Dove è legale fare campeggio libero in Europa (e consigli su dove piantare la tenda)

Mi scrivete sempre in tanti per chiedermi consigli su dove piantare la tenda nei vostri magnifici viaggi on the road, sperando che l’Armata Painderoutiana sia già passata anche dalle zone in cui andrete voi. Anche se ho campeggiato in libertà in tanti Paesi europei, chiaramente non sono e non potrò mai essere stata dovunque – potrò al massimo darvi dei consigli di massima in base al Paese dove andrete.

Superata poi l’età della spensieratezza, ho poi anche cominciato a domandarmi se effettivamente fosse legale fare campeggio libero in Italia o in Europa. E anche voi ci avete dato dentro con le vostre mail: ma è legale fare campeggio libero in Spagna? E in Portogallo? E in Grecia? Difficile rispondere, perché spesso i Paesi hanno tante leggi chiare quanto aree dove non vengono applicate, e perché dipende in gran parte dalla vostra sensibilità ed esperienza. Ho conosciuto nei miei viaggi persone che hanno campeggiato letteralmente ovunque (persino in Liechtenstein!) senza mai aver incontrato un singolo problema, a parte qualche curioso vecchietto danese che portava fuori il cane alle 6 di mattina ed era troppo curioso di aprire la tenda per vedere chi ci dormisse dentro.

Le informazioni online sul campeggio libero sono contraddittorie e spesso inesatte: basta guardare gli elenchi dei primi post che parlano di “10 paesi in Europa in cui è legale fare campeggio libero”. Ce ne fosse uno uguale 😉

Ho allora fatto un po’ di ricerche e incrociato varie fonti tirando fuori un elenco farcito di esperienza personale. Sperando possa aiutarvi a fare un po’ di chiarezza, ho pensato di dividere il post in due parti: la prima, sulle informazioni generali da sapere per decidere dove piantare la tenda e per capire che probabilità ci siano che il posto dove la volete piantare autorizzi o meno il campeggio libero. La seconda è una semplice lista di Paesi europei dove si può fare campeggio libero perché è legale o comunque tollerato in alcune zone.

Indice

Una precisazione importante: bivacco o campeggio?

Un punto importante è che in Italia e altri paesi esteri la legge non specifica con chiarezza cosa si intende effettivamente con campeggio libero. Come spiega bene in questo post la Fringe in Travel, in Italia la legge con il termine “campeggio” intende l’installazione stabile (e già qui…) di strutture tendate “oltre le 48 ore o comunque nelle ore diurne”. Da questo deduciamo che il piantare una tenda dal tramonto all’alba non corrisponde precisamente alla situazione identificata dalle leggi italiane e rimane più vicino al bivacco notturno, di solito inteso senza tenda, e considerato come un caso di emergenza. Dormire una sola notte in tenda, dove non espressamente vietato e specificato, rimane quindi in una zona grigia né legale né illegale. Chiaramente l’inquinare, lo sporcare o il violare una proprietà privata invece sono invece sanzionabili. Se c’è qualche remota possibilità che vi diano una multa perché facevate campeggio libero, penso sia più probabile ve la diano per uno di questi motivi più che per la condizione in sé di campeggiatori mordi e fuggi.

Tenendo ben presente questa distinzione italiana ma che in alcuni casi vale anche all’estero, vediamo alcune dritte generali per piantare una tenda in un luogo sicuro.

Decidere dove piantare la tenda

La nostra tenda a Fanal, Madeira (Portogallo)

Dovunque vi troviate nel mondo, prima di tutto dovrete tentare di identificare il territorio che state calpestando. Che non è poi così difficile da fare, perché sarà per forza:

  • terreno pubblico (una strada, una fermata dell’autobus, un bosco incolto in una zona remota, il bagnasciuga…) > leggi nazionali o regionali
  • un terreno privato (di solito è segnalato da cartelli o circondato da staccionate, ma a volte anche no) > volontà del proprietario, leggi nazionali o regionali
  • un parco nazionale, una riserva naturale o un’area dove l’ambiente è protetto > regolamento del parco o della riserva

Le leggi statali o regionali sul campeggio libero di solito si applicano appieno solo nel primo caso, cioè su suolo pubblico, spesso sono esplicitate da cartelli in loco (“free camping forbidden, no wild camping etc” visti più volte in Grecia, Croazia e non solo); a volte regolano anche quello su suolo privato, mentre per quanto riguarda i parchi nazionali è più semplice orientarsi perché di solito c’è un regolamento del Parco ben segnalato da cartelli e disponibile sul sito web del parco in questione. Tali regolamenti di solito lasciano poca libertà al campeggiatore selvatico, ma a volte ci sono alcune zone designate ai camper e alle tende in cui il bivacco/campeggio viene tollerato (per esempio, sui Monti Sibillini): controllate sempre sui rispettivi siti.

Una volta capito dove vi trovate o dove volete andare, non vi resta che consultare i regolamenti del parco, trovare informazioni sul campeggio libero in quel determinato Paese, andare a chiedere ai proprietari di un campo o un giardino, chiedere alla chiesa locale o agli istituti religiosi se hanno un giardino su cui potete piantare la tenda, provare a scrivere al Comune di riferimento chiedendo un’autorizzazione o rivolgervi semplicemente agli abitanti del posto chiedendo informazioni: in molti Paesi del mondo, questo si risolverà con un invito a dormire a casa loro fermandovi anche per la cena 😉 e se per caso non vi inviteranno, comunque vi daranno informazioni preziose su luoghi sicuri, in piano, comodi e protetti.

Ricordatevi che gli abitanti locali sono sempre la miglior fonte di informazione reale che potrete avere, sia per quanto riguarda la sicurezza che per quanto riguarda la legalità.

È sicuro fare campeggio libero?

Le nostre tende lungo la Via degli Dei 

1. State lontano dai centri abitati

Oltre che più bello, campeggiare in mezzo alla natura è anche più sicuro che non in un parco cittadino. Ovviamente ci sono delle eccezioni e situazioni in cui può valere il contrario*, ma in generale le città e gli agglomerati urbani sono meno sicuri e più sorvegliati dalla polizia che non una zona remota. Allo stesso modo è meglio rimanere un po’ più lontani da strade e case anche in zone non urbane.

*Se la zona in cui siete non vi sembra sicura ma non avete altra scelta rispetto alla tenda, è invece consigliabile campeggiare in bella vista, magari sotto una luce, e in una zona di passaggio. Mi è capitato di campeggiare così in Croazia (autogrill in autostrada, ho campeggiato di fianco alle pompe di benzina perché l’area di servizio era davvero degradata), in Kosovo e in Albania.

2. Informatevi sugli animali pericolosi e su altri pericoli

Se campeggiate in zone remote di Paesi dove la fauna selvatica feroce è bella arzilla i pericoli potrebbero non essere i malintenzionati dei centri abitati umani… Senza allarmarvi inutilmente, verificate con attenzione la presenza di lupi, orsi, cinghiali, branchi di cani randagi o serpenti velenosi. Se avete cibo sigillato ben chiuso nello zaino e non date fastidio agli animali o ai loro cuccioli, non dovrebbe essere pericoloso. Mi è capitato più volte di dormire in mezzo a un rave party di cinghiali e sono ancora viva 🙂

In altri Paesi, come la Bosnia Erzegovina, i problemi invece si chiamano mine antiuomoLa situazione nel Paese, nonostante siano ormai passati più di trent’anni dalla fine della guerra, è ancora critica. Il campeggio libero è legale in Bosnia, ma informarsi presso la gente del posto è d’obbligo, visto che fuori dall’asfalto nessun terreno è mai veramente sicuro. Le fortissime piogge invernali e gli smottamenti del terreno possono spostare le mine anche fuori dai campi minati. CHIEDETE SEMPRE.

In città invece informatevi presso gli abitanti del quartiere. Mi è capitato una volta di campeggiare in un parco in periferia di Madrid, vicino alla metro Montecarmelo. Prima di piantare la tenda ho chiesto se fosse una zona pericolosa o di spaccio, e mi hanno detto che invece era una zona tranquilla frequentata solo da sportivi che vanno a correre al parco al mattino.

3. Le zone vicino al mare e a luoghi turistici sono le più controllate

Se è la prima volta che fate campeggio libero e avete paura di incontrare la polizia, allora vi sconsiglio di iniziare dalla costa, i laghi più turistici e siti famosi, che sono anche i più controllati. Per giunta, campeggiare in riva al mare è spesso problematico proprio perché il terreno è spesso privato, ripido e sovraffollato.

4. Cosa fare se incontrate la polizia

In questo blog non vi diremo di raccontare bugie alla polizia, per esempio dicendo che vi eravate persi, era arrivato il buio e davvero non sapevate dove andare. Che i cellulari erano tutti scarichi e la power bank rotta, che vi siete sentiti male proprio sul calar del sole e che casualmente, ma solo per uso esclusivo di emergenza, avevate con voi una tenda, un sacco a pelo e tutto l’ambaradan per campeggiare – no, non ve lo diremo. Non vi incoraggeremo nemmeno a implorare clemenza, giurando col sangue che ve ne andrete all’alba senza lasciare traccia – proprio no. Scordatevelo proprio!

5. I Paesi piccoli, sovraffollati o che vivono di turismo sono quelli in cui le leggi sono più severe

Nessuno verrà a farvi una multa (anzi, nessuno vi incontrerà proprio) se campeggiate nei grandi spazi aperti di Russia, Mongolia, Kirghizistan, Estonia, Svezia o Norvegia, anzi, in Paesi così grandi e selvaggi il campeggio libero è spesso incoraggiato. Ma guarda caso le leggi sono severissime in fazzoletti di terra come il Liechtenstein, il Belgio, l’Olanda, la Danimarca, la Svizzera, l’Austria o in paesi molto abitati come la Germania. Anche i Paesi mediterranei e le isole vietano il campeggio libero tendenzialmente per paura di incendi e per non danneggiare il settore turistico. È comunque possibile campeggiare con molta cautela in Grecia, Spagna, Portogallo, Italia, Francia, Croazia, Montenegro, Albania, tendenzialmente rimanendo lontani dalle coste e dai centri abitati. Negli stati-isola più piccoli come Malta o Cipro invece forse eviterei perché il rischio multe è più alto.

6. Siate sempre ben attrezzati

Dopo le prime scampagnate stupide, in cui sono morta di freddo e di umido sommersa da kg di sabbia, ho capito (non è mai troppo tardi) una cosa banale ma importante: l’attrezzatura tecnica vale i soldi che costa e renderà le vostre scorribande un vero piacere e non una tortura. Recentemente io e Sherpa abbiamo rinnovato un po’ del nostro kit sopravvivenza di cui vi lascio i link: sacco a pelo di Sherpa, nuova tenda strafiga, una torcia frontale mega potente; ma soprattutto un oggetto tanto piccolo quanto strabiliante, che non mi lascerà mai più a corto di acqua potabile: un filtro per l’acqua che ti permette di bere anche dalle pozzanghere, uccidendo i batteri e filtrando il particolato. L’ho testato filtrando l’acqua in Giordania e no, non sono morta di diarrea. Per me è l’oggetto dell’anno, una vera svolta. Ci sono diverse marche in commercio, a me era stato consigliato quello della Sawyer. Senza esagerare, tutta questa roba renderà veloce, leggero e confortevole il vostro viaggio. Esperienza personale, che da irriducibile tirchia alla fine, dopo notti e notti al gelo, ho cacciato quei centoventi euro e mi sono comprata una tenda che ora amo più di un figlio.

Paesi europei dove il campeggio libero è vietato

Il campeggio libero è illegale senza grosse possibilità di evasione in Andorra, Austria, Germania, Irlanda, Liechtenstein, Lussemburgo. Chiaramente in zone remote potreste comunque provare, ma sinceramente non ve lo consiglio (e poi dove sperate di trovare zone remote in Liechtenstein? Suvvia).

Paesi europei in cui è legale fare campeggio libero

Come si vede a colpo d’occhio, la maggior parte dei Paesi in cui il campeggio libero è espressamente legale o in cui una qualche forma di campeggio libero è ben tollerata si trovano nella mia amata Est Europa, sono repubbliche dell’ex URSS, scandinavi o comunque con grandi terreni incontaminati da rendere nostri per una notte senza che nessuno venga a disturbarci. Paesi ben più turistici, abitati e urbanizzati (Francia, Belgio, Olanda, Spagna, Portogallo e così via) invece proibiscono il campeggio libero o hanno legislazioni più complicate.

Ho incrociato varie fonti tra blog, articoli, forum di discussione, esperienza personale e conoscenza dei miei amici del posto. Le trovate citate in fondo o nel post.

*I paesi con l’asterisco sono quelli in cui tecnicamente il campeggio libero è illegale ma ci sono comunque zone dove è tollerato o possibilità di aggirare i divieti.

Albania*

In Albania nessuno sa davvero se il campeggio libero è legale o meno, ma direi che è decisamente l’ultimo dei problemi dell’Albania. Gli albanesi sono così simpatici che di sicuro vi inviteranno a dormire a casa loro, vi offriranno una birra e un po’ d’anguria o semplicemente faranno di tutto per rendere il vostro spot di campeggio il più accogliente possibile. Abbiamo campeggiato nelle aiuole del lungomare di Durazzo senza problemi, e nel web è pieno di gente che parla di questa piccola repubblica come del paradiso dei campeggiatori. Occhio ai lupi nell’entroterra. In ogni caso i campeggi in Albania non dovrebbero costare troppo. Andate sereni.

Armenia

Legale e felice, incoraggiato, ma attenzione agli armeni: faranno di tutto perché dormiate a casa loro e non in tenda!

Belgio*

Illegale dovunque a parte nelle zone autorizzate per il pole camping (poche e brutte). Le trovate su questa mappa.

Bielorussia

Legale e incoraggiato (e non vedo l’ora di farlo!).

Bosnia ed Erzegovina

Legale, ma attenzione al rischio mine antiuomo lasciate dalla guerra. Fidatevi dei cartelli ma soprattutto degli uffici turistici locali e degli abitanti del posto. Chiedete sempre, in Bosnia purtroppo solo l’asfalto è veramente sicuro. Assolutamente non piantate la tenda in edifici abbandonati, crollati o bombardati.

Bulgaria*

Da buoni ex comunisti, anche i bulgari adorano il campeggio libero e la vita all’aperto in libertà. Non è ben chiaro se è legale o meno, ma di sicuro è ben tollerato almeno sulla costa.

Cipro*

Illegale ma pare non facciano multe a meno che tu non faccia fuochi: al massimo verranno a chiederti di spostarti. Ho già detto abbastanza volte di non fare fuochi?

Croazia*

Illegale e spesso segnalato da vari cartelli sulla costa (i croati vivono di turismo!), ma nell’entroterra non avrete alcun problema. Facile campeggiare anche su isole poco gettonate.

Danimarca*

È illegale, ma tollerato in poche zone ristrette, segnate su questa mappa. Quanto sono efficienti i danesi ♥

Repubblica Ceca*

Illegale, ma è tollerato il bivacco di una notte soltanto e senza tenda in zone senza altre restrizioni.

Estonia

Legale e incoraggiato. Momgoescamping riferisce che ci sono molti siti di camping pubblici e gratuiti con bagni a disposizione.

Francia*

In Francia il campeggio libero è illegale, ma pare sia in qualche modo tollerato. Rimando a MomGoesCamping per maggiore chiarezza.

Finlandia

Legale e incoraggiato.

Georgia

Campeggio libero in Georgia, regione dello Svaneti

Legale e incoraggiato, non avrete difficoltà a trovare meravigliosi punti dove piantare la tenda (noi abbiamo campeggiato a Vardzia e in Svaneti, ma anche a Kazbegi dev’essere meraviglioso!).

Grecia*

Illegale e spesso ben segnalato da antipatici cartelli. Lungo la costa la polizia passa spesso con i gommoni dopo il tramonto a controllare la presenza di tende e fuochi. Dopo le 22 è via libera anche sulla costa, ma in generale in isole poco turistiche (escludete a priori Santorini e Mykonos), nel Peloponneso e nelle zone montuose dell’entroterra non avrete problemi. Categoricamente vietato fare fuochi, la Grecia prende fuoco in un attimo anche se alle grigliate siete i re del barbecue. Quasi ogni isola ha le sue spiagge piene di campeggiatori hippie (la più bella è a Nisyros, nel Dodecaneso ♥)

Islanda

Sapevo di no, ma a quanto pare è legale fare campeggio libero in Islanda se siete molto lontani da un camping autorizzato o vi trovate nelle Highlands. In ogni caso credo sia improbabile vi vengano a cercare in un Paese così disabitato se dormite lontano dalle strade e dai piccoli centri abitati. Tenete però conto che in Islanda fa sempre un freddo infernale anche d’estate (e piove sempre), per cui dovete essere abbastanza esperti (e impavidi).

Italia*

Non è vero che in Italia è vietato fare campeggio libero: come al solito nel Belpaese le cose sono un casino totale e la normativa varia da regione a regione. In alcune è consentito, in altre è espressamente vietato e in altre ancora non c’è alcuna legge a riguardo. Controllate le leggi regionali sul post di Fringe in Travel.

Kosovo

Legale, ma attenzione ai cani randagi che in Kosovo sono un bel problema. In alcune zone c’è basso rischio mine antiuomo.

Lettonia

Legale e incoraggiato.

Lituania

Legale e incoraggiato.

Macedonia*

Non è ben chiaro, ma come un po’ in tutti i Balcani se campeggiate con discrezione nessuno verrà a dirvi nulla.

Malta*

Illegale ma pare ci siano alcune zone dove è tollerato, a Malta e anche a Gozo. Guardate questo link.

Moldova*

Come sopra, non chiaro ma tollerato e fattibile, la Moldova è un Paese rurale meraviglioso e perfetto per il campeggio libero.

Montenegro*

Paese che vive di turismo sulla costa: state lontano dai centri principali sul mare e dai parchi naturali e nessuno vi dirà niente. L’Isola di Bojana (Ada Bojana, sotto Dulcigno) pare sia un paradiso di campeggiatori hippie.

Norvegia

Legale e incoraggiato. Ma copritevi bene!

Paesi Bassi*

Illegale a parte, come in Danimarca, nelle poche zone autorizzate per il pole camping. Le trovate su questa mappa.

Polonia*

Illegale, ma pare non siano così severi. Aggirabile. Dev’essere bello campeggiare sulla costa Nord, ma ovviamente non nei parchi nazionali.

Portogallo*

In teoria il campeggio libero in Portogallo è illegale, in pratica il Paese è abbastanza disabitato e pieno di bei posti dove campeggiare, anche vicino alle spiagge. È ampiamente tollerato, specialmente in zone vuote come l’Alentejo, l’Algarve e la Costa Vicentina (splendida). In questo post trovate le spiagge dell’Algarve e Costa Vicentina dove ho campeggiato io con le mie recensioni personali.

Regno Unito*

Dipende dagli Stati in cui siete. In Scozia è legale fare campeggio libero (e che figata!), in Inghilterra e Galles è tollerato in molte aree. Approfondite qui.

Romania*

Forse illegale, forse no, ma nessuno verrà a dirvi niente tanto quanto nei Balcani o in Moldova. I rumeni sono calorosi e accoglienti, non vi diranno di no se chiederete di piantare la tenda nel loro giardino.

Russia

Legale, molto amato dai russi e frequentemente praticato ma sempre fuori dai territori privati o di proprietà della Chiesa. Persino i falò sono autorizzati ma non quando fa troppo caldo per rischio incendi.

Serbia

Pare non ci siano leggi riguardo al campeggio libero. Comunque serenissimi.

Slovacchia

Legale ma non nei parchi nazionali, dove controllano e danno multe (come il parco dei monti Tatra).

Spagna*

Purtroppo non è legale fare campeggio libero in Spagna, ma la legislazione è complicata. Vi rimando al post di MomGoesCamping.

Slovenia*

Tecnicamente illegale, controllano nei luoghi turistici (come il Lago di Bled), ma fuori dalle rotte turistiche è via libera.

Svezia

Legale e incoraggiato.

Svizzera*

In generale illegale, ma pare sia tollerato in alta montagna e in zone remote, ma chiedete alla polizia cantonale una conferma. Gli svizzeri sono gentili: ecco, magari non vi inviteranno a casa loro come gli armeni, ma cercheranno senz’altro di aiutarvi. E sinceramente non vorrei affatto beccarmi una multa svizzera per poi dover aprire un mutuo per pagarla: chiedete prima, le regole sono diverse da cantone a cantone.

Turchia

In Turchia il campeggio libero è legale, ne parla pure il loro sito del turismo!

Ungheria*

In Ungheria è illegale e pare non ci siano grandi zone selvagge dove campeggiare: anche il lago Balaton è abbastanza abitato. Tentar non nuoce, ma sinceramente non vorrei discutere con un poliziotto ungherese. Non so voi.

Ucraina

Legale come nella maggior parte dei paesi ex URSS, non vedo l’ora di tornare per campeggiare sui Carpazi o lungo i grandi fiumi!

Fonti: MomGoesCamping, TheGuardian, forum Lonely Planet e altri forum locali, RoughGuides, siti con mappe di Pole Camping per Olanda, Belgio e Danimarca, siti ufficiali del turismo per Islanda e Turchia, blog secondari legati ai singoli Paesi e soprattutto informazioni di prima mano dai miei amici del posto. Le fonti sono già linkate dentro l’articolo.

Spero di aver chiarito i vostri dubbi!

Noi ci si vede, al solito, su Instagram e Facebook.

A presto!
Ele

Free Camping: consigli per fare campeggio libero in sicurezza

4 Commenti

    1. Le zecche hanno delle stagionalità e in generale se hai gambe e braccia coperte non dovresti avere problemi anche se passi in mezzo all’erba alta o nella boscaglia. Se anche dovessi prendertene una non è la fine del mondo, se te ne accorgi subito la puoi rimuovere anche a mano avendo cura che non rimangano le zampe sotto la pelle e disinfettando bene. Se invece te ne accorgi dopo alcuni giorni forse è meglio farsi vedere e fare più attenzione.
      Una volta ne avevo presa una su un braccio in un treno svizzero e me la sono tolta da sola, nessun problema.
      A meno che non ci sia un’epidemia locale nella tua zona in generale le zecche non mi sono mai sembrate un pericolo con cui terrorizzare qualcuno 🙂

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