Isola del Giglio: trekking per esplorare la natura dell’Arcipelago Toscano

Il Giglio è un luogo semplice, dove un mare verde e pulito incontra il profilo maestoso e scuro delle montagne. Per me un piccolo sogno dove ho avuto la fortuna di tornare molte volte. Ho sempre scoperto piccoli sentieri nella macchia che rivelano calette isolate dove tuffarsi e godersi il fresco del mare e la bellezza della natura, dalla primavera all’autunno inclusi. Oggi provo a raccontarvi un’insolita Isola del Giglio: trekking semplici e più impegnativi per esplorare l’isola a piedi, godendo a fondo di ogni respiro di macchia mediterranea.

Il Giglio fa parte del Parco dell’Arcipelago Toscano, che da alcuni anni tutela in maniera sempre più proibitiva (e discutibile) le sue belle isole. Fortunatamente per noi viaggiatori rispettosi e amanti del trekking, il Giglio è ancora quasi interamente accessibile senza restrizioni o divieti. Isole come Montecristo, Pianosa, Capraia e Giannutri (di cui ho parlato in quest’altro post) sono invece diventate sempre più impenetrabili, ciascuna a modo suo e con regole diverse mai completamente chiare.

È recente la notizia del padre e figlio multati di 5.000€ dopo esser stati visti pescare in zona protetta dalle molte telecamere installate a Giannutri. Il Giglio vanta invece flora e fauna ugualmente ricche e belle, ma ancora più vicine alla costa e più fruibili che sulle altre piccole isole.

Ma per oggi basta così: vi racconto i miei trekking al Giglio come sempre con qualche info pratica.
Buona lettura!

Isola del Giglio: come arrivare

L’Isola del Giglio è tanto ben collegata alla terraferma quanto ancora poco frequentata dal turismo, specialmente fuori stagione. I traghetti partono da Porto Santo Stefano, centro principale della penisola dell’Argentario, che è facilmente raggiungibile in auto dalla Toscana (2h circa da Firenze o da Pisa) o dal Lazio (2h circa da Roma). È facile arrivarci anche in treno, scendendo a Orbetello-Argentario lungo la linea ferroviaria che collega Roma a Firenze e passa attraverso i paesaggi rurali e incontaminati della Maremma. Da Orbetello passano frequentemente autobus per Porto Santo Stefano.

Da Porto Santo Stefano il tragitto dura solo un’ora e i traghetti sono frequenti, gestiti da due diverse compagnie. Potete controllare e confrontare i prezzi biglietti dei traghetti per l’isola del Giglio comodamente online e con un solo click riuscirete ad acquistare la soluzione più adatta alle vostre esigenze.

Dove alloggiare al Giglio, come spostarsi, quando andare

Sostanzialmente dipende da voi e da cosa cercate: Giglio Porto è comodissimo perché raggiunto dai traghetti, è un paesino molto carino ed è ben collegato a spiagge come la cala di Arenella o la spiaggia delle Cannelle. Giglio Castello è un altro borgo affascinante nonché capoluogo dell’isola, posto a 405m slm, ma lontano dal mare, anche se ben collegato a tutte le parti dell’isola dagli autobus.

In sincerità vi consiglio, per accessibilità e natura selvaggia, la zona di Giglio Campese. È facile trovare buoni alloggi a poco prezzo (c’è anche un campeggio) nel paesino e cimentarsi in camminate semplici e più impegnative nella zona circostante, che è molto selvaggia.

Per spostarsi tra Porto, Castello e Campese potete usufruire degli autobus dell’Isola del Giglio, con collegamenti regolari. Biglietti acquistabili dalle tabaccherie dei tre paesi. Gli orari sono pubblicati sul sito di Tiemme.

Quanto al periodo, l’estate al Giglio è il periodo più gettonato, ma l’acqua rimane calda fino all’autunno inoltrato (una volta ho fatto il bagno addirittura l’1 gennaio, ma sono io un po’ russa nell’anima). In primavera l’acqua è ancora fresca (si fa comunque il bagno volentieri se le giornate sono calde), ma la vegetazione dà il suo meglio: sono stata al Giglio a maggio e non credo di aver mai visto una macchia mediterranea così ricca e verde! Gli inverni sono sempre miti ma essendo bassissima stagione ci sono pochi servizi sull’isola.

Isola del Giglio: trekking facili e difficili

Sull’isola del Giglio ci sono decine di sentieri percorribili, più o meno impegnativi. In questa sezione vi racconto quelli che da alcuni anni a questa parte ho percorso anch’io e che vi consiglio di provare anche se avrete pochi giorni di tempo sull’isola (molti sono davvero brevi). Vi consiglio questa mappa dell’Arcipelago Toscano che è dettagliatissima (1:15.000) e riporta tutti i sentieri CAI e ufficiali del Parco: è anche impermeabile, anti-strappo e riciclabile.

Trekking da Giglio Campese alla Punta Faraglione

Durata: 30 minuti circa
Difficoltà: media
Note: abbastanza ombreggiato, no acqua né servizi

Questo piccolo sentiero parte dall’estremità sinistra della spiaggia di quarzi di Giglio Campese, passando di fianco al complesso di case color terra addossate alla montagna. Superato un cartello informativo (un po’ sbiadito) sui sentieri dell’isola si inizia a salire in un bellissimo sentiero in mezzo alla boscaglia, a tratti un po’ ripido e stretto, ma che vi lascerà estasiati per i profumi di macchia mediterranea di cui vi riempirete i polmoni. Il sentiero sale e scende ma nel complesso è abbastanza breve. È importante avere scarpe chiuse e avere una buona forma fisica, perché non è attrezzato. Il sentiero collega due spiaggette riparatissime e intime, una (cala Pertuso), più grande, proprio di fronte ai trabiccoli arrugginiti in mezzo al mare – ultimi segni dell’estrazione del ferro sull’Isola del Giglio, così come all’Elba; la seconda invece è più difficile da raggiungere perché bisogna calarsi dalla montagna su un sentiero piuttosto ripido e non segnato, a tratti un po’ scivoloso, ma non pericoloso. L’acqua è verde e cristallina, non si trova quasi mai nessuno: un piccolo paradiso privato con una meravigliosa vista sulla baia di Campese. È possibile deviare scendendo ad una piccola spiaggetta, chiamata cala dei Pozzarelli, anche a ovest (lato sinistro).

Senza deviare e continuando il sentiero si arriva alla punta Faraglione, dove spettacolari rocce si staccano dall’isola madre sprofondando nel mare tra gli spruzzi. La vista è completa e maestosa in tutte le direzioni: a ovest si vede facilmente il profilo inconfondibile dell’Isola di Montecristo, ripida e seghettata; a nordest la costa toscana e a sudest il profilo morbido e verde del Giglio, che sale dolcemente verso Giglio Castello e che sembra quasi un grande animale dormiente. Al tramonto le rocce si illuminano di un giallo ancora più vivo: con la macchia e l’odore del mare il luogo diventa così selvaggio e isolato che non potrete che dire ‘sì’. 😉

Da metà del percorso è possibile deviare verso Ovest e raggiungere il Poggio Giannetto (179m) o il Poggio Zuffolone (206m).

Trekking da Giglio Campese alla Cala dell’Allume

Durata: 30 minuti
Difficoltà: facile fino alla scogliera, medio-difficile la discesa alla spiaggia
Note: niente ombra (a parte un breve tratto nel bosco), no acqua né servizi

Questo sentiero, non molto segnalato, è tanto anonimo nella prima parte quanto mozzafiato nell’ultima. Si prende dal centro di Campese (dal parcheggio di fronte al Diving Centre si segue la via dell’Allume tenendo sempre la destra seguendo verso l’entroterra, ma mancano segnalazioni adeguate ed è facile confondersi. Si tiene la strada asfaltata in falsopiano per un quarto d’ora (all’unico bivio a sinistra!), finché non compaiono i primi cartelli e il sentiero inizia a salire in un piccolo bosco addossato alle rocce sulla destra. La salita non è mai ripida e quasi non ci si accorge di essere arrivati in cima a una maestosa scogliera, a picco sulla cala dell’Allume, che dall’alto non si rivela del tutto.

L’ultima parte in cima alla scogliera è protetta da un parapetto ed è un punto d’osservazione splendido sul mare aperto verso ovest, in un punto disabitato dove non si vede alcun elemento antropico. Nelle giornate più terse si può vedere, bassa e scura sopra il mare, la Corsica. Da qui potete spingervi più in alto fino al Poggio Pelato (104m), che però quando siamo stati noi era chiuso, e ancora più oltre sulle scogliere sopra l’Allume, oppure scendere alla cala.

Anche se la discesa è ripida, a tratti scivolosa e non molto sicura (ma ci sono grossomodo dei gradini), vi consiglio vivamente di scendere fino alla cala: un enorme blocco di zolfo giallo come un tuorlo d’uovo e altre rocce dai colori impressionanti vi aspettano a bordo spiaggia, insieme ai resti della miniera abbandonata: non serve essere geologi per rimanere estasiati dalla vivacità dei colori delle rocce. Dal basso la cala ha un aspetto completamente diverso, ma vi conquisterà comunque con la sua vegetazione quasi tropicale e la sua acqua limpida e blu. Dicono (ma ancora non sono riuscita a vederlo!) che sulla scogliera più a Nord ci sia una statua di uno stambecco appoggiata su una roccia: se la vedete scrivetemi e mandatemi una foto 😊

Insieme al Faraglione è il mio posto preferito sull’Isola del Giglio.

Trekking da Giglio Campese a Giglio Castello e viceversa

Durata: 2-3h
Difficoltà: media
Note: no ombra, no acqua, servizi solo all’arrivo e alla partenza

Il sentiero che collega Campese con Giglio Castello è uno dei più frequentati trekking sull’isola del Giglio. Si parte dalla parte destra di Campese, tra il negozio di alimentari Anna e Gino e la chiesa, e si procede sempre in salita lungo mulattiere ben segnalate e ben battute. La fatica viene ripagata fin da subito dalla vista su tutta la parte Nord dell’Isola: Campese, il Faraglione e i poggi sopra la Cala dell’Allume. Una volta arrivati in cima la visita a Giglio Castello è deliziosa: le possenti mura del Castello, le viuzze strette tra casette color pastello, il tripudio di piante grasse sui balconi (attecchiscono benissimo anche nei climi rigidi di Milano: anni fa presi un po’ di talee che sono sopravvissute fiere fino ad oggi) e la vivacità del centro principale dell’isola, dove gli isolani vivono davvero senza il fastidio dei turisti in vacanza. Mi ricordo che tanti anni fa, alla mia primissima gita sull’isola (nonché una delle mie prime volte in Toscana) rimasi colpitissima dall’accento fortissimo, deciso e unico dei bambini isolani che tornavano dal loro primo giorno di scuola. Sono comunque un’irriducibile nordica che di toscanità non capirà mai abbastanza, ma quell’accento mi aveva evocato un’italianità verace e perduta che non ho quasi mai più ritrovato.

Passeggiata da Giglio Porto alla Spiaggia delle Cannelle

Durata: 20 minuti
Difficoltà: facile
Note: su asfalto, abitata, acqua e servizi in partenza e all’arrivo

Il paesino di Giglio Porto è uno dei più graziosi dell’isola ed è il miglior rappresentante di quell’adorabile continuum architettonico, che cambia impercettibilmente man mano che si scende (o si sale) dalla Liguria fino all’Arcipelago Campano. Genova, le Cinque Terre, l’Elba, il Giglio, Ponza, Ventotene e infine Procida, Ischia, Capri: tutte si richiamano a loro modo, sempre simili ma mai davvero uguali.

Da Giglio Porto si può fare una brevissima passeggiata su strada asfaltata per raggiungere la Spiaggia delle Cannelle, tranquillissima fuori stagione, molto frequentata e attrezzata d’estate e circondata da belle casette basse un po’ nascoste nella macchia.

Dalle Cannelle si può proseguire su sentiero fino alla Punta di Capo Marino e poi ancora fino alla Spiaggia delle Caldane e ad altre calette ancora più a Sud.

Altri trekking sull’Isola del Giglio e consigli utili

Chiaramente questi sono solo alcuni dei possibili trekking al Giglio, isola abbastanza grossa, non troppo montuosa e ancora non molto frequentata. Altri bei sentieri facilmente reperibili su OpenStreetMaps o OsmAnd sono quelli da Giglio Porto a Campese (passando per esempio dal Faro delle Vaccarecce, posto in una posizione infelice e quindi abbandonato), o da Campese al bellissimo Faro che rimane oltre la spiaggia sulla destra, dopo la torre e dopo la Punta delle Secche; il poggio della Pagana, il più alto del Giglio; o ancora il faro meridionale di Punta di Capel Rosso (meraviglioso), raggiungibile con sentieri più lunghi partendo da Giglio Castello o da Giglio Porto. Tra i centri principali corrono comunque autobus di linea di cui potrete servirvi una volta arrivati a Giglio Porto con il traghetto da Porto Santo Stefano (Argentario).

In generale, è importante avere una buona app dei sentieri sul telefono e una mappa cartacea dettagliata (in alcune zone del Giglio non prende la rete, come alla cala dell’Allume). Questa mappa dell’Arcipelago Toscano è dettagliatissima (1:15.000) e riporta tutti i sentieri CAI e ufficiali del Parco, e anche impermeabile, anti-strappo e riciclabile.

3 Commenti

    1. Ciao Paola, grazie mille per tutti i complimenti ♥
      Allora, per il Giglio bisogna fare distinzione tra cosa è parco dell’Arcipelago Toscano e cosa è Toscana e basta. In Toscana nessuna legge vieta il campeggio libero, quindi assumiamo che sia lecito e non sanzionabile se non sporchi, inquini e non fai fuochi.
      Per le aree designate come parco nazionale (parte meridionale dell’isola, meno della metà del territorio) invece vige la normativa del parco, datata anni ’90, che sanziona il “campeggio fuori dalle aree designate”. Con campeggio però la legge italiana identifica il piantare stabilmente una tenda per un giorno e una notte interi, mentre il passare una notte in tenda dal tramonto all’alba è considerato “bivacco”. Quindi deduciamo che campeggiare nel parco è in teoria proibito e rischioso, ma in pratica non realmente sanzionabile.
      Per sicurezza ti direi di campeggiare nella parte nord dell’isola onde evitare fraintendimenti o multe.
      Per info, il regolamento del parco dell’Arcipelago toscano: http://www.islepark.it/images/normativa/regolamenti/regolamento-sanzioni-amministrative.pdf
      Info e mappa del parco sull’Isola del Giglio: http://www.islepark.it/visitare-il-parco/giglio

      Spero di averti aiutata, a presto e ancora grazie per i complimenti!
      Un abbraccio,
      Ele

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