Oggi in costruzione, domani storia. Cosa è cambiato in Uzbekistan dopo un anno

Il Mausoleo di Islom Karimov a Samarcanda
Il Mausoleo di Islom Karimov, presidente dell’Uzbekistan dal 1991 al 2016

Oggi in costruzione, domani storia!

L’autobus taglia i viali di Tashkent nell’alba – sono grandi e deserti, coperti solo da immensi alberi ancora verdi e anonimi palazzi chiari, tenuti in buone condizioni. Sulle transenne dei cantieri titolano a caratteri cubitali gli slogan “Сегодня стройтельство, завтра история!”, che significano “Oggi in costruzione, domani storia!”. L’Uzbekistan radeva al suolo, ricostruiva, il tutto in nome della santa, santissima Storia. In Asia Centrale ciascuno la scrive e la disegna a suo modo. Sherpa si guardava intorno spaesato. L’Uzbekistan che vedeva non era quello che gli avevo raccontato, mi raccontava. Ho dovuto dargli ragione. Avevo addirittura iniziato a dubitare che un altro Uzbekistan fosse davvero esistito.

Con la morte del primo presidente dell’Uzbekistan indipendente, Islom Karimov, che ha guidato il paese con continuità dagli ultimi anni sovietici fino al 2016, tutto sembra essere cambiato ad una rapidità tale che nemmeno gli uzbechi riescono a crederci.

La prima volta che ho visitato il paese Karimov era morto da qualche mese soltanto, un sontuoso mausoleo a Samarcanda era appena stato costruito pronto per essere visitato dai pellegrini e il paese versava in uno stato di incertezza politica dovuta al vuoto lasciato dalla morte di una figura così assoluta.

Quando ci troviamo di fronte a questi cambiamenti repentini c’è sempre da chiederci quanto realmente (e quanto in profondità) coinvolgano le vite degli abitanti del posto. È facile farsi prendere dagli entusiasmi per il cambiamento, ma bisogna aspettare con cautela di poter delineare con più chiarezza ciò che succede. Oggi vi racconto cos’è cambiato in Uzbekistan, pr noi e per loro, tra il 2017 e il 2018, a distanza di circa un anno e mezzo.

Cos’è cambiato in Uzbekistan dopo la morte di Karimov, per gli stranieri

  1. Un viaggiatore diretto in Uzbekistan non deve più fare testa o croce per sperare che il suo visto venga elaborato in tempi civili dopo aver spedito il passaporto all’ambasciata uzbeca di Roma: il visto uzbeco non è più necessario per i cittadini italiani e UE dopo l’1 febbraio 2019. Dal 15 luglio 2019 si poteva fare direttamente online al costo irrisorio di 20$ contro i 65$ del visto cartaceo che si dovevano pagare prima. Ringraziate, davvero ringraziate di poter entrare in Uzbekistan senza visto: non sapete cosa hanno passato quelli che prima di voi si sono dovuti rivolgere all’ambasciata di Roma. Se volete farvi due risate e capire i livelli di entropia che si raggiungevano per fare il visto fino a luglio 2018, leggete la storia di come MamaAfrika ha ottenuto il visto uzbeco
  2. Arrivati alla frontiera uzbeca, è stato istituito un corridoio verde per i turisti stranieri, che possono saltare la coda. Il passaporto viene stampato e si procede verso il metal detector. Non è più necessario dichiarare tutte le valute possedute (prima chiedevano tutto, incluse monete e tagli piccoli); non controllano più le medicine che portate con voi ma si limitano a chiedervi se avete “sleeping pills”, in Uzbekistan equiparate alle droghe*; non controllano più libri, foto, schede SD, hard disk, chiavette USB o CD che portate con voi ma si limitano a chiedervi se avete materiale religioso o eventualmente pornografico. La durata dei controlli è scesa da ore (in alcuni casi parecchie) a dieci minuti. Un abisso, un altro mondo. *Riguardo alle medicine proibite in Uzbekistan troviamo vari psicofarmaci comuni (ad es. Xanax), alcuni antidolorifici, alcuni farmaci per il sonno e in generale quelli che contengono codeina. Evitate comunque di portarne con voi a meno che non sia strettamente necessario. Controllate la lista dei farmaci su Viaggiare Sicuri.
  3. Le persone che parlano inglese sono aumentate moltissimo rispetto ad un anno fa. Sono soprattutto i bambini tra gli 11 e i 15 anni a parlare finalmente un ottimo inglese. Per gli adulti la situazione è rimasta invariata: la quasi totalità del paese è in grado di comprendere e parlare il russo, solo raramente l’inglese.
  4. Sono aumentate moltissimo anche le traduzioni in inglese di cartelli, insegne, menù e non solo. Rimangono russian-only ancora le ferrovie, anche se hanno modernizzato il sito, da cui si può prenotare online (ancora, accettano solo Visa e non Mastercard), ma la traduzione inglese è limitata all’homepage e dovrete usare la versione russa.
  5. L’accesso a internet per gli stranieri è cambiato drasticamente: se un anno fa era impossibile trovare un qualsiasi Wi-Fi, chiuso o aperto che fosse, nel pieno centro di Tashkent o Samarcanda, così come acquistare una SIM card senza un passaporto uzbeco fuori dalla sede centrale delle compagnie, adesso è tutto diverso. I pacchetti dati in vendita a qualsiasi passaporto presentato arrivano fino a 5Gb (un anno fa i piani più grossi raggiungevano a stento i 300Mb, e a prezzi esagerati) a costi accessibili, internet è abbastanza lento (3G) ma è finalmente diventato una realtà per tutti, uzbechi e non. Pullulano i venditori ambulanti autorizzati dalle compagnie, per cui acquistare una sim dati è diventato molto facile.
  6. Il paese è generalmente molto meno militarizzato, specialmente i poliziotti nella metropolitana di Tashkent non fermano più gli stranieri per il controllo casuale dei passaporti. Tashkent mi è sembrata un’altra città senza i poliziotti schierati lungo le strade ogni duecento metri e quel clima da KGB imperante. Si possono fare foto nella metro e in generale ci si sente molto meno “osservati” rispetto a prima.
  7. Il cambio ufficiale del som è stato adattato al cambio in nero: per 1€ si ottengono quindi circa 10.000 som. Un anno fa in una banca avremmo ricevuto solo 4.500 som per 1€, mentre al mercato nero oltre 10.000. Adesso la differenza tra i due cambi è minima e non vale più la pena rischiare cambiando al mercato nero: basta rivolgersi alle banche ufficiali, che proporranno cambi onesti. Questa è senza dubbio la rivoluzione più grossa che è avvenuta in Uzbekistan.

Cos’è cambiato in Uzbekistan dopo la morte di Karimov, per gli uzbechi

Donne del mercato di Samarcanda
  1. La banca centrale sta finalmente stampando banconote di taglio più grosso, fino a 50.000 som (5€). Un anno fa la banconota più grossa in circolo era da 5.000 som (0.50€); ne esistevano da 10.000 (1€) ma erano piuttosto rare da trovare. Si riceve comunque una quantità esagerata di soldi che dovrete mettere in una borsa perché non entreranno nel vostro portafoglio, ma la situazione è notevolmente migliorata. Le persone nella vita quotidiana continuano però ad usare principalmente banconote da 1.000 som (0.10€). Immaginate il nostro host CS Igor, che per comprare una macchina è andato al concessionario con la vecchia macchina interamente stipata di mazzette. Immaginate il volume di soldi che vi serve se pensate di pagare un’auto usata da 8.000€ con banconote da 50 centesimi di euro.
  2. La rivoluzione più grossa interessa però la possibilità di prelevare direttamente in som uzbechi dalle carte di credito Visa invece che in dollari soltanto: gli uzbechi prima ricevevano stipendi virtuali che non potevano prelevare in contanti som, ma solo in dollari, venduti ad un cambio ufficiale ma non reale (1€ = 4.500 som). Riuscite a immaginarvi quante persone lo facessero? Nessuna. In Uzbekistan è impossibile poter pagare con la carta di credito fuori dai supermercati o dai negozi “occidentali”: gli unici due modi per ottenere contanti da spendere nella vita quotidiana erano o prelevare in dollari ad un cambio molto svantaggioso e poi convertirli in som, oppure rivolgersi al mercato nero, che tramite operazioni illecite ti prelevava i soldi dalla carta consegnandoti i contanti som al cambio in nero (cioè più vantaggioso del vecchio cambio ufficiale) trattenendo il 15% di commissioni. Ora le persone possono prelevare normalmente ad un cambio onesto, senza doversi più rivolgere al mercato nero.
  3. In generale le carte di credito diventano sempre più diffuse, anche se siamo ancora anni luce distanti dai paesi occidentali o da altri stati CIS decisamente più sviluppati (Georgia, Kazakhstan, Ucraina etc.). Nei supermercati la carta è quasi sempre accettata, ma ancora in hotel e ostelli non è scontato lo sia. Consiglio sempre di usare solo contanti (meglio dollari che euro) in Uzbekistan, perché ATM e POS sono ancora poco usati, specialmente con Mastercard.
  4. Il nuovo Presidente, Shavkat Mirziyoyev, secondo quanto mi ha raccontato la mia amica Babi, ha istituito una pagina ufficiale di ascolto ai problemi segnalati dai cittadini. Pare stia funzionando e che l’ufficio apposito lavori giorno e notte sulle segnalazioni. Ma addirittura pare che alcune signore abbiano scritto al presidente chiedendogli di aiutarle a trovare “un uomo tanto bello e bravo come Lei”…

E questa quindi è un po’ la situazione. Ancora mi sembra presto per sbilanciarsi in un giudizio, di qualunque tipo sia: l’Uzbekistan rimane una repubblica presidenziale che ha conosciuto solo de facto due presidenti nell’arco di quasi trent’anni. Questi cambiamenti sono sicuramente dettati dal vento della novità portato dalle nuove elezioni, ma è difficilissimo estorcere qualsiasi opinione anche solo vagamente politica alle persone per capire cosa ne pensavano di Karimov e cosa ne pensano di Mirziyoyev. Si ottiene spesso solo un misero e prudentissimo “li rispetto”, mentre altre volte le persone si buttano in elogi lacrimosi per Karimov, rimanendo fredde e neutrali su Mirziyoyev.

Vedremo! E voi siete già stati in Uzbekistan, o pianificate di andarci? Cosa ne pensate di questi cambiamenti?

3 Commenti

  1. Stefano

    Unico lato negativo il ritorno, stroncato col pugno duro da Karimov, della religione musulmana nella versione più rigida e del conseguente nascente fondamentalismo, soprattutto fra i giovani.

    1. Sì, di lati negativi ce ne sarebbero di sicuro molti di più. Già un anno fa rimasi sconvolta sentendo il racconto di due olandesi su com’era Osh 20 anni prima. Hanno detto che sono rimasti sconvolti dalla svolta radicale religiosa che ha avuto la città negli ultimi anni ed effettivamente avevano abbastanza ragione, pur non avendola vista così tanti anni prima la valle di Fergana e anche Osh in Kyrgyzstan stanno vedendo davvero un radicalizzamento un po’ inquietante. Vedremo cosa succederà!

  2. Gianluca

    Pare che non sia più necessario il visto per l’Uzbekistan. Copio e incollo dal sito Viaggiare Sicuri : Visto d’ingresso: Dal 1 febbraio 2019 entra in vigore per 45 Paesi, tra i quali l’Italia, l’esenzione del visto di ingresso.
    Il regime senza visto si applica ai cittadini italiani titolari di qualunque tipologia di passaporto (diplomatico, di servizio, ordinario) per un soggiorno fino a 30 giorni sul territorio della Repubblica dell’Uzbekistan, indipendentemente dallo scopo del viaggio. Per entrare in Uzbekistan i cittadini italiani devono essere muniti del passaporto in corso di validità.

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