I viaggi in treno più belli in Est Europa (e molto oltre)

Il treno notturno Baku - Tbilisi
Sul treno tra Baku e Tbilisi

Questo post è dedicato alla più grande appassionata ed esperta di treni che conosco, la mia amica Elena. Che mentre scrivo taglia gli Stati Uniti del sud con la stessa stessa precisione con cui sono state tracciate le loro frontiere. California, Arizona, New Mexico, Texas. Tiene in caldo idee e prende appunti per il suo prossimo libro, dedicato proprio ai treni, ispirando me e molti altri sognatori da rotaie col suo account Instagram, raccontando l’America da dentro, per com’è veramente. Ecco, mentre lei contempla i deserti di yucca io mi preparo a valicare gli Urali una volta per tutte, con destinazione Vladivostok. Entrambe sui treni, in due mondi agli antipodi (ma forse neanche troppo).

Non ho mai avuto il chiodo fisso dei treni come lei, il treno mi è semplicemente sembrato uno dei mezzi di trasporto più rilassanti, ecologici e comodi per viaggiare. Pochi controlli, sali, scendi in autonomia, da centro città a centro città senza il fastidioso rumore dei motori a scoppio. Ripesando ai vagabondaggi painderoutiani degli ultimi anni, però, mi sono resa conto di aver fatto davvero tante tratte in treno, la maggior parte delle quali veramente scenografiche. Persino il dépliant dell’InterRail Global Pass che acquistai nel 2013 segnalava la scassatissima tratta Belgrado – Podgorica come una delle più belle d’Europa. E che mai poteva esserci tra Belgrado e… Podgorica!?

Sono salita su quello e molti altri treni, senza un obiettivo preciso se non godermi le conversazioni, le atmosfere, i cigolii e gli immensi paesaggi non disturbati al traffico. E mentre Elena è a Austin e lì sta per sorgere il sole, io mi cimento con massima umiltà in questo post sui viaggi in treno più belli in Est Europa e molto, molto oltre. Perché l’Ucraina non sarà il New Mexico, ma forse sa dare altrettante emozioni.

Buona lettura e buoni viaggi in treno.

I viaggi in treno più belli in Est Europa

È il momento di andare. Ecco la mia classifica personale, ordinata per epicità/leggendarietà/bellezza e varietà dei paesaggi.

Classifica arbitraria e ingiustificata. Per reclami scrivere a sisiciaociao@painderoute.it.

1. La Transiberiana, obviously

Suvvia, signori, alla regina delle ferrovie, lunga oltre 9.000km, andava dato il primo posto tra i viaggi in treno più belli in Est Europa e oltre. Vi scrivo con il cigolare del vagone metallico in sottofondo, abbiamo lasciato da qualche giorno la piana boscosa oltre Mosca, poi il misterioso sollevarsi della terra in coincidenza degli Urali, che sembrano cupe colline smussate, alternate da laghi e bellissime casette in legno colorate. E poi l’immensa e monotona steppa siberiana fin dopo Novosibirsk, che si interrompe per lasciar posto alle prime montagne intorno a Krasnoyarsk. Mi aspettano la scenografica tratta che costeggia il lago Bajkal: da Irkutsk a Ulan Ude, raccontata con emozione da qualsiasi viaggiatore. E da Ulan Ude poi si prosegue fino a Vladivostok.

Sulla Transiberiana ho scritto diversi articoli che ti può interessare salvare:

  • Quanto costa la Transiberiana?
  • Quali tappe fare sulla Transiberiana e quelle che farò io
  • Come prenotare i treni russi e come scegliere i posti per la Transiberiana
  • Come fare il visto per la Russia fai da te

2. Bosnia Erzegovina, da Mostar a Sarajevo

Sebbene le ferrovie bosniache non siano esattamente sinonimo di efficienza, percorrere la tratta in treno da Mostar a Sarajevo è un’ottima idea se volete vivere i Balcani al massimo, in tutte le loro situazioni kafkiane, fumosissime, rocambolesche e al sapore di burek. A livello paesaggistico l’Erzegovina appena lasciata Mostar è strepitosa e questa tratta (sia in treno sia in auto) è secondo me tra le più scenografiche di tutta Europa. Il treno si addentra in gole strettissime, taglia valli scoscese dall’atmosfera misteriosa, scorre a fianco di fiumi di un verde smeraldo che non riuscirete a descrivere a parole, incontrando solo raramente città o villaggi.

Forse ti può interessare anche: cosa vedere in Bosnia Erzegovina

3. Serbia e Montenegro, da Belgrado a Podgorica in treno

Probabilmente la più lunga “diretta” dei Balcani, è anch’essa considerata una delle tratte in treno più belle d’Europa (ne parla anche la Lonely Planet!). Prima la grande piana del Danubio lasciando la grande Belgrado, città dolceamara, così grezza, eppure con qualche squarcio di bellezza ogni tanto, tra le facciate ricoperte di condizionatori che ronzano, i casermoni immersi nel verde di Novi Beograd e le stradine acciottolate piene di musica cigana della Skadarlija. Poi la Serbia rurale, dove sono le cicogne a fare da padrone, e infine l’animo più remoto e incontaminato della catena montuosa dei Balcani, separata in due da una minuscola frontiera tra Serbia e Montenegro. Che in realtà è un gabbiotto prefabbricato appoggiato temporaneamente al suolo (e che offre gentilmente e inspiegabilmente un Wi-Fi senza password). Tra Serbia e Montenegro si cambia treno, ma la ferrovia rimane la stessa. I treni montenegrini sono splendidi, con gli interni interamente in listarelle di legno smaltate e un’atmosfera da inizio Novecento come solo su certi vecchi tram di Lisbona o di Milano.

Per questa tratta mettete in conto una giornata intera: il treno spesso accumula ritardi ingiustificati, ma si sa che nei Balcani non bisogna avere fretta e godersi ogni cigolio metallico, ogni gola verde, ogni viso segnato dal tempo che vi si siederà davanti. Buon viaggio 🙂

4. Uzbekistan, da Andijan a Samarcanda

Ho preso questo treno due volte e ancora non riesco a spiegarmi la bellezza e la diversità dei paesaggi che attraversa. Mezzo di comunicazione primario, i biglietti spesso vanno tutti esauriti già qualche settimana prima della partenza (come tutti i treni in Asia Centrale, d’altronde: organizzatevi).

Interni in legno in meravigliosi treni sovietici, scene da altri secoli, la tradizionale ospitalità uzbeca, e solo questo dovrebbe già bastare. Si lascia Andijan, grande città della tumultuosa e fertile valle di Fergana, salutando pascoli, campi di cotone punteggiati di donne chine in vestiti variopinti, qualche altura verdissima e vacche solitarie. Il treno passa da Margilan e Kokand, superando il leggendario Sir Darya, il fiume più lungo dell’Asia Centrale. Per poi addentrarsi nelle aridissime montagne che proteggono la valle dai deserti dell’Uzbekistan occidentale. Il treno si arrampica in montagna con lentezza, l’aria è frizzantina ma sulle montagne non cresce nemmeno un cespuglio solitario. Si salutano gli operai al lavoro nel mezzo del nulla finché rimane solo qualche solitario palo della luce, in un’atmosfera da Far West in salsa centroasiatica. Poco prima di Tashkent si costeggia il fiume Angren e le montagne si tingono di un verde inaspettato, finché non si devia a Nord per una tappa nella grande Tashkent. È allora che il treno riposa prima di ripartire alla volta delle oasi di Samarcanda.

5. Slovenia e Croazia, da Lubiana a Zagabria in treno

Che la Slovenia fosse un gioiellino non avevamo dubbi, ma attraversarla su nuovissimi e silenziosissimi trenini vi farà sentire quasi più in Svizzera che non nella ex Yugoslavia. Senza fare troppe deviazioni, anche solo il treno tra Lubiana e Zagabria si inserisce senza difficoltà nella lista dei viaggi in treno più belli in Est Europa. Valli verdissime, piccole baite di legno, pascoli, dolci torrenti: in Slovenia tutto è così pulito, incontaminato, ordinato da sembrare uscito da una fiaba. Mi raccomando, posto finestrino!

6. Kazakistan, la steppa in treno: Astana Almaty e Almaty – Shymkent

Anche se con più monotonia, anche i treni in Kazakistan meritano il loro sesto posto nella grande lista dei treni più belli in Est Europa e oltre. Da Astana ad Almaty si può viaggiare con un treno alta velocità in sole 13 ore, oppure lasciarsi cullare quasi un giorno intero sul treno lento. Attraversare la steppa è sempre un’esperienza rigenerante – l’occhio vaga fino a cercare l’orizzonte più lontano, mai sazio di ciò che potrà vedere. Si costeggia l’immenso lago Balkash lasciandosi le vette innevate del Tien Shan alle spalle, per poi sfrecciare solitari nelle praterie, sempre più aride e sabbiose man mano che si sale a nord. A noi sorprese la primissima neve nella steppa, a metà ottobre: ci svegliammo coi finestrini incastonati in una cornice di cristalli di ghiaccio e fiocchi di neve, con una luce e un silenzio surreali, finché il treno non si fermò al grido del capotreno – Astanà!

Un’altra linea che merita è quella che collega Shymkent (o addirittura Tashkent), città petrolifera del sud, con Almaty. Si sfreccia a fianco della lunga catena del Tien Shan, bella e inavvicinabile, mentre ogni tanto compare qualche yurta solitaria circondata dal suo bestiame. Shymkent-Almaty è una tratta popolare tra chi lavora nella ex capitale e fugge dal Sud più povero, farete molti incontri interessanti. Tra l’altro, è qui che ho preso il mio primo treno a tre piani: che forza!

7. Armenia, da Erevan a Gyumri

A malincuore ho dovuto escludere le due tratte in treno tra Baku e Tbilisi e tra Tbilisi e Yerevan, perché sono esclusivamente notturne e non si vede granché. Non potevo però tralasciato il mio adorato Caucaso e così ho incluso la tratta in treno tra Erevan, la capitale, e Gyumri, la seconda città, zona depressa a seguito del terremoto del 1988 ora in (lenta) rinascita, che merita assolutamente una breve sosta per godere della sua architettura unica di fine Ottocento. Il treno è lento ma costa meno della marshrutka ed è il motivo per cui tanti armeni lo prendono ancora. Quella zona di Armenia è però spettacolare perché costeggia il vulcano Aragats, tagliando immensi altopiani desertici. Se sarà una bella giornata, guardate a sud ovest e potreste vedere l’altro leggendario bestione, il biblico monte Ararat, oggi in Turchia.

Ho parlato in due post separati di cosa vedere a Yerevan e di Gyumri.

8. Slovacchia, da Bratislava a Košice in treno e i trenini dei Carpazi

Panorama dal Castello di Spis

Oltre che bellissima, la Slovacchia in treno è anche un’idea super low cost. D’estate si può acquistare un biglietto stile Inter-Rail per una settimana a soli 29€. Fateci un pensierino! La Slovacchia è verdissima e puntellata di impressionanti castelli, di cui il più famoso è lo Spissky Hrad, patrimonio UNESCO. Sono però i trenini dei Carpazi che ci hanno fatto innamorare. Rossi, piccolissimi, a scartamento ridotto: a bordo di questi teneri cosini raggiungerete i paesini di montagna ai piedi delle più scenografiche vette degli Alti Carpazi (High Tatras), dove vive l’orso bruno, e splendidi laghi come lo Štrbské Pleso. Date una chance anche a Košice, città ingiustamente ignorata, ma che vanta un repertorio architettonico niente male.

Dell’itinerario in treno in Slovacchia ho scritto in questo post.

9. Russia, da San Pietroburgo a Murmansk

Murmansk fiordo
Il fiordo di Murmansk visto dalla collina del monumento ad Alyosha

Uno dei primi grandi viaggi in treno in Russia, con la bussola sempre puntata verso nord. Lungo 24h, è un’ottima idea se volete tentare la sorte e provare a imbarcarvi per le leggendarie Isole Solovki. Altrimenti proseguite dritto finché non intravvedrete la sagoma di Alyosha, l’immenso soldato di cemento a guardia del fiordo di Murmansk, la più grande città oltre il circolo polare artico. Dai palazzi di Pietroburgo si sfiorano i grandi laghi Ladoga e Onega, si fa sosta a Petrozavodsk e si prosegue finché la taigà non si abbassa alla tundra, fatta di licheni e piante minuscole, mentre i toponimi richiamano l’estrazione mineraria e a Est si iniziano a intravedere le colline smussate della Penisola di Kola. Esperienza fortissima.

10. Polonia, da Danzica a Berlino in treno

In un bellissimo InterRail intorno al Baltico, da Varsavia a Copenhagen, la tratta più spettacolare è stata senza dubbio quella da Danzica a Berlino, attraverso le dolci pianure della Pomerania, regione estremamente disabitata. Da Danzica (bellissima) si può prendere un treno per Stettino e da lì proseguire in Germania, oppure fare la tratta diretta che ferma anche a Bydgoszcz e Poznań. Indimenticabile il valico sull’Oder, dove improvvisamente l’estetica postcomunista della Polonia svanisce in favore di modernissime stazioni firmate Deutsche Bahn: da lì, un attimo e starete mettendo pietre nella leggendaria stazione di Ostkreuz a Berlino.

11. Ucraina, da Kiev a Odessa in treno

L’Ucraina in treno è bellissima, specie se il girasole è il vostro fiore preferito. Non so se avete visto Ogni cosa è illuminata, ma l’Ucraina del sud è proprio così. Andate in treno da Kiev a Odessa se non ci credete. Per paesaggi più vari e meno “stepposi”, buttatevi sui Carpazi, per esempio andando dalla bella Uzhorod a Kiev, come ha fatto la mia amica Annika.

Dell’Ucraina ho scritto moltissimo: dai un’occhiata all’archivio.

12. Ungheria e Serbia, da Budapest a Belgrado

E infine questa tratta, che ha un grande significato per i nostri tempi, oltre che dei paesaggi sicuramente colorati ma poco vari. La stazione di Budapest è la bellissima Nyugati pályaudvar (anche se non doveste salire su quel treno, passateci lo stesso), dove la luce filtra attraverso migliaia di vetrate e dà tonalità d’altri tempi ai vecchi treni fermi lì. Il biglietto è “internazionale”, perché la Serbia non è Unione Europea. È scritto a mano da una vecchia signora, su una carta prestampata che dall’ungherese traduce in francese e tedesco, coerentemente con l’attuale Impero Austroungarico.

Le pianure ungheresi danno finalmente un senso a quella che in Storia al liceo era la Pannonia: la landa infinita delle pannocchie. Il viaggio procede senza intoppi, finché, a un passo dalla prima cittadina serba, il treno rallenta fino a quasi fermarsi, mentre la polizia divarica quell’orrore dei nostri giorni che è il grande muro di filo spinato anti-migranti. Noi veniamo dalla Fortezza, fateci passare. E così quel muro si spacca in due e, documenti alla mano, la polizia di Subotica sale a bordo per mettere un bel timbro a forma di treno sul mio passaporto del primo mondo.

All’epoca scrivevo questo, ma è triste vedere che nel 2019 quel muro stia ancora lì.

Dobar dan, passport kontrola.
Brivido ed emozione. Tutto regolare.
Polizia tranquilla, metodica, le rughe scavate dalla routine, uniformi sgualcite e consunte.
Subotica, Vojvodina – Serbia, entrata via treno. Regolare. Banalità!
Banalità perché ho il glorioso merito di avere un passaporto porpora con scritto “repubblica italiana”, viaggio su un eurocity regolare partito da Budapest e il mio motivo d’ingresso è quello che alla burocrazia piace definire “turismo”.
Banalità? In frontiera ungherese, apposta per il mio treno, è stato aperto un cancello attraverso un muro di filo spinato. Nuovo, brillante, tutto argentato che luccicava arrogantemente ai trenta gradi della piana danubiana d’agosto, circondato da campi di mais a nord e campi di mais a sud. Bambini in bicicletta nelle mulattiere assolate a nord, e bambini biondi uguali pure a sud. Casette basse coi tetti spioventi, gli orti, i panni bianchi stesi di qua e pure di là. Girasoli, pruni carichi di frutta, erba secca, qualche vecchio annoiato che guarda i treni passare.

Quante banalità vecchie migliaia di anni. Muraglie, valli, muri, catene sott’acqua. Io questa storia l’ho già sentita.
Di là è uguale. Ma uguale davvero, credetemi, non si vede la differenza. E queste sono solo banalità, stupidità.

La storia non si fa coi se e coi ma. Però, qui ed ora, non posso non pensare. Non posso non pensare a cosa sarebbe successo se fossi stata su un treno nella direzione contraria davanti a quel cancello e se, con passaporto verde o blu, avessi risposto “purpose of visit: asylum”.

Benvenuti in Europa 

Per oggi è tutto, cari amici, spero che questo post sui viaggi in treno più belli in Est Europa vi sia piaciuto.
Non perderti le avventure painderoutiane su Facebook e Instagram!
Ti aspetto lì!
Ele

Un commento

  1. Bellissimo post che da tante idee di viaggio ma sopratutto fa pensare.
    Pensare al concetto di confine e a cosa stiamo facendo in questo periodo storico, passi indietro terribili e insensati.
    Grazie per questo bel post.

Aggiungi un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.