Cosa vedere ad Astana, Kazakistan: itinerario semiserio

cosa vedere ad astanaAstana è la città che più nella mia vita mi ha lasciata piena di sensazioni contrastanti e su cui continuo a cambiare idea ogni minuto. È stata l’inizio e la fine del nostro secondo viaggio in Asia Centrale ed è per questo che comincerò da qui, raccontandovi cosa vedere ad Astana, la capitale del Kazakistan.

Entusiasmo, desolazione, angoscia per gli spazi vuoti, fastidio per gli sprechi, divertimento per il trash, propaganda spudorata: Astana è un parco giochi assurdo e allo stesso tempo tremendamente reale.

Nel mondo ci sono città belle e dalla storia millenaria, come Istanbul, Roma, Gerusalemme. Nel mondo ci sono anche città talmente remote e irrilevanti che non solo nessuno conosce, ma probabilmente nessuno conoscerà nemmeno per i prossimi cent’anni, come Naberezhnye Chelny. E infine nel mondo c’è Astana. Una città-capitale (si legge Astanà e in kazako significa proprio “capitale”: fantasia zero anche nel nome) completamente inclassificabile, costruita letteralmente da zero vent’anni tondi tondi fa, e letteralmente in mezzo al nulla. E in più, con tutto lo spazio che avevano, hanno deciso di costruirla al 51° parallelo in mezzo alle steppe, rendendola la seconda capitale più fredda del mondo, esposta ai venti gelidi anche della più infausta landa eurasiatica. In assenza di meglio, la smania per i record mondiali.

Ma tanto, come ci ha raccontato qualche tassista di Almaty, la vecchia capitale, questo agli astanesi (?) non importa: loro vogliono solo lavorare. E difatti la città è stata costruita apposta per quello.

Non vi dirò se Astana mi è piaciuta o meno, perché prima di tutto non lo so nemmeno io, ma poi perché per una città come questa non ha senso dirlo: tutto è nuovo, tutto è finto, gli edifici più antichi della città risalgono ai primi del duemila, la città è fatta solo di centri commerciali colossali dove le grandi firme della moda si contendono le insegne, ma il kazako medio ritiene ancora che H&M sia vestiario di alta qualità. È una non-città. Non so se avete mai letto Le città invisibili di Italo Calvino: ecco, Astana potrebbe figurarci come incubo. La città scimmiotta l’Occidente orlando grattacieli immensi di motivi tradizionali nomadi, ma in città si parla più che altro russo e l’inglese sembra lontano anni luce. Tutto è sovradimensionato ma la città è sottopopolata, le distanze sono anti-umane, ci sono più semafori che persone ed è impressionante vedere che la città effettivamente a un certo punto finisce: la strada si interrompe, oltre la strada ci sono un paio di ruspe e poi il desolante piatto della steppa, da cui ogni tanto si solleva una terribile tempesta di sabbia.

Insomma, Astana è una città da vedere non perché ci sia qualcosa di imperdibile da visitare, ma per capire il lato economicamente ruggente dell’Asia Centrale, la direzione verso cui punta e che cosa aspira ad essere, barcamenandosi tra modernità e mantenimento delle tradizioni. Forse non ci farei un weekend venendo apposta dall’Europa – sono pur sempre 6h di volo e 4 fusi orari! -, ma in un giro completo del Kazakistan non si può non visitare Astana.

Non perdetevi queste meravigliose (e distopiche) fotografie di Tomer Ifrah, fotografo israeliano. Se state progettando un viaggio più ampio in questa zona, vi consiglio di leggere anche il post organizzativo sull’Asia Centrale.

Oggi invece vi racconto che cosa vedere ad Astana. Davai!

Astana: cosa vedere in un itinerario semiserio

1. Il Palazzo dell’Indipendenza

Ok, vi dico subito che dovreste cercare di abituarvi a questi nomi altisonanti che non significano assolutamente nulla, perché qualsiasi edificio degno di nota ad Astana si intitolerà in maniera simile ma non vi sarà molto ben chiaro a cosa serve. Quando verrete a visitare Astana dovrete iniziare necessariamente da questo luogo, che è sicuramente emblematico dell’esagerata grandezza della città, della sua vuotezza e della sua dubbia utilità. Ma che alla fine, in tutto ciò, ci è anche molto piaciuto. Costruito per celebrare l’indipendenza del Kazakistan dall’URSS nel 1991, questo enorme palazzo ospita congressi ed eventi ufficiali di vario genere, una galleria d’arte e un bellissimo modellino in scala 1:600 del piano urbanistico della città di Astana nel 2030. Si entra solo con visita guidata in inglese/russo alla cifra di 400 tengé a persona (meno di un euro) che dura circa una mezz’oretta. La nostra guida era eccezionale e dall’ottimo inglese ed è stata cruciale per capire il senso generale della città e le varie simbologie un po’ kitsch che la caratterizzano.

Nel Palazzo dell’Indipendenza c’è un’immensa sala congressi divisibile in 4 parti con muri mobili – “può ospitare fino a 4 eventi in contemporanea!”, cinguettava la guida entusiasta, mentre io mi chiedevo quando mai ci saranno 4 eventi in contemporanea ad Astana… La galleria d’arte non era visitabile perché stavano ribaltando il palazzo in vista di un evento immenso (chissà quale!) ma in compenso erano esposti due enormi dipinti contemporanei dedicati agli eroici batyr (capoclan) del Kazakistan del Sud, culla del loro popolo, con alle spalle i due bellissimi mausolei di Turkistan. Al primo piano invece un grande dipinto di un artista russo celebrava tutti i leader occidentali ed orientali che hanno visitato Astana dalla sua fondazione, simbolicamente rappresentati insieme in un’antica sala, sorridenti (tranne Putin) e in atto di salutare Nazarbayev, il presidente del Kazakistan. Com’è noto gli italiani si fanno sempre ricordare per il meglio, e infatti tra i vari leader europei spiccava il sorriso plasticoso e le orecchie deformi di Berlusconi. La guida era en-tu-sia-sta di potercelo mostrare.

Il modellino di Astana nel 2030 si illumina al buio e rivela il progetto maniacale che soggiace a questa grande cattedrale nel deserto, elaborato negli anni ’90 da Kisho Kurokawa, architetto giapponese. Tutti i centri nodali della città si sviluppano e si svilupperanno lungo un asse tagliato in due dal fiume che arriverà ad essere lungo fino a 20km. Al momento quest’asse esiste già e collega Khan Shatyr, il centro commerciale-tenda costruito da Norman Foster, con la nuova stazione dei treni Nurly Zhol. Oltre la stazione c’è ancora la steppa innevata. La città sarà organizzata per cluster funzionali (tutti i centri sportivi di qui, tutti gli ospedali di là, tutti gli edifici governativi da un’altra parte etc) e si sta espandendo a vista d’occhio. Dal primo piano si vede già un bel panorama su tutti i modernissimi edifici del centro che vi aiuterà a capire il senso urbanistico della città.

2. Il Museo del Kazakistan

Parlo sinceramente: un bel museo. Organizzato bene, nuovissimo, grande e vario, ricco di reperti archeologici interessanti e interamente tradotto in inglese. Vale la pena acquistare anche il biglietto extra per la Hall of Gold (circa 2€ in più), sono disponibili visite guidate a prezzi irrisori (ma quelle in inglese è raro ci siano) e c’è pure lo sconto studenti. Se vi stavate chiedendo cosa vedere ad Astana di un minimo interessante, questa è la risposta numero uno.

Il museo è archeologico, storico ed etnografico. È tutto non banale e non scontato: l’archeologia di aree abitate da nomadi è molto più concreta e meno artistica di quello a cui siamo abituati, ma le sorprese non mancano – i kazaki ci sapevano fare e sono esposti oggetti di bellissima fattura. A me è piaciuto moltissimo un menhir ricoperto di iscrizioni runiche in kazako, tradotto dall’altra parte in splendidi ideogrammi cinesi, datato al 732dC. Non mancano vasellame, statue, monete, oggetti di uso quotidiano tra cui il tipico kazan delle tribù turchiche dell’Eurasia, il pentolone in cui ancora oggi si cucinano molti piatti tradizionali. Nella sezione storica contemporanea ci sono cimeli d’epoca sovietica e alcune storie dall’Alzhir, il campo di concentramento sovietico per le mogli dei prigionieri politici, che sorgeva a una decina di km da Astana. È tutt’ora visitabile. Oltre alle vicende personali di queste donne spunta qualche bella storia, come quella delle guardie che presero in giro le donne a cui i bambini locali tiravano pietre bianche. “Non vi volevano a Mosca e non vi vogliono nemmeno in Kazakistan”, avevano detto loro. Le donne scoprirono poco più tardi che i sassi non erano sassi, ma kurut: palline di latte di capra fermentato ed essiccato, che i nomadi sgranocchiano volentieri (ma per me sono disgustose).

La parte etnografica è piccola ma bellissima se vi piace l’artigianato del legno e dei tessuti, ma soprattutto se volete vedere com’è fatta una yurta tradizionale dall’interno: io mi sono emozionata (e poi la yurta è il simbolo di Pain de Route!).

3. La Moschea Hazrat Sultan

Non si viene di certo a visitare Astana per una moschea, ma questa devo dire che mi ha stupita. È nuova di pacca, colossale e veramente bella: realmente una delle cose più belle da vedere ad Astana. Nella cupola le decorazioni sembrano le solite decorazioni fitoformi islamiche, ma sono in realtà raffinati motivi tribali kazaki che ricorrono un po’ dovunque in città. Le donne hanno accesso ad aree separate dagli uomini da cui si può ugualmente ammirare tutta la bellezza della moschea. All’ingresso c’è persino una fontana interna, piante e una serie di salette separate. Ci passerete più tempo di quello che pensavate. La seconda moschea, Nur Astana, più centrale, è carina ma non regge il confronto con Hazrat Sultan.

4. La Piramide della Pace e la Piazza dell’Indipendenza

Lasciata la Moschea Hazrat Sultan potrete dirigervi verso la Piramide della Pace e della Riconciliazione, difficile da non vedere. Vi lascerete alle spalle l’Università delle Belle Arti, un bell’edificio blu, e la pacchianità neoclassica del monumento all’Indipendenza, che culmina con una colonna alta 91 metri, come l’anno dell’indipendenza 1991. Ai piedi della colonna ci sono bassorilievi e in cima non c’è l’aquila, come scrivono sulla Lonely Planet, ma l’uccello magico dell’immaginario nomade kazako, il samruk. È un uccello immaginario alla cui leggenda è legata anche la costruzione della torre Bayterek, simbolo della città. L’aquila, uccello della caccia nomade, è rappresentata invece sulla bandiera del Kazakistan.

Ma tornando alla Piramide: costruita in acciaio, vetro e granito nel 2006 dagli studi di Norman Foster con l’obiettivo del perfetto adattamento climatico (da +40° a -40°), è di grande impatto e ha ospitato i congressi triennali interreligiosi mondiali. Una delle più belle cose da vedere ad Astana. All’interno ci sono anche biblioteche, un teatro e un centro di ricerca religiosa. Dalla collina si ha la migliore vista sul centro città.

5. La torre Bayterek

Dalla Piramide potreste pensare di farvela a piedi (ma è più lunga di quello che sembra!) e sorpassare il fiume Ishim, il bruttissimo palazzo presidenziale Ak Orda, opera di un architetto kazako, la sala da concerti Ortalyk, opera invece di Manfredi Nicoletti – questa invece mi è molto piaciuta, di gran gusto -, e infine l’anfiteatro colossale creato dalla Casa dei Ministeri, che culmina con le due  torri dorate, fino a raggiungere la torre Bayterek, simbolo della città, una delle più famose cose da visitare ad Astana. Alta 97 metri come l’anno in cui Astana è stata scelta come capitale, la torre simboleggia l’uovo della leggenda dell’uccello Samruk ed è uno dei primi monumenti ad essere stati costruiti in città. Si può salire in cima con un ascensore (700 tengé, meno di 2€) per avere una vista strabiliante sulla simmetria maniacale dei giardini che la circondano e degli edifici lungo l’asse principale. Le foto in realtà vengono molto male perché l’uovo ha i vetri dorati e incurvati: meglio farle dalla cima degli altri grattacieli, come il Peking Palace o dal Moscow Business Centre. I kazaki in realtà vanno in cima alla torre più che altro per farsi foto mentre mettono la loro mano sull’impronta di quella del presidente Nazarbayev.

6. Cosa vedere ad Astana: ovviamente Khan Shatyr, il centro commerciale a forma di tenda

Struttura a tenda più grande del mondo (chi scrive che è a forma di yurta non sa com’è fatta una yurta), anche Khan Shatyr è firmato da Norman Foster ed è davvero una struttura meravigliosa. Peccato ospiti soltanto l’ennesimo centro commerciale del centro di Astana, al cui ultimo piano c’è un enorme parco divertimenti con ottovolanti, piscine e palme. Senza dubbio tra le cose più famose e d’impatto da mettere in lista se vorrete mai visitare Astana. Davanti al centro commerciale c’è un parco pieno di fiori e la bianchissima facciata del teatro dell’opera e del balletto, una riproduzione di un tempio greco classico.

7. Il Kazakistan in miniatura (Atameken ethno-memorial complex)

Il primo giorno che siamo capitati ad Astana era lunedì, che nel mondo postsovietico significa tutto chiuso. Ma seriamente tutto chiuso. L’unico luogo della lista di cose da fare ad Astana che ci eravamo segnati era questo Kazakistan in miniatura: un po’ presi dall’entusiasmo kitsch della città, un po’ presi dalla disperazione di non saper cosa fare oltre a visitare centri commerciali, ci siamo andati. Nonostante abbia chiaramente bisogno di una rinnovata, è stata una visita piacevole e interessante che rende appieno l’idea di quanto diamine sia grosso il Kazakistan e di quante regioni diverse ci siano: dalle antichissime aree bagnate dal Mar Caspio alle gelide terre del Nord, abitate da una larghissima popolazione russa; dai remoti Altai ad Est ai deserti del Sud, puntellati di magnifici mausolei pieni di devoti, fino ai monumenti in miniatura delle grandi città come Almaty, Shymkent e Astana. Peccato non fosse in scala coerente, ma almeno la sagoma del paese è stata rispettata ed è carino poter visitare da dentro le riproduzioni di alcune moschee sotterranee della regione di Mangistau.

8. La bandiera più grossa del Kazakistan

Pensavamo fosse una cosa inutile, invece è un luogo dove gli innamorati vengono a sbaciucchiarsi in solitudine, visto che Astana è generalmente una città deserta. La bandiera è davvero immensa e dal suo piedistallo c’è una bella vista sul delirante skyline della città, che sembra una via di mezzo tra una Disneyland a proporzioni reali e un raduno di astronavi. È a due passi dalla ruota panoramica (vuota) e dal Kazakistan in miniatura, se passate di quelle parti fateci un salto.

9. L’area Expo 2017

Come se la città non fosse sufficientemente sovradimensionata e vuota, ad Astana hanno ben pensato di ospitare l’Expo 2017, nella turnata dopo l’Expo Milano 2015. Il tema era “Future Energy” e per l’occasione hanno costruito da zero una grossa bolla di vetro che ora ospita un museo di cui non è ben chiara la funzione, altri begli edifici nuovi di pacca, aiuole e viali futuristici. Insomma, non si vede bene la differenza tra Astana città e l’area Expo…

Cosa vedere ad Astana: i dintorni

Se vi volete male potreste pensare di fare questo itinerario anche in un giorno, ma in due riuscireste forse a non perdere l’uso delle gambe. Se però tutto ciò non vi basta, e il trashometro che è dentro di voi non è ancora impazzito, potreste pensare di spingervi fino alla riserva naturale di Korgalzhyn (2-3h di auto/marshrutka), dove nidificano tantissimi uccelli diversi, tra cui i fenicotteri. Altrimenti è interessante visitare l’Alzhir, il campo di concentramento sovietico per le mogli dei prigionieri politici che adesso è un memoriale per le vittime della repressione. Si trova a un tiro di schioppo da Astana ed è raggiungibile con l’autobus n.300 o in taxi (le corse in taxi costano davvero pochissimo).

Altri consigli per visitare Astana

Scaricatevi l’app Yandex Taxi, la più diffusa in Russia, Kazakistan e paesi limitrofi. Gli autobus ad Astana sono invece più cari che in tutto il resto dell’area (250 tenge, circa 0.70€): se siete in 2 prendere un taxi o andare in autobus per una corsa di 10 minuti vi costa uguale, se invece siete in 3 o più il taxi vi costerà sempre meno dell’autobus. L’attesa è sempre bassissima (2-5 minuti), il prezzo di una corsa in città parte da circa 600 tenge (1,50€).

Un’altra app eccellente per orientarsi in Kazakistan e avere mappe offline è 2Gis. Fornisce anche ottime indicazioni sul come muoversi in autobus. Noi l’abbiamo usata ad Almaty ed è stata eccezionale.

Non scrivo mai di cibo, ma è importante dire due cose su dove mangiare ad Astana: ad Astana non ci sono ristoranti a bordo strada, la maggior parte sono dentro i centri commerciali o comunque un po’ nascosti. La cosa più semplice è andare all’ultimo piano di un qualsiasi centro commerciale e nutrirsi lì. La qualità del cibo è non è delle migliori nei ristoranti economici. Il nostro amico di Astana ci ha consigliato Izbushka come il posto migliore in città, una stolovaya russo-ucraina che cucina anche cibo tipico kazako. Cucina pesante e assolutamente non di spicco, secondo me: siamo anni luce da posti simili in Russia o Ucraina (es. Mu-Mu o Puzata Hata), anche se comunque non malvagia.

Per spostarsi da Astana ad Almaty consiglio il treno, più comodo, ecologico ed economico rispetto all’aereo: i posti vanno tutti esauriti già una settimana prima, per cui prenotate con anticipo. C’è un nuovo treno spagnolo che con 13h vi porta ad Almaty in notturna: è nuovissimo, pulito scintillante e davvero comodo. Costa circa 20€ a persona in kupé (II classe, non esiste la III classe). Altrimenti, se ci sono, i vecchi treni kazaki comunque non sono affatto male, costano meno della metà ma impiegano tra le 19 e le 21h a collegare le due città. Prenotate solo dal sito ufficiale (russo/kazako) per evitare commissioni extra.

Fine della sbrodolata su Astana.

Se non lo fate già potete seguirmi su Facebook e Instagram, nelle cui storie (in evidenza) ho pubblicato vita morte e miracoli dall’Asia Centrale. A presto!
Ele

6 Commenti

  1. Forse te l’ho già chiesto ma non ricordo la tua risposta: ma quando esce il libro sui tuoi viaggi? Sul serio, hai il potere di portarmi con te. Ero proprio lì, lungo quelle strade fredde e deserte.
    Una città surreale: mi immagino che finiti i palazzi, in periferia, di punto in bianco inizi il nulla. Come un set cinematografico o una città fantasma.
    Berlusconi è arrivato anche lì quindi… Un bel modo di farci conoscere in Kazakistan 🤦🏻‍♀️

    1. Silvia grazie ♥ sì, è una città di sicuro affascinante, lascia un po’ di perplessità, ma in qualche strano modo mi è piaciuta, anche solo per il silenzio in cui sorge!
      Berlusconi… lasciamo stare, pure in Kazakistan conoscono le prodi gesta del bunga-bunga. Devo dire che sinceramente non me l’aspettavo di vederlo in quel dipinto, ma così è!
      Sei un tesoro!
      A presto!
      Ele

  2. Dev’essere una città incredibile per noi “occidentali”, ed è anche strano concepire una capitale senza storia, che sia appunto solo una capitale. Grazie per portarci virtualmente in questi luoghi così non convenzionali, se solo sapessi parlare russo mi avventuereri anche io in un itinerario “painderoutiano”, peché nonostante tutto mi fai venire voglia di visitare anche una città come Astana!! 😉

  3. Annika

    Favoloso, piu’ ti leggo e piu’ voglio andare in Asia Centrale. Non sapevo peraltro che la Wizzair volasse ad Astana da Budapest, lo scopro dal tuo instagram… (e vedo voli abbordabili Londra – Almaty con la Turkish!) Ci sto pensando seriamente per la primavera.
    Bellissime foto come sempre, non vedo l’ora di leggere il post di domani!

    1. Ottimi pensieri 🙂 ma attenta che la primavera da quelle parti arriva tardissimo, ti direi che fino a metà maggio troveresti solo piogge, grigio e alberi spogli. Atterrata a Bishkek il 30 aprile l’anno scorso avevo trovato un freddo che me lo ricordo ancora! Era un anno strano, ma se avessi potuto sarei arrivata come minimo una settimana dopo. Ma dipende da quando hai le ferie: in ogni caso andare in esplorazione non fa mai male!
      Un abbraccio e grazie delle tue belle parole,
      Ele

      1. Annika

        Verosimilmente sara’ tra meta’ maggio e meta’ giugno, quindi potrebbe funzionare bene. Grazie dei consigli, ti scrivo senz’altro quando concretizzo i piani! Un abbraccio

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