Isola di Giannutri: come arrivare e come visitarla, trasporti, regole e biglietti

Scritto da Eleonora

Oggi vi voglio raccontare un mezzo segreto, che si chiama isola di Giannutri. Nell’Arcipelago Toscano, l’isola più a sud è un piccolo paradiso a forma di mezzaluna, dalla vegetazione rara e popolato da pesci e uccelli. Ho visitato Giannutri varie volte e, tornando sull’isola, ho visto cambiare anche le (discutibili) politiche del Parco dell’Arcipelago Toscano, diventate sempre più restrittive col passare degli anni. In questo post, troverai tutte le informazioni aggiornate su come visitare Giannutri, come raggiungere l’isola, dove acquistare i biglietti di accesso e come funzionano le regole per sbarcare.

Giannutri è un’isola piccola e strana. Difficile da raggiungere, ormai quasi impossibile da visitare in autonomia: è bastato poco perché, insieme all’Isola del Giglio, diventasse la mia preferita. Negli anni, ho pensato spesso al destino di questa piccola mezzaluna. Mi chiedo seriamente se tornerà ad essere di nuovo accessibile liberamente… oppure no.

Giannutri ha una storia un po’ bella e un po’ triste. Stando alle ultime disposizioni del parco, Giannutri non è più accessibile gratuitamente se non ai proprietari di seconde case e i loro parenti o ospiti. Constato tristemente che è diventato un paradiso esclusivo e iperprotetto (e, lecitamente, mi chiedo se ce ne fosse davvero bisogno da un punto di vista naturalistico), visitabile solo dietro pagamento di biglietto e, di fatto, di guida. I proprietari di case festeggiano la loro nuova isola privata.

Giannutri: nuove regole di accesso

Le regole di accesso a Giannutri sono cambiate il 2 luglio 2019 e sono le seguenti:

Si accede all’isola (in tutto il suo territorio, anche la strada da Cala Spalmatoio a Cala Maestra) solo dietro pagamento di biglietto, regola in vigore tutto l’anno.

Il ticket di accesso costa 4,00€.

Sono esenti: bambini sotto i 12 anni, gruppi scolastici e universitari, i portatori di handicap con accompagnatorio, personale istituzionale, residenti dell’Isola del Giglio e proprietari di immobili a Giannutri, loro parenti fino al II grado e loro affittuari.

Dove acquistare il ticket di accesso a Giannutri: se vai a Giannutri in traghetto, il ticket è fornito dalle compagnie di navigazione. In alternativa, vanno acquistati presso la Pro Loco dell’Isola del Giglio. Non è segnalato sul sito, ma ci hanno detto che sono in vendita anche presso l’unico alimentari di Giannutri. I biglietti per Giannutri non sono in vendita online.

Che i biglietti non siano in vendita online trovo sia quasi offensivo nei confronti dei tempi in cui viviamo. Se uno dovesse recarsi a Giannutri con mezzi propri, dovrebbe procurarsi il biglietto presso la Pro Loco del Giglio, o in alternativa sperare che l’alimentari sia aperto e venda biglietti, visto che non è un rivenditore ufficiale.

Con l’acquisto del solo ticket di 4,00€, si ha diritto solo ed esclusivamente a percorrere il tratto di sentiero lungo 600m che collega Cala Spalmatoio con Cala Maestra.

Per visitare la villa romana o accedere agli altri sentieri dell’isola, è necessaria una guida parco all’interno di un tour organizzato, con una guida ogni 25 persone.

I costi per le visite guidate (sia alla villa romana, sia ai sentieri naturalistici) sono i seguenti:

  • Percorso naturalistico €8 a persona, ridotto €4 ragazzi 11-14, esenti bambini 0-10 anni
  • Percorso archeologico Villa Romana: €8 a persona, ridotto €4 ragazzi 11-14, esenti bambini 0-10 anni.

Come raggiungere Giannutri in traghetto

Per arrivare a Giannutri si può prendere il traghetto da Porto Santo Stefano (Argentario).

Una volta sull’isola senza guida, però, non si può fare quasi nulla: c’è solo un baretto-ristorante-supermercatino chiamato “La Vela” ma non si può uscire dal piccolo sentiero principale e dalle uniche (minuscole) due spiaggette/approdi accessibili, Cala Spalmatoio e Cala Maestra. In alta stagione, c’è la possibilità di visitare la villa romana di Giannutri con un tour guidato. L’ingresso costa 8€.

A Giannutri è ovviamente proibito fare campeggio libero e pernottare è molto difficile, dato che gli appartamenti o ville in affitto sono pochissimi.

Cosa fare a Giannutri

In sostanza, ecco cosa si può fare a Giannutri, una volta entrati in possesso del ticket d’accesso di 4€:

  • passeggiare da Cala Spalmatoio a Cala Maestra (sentiero lungo 600m), visitando il minuscolo paesino, vedendo da fuori l’albergo abbandonato, la piazzetta di Giannutri e l’eliporto. Libero e senza guida.
  • fare un bagno in una delle due cale accessibili. Libero e senza guida.
  • visitare la villa romana (ingresso 8€), acquistando il biglietto in loco e unendosi a una visita guidata (più probabile in alta stagione).
  • se si proviene da terra con una guida parco in un tour organizzato (€8 a persona, €4 ridotto), è possibile visitare gli altri (meravigliosi) sentieri dell’isola, il faro e le scogliere, che un tempo erano accessibili a tutti gratuitamente durante il periodo invernale e ora non lo sono più.

Isola di Giannutri: breve storia di un’isola senza macchine

Mi stupisco ogni volta che, in Italia, trovo un luogo dove ci sono solo io. Nient’altro che me. Pochissime case, zero strade, zero auto, zero tutto. Giannutri è così: si può girare solo a piedi. Non ci sono auto sull’isola, anche perché non ci sono strade carrabili. Non c’è acqua se non quella piovana e l’unico elemento antropico sono le poche ville seminascoste nella vegetazione, color rosso terra, circondate da meravigliose piante grasse e lecci.

Giannutri è un luogo che la storia aveva già deciso non sarebbe diventato urbanizzato. Isola piccola, piccolissima; troppo poco montuosa perché la si potesse fortificare e proteggere dai pirati; troppo in mezzo al mare per renderla un comodo scalo; troppo appuntite le sue coste, troppo difficili i suoi porti. Abitata e poi abbandonata a periodi alterni nell’antichità, ha conosciuto il periodo di massimo splendore in età romana, di cui rimane una bellissima (e ora anche blindatissima) villa romana del II secolo e vari resti nei due porticcioli dell’isola, Cala Maestra e Cala Spalmatoio.

Giannutri, il Parco e il semiabbandono

Ma veniamo a Giannutri oggi. Nell’isola non c’è un porto attrezzato, ma solo due piccolissimi approdi. Non ci sono strade carrabili. Non ci sono auto. Non ci sono benzinai. Giannutri si può girare solo a piedi. L’unico albergo che c’era è oggi abbandonato e divorato dall’edera (anche se abbiamo visto dei lavori in corso, chissà se e quando finiranno!), e non è possibile dormirci se non affittando un appartamento da privati. Non ci sono ostelli, c’è solo un mini-market che fa anche da piccolo bar e ristorante nella piazzetta di Giannutri.

Negli anni del boom economico molti romani si sono costruiti piccole villette e case vacanze sull’isola e alcuni sono andati a viverci: nel 2011, i residenti censiti erano 27. Tutti gli altri sono solo i proprietari di seconde case utilizzate durante la bella stagione.

La scarsità di collegamenti, la mancanza di un porto attrezzato, di auto e di supermercati, più recentemente, ha però portato molte famiglie ad abbandonare le loro case o a tentare di venderle. Specialmente in bassa stagione l’isola rimane completamente desolata.

L’ingresso dell’isola nelle aree protette del Parco dell’Arcipelago Toscano ha in parte favorito lo stato di abbandono da parte dei residenti e in parte provato a rilanciare il valore turistico dell’isola. La maggior parte delle acque dell’isola sono Zona 1 e quindi completamente inaccessibili: non si può navigare neanche a remi, non ci si può immergere né pescare. Persino l’intero territorio dell’isola è protetto e oggi non è più possibile percorrere gratuitamente nemmeno il breve corridoio che collega Cala Maestra con Cala Spalmatoio.

L’Ente Parco ha installato varie telecamere in giro per l’isola e soprattutto all’ingresso della Villa Romana: c’è poco da trasgredire, in realtà, perché chi esce dall’unico sentiero autorizzato in bella stagione si prende oltre 500€ di multa, così come chi viene trovato sprovvisto di biglietto, che rischia una multa dai 50 ai 500€.

Per salvarla dal turismo di massa e dall’urbanizzazione (ma c’era davvero il rischio? Un’isola lontana, senza alcun tipo di servizio?), a cui è scampata miracolosamente, oggi è diventato sempre più difficile accedervi, e il rischio è che diventi una destinazione turistica esclusiva dove chi paga va, e chi non paga non va.

Un’altra idea è altrimenti, se siete interessati a fare immersioni a Giannutri, è cercare un tour privato che dall’Argentario vi porti sull’isola con un gommone. In ogni caso, per sbarcare, dovreste però comunque pagare il ticket di 4€.

Giannutri non è più per tutti

giannutri
Cocco, Fia e Zu

È bello che si possa solamente girare Giannutri a piedi, è bello che esistano luoghi senza macchine e ancora incontaminati. Penso sempre però se è giusto che, per tutelarli, diventino di fatto inaccessibili al painderoutiano medio e che non ci sia modo di visitarli se non si paga o se non si hanno mezzi propri. Davvero non esiste una terza via?

Se volete organizzare il vostro viaggio in autonomia, cambiate isola. L’Arcipelago Toscano è grande, e, oltre a Giannutri, ci sono isole diverse e sempre belle, ma molto più accessibili a un viaggiatore indipendente: il Giglio, di cui ho parlato in questo post, l’Elba, Capraia, la Gorgona. Bellezze mozzafiato, decisamente più accessibili, perfette per fare trekking e nemmeno così prese d’assalto, specie fuori stagione.

Per consolarci: altre isole del parco come Montecristo o Pianosa sono invece ancora più inaccessibili di Giannutri. A Montecristo possono entrare solo 1000 persone all’anno, di cui 600 studenti e 400 adulti. A Pianosa, da quando è stato dismesso il carcere, si accede solo con piccolissime visite guidate e non ci sono collegamenti regolari con la terra. Anche Capraia e la Gorgona sono molto tutelate, ma l’accesso non è comunque vincolato come Giannutri e sono più facili da raggiungere.

Vorrei sentire i vostri pareri. Cosa pensate di questo tipo di tutela?

Qualcuno di voi è mai stato a Pianosa o a Montecristo?


A presto,
Ele

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3 commenti

  • Ho vissuto con la mia famiglia sull’isola di Giannutri dal 1958 al 1963
    per il lavoro di mio padre, eravamo gli unici abitanti oltre al guardiano del faro e alla sua famiglia. Ricordi indimenticabili…..

  • L isola dei miei sogni non sono per il turismo ne comodità cerco un paradiso per la mia solitudine mi basta il minimo è il mareee. si può venire ad abitare lì!! ??sono pensionata svizzera ma italiana Per quello che mi resta da vivere ! odio gli sprechi posso vivere con poco ma amo il mare datemi informazione

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