Piccola guida: quali città visitare in Russia Europea

Quali città visitare in Russia EuropeaLa Russia non è solo Mosca e San Pietroburgo, e nemmeno solo l’Anello d’Oro. Certo, le due città sono dei veri colossi quanto a vitalità, cultura, siti d’interesse e varietà di tipi umani. E’ un peccato però che la maggior parte dei viaggiatori scarti a priori tutte le altre città della Russia Europea: giovani, interessanti, tutte diverse tra loro e soprattutto inesplorate, fuori da qualsiasi itinerario turistico preconfezionato.

In 6 mesi di Erasmus a Mosca sono riuscita a viaggiare tanto e a visitare molte città non troppo lontane da Mosca, spingendomi fino alle porte della Siberia, alla gentile Ekaterinburg. In un raggio di uno o due giorni di treno, che è già di per sé un’esperienza unica e incredibile, si possono raggiungere piccoli centri dove la vita scorre molto più lenta che nelle capitali, la gente è affezionata alla natura che circonda i centri urbani e si gode i rapporti umani, le tazze di té, la lettura, le passeggiate lungo il fiume…

Questa è una piccola guida per scegliere quali città visitare in Russia Europea. Puoi saltare alcuni paragrafi e andare direttamente a quelli che ti interessano, cliccando il menù qui sotto.
Se invece stai cercando una guida pratica all’organizzazione generale di un viaggio in Russia, leggi prima questo post.

  1. Kazan’ e il Tatarstan
  2. Nizhny Novgorod
  3. Ekaterinburg
  4. Vladimir
  5. Suzdal’
  6. Sergiev Posad
  7. Murmansk

Quali città visitare in Russia Europea

Kazan’ e il Tatarstan

tatarstan kazabn

Per avere un assaggio di Asia Centrale ma rimanendo in Russia Europea: emblema della diversità etnica e religiosa della Russia, il Tatarstan è una repubblica della Federazione abitata dai tatari, un popolo discendente dai Bulgari del Volga e dai Mongoli. Da sempre in guerra con gli zar, si sono sottomessi definitivamente all’impero nel XVIII secolo. Molti tatari sono islamici sunniti: è per questo che, nella parte vecchia di Kazan’, vedrete tante bellissime moschee in legno dipinto e intagliato. Nel Cremlino di Ivan il Terribile, c’è invece sia una chiesa ortodossa sia un’impressionante moschea, costruita in occasione dei mille anni di Kazan’ (2005). Sembra una navicella spaziale. Con il manto di neve di febbraio non ci si potrebbe aspettare altro che un cocchio trainato da enormi cavalli scivolare via tra squilli di tromba.

Avendo ospitato i mondiali di nuoto nel 2015, Kazan’ si è recentemente molto rinnovata e ha cercato di rilanciare il suo ruolo di capitale culturale. Ha aperto una minuscola metro, in cui le fermate sono annunciate anche in tataro, una lingua dura e melodica insieme, deliziosamente incomprensibile; molti nuovi edifici dalle architetture fantasiose sono sorti nella parte vecchia della città e, a un tiro di schioppo, si può visitare l’incredibile complesso del Tempio di Tutte le Religioni, frutto delle idee un po’ new age di un visionario psicanalista.

Cosa vedere a Kazan, la capitale del Tatarstan

Kazan è una città ricca di storia e di cultura che si visita facilmente a piedi e in un giorno e mezzo. Se non conoscete il russo e la storia russe è più difficile da apprezzare, ma l’atmosfera centroasiatica vi conquisterà ugualmente. La metro, i musei e le altre attrazioni sono tradotte in inglese, ma le persone, come nel resto della Russia, generalmente parlano solo russo e tataro.
Nel Cremlino: la Moschea Qol-Şärif (l’astronave bianca e blu, bella anche all’interno), la chiesa ortodossa dalle cupole blu e oro, la sede del governo del Tatarstan, la torre pendente di Sjujumbike e il piccolo ma interessante museo di storia del Tatarstan.
In città: la Moschea Märcani, appena fuori dal Cremlino; l’Ufficio Statale, dall’architettura eclettica; la stazione dei treni in centro; il campanile della Cattedrale dell’Epifania, in mattoni; la ulitsa Baumana, la via commerciale in stile russo, e le vie circostanti; il sovieticissimo edificio dell’Istituto di Fisica; i due lungofiume.
Fuori città: il Tempio di Tutte le Religioni, a pochi minuti di taxi dal centro, o raggiungibile con l’autobus 2.

Post di riferimento per approfondire: Il Tatarstan e Kazan’, la Gerusalemme delle Pianure

Come arrivare: in treno notturno (16 ore circa) fino a Kazan’; con gli aerei low cost Pobeda da Mosca a Naberezhnye Chelny, la seconda città della Repubblica (di scarso interesse: ci sono stata perché ero ospite di una mia amica originaria di lì, ma in città non c’è assolutamente nulla di interessante da vedere). Kazan’ e Naberezhnye Chelny sono collegate solo in autobus o blablacar.

Esperienze da fare: essere ospitati da un CouchSurfer tataro e ascoltare le storie della sua terra. Io sono stata ospitata da Dianka, una ragazza tatara, e dal suo ragazzo, russo.

Nizhny Novgorod

Nizhny Novgorod significa “città nuova la bassa”, chiamata così per distinguerla dalla Veliky Novgorod. Sede di un’importante università, la città sorge in cima e alle pendici di una rocca situata sulla convergenza dei fiumi Volga e Okà, imponenti e ancora distinguibili anche dopo essersi uniti: il Volga rimane di un blu profondo, come il mare aperto, mentre l’Okà è più fangoso e grigio-marrone. Nizhny, come la chiamano i suoi abitanti, è una città giovane e vitale che conserva ancora molte splendide tradizionali case di legno intagliato, in cui a volta ancora manca l’acqua corrente o il riscaldamento. Abitata da russi e tatari di lingua leggermente diversa dal tataro di Kazan, Nizhny è una città davvero piacevole che si gira a piedi o con un paio di fermate di metro. La gente passeggia per il corso principale e aspetta i tramonti dalle possenti mura del suo bellissimo Cremlino. I turisti stranieri sono ancora oggi praticamente inesistenti: sotto l’URSS, per motivi militari, la città era chiusa agli stranieri e chiamata Gorky, in onore dello scrittore russo. Nizhny si distingue dalle altre città russe proprio per la sua posizione rialzata su una collina, da cui si ha una vista portentosa sulle pianure russe circostanti. Se si guarda bene, si può quasi intravedere un esercito che si avvicina minaccioso…

Cosa vedere a Nizhny Novgorod

La città bassa è in stile russo e costruita in mattoni, ma la sua luce e il calore ricordano un porto sul Mar Nero, con l’aria fresca, il sole splendente e la luce blu di Odessa. Stupende le mura del Cremlino viste da sotto e l’immensa Scalinata dominata dalla statua dell’aviatore sovietico Chkalov, autore del leggendario volo sopra la calotta polare. La città alta è invece un po’ più abbandonata, ma se adorate le case in legno vi piacerà da morire. Si trova anche qualche bizzarra moschea un po’ trash, ma soprattutto l’ovovia che collega Nizhny con Bor, un dormitorio di casermoni sovietici abitato solo da tristesse postsovietica (parafraso il geniale autore anonimo di Wikitravel su Nizhny). Ovviamente si fa il viaggio in ovovia solo per godere di un panorama vertiginoso su (crediamoci) mezza Russia Europea e sulla possenza dei due fiumi, che quando sono stata io erano puntellati dalle figure nere dei pescatori sul ghiaccio. Il biglietto singolo costa meno di 1.50€. La stazione di partenza è nascosta dietro delle lamiere, ma vi basterà seguire il flusso di persone dietro la piccola moschea rossa con le cupole grigie.

Come arrivare: in treno notturno a lunga percorrenza da Mosca (7 ore circa) e da SPB (16 ore) o in alta velocità, da Mosca e San Pietroburgo (4h da Mosca, 8h da SPB). Gli aerei sono di linea e hanno prezzi più alti.

Esperienze da fare: essere ospitati da un CouchSurfer e assaporare la leggerezza giovanile della città. Io sono stata ospitata da Zhanna, una giovane mamma di due bambini adorabili. Se siete amanti del genere, potreste anche provare a buttarvi in parapendio giù dalla scalinata di fianco al Cremlino… 😉

Ekaterinburg

Prima tappa asiatica della Transiberiana, Ekaterinburg (ex Sverdlovsk) è una città gentile e cruda insieme, dai palazzi antichi e grandi grattacieli. Teatro della truculenta uccisione dei Romanov da parte dei bolscevichi e città natale di Boris El’tsin, il primo presidente della Federazione Russa dopo il crollo dell’URSS: questa città a cavallo tra Russia Europea e Asiatica è meno lontana di quello che si pensi. Oggi i suoi bei palazzi zaristi risplendono di colori sotto i metri di neve, i giovani iniziano a viaggiare all’estero, i tassi di positività all’HIV ereditati dalla crisi sociale degli anni ’90 sono ancora i più alti della Russia e l’Uralmash, il sobborgo operaio di macchinari pesanti, non smette di spaventare gli abitanti del centro con storie e leggende di fronte alle quali qualsiasi altro Bronx impallidirebbe.

Post di riferimento: Ekaterinburg, lungo la Transiberiana

Come arrivare: in aereo con Pobeda a prezzi low-cost, con S7 o con le compagnie di linea. In treno, lungo la Transiberiana (27h).

Esperienze da fare: visitare, subito fuori Ekaterinburg, il santuario di Ganina Yama, il luogo dove sono stati sepolti in fosse comuni tutti i sovrani Romanov. E’ un luogo di fortissima devozione per i russi e di enorme portata storica: è il punto esatto dove la storia del Novecento è cambiata per sempre, nella città intitolata alla Zarina Ekaterina. La mia CouchSurfer Xenia ha pianto molto visitando il piccolo museo commemorativo e le chiesette di legno nel mezzo della taigà. Ingresso gratuito. Un altro punto famoso per i turisti è la placca che segna la distinzione Europa | Asia, alcuni km prima di Ekaterinburg.

L’Anello d’Oro: Vladimir

Vladìmir è una vivacissima città non lontana da Mosca. Se vicino alla grande capitale può sembrare un paesino come molti altri, da dentro Vladìmir è una vera e propria città autonoma e fiera abitata da oltre 300.000 persone. Importante centro culturale e giovanile, ospita un’università e un numero esorbitante di chiese antiche, musei, monumenti. I prezzi sono dimezzati rispetto a Mosca ma la vita e l’offerta culturale si difendono alla grande. Sarà per la fantastica compagnia e guida di Roman e Valentina, i miei due host CouchSurfing, ma a me Vladimir è veramente rimasta nel cuore. Vale una gita anche solo in giornata da Mosca.

Cosa vedere a Vladimir

La Porta d’Oro, la Золотые ворота, è tra i monumenti più famosi di tutta la Russia Europea: è un portale medievale sormontato da una chiesetta analogo ad altri costruiti nelle città sacre ortodosse di Gerusalemme, Costantinopoli e Kiev, sopravvissuto all’invasione mongola del 1237. Le placche d’oro che la rivestivano non ci sono più e la porta è rimasta di un bianco cangiante. Ma c’è di più: al tramonto passa dall’oro all’arancio al rosa… Proprio di fianco sorgono i resti delle mura della città, rivestite d’erba.
Patrimonio UNESCO e famose in tutta la Russia sono anche la Cattedrale della Dormizione, del XII secolo, e la splendida Cattedrale di San Demetrio (fine XII sec), entrambe iscritte alla lista dei Monumenti Bianchi di Vladimir e Suzdal’. Girare per il centro, tra le sue mille chiesette colorate, bastioni e bei palazzi è un vero piacere. Sorgendo su colline, si hanno belle viste sulla pianura circostante e sulle altre parti della città, a tratti ricoperte di ciliegi. La città si gira perfettamente a piedi: anche la stazione dei treni e degli autobus è vicina al centro.

Come arrivare: in treno regionale (3h) o alta velocità (1h) da Mosca, oppure in pullman.

Esperienze da fare: essere ospitati da un CouchSurfer che vi guidi in giro per la città e vi porti fuori la sera. Alcune birrerie artigianali sono veramente fantastiche e frequentate da gente molto amichevole con cui fare belle chiacchierate! Essendo una città molto giovane, è più probabile trovare qualcuno che parli inglese.

L’Anello d’Oro: Suzdal’

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Suzdal’ è il sogno bucolico-medievale di ogni innamorato della campagna russa. Delizioso paesino rurale puntellato da centinaia di piccole cupole antiche come questo piccolo paese, tra i più antichi di tutta la Russia Europea e ricchissimo di storia. Piccolissimo eppure decisamente il più ricco e scenografico paesino dell’Anello d’Oro intorno a Mosca, Suzdal’ si è recentemente molto turisticizzato e tanti russi hanno iniziato a costruirsi belle e costose dacie nei suoi paraggi. La popolazione vive solo di turismo e questo, devo ammettere, smorza un po’ il fascino autenticamente medievale di questo borgo. I turisti stranieri sono ancora pochi, ma il turismo di massa russo e religioso impera indisturbato. In ogni caso una gita in giornata da Vladimir è un must, in qualsiasi stagione (anche col freddo budello e il cielo tetro che ho trovato io a fine marzo). Essendo un centro turistico primario, tutto si paga e pure abbastanza caro: l’ingresso in tutte le chiese principali e cremlini è a pagamento.

Come arrivare: solo in pullman o marshrutka (40 min) da Vladimir (vedi sopra), dalla stazione degli autobus (di fronte alla stazione dei treni). Biglietti molto economici, si fanno al momento e non c’è bisogno di comprarli in anticipo: ci sono corse frequentissime. Suzdal’ si gira a piedi, ma le distanze sono russe e le varie chiese non sono troppo vicine tra di loro: tenetene conto! C’è anche qualche navetta economica che collega la stazione degli autobus con il centro.

Esperienze da fare: camminare sulle antichissime mura di terra della città, rialzate di qualche metro sulla campagna circostante, e ammirare la meraviglia di chiese tutte intorno; salire in cima all’altissima torre campanaria abbandonata del monastero femminile Rizopolozhenskiy, da cui si gode di una vista impareggiata: per salire bisogna chiamare il custode al telefono scritto all’ingresso, chiedergli le chiavi e pagargli 100rub (2€) a persona. Se non parlate russo è difficile.

L’Anello d’Oro: Sergiev Posad

Ve lo dirò sinceramente: Sergeyev Posad non mi è piaciuta granché. Celebratissima in quanto sede di un importantissimo Lavra, cioè grande monastero e centro spirituale dell’ortodossia (ce ne sono pochi in tutto il mondo ortodosso: uno molto bello di cui vi ho parlato è quello di Kiev, costruito su cunicoli sotterranei), è una gettonata meta di pellegrinaggio. Più o meno la Assisi della Russia Europea. Se non avete mai visto i devoti pellegrini ortodossi, certamente è un’esperienza. Gli affreschi della chiesa principale dentro il Cremlino non sono più belli di Novodevichy a Mosca, e in generale l’atmosfera ha quel tocco di pacchiano delle grandi mete di pellegrinaggio. Più di interesse sociale e storico che artistico, si visita in un paio d’ore.

Come arrivare: in pullman dalla metro di VDNKh o in treno dalla Jaroslavsky Vokzal (1.30/2h circa, a seconda del treno). Biglietti molto economici.

Murmansk

Murmansk non è certo una destinazione turistica a portata di mano: sta a oltre 39 ore di treno da Mosca. Il più grande porto al mondo sull’Artico, abitata da 300.000 persone, è quanto di più vicino all’idea che mi sono fatta di URSS io abbia trovato in Russia. Atmosfera tesa, polizia che perquisisce gli stranieri, la fine della ferrovia e insieme ad essa del mondo civilizzato abitato dagli uomini, un enorme porto che accoglie sommergibili che riaffiorano nel fiordo, grandi navi, rompighiaccio, conteiner colorati, sabbie bituminose. Murmansk è una città che fa ancora paura, dove ci si sente degli intrusi. Per giunta in Russia Europea, a un passo dalla Norvegia.

Nonostante ciò, guardare la gente vivere con dieci gradi e il cappotto anche in piena estate, vedere il tramonto all’una di notte e l’alba alle due, e toccare la piccola vegetazione di muschi e licheni della tundra è un qualcosa di unico. Unico soprattutto perché le zone oltre il circolo polare russo (Murmansk è tra il 68° e il 69° parallelo) sono praticamente inaccessibili e disabitate, mentre a Murmansk non solo c’è la ferrovia, ma la Norvegia e la Finlandia sono a un tiro di schioppo: la città è remota ma solo in relativo. Solo per veri audaci. Se mai ci andrete davvero non mancate di visitare il vecchio faro e la possente statua di Alyosha, il soldato sovietico a guardia della città. I monti della penisola di Kola devono essere incredibili e così pure Teriberka, il villaggio semiabbandonato in riva al Mar Glaciale dove è stato girato Leviathan, a oltre 2h di macchina su strada accidentata, verso nord-est.

Post di riferimento: Dove finisce il mondo. Da sola oltre il Circolo Polare a Murmansk, Russia

Come arrivare a Murmansk: in aereo di linea o in treno da Mosca (39h) o San Pietroburgo (30h circa).

Città della Russia Europea che vorrei visitare

volga nizhny novgorod quali città visitare in Russia Europea
Dalla ovovia sul Volga ancora in parte ghiacciato

L’imbarcadero sul Volga a Nizhny Novgorod

Volgograd, per vedere la città del leggendario assedio di Stalingrado e la grande statua della Madre Russia.
Tver’, un’antica città sul Volga, non lontana da Mosca.
Veliky Novgorod, sede di un famoso Cremlino e antica città commerciale lungo la strada tra Mosca e San Pietroburgo.
Jaroslavl’, una città antica e santa, dalle splendide chiese.
Archangelsk, il secondo porto della Russia Artica, affacciato sul Mar Bianco e non troppo lontano dalle misteriose Isole Solovky (che ho visitato nel 2015), di importanza cruciale nella Seconda Guerra Mondiale.
Sochi, la località balneare e sciistica insieme (!) più chic di tutta la Russia, sul confine con l’Abkhazia, la regione separatista della Georgia riconosciuta come stato indipendente dalla Russia. Ci sono stata nel 2015 entrando dalla Georgia: l’area è militarizzata e ancora pericolosa, ma i paesaggi del Mar Nero e del Caucaso sono indescrivibili.

Leggi anche i 9 libri sulla Russia di oggi da leggere prima di partire

Grazie e alla prossima!
Ele

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