della sua dinamicità. Dopotutto lo stesso nome di Vladivostok significa proprio “la dominatrice dell’Oriente”. Il viewpoint più famoso vi darà la foto migliore, ma il sito in sé è abbastanza abbandonato a se stesso. C’è un monumento a Cirillo e Metodio che fa sorridere, perché non capita tutti i giorni di vedere la statua di due monaci greci altomedievali che hanno evangelizzato il mondo slavo a due passi dalla Corea del Nord. Ma eto Rossija, come si dice. Devono marcare il territorio.

A proposito, perdonatemi una punta di nerdaggine da linguista sfigata e pedante: l’alfabeto cirillico non è stato inventato da Cirillo e Metodio, che erano già morti da un pezzo rispetto alla data della prima attestazione, ma da qualche loro seguace. Cirillo e Metodio hanno inventato il glagolitico, primo alfabeto pensato per gli slavi, ma che non ha praticamente niente a che vedere con il cirillico.

Comunque, il colle è solo uno dei tanti. Abbiate il coraggio di fare un po’ di scale e andarne a esplorare altri nei dintorni, vista mozzafiato sempre garantita.

Una passeggiata in centro

Seguendo la Svetlanskaya, oppure salendo sulla parallela Pushkinskaya, ci si imbatte in decine di monumenti interessanti e bei palazzi di stili architettonici diversissimi, molti dei quali costruiti da architetti tedeschi (come lo splendido palazzo sulla Svetlanskaya n. 35). Fate un salto al museo Arsen’yev e poi andate a vedere i due grossi leoni cinesi a guardia dell’ingresso del Museo d’Arte e dell’Università DVFU e poi da lì la bellissima chiesa luterana di fianco. Proseguendo più avanti verso Est vi allontanate dal centro, ma ci sono comunque belle sorprese, come una bizzarra chiesa armena e una ancora più improbabile cattolica.

Verso il lungomare

Tramonto sulla Cina, da Vladivostok

Dall’Arbat di Vladivostok, che non so voi ma a me fa sempre impressione trovare un’Arbat in ogni città russa, anche la più improbabile (tipo Ulan-Ude!), scendete verso il mare facendovi trascinare dalla folla di ragazzi. Lungo l’ulitsa Admirala Fokina vi renderete conto che Vladivostok è soprattutto una città universitaria, dove tantissimi ragazzi russi dell’Est e della Siberia vengono a studiare. Il lungomare è un susseguirsi pressoché infinito di lunapark postsovietici, ristoranti pieni di coreani che ballano ubriachi, anziani che praticano la ginnastica della salute sovietica e qualche bel relitto modernista semiabbandonato. Andando verso sud il litorale si fa più selvaggio e tranquillo, verso nord aumentano i ristoranti e i baretti sulla spiaggia.

Cosa vedere a Vladivostok: il ponte Russkij

I Mumij Troll avevano già previsto tutto, e infatti il ponte Russkij, che pare abbia superato un sacco di record ingegneristici, compare sulla nuova banconota da 2000 rubli da quando è stato inaugurato nel 2012 per la conferenza Asia-Pacific Economic Cooperation. Impossibile attraversarlo senza pompare nelle casse Vladivostok 2000 e lasciarsi travolgere dalla possenza dell’oceano e della natura della grossa isola Russkij.

E l’isola Russkij

La Batareja Novosilcevskaja

Chiusa per scopi militari fino a pochi anni fa, quest’isola incontaminata è la vera perla dell’area di Vladivostok. Letteralmente in una decina di minuti di macchina ci si ritrova immersi nella natura selvaggia, con spiagge bellissime, volpi selvatiche (l’isola ne è piena!), forti militari abbandonati tutti da esplorare e il nuovissimo campus universitario del Lontano Est. Non perdetevi la “Batteria Novosiltsevskaya”, proprio sotto il ponte, da cui la vista sul ponte è semplicemente mozzafiato.

A caccia di altri fari

Nella lista di cosa vedere a Vladivostok ci sono senza dubbio i fari. Se siete appassionati, ne troverete decine: alcuni sono privati, altri sono abbandonati, altri ancora si vedono solo dal mare. Google Maps alla mano, andate prima a caccia di hashtag su Instagram per localizzarvi e poi lanciatevi nella ricerca. Bellissimo e difficilissimo da raggiungere è il Majak Na Myse Basargina, dove “majak” in russo significa “faro”. Buona ricerca!

E a caccia di modernismo e mosaici sovietici

Il campus universitario sull’isola Russkij, sulla destra

Se ancora vi state chiedendo cosa vedere a Vladivostok, la città e il Lontano Est sono una miniera di capolavori architettonici sovietici da andare a scoprire. Alcuni si incontrano per strada (ad esempio sul lungomare, come il SanReMo) senza difficoltà, mentre altri bisogna andarli a cacciare con tanta, tanta ricerca preliminare, per esempio seguendo micro account Instagram dedicati. Se siete appassionati del genere, considerate che tra le cose da vedere a Vladivostok c’è anche tanta architettura sovietica interessante e qualche bel mosaico qui e lì.

E a proposito: se non l’hai ancora sentita, a dicembre è uscita la puntata di Cemento Podcast dedicata all’architettura brutalista e alla sua (incredibile, appassionante e geniale) storia. Magari ti interessa, e nel dubbio te la lascio qui. Ma la trovi anche su Spotify, su Google Podcasts e non solo.

A presto,
Ele

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