Missione PAINDEROUTE24: infiltrata in Svizzera

Friday morning in a sunny Lausanne, Switzerland #lausanne #switzerland #suisse #schweiz #svizzera #losanna #alps #oldtown #genevalake #vaud #mountains #winter #sun

Una foto pubblicata da Pain de Route | Eleonora Sacco (@painderoute) in data:


Scusate l’assenza, lo so, lo so, avete ragione: è che quando viaggio non scrivo, non sono capace. Sono stata in Svizzera, a Ginevra e Losanna, per lavoro. Il che fa abbastanza ridere, non essendo questo piccolo blog un lavoro. Ero partita per fare un lavoro ed è finita che mi sono divertita da morire: il tutto grazie a Vale, Toni, Ste, Fabri, Davina, MamaAfrika e tutti gli altri italiani d’oltralpe. Davvero, non ci crederete ma a volte mi batte anche il cuore: grazie per ogni cosa.

Comunque. La storia inizia con il fatto che dovevo andare a parlare in due scuole. E fin qui tutto ok, visto che in Italia me ne giro un po’ ogni anno e mi piace un sacco fare due chiacchiere coi ragazzi dei licei. Invece a Losanna sono stata invitata* a parlare dentro una giornata per la promozione della lingua italiana al Gymnase de la Cité (più o meno Hogwarts, e in ogni caso quanto di più figo e lontano dai nostri licei italiani ci possa essere). Ospiti circa 250 tra ragazzi che studiano italiano come seconda lingua e docenti di italiano del Canton Vaud e dintorni. A Ginevra sono invece stata in una scuola privata (anche questa semplicemente s p a z i a l e) completamente orientata al multilinguismo con due classi molto più piccole, in un’atmosfera tranquilla e familiare.

*se vi state chiedendo come: sì, ogni tanto anche Pain de Route scampa gli attacchi della sfiga

dsc_7689

Il centro storico di Losanna, una bellissima sorpresa

Di fatto, oltre a fare il mio sporco lavoro di conferenziera fulminata, mi sono tramutata anche in piccola spia dei servizi segreti italioti e ho osservato la svizzerità (?) da più vicino che potevo e – guess what – mi è proprio piaciuta. L’ho rivalutata. Non è tutto noia, emmenthal e banche: c’è un lato strano e assurdo che ancora non riesco a capire, ma che mi affascina e stupisce sempre di più. E no, non è il cioccolato. Questi montanari salutisti (si scherza) hanno davvero qualcosa da insegnarci, e sarebbe meglio che la smettessimo di snobbarli e screditarli senza aver nemmeno provato a conoscerli.
Vi butto lì una domandona che approfondirò meglio nel prossimo post a tema Svizzera.

Come fa un manipolo di calvinisti, luterani, evangelici, cattolici e altre confessioni, che parlano ben quattro lingue ufficiali e centinaia di altre minoritarie, a vivere insieme dal 1291? Come fa un paese di 8.3 milioni di abitanti ad avere ben il 25% di immigrati (di cui gli italiani sono la prima minoranza!) e un tasso di disoccupazione tra i più bassi d’Europa? Come fanno a coesistere l’atmosfera internazionale di Ginevra e il razzismo delle guardie di frontiera del Vallese? Ma soprattutto, come fanno ad avere la carta igienica e addirittura il sapone nelle scuole?

Rimuginateci su con calma.

dsc_0160

Photo credits: qualche solerte studentessa del Gymnase de la Cité. Grazie mille!

Bene, Pain de Route, ma di cosa avrai mai parlato in due scuole svizzere?

Incredibile a dirsi, ma ho parlato di viaggi. Di viaggi leggeri, per la precisione: la filosofia dietro il blog di Pain de Route (che in questo frangente, avendo a che fare con francofoni, non ho più potuto pronunciare a caso come vuole la tradizione bensì /pɛ̃də’ʁut/, e perdonatemi la nerdata). Viaggiare con quella leggerezza che Italo Calvino definisce non superficialità, ma un “planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”.

Cioè mi vuoi dire che Pain de Route ha una filosofia?

In effetti l’ho sparata grossa. Diciamo che ho parlato di come viaggia Pain de Route, che viaggia leggera, anzi: leggerissima. Camminare per 130km in 4 giorni con tutta una casa sulle spalle, compressa in 7kg; e ancora viaggiare con un cuore leggero, fidandosi delle persone. Ho raccontato di cosa significa superare le proprie barriere mentali facendo CouchSurfing e l’autostop – anche da sola, sì, e tornando persino a casa viva (incredibile, vero?).

viaggiare-leggeri-losanna-pain-de-route

Ma quindi, ‘sta Svizzera?

Quindi niente, ho preparato una presentazione (che se vi interessa potete trovare qui) con un sacco di foto da viaggi improbabili e un paio di video dei miei soliti scrausi fatti con un cellulare tarocco. Li ho stesi, credo. In senso positivo, eh. Una ragazza è persino venuta a dirmi: “zei un zoleeh”. Che cuore.

La cosa più divertente però è stata vedere lo sbalordimento dei ragazzi e dei professori che si sono trovati davanti una ventiduenne sbarbata che insegnava ai loro allievi a fare l’autostop e altre barbonate in giro: l’hanno presa molto in simpatia, devo dire, e hanno apprezzato moltissimo l’italianità della sottoscritta.

E la seconda cosa più divertente è stato ascoltare le domande dei ragazzi e degli altri ospiti sull’Italia. Sbaraglia tutte le altre la gettonatissima “ma è vero che nelle scuole italiane non c’è la carta igienica?“, a cui ho più volte risposto in sincerità che sì, in 13 anni di scuola pubblica non ho mai visto mezzo rotolo.
“Ma come è possibile?”
Eh, caro svizzerotto mio, che ne so. E’ l’Italia, lasciamo perdere. Probabilmente quando avremo la carta igienica nelle scuole saremo la Svizzera e non l’Italia…


In realtà vi confesso che fino a due minuti prima di parlare mi sentivo, nell’ordine:
1. Una cialtrona
2. Un’impostora
3. Una stordita
4. Una povera
5. Una che non si farà mai capire da dei poveri ragazzi con un paio d’anni di italiano alle spalle e dovrà ricorrrere a imbarazzanti strategie gestuali (e italianissime) per predicare alle folle.

Comunque sia, l’abbiamo portata a casa e Pain de Route ne è uscita viva anche questa volta.

Per oggi basta. Appena avrò la luna giusta scriverò con l’aiuto di MamaAfrika anche di come fare i poveri in Svizzera (cioè sopravvivere in un paese dove Mama ha perso sei anni di vita pagando caffè e pasticcino 9 marcissimi franchi e 50, cioè tipo 9 euro). Fatti forza, Mama. Ti sono più vicina spiritualmente di quanto credi e ti giuro che combatterò al tuo fianco strenuamente finché non riusciremo a scacciare l’onta e il debito. E vi parlerò anche del fatto che Ginevra e Losanna sono città proprio carine, per nulla noiose o inaccessibili: basta, come al solito, essere dei painderoutiani sgamati.

Sarò mainstream e vi dirò: stay tuned, anche se tra un briefing e un meeting siete così busy.
Alla prossima, babies.

Ele

Nel fremito dell’attesa, però, leggetevi anche:

CouchSurfing: com’è e come funziona

CouchSurfing: io rischio

La Bibbia dell’Autostoppista

La Via degli Dei: guida per andare da Bologna a Firenze a piedi

Lascia una recensione

3 Commenti on "Missione PAINDEROUTE24: infiltrata in Svizzera"

Aggiungi un commento

  Iscriviti  
più nuovi più vecchi più votati
Notificami

Grandissima conferenziera sbarbata ma bella!
Brava brava per questa avventura!
Spero che non andrai però mai nella scuola senza cartaigienica dove insegna mia madre a dire quant’è figo andare in giro da sola, se no pensa che ti ci ho mandato io e se la prende con me e le mie cattive frequentazioni 😀

Detto questo, aspetto il post sul viaggiare low-cost in Svizzera, che ci vado a fine mese e sto già tremando.
Abbracci!

Vado in un paesello vicino a Zurigo, Schaffhausen 🙂