Itinerario in Armenia: cosa vedere nella terra dei melograni

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Bassorilievi di Geghard, Armenia

L’Armenia è aspra e dolce come un melograno. È difficile inquadrarla, difficile descriverla, per quanto grosso è il suo passato e quanto piccolo il suo territorio oggi. In questo post vi racconto cosa vedere in Armenia e vi propongo una bozza di itinerario classico.

Calpestata nei secoli da grossi imperi, questo piccolo paese resiste ancora oggi a testa alta e con animo fiero.

A volte l’Armenia mi manca violentemente. Qanca a cadenze regolari perché è un paese di una spiritualità ascetica ed estrema, spoglio, semplice, ma anche duro e essenziale come l’architettura sovietica brillante che la contraddistingue.

È una terra che ha sofferto e che soffre, al viaggiatore chiede grande empatia. Ma a ripagare lo sforzo c’è l’inconfondibile ospitalità caucasica, la cucina ricca e saporita, i suoni familiari ed esotici di una lingua nostra lontana cugina e infine… L’avventura travolgente che solo le terre così indomite sanno regalare.

Oggi vi ci porto per mano, come sempre in punta di piedi. Andiamo?

Armenia, un itinerario semplice

È piccola, sì, ma le sue strade sono lente e tortuose. Non si gira in un weekend, serve almeno una settimana, meglio se una decina di giorni. Costruirsi un itinerario in Armenia è semplice, perché spesso per vedere i luoghi dell’Armenia centrale basta fare base a Yerevan e spostarsi in giornata.

Fuori da Yerevan l’Armenia è molto spopolata. I trasporti pubblici (marshrutka) da/per la capitale sono sempre frequenti anche dai piccoli villaggi, ma tra centri minori scarseggiano. Yerevan è una grande città e le partenze sono dislocate in diverse autostazioni piuttosto scomode, a seconda della direzione da cui si parte. Prendere i mezzi pubblici non è facilissimo ma è fattibile, solo che si perde molto tempo perché il traffico urbano è davvero caotico. Se ne avete la possibilità (ma serve la patente internazionale), la soluzione più pratica, ma non la più economica, è affittare un’auto. Altrimenti, i taxi hanno prezzi abbordabili e potete pensare di farvi portare in taxi anche fuori città, chiedendo di aspettarvi. In sostanza, se volete organizzare un viaggio fai da te in Armenia e avete poco tempo, la soluzione più semplice è fare gite in giornata da Yerevan.

Itinerario classico in Armenia: cosa vedere

Giorno 1: arrivo a Yerevan
Giorno 2: giro classico di Yerevan
Giorno 3: Echmiadzin, Zvartsnots, Sardarapat, Yerevan
Giorno 4: Geghard, Garni, Sevan, Yerevan
Giorno 5: Khor Virap e Noravank, Yerevan
Giorno 6: Gyumri
Giorno 7: Yerevan, partenza

Per i mezzi pubblici in Armenia e più in generale in Caucaso, qui c’è la mia guida per non farsi fregare.

Se avete bisogno di una mano per costruire un itinerario su misura precisissima per voi, il vostro budget e il tempo a disposizione, ve lo faccio volentieri e vi do tutti i consigli e gli strumenti del caso, basta battere un colpo. Scrivetemi, sono qui!

Cosa vedere in Armenia, più in generale

1. La naturale espressione architettonica della natura: i monasteri armeni

Cosa vedere in Armenia itinerario

Dal centro di Yerevan non si direbbe mai che l’attuale capitale armena è probabilmente vecchia come Roma. L’urbanistica sovietica e geniale della città ne celano la storia millenaria, ma è uno dei meravigliosi inganni di questo paese. L’architettura delle chiese caucasiche è così particolare e unica che spesso ha resistito anche alle più violenti scosse di terremoto e sta lì, pura e austera, a rivendicare la sua storia lunga secoli in queste terre.

Non potete visitare l’Armenia senza esservi fermati, in silenzio, in un angolo, a osservare la bellezza spoglia delle sue chiese di pietra. Il paese ne è costellato e sembra quasi abbiano fatto a gara per costruirle nei punti più impervi, più scoscesi, più panoramici. Affacciati sulla distesa argentea del lago Sevan, alle pendici del possente Ararat, o incastonati in valli di rocce rosse o abitate da splendide foreste, sono molti i monasteri e le chiese armene che meritano una visita.

La loro bellezza è la semplicità, la nuda pietra, il silenzio, che infonde una pace profonda e vera. Non serve cercare il più bello, perché ognuno ha le sue peculiarità. Visitatene solo alcuni, altri lasciateli per altri viaggi a venire o, visitandone troppi, rischiereste di assuefarvi un po’.

Il mio preferito rimarrà sempre Geghard, alle porte di Yerevan, per la sua acustica da estasi dei sensi. Ma vi consiglio anche: Noravank, Tatev, Haghpat e Sanahin, Tanahat, Sevanavank, Hagartsin, Matosavank e Khor Virap, che non è speciale ma gode della migliore vista sull’Ararat.

2. La sagoma maestosa dell’Ararat… o dell’Aragats

E come viaggiare in Armenia senza sentirsi protetti da questa divinità naturale, l’Ararat bicefalo, che da oltre il confine, in Turchia, veglia sul popolo armeno? Se il cielo sarà terso vi sembrerà di poterlo quasi sfiorare dalla cima della Cascade a Yerevan, se invece ci sarà foschia rimarrà come un’ombra scura in lontananza. La sua presenza è così forte che ritorna in ogni logo, brand o nome del paese: se notate bene, persino gli stampini dell’Armenia sul passaporto raffigurano il doppio cono dell’Ararat.

Una scalata dell’Aragats, grosso vulcano fratello alto 4.090m che invece rimane in territorio armeno, è invece tra le cose da fare in Armenia se siete amanti del trekking e avete gambe molto esperte. L’Armenia è un paese con montagne splendide e incontaminate, perfette per camminare. Da pochissimo hanno aperto il Transcaucasian trail, ma i trekking sono potenzialmente infiniti e tutti bellissimi.

3. Paesaggi aspri e romantici, dove fiorisce l’albicocco selvatico

Paesaggio armeno
Armenia del Sud, al Passo di Selim, 2410m

L’Armenia esotica, che stregava scrittori, poeti, artisti, è a sud: un passo dall’Iran, già non più in Europa. Uno dei panorami più mozzafiato mai visti in vita mia è quello che ho visto dopo un lunghissimo autostop dal remoto caravanserraglio di Selim, lungo la strada che collega Yeghegnadzor a Martuni, città industriale sulle sponde del lago Sevan. In generale, più ci si allontana da Yerevan, più i paesaggi si fanno sconfinati e mozzafiato. Le mie regioni preferite, paesaggisticamente parlando, sono lo Shirak, dagli altopiani brulli e aridi, e il Vayots Dzor, dalle aspre montagne color sabbia.

4. Yerevan, la monumentale capitale rosa plasmata da Tamanian

Non è facile apprezzare Yerevan (o Erevan) a primo impatto, ma è più facile viverla a cuore aperto mescolandosi alla naturale gioiosità degli armeni, specie in occasione di qualche festa o commemorazione particolare. A ben guardare, la città offre moltissimo sia in termini di monumenti, sia di musei. Il leggendario Matenadaran, la Cascade, piazza della Repubblica, il parco della Vittoria con la Madre Armenia, il museo della città, le numerose case museo di pittori, registi, scrittori o i molti capolavori dell’architettura sovietica. Gironzolate per la città anche fuori dal centro ad occhi ben aperti, vi stupirete. Gran parte del merito va all’architetto che ha ridisegnato completamente la città nel 1924, Aleksandr Tamanian.

Su cosa vedere a Yerevan ho scritto questo post. Qui su Civitatis trovate un free tour di Yerevan!

5. Cosa vedere in Armenia: la bellissima Gyumri

Via Abovyan, Gyumri

Gyumri è ancora ferita, ma si apre in squarci di bellezza rara e inaspettata. Rasa al suolo dal terribile terremoto di Spitak nel 1988, per fortuna gran parte del centro storico della vecchia Aleksandrapol, costruita dagli zar, è stato ricostruito o è sopravvissuto alle scosse. È una città che va visitata in punta di piedi, in silenzio, in ascolto, con il massimo rispetto. Anche se non rientra praticamente mai in nessun itinerario turistico, credo sia fondamentale visitarla, magari dormendoci una notte, per capire un po’ meglio la regione dello Shirak e soprattutto l’Armenia.

Questo post non racconta solo cosa c’è da vedere a Gyumri, ma approfondisce la drammatica storia che la lega all’Italia, che ospita lì uno straordinario console onorario di origine palermitana.

6. L’azzurrissimo lago Sevan, a 1900m

Sevan merita una sosta, anche breve, anche solo per soddisfare gli occhi luccicanti degli armeni che ti chiedono com’era, se ti è piaciuto. Per loro è un orgoglio. Grande lago dall’acqua fredda per gran parte dell’anno, d’inverno è un incanto coperto da un sottile strato di neve. Il monastero di Sevanavank è un gioiellino in una posizione straordinaria, ma la Casa degli Scrittori ai suoi piedi vi sorprenderà forse ancora di più, specie se siete amanti del costruttivismo e del modernismo sovietico.

La cittadina di Sevan è invece turisticissima per armeni e sovieticissima insieme. Fate però una tappa al cimitero di khachkar di Noratus, se avete una macchina in affitto, casualmente passa una marshrutka diretta a sud o volete provare a fare autostop. Vi consiglio di guardare su DiscoverCars per trovare una macchina da affittare ad un buon prezzo. Vi lascio anche questo link Civitatis per un’escursione a Dilijan, Sevan, Goshavank e Haghartsin.

7. Cosa vedere in Armenia: Echmiadzin e Zvartnots

Ammetterò che né le rovine di Zvartsnots né Echmiadzin mi hanno fatto impazzire, ma sono due facili tappe da fare in giornata da Yerevan e, soprattutto Echmiadzin, di straordinaria importanza per la cultura armena.

Varie chiese di Echmiadzin sono patrimonio UNESCO e meritano una visita: specie la cattedrale, che però è in ristrutturazione almeno fino ad agosto 2022, e sono riuscita a visitare da dentro solo una volta. Se invece vi interessa l’architettura di epoca sovietica, gironzolando tra i blocchi di condomini troverete qualche strambo edificio degno di nota e uno stadio abbandonato non lontano dalla chiesa di santa Gaiané.

Vi lascio il link Civitatis per un’escursione a Echmiadzin, Khor Virap e Zvartnots.

Libri sull’Armenia da leggere prima di partire

Ararat, di Frank Westerman
Semplicemente un capolavoro, un libro illuminante sui significati più ancestrali e gli assurdi tentativi di conquista della montagna più famosa d’Armenia che non si trova in Armenia. Su Amazon, Libraccio, Feltrinelli e Mondadori Store.

La masseria delle allodole, di Antonia Arslan
La terribile storia della famiglia Arslanian in fuga dalle stragi e dalle marce della morte del genocidio armeno. Su Amazon, Libraccio, Feltrinelli e Mondadori Store.

Vi lascio un video della brigata painderoutiana canterina del 2015, a Kobayr, nella valle del Debed, Armenia del Nord.

Per oggi è tutto e spero che questo itinerario + cosa vedere in Armenia vi sia piaciuto. A presto, soprattutto su Instagram!
Eleonora

Link consigliati in questo articolo

Noleggiare auto con DiscoverCars
Civitatis: Free tour di Yerevan, Escursione a Echmiadzin, Khor Virap e Zvartnots ed Escursione a Dilijan, Sevan, Goshavank e Haghartsin.

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6 risposte

  1. Salve Eleonora, navigando oggi su internet mi sono imbattuto nelle sue pagine, le faccio i complimenti innanzitutto per la capacità nel raccontare e descrivere i luoghi visitati. Se posso chiederle un consiglio, insieme a mia moglie vorrei organizzare un viaggio in Armenia, Georgia e Azerbaijan. La nostra idea è di affittare un auto, ove ne valga la pena, e girare per 21/22 giorni, il tutto a Maggio 2020. Ci stavamo chiedendo se i giorni sono sufficienti e soprattutto, viste le relazioni tra Armenia e Azerbaijan, come impostare il giro. La ringrazio in anticipo e le auguro buona giornata. Cordialmente, Edoardo

    1. Buongiorno Edoardo!
      Sì, 20/21 gg sono sufficienti. È importante però, per evitare rogne, visitare l’Azerbaijan PRIMA dell’Armenia. Ideale sarebbe atterrare a Baku, da lì andare a Tbilisi, girare la Georgia e dalla Georgia andare in Armenia. Poi tornare da Yerevan. A Maggio 2020 ci saranno già i voli Ryanair su Yerevan dall’italia.
      Affittare una macchina è un’ottima idea perché vi permette di raggiungere molti più posti con maggior flessibilità. Temo però che dobbiate affittare un’auto diversa in ogni paese. Il paese in cui è più utile è l’Armenia, perché è quella più spopolata e con meno trasporti.
      A presto e buon viaggio!
      Eleonora

  2. Ciao, complimenti per il blog! Ho visitato la scorsa estate l’Armenia e mi è rimasta nel cuore. A me è piaciuta in particolare la gola del Debed, che purtroppo non può essere raggiunta da Yerevan in giornata. Purtroppo o per fortuna, visto che monasteri magici come Sanahin, Haghpat a Akhtala sono quasi deserti, il che li rende ancora più suggestivi. A Ghehard (posto incredibile) ho trovato invece maree di gente. E’ bello anche spingersi a sud, oltre Noravank verso Tatev: ci si aspetta che il paesaggio sia più desertico invece a sorpresa oltre il passo si scopre il verde (e 13 gradi in pieno agosto!). Io ci sono stato con un viaggio di turismo responsabile in piccolo gruppo. Come dici tu credo che il problema maggiore per girare l’Armenia in autonomia sia il mezzo di trasporto. Ad essere onesto, non me la sentirei di guidare: le strade sono un disastro (anche se le stanno migliorando) e lo stile di guida a dir poco anarchico… Ho avuto l’opportunità di alloggiare in famiglie e parlare un po’ con la gente, la questione del Nagorno (o meglio Artsakh) è davvero sentitissima, chiunque ne parla con dolore. Altre spine ricorrenti sono la perdita dell’Ararat e del Naxcivan. L’odio nei confronti dell’Azerbaijan è fortissimo, una brutta storia per cui è difficile prevedere un lieto fine.

    1. Eh si, l’Armenia è ancora molto indietro rispetto alla Georgia in questo senso e molto più disabitata fuori da Erevan. Io ai tempi d’oro l’avevo girata bene in autostop, ma se avessi dovuto affidarmi solo alle marshrutki avrei potuto fare meno della metà delle esperienze che ho fatto. Anche solo Noravank è abbastanza remoto e non raggiunto da mezzi pubblici comodi, bisogna fare mille cambi e comunque farsi un pezzo a piedi. La valle del Debed anche sì, molto bella. Avevi visitato Kobayr? Monastero diroccato all’inizio della valle. È impressionante in effetti vedere quanta gente vada in posti famosi come Geghard e nessuno in posti altrettanto belli.
      Grazie Marco del tuo contributo!
      A presto
      Ele

  3. Mi ha commossa il tuo articolo sull’ Armenia. Grazie per il cuore che ci metti .
    Sabrina Avakian

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