È meglio Mosca o San Pietroburgo? Due anime diverse per viaggiatori diversi

Lungo la Transiberiana se ne incontrano di viaggiatori. Ognuno è un mondo diverso. Lo ammetto, mi sono emozionata a sentire la Russia raccontata da chi ci sta viaggiando per la prima volta. E mi sentivo di appartenere terribilmente alle terre che stavo attraversando: ma allora ti sta piacendo? E le persone come le hai trovate? Qual è la tappa che ti ha lasciato di più? Fino alla fatidica domanda… Ma è meglio Mosca o San Pietroburgo?

I dati empirici accumulati mentalmente in anni di viaggio mi suggeriscono un pareggio assoluto. Ora che è passato tanto tempo, però, ho voluto aggiungere una specifica importante.

Preferire Mosca o San Pietroburgo la dice lunga sulla tua personalità e sui tuoi gusti di viaggiatore, perché il genius loci delle due città è radicalmente diverso. Posto che la Russia non la si capirà mai, visitare entrambe le città è una tappa fondamentale. Negli anni in tanti mi hanno chiesto quanti giorni passare a Mosca e quanti a San Pietroburgo, quale delle due città meritasse di più, cosa ci fosse da fare e da vedere, o addirittura quale fosse, secondo me, quella migliore.

La risposta sta in un’altra domanda – pericolosissima -, che apre scenari tanto affascinanti quanto spaventosi: che cosa cerchi?

Seguitemi passo passo e vi racconterò queste due città a confronto, svelandovi (ma in fondo lo sapete già) qual è la mia preferita. Poechali!

È meglio Mosca o San Pietroburgo?

I due fuochi della Russia a confronto, punto per punto

1. Clima

San Pietroburgo
Un pietroburghese che prende il sole, aprile 2017

Non potevo non iniziare dall’argomento di conversazione numero uno in tutte le Russie, la pogoda, ovvero il meteo.

Vi anticipo già che Mosca stravince a mani basse, anzi, a tavolino. Perché tanto San Pietroburgo è bella e romantica, quanto maledetta da un clima che definire infernale è riduttivo. Fosse stato l’ultimo dei gironi infernali almeno faceva caldo. Invece a San Pietroburgo la costante è l’implacabile e stramaledetta umidità. In inverno, quando, sebbene il termometro solo raramente vada più in basso che a Mosca, l’elevato tasso di umidità rende micidiale anche un misero -15°, aggravato dalle pochissime ore di luce. E in estate, quando il meteo sempre variabile non lascia mai il termometro sopra i 20° per una settimana consecutiva. Può piovere, nevicare, tirare un vento gelido sempre, persino grandinare in pieno luglio. A Piter tutto è possibile, ma il maltempo non è solo probabile: è una certezza. Potrete essere fortunati, è vero, ma in Russia essere pronti al peggio è sempre una buona idea.

Mosca non è certo la città col miglior clima d’Europa, ma rispetto a San Pietrobugo sembra di stare a Lisbona. Clima secco anche se non quanto in Siberia, a parte il periodo del disgelo (marzo-aprile) e l’inizio autunno (ottobre-novembre), caratterizzati da cattivo tempo, nel resto dell’anno il clima è variabile ma abbastanza buono. In inverno può fare molto freddo (oltre -30°) e in estate anche molto caldo (oltre +30°), ma nonostante tutto si vive. E meglio che a SPB di sicuro.

Vince: Mosca

2. Urbanistica e architettura

Viewpoint Mosca Detskiy Mir
Terrazza del Detskiy Mir, Mosca

Chi Milano ce l’ha nel sangue a Mosca si sentirà a casa: la città è fatta a cerchi concentrici e a pianta radiale. In sostanza, tutte le arterie principali della città o portano verso il centro, oppure girano intorno ad esso. La planimetria di Mosca riflette tutta la sua storia nella maniera più spontanea possibile, nonostante nei secoli e soprattutto nei decenni sovietici sia stata alterata vistosamente. Oggi è un enorme patchwork di vecchi quartieri medievali dalle viuzze storte, grandi viali alberati, immense arterie autostradali aperte dai bulldozer di Stalin e la pericolosissima avanzata dei “libri” di Chruščëv lungo la Nuova Arbat fin quasi alle porte del Cremlino. In sostanza, Mosca è un casino, ma è un libro aperto che tutti possono leggere. Chiesette medievali circondate dai grattacieli. Monasteri fortificati oggi soffocati nel cemento. Palazzi liberty, mostri brežneviani, monumenti di ogni sorta, immensi parchi cittadini e, più oltre, l’immancabile distesa di condomini nemmeno più così in cattive condizioni. Per non parlare delle sagome inconfondibili delle Sette Sorelle. Tutta la storia della Russia, dal 1147 ad oggi.

San Pietroburgo è un altro paio di maniche: perché è una città che non esisteva fino al 27 maggio 1703, quando Pietro il Grande diede il via agli scavi per la costruzione della Fortezza di Pietro e Paolo nei territori appena strappati alla Svezia. Il centro storico, al cui solo pensiero qualsiasi russo si commuove, è patrimonio UNESCO per la sua unicità. Città dagli oltre 400 ponti su molti canali, è stata costruita in poco tempo secondo un progetto urbanistico grandioso: un centro interamente in stile neoclassico e barocco, fortificazioni, residenze estive e dacie nei dintorni, oltre alla leggendaria Prospettiva Nevsky – che se guardate bene non è dritta ma “spezzata” in due, visto che iniziarono a costruirla dai due estremi ma sbagliarono a incontrarsi nel mezzo della taigà.

Chi apprezza le città “spontanee” apprezzerà Mosca. Chi apprezza i capolavori della pianificazione urbanistica razionale amerà San Pietroburgo. Che sì, è costruita a tavolino. Ma la possenza della Nevà, le forme insolite delle sue isole e le periferie che si estendono a vista d’occhio la rendono comunque avvicinabile anche dagli umani.

Pareggio.

3. Storia

La presa del Palazzo d’Inverno in Ottobre di Ėjzenštejn

Mosca è una vegliarda di oltre 800 anni. Ma la grande storia russa zarista (e anche un po’ oltre) che riempie d’orgoglio ogni russo è stata scritta a San Pietroburgo. Ancora: cosa cercate? A Mosca troverete i bianchi palazzi dei mercanti del Seicento, i vicoli storti di una città che era un brulicare di commerci e scambi, le architetture volute da Ivan il Terribile; e poi, come in un grosso salto temporale, tutta la storia del Novecento da dopo la Rivoluzione in poi, quando Mosca è tornata ad essere capitale di un impero. Pochi stati hanno accentrato il potere nella capitale come la Russia. Ed è proprio a Mosca che troverete la storia sovietica incarnata in maniera così esemplare: dopotutto Lenin è imbalsamato lì. La Lubianka, il VDNKh, la Biblioteca im. Lenina, la Duma, le Sette Sorelle, il GUM, la metro e tutti quegli edifici maestosi simbolo della storia del Novecento. La Russia di oggi invece è a Mosca e su questo non ci piove. Le ombre che il Cremlino proietta sulla città, gli omicidi di personalità scomode, l’immigrazione in massa dal Caucaso e dall’Asia Centrale, le grandi opere architettoniche, i miliardari, le discoteche di lusso, la controcultura giovanile. A Mosca c’è tutto.

San Pietroburgo e la sua regione rievocano in ogni angolo i nomi degli zar, e non solo di Pietro il Grande. San Basilio a Mosca impallidisce di fronte alla portata emotiva, artistica e storica della Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato, costruita sul luogo dell’assassinio dello zar Alessandro II. Impossibile non notare, a bordo Nevà, le sue cupole così russe e così poco europee fare capolino dietro le facciate del lungofiume. La maestosità della Cattedrale di Sant’Isacco, le centinaia di facciate storiche impreziosite da statue, bassorilievi, ornamenti di ogni tipo come sfoggio di potere; le linee perfette della piazza dell’Ammiragliato, la sadovaya che riecheggia nella letteratura e quegli androni tanto eleganti quanto intrisi di polvere e muffa; le centinaia di ponti, alcuni sorvegliati da sfingi, leoni, grifoni. Ma Piter è anche storia della Rivoluzione (o, meglio, delle rivoluzioni) e della Seconda Guerra Mondiale: l’isola di Kronštadt, la Finlandskij Vokzal, il colpo sparato dall’Aurora prima della presa del Palazzo d’Inverno. E come non citare l’Assedio di Leningrado?

Pareggio, anche se sento gli insulti dei pietroburghesi

4. Cultura

Scommetto tutto l’oro del mondo che qualsiasi russo, che non ha dubbi se sia meglio Mosca o San Pietroburgo, affermerebbe che è quest’ultima la capitale culturale della Russia. Solo la collezione dell’Ermitage pesa da sola più di tutti i musei d’arte delle altre città russe (eccetto Mosca) sommate. Per quanto adori i musei moscoviti e sia felice che ne stiano sorgendo di nuovi (come il Museo dei gulag), la portata storica e artistica dei musei pietroburghesi e soprattutto delle case museo che la città ospita non ha eguali. La scena artistica, teatrale, musicale, giovanile e universitaria anche a Mosca è di tutto rispetto, ma su questo punto devo cedere: San Pietroburgo è una città d’arte e di cultura come forse Mosca non sarà mai.

Piccola lancia spezzata a favore di Mosca: per chi sa cercare, anche a Mosca non mancano le bellissime case museo di artisti, musicisti, letterati d’ogni sorta. Ne segnalo due a me molto care: quella di Bulgakov (da non confondere con il bar a tema nello stesso complesso) e quella, ancora più bella, di Konstantin Stanislavskij. Per quanto riguarda invece la valorizzazione dei “confini dell’Impero”, è a Mosca dove si troveranno più echi dalle zone remote della Russia e dell’ex URSS.

Vince: San Pietroburgo

5. Colori

Anche se Mosca non è più la megalopoli avvolta di grigio e fuliggine che descrivevano i primi viaggiatori e studiosi decenni fa, i colori che la dominano sono ancora tre: il rosso, l’oro e il grigio. Il rosso delle mura del Cremlino, di San Basilio, del Mausoleo di Lenin, delle mura di Novodevičij e delle chiese medievali nascoste tra i palazzoni. L’oro del campanile di Ivan il Terribile, della cupola del Cristo Salvatore, delle centinaia di chiese scampate alle demolizioni (o ricostruite) che affiorano nel tessuto urbano. E infine il grigio incancellabile della Moscova che scorre silenziosa, delle colate di cemento, delle Sette Sorelle, delle periferie che non hanno mai fine…

San Pietroburgo è invece azzurra, senz’ombra di dubbio azzurra, bianca-grigia, ma anche con una punta di rosa. Azzurra color Palazzo d’Inverno. Azzurra come il mar Baltico lontano dalla costa. Azzurra come il Teatro Marinskij, come la chiesa di San Nicola del Mare o come la Moschea. Azzurra come le centinaia di facciate adornate di stucchi, come i (rari) cieli blu invernali ma che abbagliano i pietroburghesi e li convincono che sì, in fondo vale la pena vivere in una città così inospitale. E poi è bianca, perché a San Pietroburgo è l’inverno che domina. I fiumi e i canali ghiacciati, con i puntini neri dei pescatori in lontananza. Bianca come il cielo lattiginoso che la contraddistingue, come i ghiaccioli che pendono dai palazzi, come i visi pallidi dei suoi abitanti, come la nebbia sul mare. E infine rosa come un tramonto sul Golfo di Finlandia visto da Kronštadt, come i cieli delle notti bianche sui tetti dei palazzi, certe facciate color pastello un po’ slavato, le mura della Fortezza.

Ora, io non so che colori vi piacciano, ma devo ammettere che sì, è un pareggio.

6. Atmosfera. È meglio Mosca o San Pietroburgo?

Mosca è cruda e inflessibile. Non si ferma agli sguardi abbassati delle migliaia di lavoratori schiavi che raccolgono anche le più piccole cartacce buttate a terra, che scrostano il ghiaccio o gettano il sale a mano nella bufera. Le facciate immense che colano a picco sul fiume non hanno alcuna pietà. Ha un carattere duro, severo. Ma ho pochi ricordi tanto romantici e pieni di atmosfera quanto una passeggiata (infreddolitissima) sulla Piazza Rossa innevata, come le viste sul Cremlino dal ponte del Cristo Salvatore. Forse è proprio il contrasto tra la prepotenza della Nuova Arbat e i palazzi liberty color pastello dietro la Tverskaya a creare quell’atmosfera così poco scontata. La fiumana di gente che si affanna in stazioni della metro così belle (in questo post vi ho raccontato quali sono), vicoli stretti di mattoni imbiancati come a Kitai Gorod, giardini e cortili segreti dove ancora non ci sono turisti…

San Pietroburgo è in realtà molto più difficile di Mosca, ma a un primo impatto non si fa pregare. I violini che suonano per i turisti mentre gli occhi non credono ai ponti che si aprono, mentre la Nevà si riempie di barche; le passeggiate lungo i canali, il viale dei giardini, quella luce particolare delle giornate lunghissime riflesse in tutti i canali. San Pietroburgo è però anche l’aria irrespirabile di un traffico pari a quello di Mosca ma in una città più piccola; l’umido puzzolente negli androni dei palazzi, i megafoni delle guide turistiche che chiamano i gruppi col nome delle città – “Novosibirsk!”, “Krasnoyarsk!” -, le barche cariche di macchine fotografiche col flash che si intasano all’altezza della Chiesa sul Sangue Versato, le code fuori dall’Ermitage. Piter è innegabilmente romantica, è una città che va visitata tenendosi per mano, ma ho faticato a trovarci un lato più autentico e meno costruito. Quello che ho letto nei libri, ho visto nei film. Dov’è finito? Che ne è stato?

Questa volta do un punto a Mosca. Che è troppo grossa, globalizzata, ma almeno è se stessa.

7. Cibo

Erasmus a Mosca
Orti botanici di Mosca

Il cibo in Russia è una nota dolente. Non perché il cibo russo non sia buono (anzi!), ma perché è ancora difficile reperirne – a buon prezzo – di buona qualità, sia nei supermercati sia nei bar e mense. Tristemente a Mosca i ristoranti/stolovye sono tutte catene e, salvo qualche bella eccezione, non si trovano ristoranti tipici a gestione familiare. O si paga di più e si ottiene il meglio (ottimi ristoranti italiani, georgiani, uzbechi, cinesi e anche uno nordcoreano!), altrimenti ci si deve rassegnare alla solita grechka scotta, alla kompot allungata con acqua e zucchero e al purè che mangiano tutti i lavoratori ogni santo giorno della loro vita in pausa pranzo.

A San Pietroburgo la situazione è ancora (ma forse per poco) diversa. Certo, la città è cambiata eccome. Ma i fumosi bar d’atmosfera dove si riunivano i dissidenti negli anni ’80 non sono del tutto spariti e, anche a livello gastronomico, è possibile trovare qualche buco un po’ umido e inospitale in cui assaggiare una zuppa che non abbia un sapore sintetico o dove bere un tè che non sia l’ennesimo Greenfield in bustina al gusto “Flying Dragon”. Pullulano però anche i ristoranti acchiappaturisti, che a Mosca per fortuna ancora non ci sono.

Alla fin fine pareggio.

Ma quindi? È meglio Mosca o San Pietroburgo?

Una guardia dentro il Cremlino, Mosca. Gennaio, -24°

La diatriba potrebbe continuare all’infinito. Tanti viaggiatori mi hanno detto che San Pietroburgo è la Russia che in fondo desideriamo vedere. Quella di Delitto e Castigo, quella della presa del Palazzo d’Inverno, di Pietro il Grande, di Viktor Tsoi, di Brat. Che San Pietroburgo è più russa (sento i russi inorridire su questo punto), mentre Mosca è solo “l’ennesima grande capitale europea”. [Giuro, me l’hanno detto veramente, ndr].

Ora, ho dichiarato fin da subito di essere stata di parte. Dopotutto a Mosca ci ho fatto un Erasmus, mica pizza e fichi.

Il fatto è che San Pietroburgo ha dei grossi problemi di identità. È come in fase adolescenziale, e poi ha cambiato ben tre nomi in meno di tre secoli. È stata capitale, è stata il centro di un impero di proporzioni inimmaginabili, e ora non ci sono soldi per non tappare i buchi delle sue facciate con una squallida spalmata di cemento. Oggi la Russia pompa sangue a Mosca, che piaccia o meno. È insopportabile, lo so, come è insopportabile il moskal, il “moscovita snob”, specie quando vedi la capitale da Vladivostok – che è un po’ una piccola Pietroburgo sul Pacifico, povera fino al lastrico, dimenticata, invasa dai turisti coreani ma con un così grande potenziale.

Per il mio cuore vince Mosca. Ma vince cosa? Che senso ha una domanda come “è meglio Mosca o San Pietroburgo”? Meglio in che senso, per cosa, per chi? Si apre il regno della soggettività.

In fondo l’articolo era solo un modo pretestuoso per raccontare quanto ami queste due città: come una sorella maggiore e severa, e una minore più mite, ingenua, sognatrice. Quanto siano tremendamente russe e quanto poco lo siano allo stesso tempo.

Visitatele entrambe, ma non dimenticatevi che la Russia è veramente molto di più: campagna, boschi, fiumi, infusi al profumo di erbe che in città non crescono.

E con questo è tutto, e spero di cuore che questo articolo vi sia piaciuto.

A presto, come sempre su Instagram e Facebook.

Eleonora

2 Commenti

  1. Elena

    Sarà il mio essere milanese, sarà che non amo troppo le città vetrina, però Mosca mi è entrata subito nelle vene mentre con San Pietroburgo ho litigato parecchio. Credo di averne afferrato un pezzetto solo l’ultima sera.

    Bel post molto interessante e alla fine è vero, l’eterna domanda è inutile perché sono due realtà molto differenti, difficili da comparare.

    Ma… Ennesima città europea? Oh mamma, direi proprio di no… 😀🤪

  2. l’anno scorso sono stata a S. Pietroburgo e Mosca. sono stata troppo poco (solo 5 giorni), un assaggio, quindi non posso dire di aver conosciuto nessuna delle due città. ma mentre S. Pietroburgo mi è piaciuta, con Mosca ho avuto un rapporto speciale. mi sono proprio emozionata. mi ha sgombrato la mente, a Mosca c’era solo Mosca e nient’altro, non la mia vita a Milano, non le beghe di lavoro, non relazioni umane zoppicanti. è una cosa rara.

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