Kutaisi: cosa vedere in città e nei dintorni

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Se tra i georgiani Kutaisi non gode esattamente della fama di città più bella della Georgia, per cui non prova nemmeno a competere contro la splendida Tbilisi, lo sviluppo di voli internazionali dal suo aeroporto ha iniziato a portare sempre più (spaesatissimi) turisti in città. Per questo Pain de Route, da sempre blog onesto, oggi corre ai ripari per voi e vi racconta cosa vedere a Kutaisi e dintorni.

Kutaisi non vi darà la migliore impressione della Georgia: in Imereti l’emigrazione all’estero ha colpito più duramente la popolazione, anche se negli ultimi anni Kutaisi si è ravvivata un po’. E ci tengo a dire che Kutaisi non è la Georgia – paese davvero ricco e complesso che si stenta a capire anche dopo molti viaggi. Qualsiasi viaggio facciate, non saltate per nessun motivo Tbilisi, perché sarebbe davvero una mancanza troppo grossa. Oltre a essere una città romantica, decadente e raffinata, è lì che vedrete tutti i contrasti di un paese in fortissima crescita come la Georgia.

Forse Kutaisi non sarà la vostra meta finale, ma rimane un’ottima base per iniziare l’esplorazione della Georgia occidentale e centrale. Anche se Tbilisi e dintorni offrono di più, vale la pena scoprire cosa c’è da vedere a Kutaisi e dintorni con un po’ di spirito d’avventura.

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1. Il Mercato di Kutaisi

Churchkhela a Kutaisi

Negli anni mi sono sempre di più appassionata ai mercati e devo dire che quello centrale di Kutaisi, molto semplice, rimane molto più genuino e autentico rispetto a quello di Tbilisi (e con qualche bel bassorilievo super soviet da non perdere). E oltretutto cascate bene, perché l’Imereti (assieme al Samegrelo) si vanta di essere la regione con il cibo migliore in Georgia, nonché terra natale del leggendario formaggio fresco georgiano, l’imeruli – con cui è farcito il khachapuri e da cui prende il nome anche la variante più diffusa di khachapuri, l’imeruli appunto, venduto in tutte le panetterie.

2. La Cattedrale di Bagrati

Quasi un simbolo per la città di Kutaisi, questa cattedrale ha subito pesantissimi restauri e non compete con il Monastero di Gelati se siete appassionati di arte e architettura antiche. È meraviglioso però vedere la devozione con cui i fedeli visitano la chiesa, che sorge su un colle con bella vista sul centro città, e da lì spingersi al bell’orto botanico. Insomma, nonostante il restauro sia criticabile, Bagrati (cattedrale che prende il nome dalla leggendaria dinastia dei Bagrationi, sovrani unificatori del paese) rimane comunque una tappa simbolica per la città di Kutaisi e a me non era dispiaciuta.

3. Il micro centro storico

Il centro di Kutaisi è davvero minuscolo e si gira in poco più di un’oretta. La città è molto decadente e tanti begli edifici art déco sono in stato d’abbandono, anche se sono stati fatti tanti interventi di messa in sicurezza di marciapiedi e palazzi negli anni. Ma forse è proprio un po’ di decadenza nostalgica quella che cercate: tra cortili in legno con immancabile vite rampicante, stucchi anneriti dal tempo, colori pastello e stradine acciottolate farete sicuramente qualche bella foto.

Andate a caccia della sinagoga di Kutaisi, con splendidi interni affrescati; chiese bizzarre lungo il fiume di fronte alla cattedrale di Bagrati, come la chiesa dell’Annunciazione; la fontana della Colchide, che farà tremare i polsi a tutti quelli che a scuola hanno studiato il mito degli Argonauti, cioè Giasone alla ricerca del Vello d’oro: leggendario mito greco ambientato non lontano da Kutaisi, sulle coste georgiane del Mar Nero.

E ancora il bel teatro Meskhishvili, circondato da qualche statua in bronzo, omaggi della città ad attori e personaggi cinematografici (se vi piace Tornatore, ci sono pure Alfredo e Totò di Nuovo Cinema Paradiso!), il parco centrale e i piccoli ponticelli che collegano le due sponde del fiume Rioni.

4. Monasteri di Gelati e Motsameta

Monastero di Gelati

Il vero must see di Kutaisi è però il monastero di Gelati, che la prima volta che ci sono stata, mi ha fatto lo stesso effetto Stendhal della chiesa superiore di Assisi. Interamente affrescato a colori con base rosso porpora e blu, Gelati è un capolavoro di arte medievale georgiana, nonché un complesso che ha giocato un ruolo importantissimo nella custodia e diffusione del sapere scientifico in Georgia e nel Caucaso.

Sorge a una quindicina di km da Kutaisi, su un bel colle. La scelta più semplice è trattare selvaggiamente con un tassista per farcisi portare (o, meglio, usare un’app di taxi o chiedere a un georgiano di prenotarvi un taxi a tariffa onesta), ma ci sono anche marshrutki ogni 1-2 ore che per una sciocchezza tipo 1 lari vi ci porteranno in meno di mezz’ora. Partenza dietro il Meskishvili theatre, chiedete a un negoziante il luogo preciso.

Motsameta, monastero poco distante, non vale invece granché la pena. Dopo aver visto Gelati diventerete schizzinosi con i monasteri di fattura più recente e decisamente meno fine.

5. Tskhaltubo

Se vi piacciono i luoghi abbandonati, e in particolare quelli invasi dalla vegetazione, sappiate che Tskhaltubo è diventato il paradiso del ruin porn. Oltre alle spettacolari foto di lussuosi resort d’inizio secolo dagli stucchi color pastello divorati dala vegetazione, c’è però da sapere che Tskhaltubo in Georgia è famosa per ospitare attualmente diverse centinaia di profughi georgiani della guerra d’Abkhazia, regione secessionista della Georgia non lontana da Kutaisi.

Andate pure in cerca degli spettacolari sanatori sovietici abbandonati, ma abbiate sempre a mente che molte persone che hanno perso la loro casa in Abkhazia vivono da quasi trent’anni in strutture fatiscenti, di certo non pensate per essere abitate in maniera permanente. Siate rispettosi e chiedete sempre il permesso agli abitanti di fotografare e visitare i sanatori.

6. Chiatura e dintorni

Non esattamente dietro l’angolo ma affrontabile con una gita in giornata non troppo lunga è la municipalità di Chiatura, famosa per le spettacolari bidonvie sovietiche ancora in funzione. Come tutto l’Imereti (e un po’ tutta la Georgia), i paesaggi sono collinari, dolci, rurali e molto boscosi, frequentabili tutto l’anno – ma tenete in mente che a Kutaisi e nei dintorni piove davvero tantissimo. A essere sincera non credo di aver mai visto Kutaisi senza pioggia e ci sono stata o passata almeno 10 volte negli anni.

Limitarsi però a visitare Chiatura soltanto è un peccato. Nei dintorni c’è la curiosa colonna di Katskhi, sulla cui cima sono state costruite tre case, oltre a varie fortezze diroccate (per esempio quella di Sakhchere) e chiaramente moltissimi vigneti!

7. Cosa vedere a Kutaisi: Sataplia, grotte di Prometeo, canyon di Okatse e Martvili

Anche il più buzzurro dei tassisti di Kutaisi vi tenterà di vendere un tour fino alle grotte di Prometeo o alla riserva naturale di Sataplia, il cui nome significa “miele”. Si tratta in entrambi i casi di grotte molto belle, ma Sataplia è famosa per le impronte di dinosauro che conserva. Se siete appassionati, why not? Sataplia è a soli 6km di distanza da Kutaisi, ma di nuovo il modo migliore per arrivarci è una veloce corsa in taxi oppure con un’auto a noleggio.

Bellissimi anche i canyon di Okatse e Martvili, che in realtà è già in Samegrelo. Per gite sportive ma semplici in giornata da Kutaisi, in mezzo al verde lussureggiante delle pendici del Caucaso.

Un modo comodo per visitare i dintorni di Kutaisi se non avete una macchina a noleggio (che potete noleggiare su DiscoverCars) è tramite un tour organizzato come questo di Civitatis.

7. In montagna tutto l’anno a Borjomi

Il più grosso vantaggio di Kutaisi è la sua posizione strategica. Se il Caucaso Maggiore rischia di essere bloccato dalla neve d’inverno, le montagne della Georgia centrale intorno a Borjomi sono invece praticabili tutto l’anno, sia che vogliate sciare con la Tbilisi bene a Bakuriani, sia che vogliate fare splendide passeggiate nella riserva naturale lì accanto, oppure sentirvi uno zar in soggiorno al Sud sorseggiando la leggendaria acqua minerale Borjomi che sgorga direttamente dalla sorgente.

Un posto speciale a Borjomi è il trenino rosso a scartamento ridotto Kukushka, che in russo significa “cuculo”, cominciato nel 1897 ed elettrificato nel 1966. Questo trenino percorre 37km in due ore e mezza, ma vi porterà da 820 a 1.700m di altitudine, a Bakuriani.

Ps. Se siete diretti a Borjomi, non mancate di fermarvi (o di chiedere alla marshrutka di fare una sosta) a Surami, storica città ebraica della Georgia, dove fanno il miglior nazuki di Georgia!

8. Spingersi fino a Vardzia e Akhaltsikhe

Vardzia

Già che da Kutaisi avete fatto strada fino a Borjomi, potreste pensare di spingervi oltre e raggiungere le valli aride e già in odore di Medio Oriente di Akhaltsikhe, dominata dalla fortezza ottomana di Rabati. Da lì in meno di un’ora si raggiunge la remota e spettacolare Vardzia, un’intera città scavata nella roccia per volere della regina Tamara, intorno al XIII secolo. Vardzia è tanto strabiliante ingegneristicamente quanto bella artisticamente ed è una tappa secondo me immancabile in Georgia, anche se è decisamente fuori mano. Non è sulla strada tra Kutaisi e Tbilisi e richiede una bella deviazione (4.30h da Kutaisi). Che siate diretti da Vardzia a Kutaisi o a Tbilisi, in realtà è comunque meglio dormire una notte ad Akhaltsikhe.

Nei dintorni di Akhaltsikhe ci sono due monasteri spettacolari da vedere, tra i più belli di tutta la Georgia: Sapara e Zarzma, quest’ultimo un po’ più fuori mano.

9. Il Caucaso possente: Svaneti, Racha

E infine Kutaisi è la base migliore per partire alla scoperta di due delle tre regioni montuose più spettacolari e incontaminate: l’iconico Svaneti e il misterioso Racha, entrambe regioni originarie di ricchissima cultura musicale, culinaria e persino linguistica. Gli svan e i mingreli parlano infatti due lingue kartveliche diverse dal georgiano e solo parzialmente intellegibili.

Un posticino davvero di valore che racconta la cultura musicale di queste due splendide regioni è il museo degli strumenti musicali di Tbilisi, di cui vi consiglio anche la visita guidata (altrimenti vi perdereste tutto il bello!).

Impossibile pensare di andare in Svaneti o in Racha come gita in giornata da Kutaisi: minimo sindacale è fermarsi a dormire due notti in ciascuna regione rispettivamente. Se lo Svaneti sta diventando più turistico e attrezzato, specialmente d’estate, Racha è invece ancora una terra vergine di cui si trova ben poco anche online ed è meglio girarla con una guida locale.

Per Mestia, capoluogo dello Svaneti, c’è una scassatissima marshrutka in partenza dalla stazione centrale di Kutaisi (molto lontana dal centro, vicino al McDonald’s dell’autostrada) intorno alle 9 tutti i giorni. Calcolate minimo 5h, a seconda di quanti polli il guidatore deve smerciare lungo la strada. In alternativa c’è un volo per Mestia in partenza da Tbilisi e da Kutaisi.

Libri sulla Georgia da leggere prima di partire

  • La tua presenza è come una città, di Ruska Jorjoliani
    Splendida la recensione di Claudia Giromondolibri per una georgiana originaria dello Svaneti che scrive in italiano e oggi vive in Sicilia. Lo trovate su Amazon, Libraccio
  • Georgia. In the Mountains of Poetry, di Peter Namsmyth (in inglese)
    Un monumento per i viaggi in Georgia, scritto da uno che ha esplorato questo paese da cima a fondo per oltre trent’anni, dagli ultimi anni sovietici ad oggi. Lo trovate su Amazon
  • La santa tenebra, di Levan Berdzenishvili
    Con la traduzione di Francesco Peri, che è stato nostro ospite nell’ultima puntata di Cemento Podcast, questo libro è uno dei pochissimi di autori georgiani contemporanei ad essere stato tradotto in italiano. Racconta dell’esperienza nel Gulag degli anni ’80, con spirito e occhio spiccatamente georgiano. Divertimento assicurato. Lo trovate su Amazon, Libraccio,

Vi aspetto su Instagram, con tantissime storie georgiane, paese dove torno spesso.

Eleonora

Link consigliati nell’articolo

Tour dei dintorni di Kutaisi con Civitatis
Noleggiare auto con DiscoverCars

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