Come organizzare un viaggio in Caucaso: Georgia, Armenia e Azerbaijan

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Il Caucaso è il nostro viaggio. Lo sarà sempre. Perché stupidamente credo, e credo davvero, che mi sarà impossibile nella vita provare emozioni più forti di quelle che ho provato tra tende, ospitalità e 43 passaggi in autostop nel nostro viaggio in Caucaso.

Questa è una terra così ricca e dilaniata, verde e arsa, piatta e scoscesa, dove il vino si fa anche dal melograno e il cibo è talmente delizioso che ci si sente a casa. Caucaso è in realtà molti stati, repubbliche, problematiche geopolitiche post-sovietiche irrisolte e spesso sanguinose non solo nel passato, ma anche nel presente – vivo e vero. Io però, nella sua diversità reale e incredibile per uno spazio così ristretto, ci tengo a considerarlo come un’unità. Fosse anche solo perché ogni piccolo paese caucasico ha, allo stesso modo, una storia aggrovigliatissima alle spalle, un’accoglienza mediterranea, le tinte forti dell’ex URSS e un crogiolo di tradizioni, cibi, odori e suoni attinto da tutte le culture vicine e lontane in misure diverse. Questo lo rende un luogo unico al mondo, dalla bellezza struggente.

Trattatelo con delicatezza, perché di forza ne ha già e ne ha sopportata fin troppa. Siategli gentili, anche se i suoi popoli vi sembreranno di fieri guerrieri. Dategli tutta la vostra dolcezza, perché le montagne sono aspre, ma i loro templi sono stati scolpiti da poeti. E non frenatevi se la magnificenza dei luoghi vi farà venire voglia di cantare in una chiesa: il Caucaso è la terra delle polifonie da capogiro (se entrate nel tunnel dei video di georgiani che cantano non ne uscirete mai più, vi avviso)…

Nota importante: segue una lungo (ma esaustivo) post che ha aiutato migliaia di viaggiatori gratuitamente da quando è stata pubblicato. Ho creato un pdf impaginato e stampabile che ti guiderà passo passo nell’organizzazione fai da te di un viaggio in Caucaso: come organizzare un viaggio in Caucaso, come non farsi fregare viaggiando coi mezzi pubblici in Caucaso, cosa vedere in Georgia e cosa vedere in Armenia. Puoi decidere di scaricare questo insieme di post caucasici a fronte di una piccola donazione per sostenere questo blog che, come vedi, non ospita banner pubblicitari. Il post rimarrà sempre disponibile online, ma scaricare il pdf è un modo per dirmi ‘grazie’ e dare valore al tempo speso in questo blog. Per ora te lo dico io: grazie!

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Decidere cosa vedere e quali paesi visitare in Caucaso

Viaggiare in Georgia: cosa vedere

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Vardzia, Georgia

Per una panoramica più completa e a volo d’uccello sulle cose da vedere in Georgia, ma suddivise per regioni, leggi questo post.

Il Caucaso Maggiore è imponente in Georgia, ma questo piccolo paese offre molto di più. Oltre alle regioni più famose per l’escursionismo (Svaneti, Tusheti, Khevsureti e non solo), ci sono città dall’atmosfera unica e avvolgente, villaggi rupestri scavati nella roccia (Vardzia, Davit Gareja, Uplistsikhe) e splendide chiese medievali arroccate sugli speroni più remoti, da Kazbegi al Caucaso minore. Che se da fuori vi fanno già sognare di essere Indiana Jones, da dentro vi lasceranno a bocca aperta per la bellezza dei loro affreschi. Il mare è quello delle atmosfere malinconiche e rigogliose del Mar Nero, con spiagge di ciottoli scuri, l’acqua pulita e i delfini che passano in riva al mare al mattino. L’altra ricchezza della Georgia sta nel canto polifonico (patrimonio UNESCO), nell’ospitalità, nell’arte (sì, anche quella sovietica!) e nella bontà del cibo: il khachapuri e i khinkhali sono vere e proprie istituzioni culinarie in tutta l’ex URSS, ma ci sono chicche ancora più buone (vi innamorerete dei nigviziani badrijani, involtini di melanzane ripieni di pasta di noci e melograno).

Post utili: Cosa vedere a Tbilisi, Cosa vedere a Kutaisi, Dove mangiare a Tbilisi
Link utili: Free tour di Tblisi, Escursione a Kazbegi e Ananuri, Tour panoramico di Tbilisi

Viaggiare in Armenia: cosa vedere

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Il Sud dell’Armenia

Per una panoramica più completa e a volo d’uccello sulle cose da vedere in Armenia, ma suddivise per regioni, leggi questo post.

L’Armenia è l’ultimo avamposto cristiano prima dell’inizio del Medio Oriente, famoso per gli altopiani aspri e brulli e le antichissime chiese di pietra. Meno turistica rispetto alla Georgia, in Armenia sarete spesso gli unici stranieri sulle marshrutki o anche nei molti e spettacolari monasteri (Geghard in assoluto il più incredibile, ma anche Noravank, monastero di Sevan e quelli della valle del Debed). Oltre a Yerevan, una città vivace ed elegante, ora sempre più alla moda, è interessante visitare Echmiadzin, la sede centrale della Chiesa Armena, le spettacolari regioni del sud (Vayots Dzor, Syunik) e i bellissimi caravanserragli lungo la via della seta (Caravanserraglio di Selim). Se non lo eravate già, dopo un viaggio in Armenia diventerete veri appassionati di architettura medievale, khachkar, ed eremi dalle viste impareggiabili (Khor Virap, ma solo se non c’è foschia) o molto remoti (Tatev). Cibo delizioso, paesaggi incontaminati e desertici ma sempre ad alta quota. E il vino al melograno…

Viaggiare in Abkhazia (Georgia): cosa vedere

Lungomare di Sukhumi, Georgia

L’Abkhazia è una repubblica non riconosciuta all’interno del territorio della Georgia. È indipendente, ma di fatto occupata dalla Russia, ed è una regione di innegabile bellezza. Struggente, drammatica, dalla vegetazione e dal clima quasi tropicale. Raggiungerla è però molto problematico e per molti versi pericoloso, se non possedete un passaporto russo o parlate fluentemente russo. La capitale Sukhumi è una città dai palazzi eleganti delle città di riviera del Mar Nero, imponenti sanatori sovietici e tantissime ville, stazioni ferroviarie ed edifici pubblici abbandonati e divorati dai rampicanti. L’Abkhazia è una meta molto popolare tra i turisti russi e tra i pellegrini ortodossi anche per i siti di Kaman (luogo anche di un grande massacro della guerra abcaso-georgiana del 1993) e Novy Afon, dove ha sede un enorme monastero affrescato in stile art nouveau. Montagne a picco sul mare, antiche fortezze greche, decine di edifici abbandonati e il lato più becero del turismo russo. Regione mozzafiato, purtroppo difficile e non sicura da visitare. Anche a seguito della guerra in Ucraina, vi consiglio di rimanere in Georgia, che è già bellissima così.

Post utile: come fare il visto e viaggiare in Abkhazia
Link utili: Escursione a Kazbegi e Ananuri, Escursione a Mtskheta, Tour panoramico di Tbilisi

Viaggiare in Ossezia del Sud (Georgia)

L’Ossezia del Sud è la meno accessibile tra le repubbliche non riconosciute del Caucaso. È una regione di fatto occupata dalla Russia all’interno del territorio dalla Georgia. È accessibile solo dalla Federazione russa, tramite un impervio passo di montagna con tunnel strettissimo annesso. È una regione montuosa e perlopiù disabitata, con capitale Tskhinvali. Posto che sareste già decisamente fuori dai sentieri battuti, in Ossezia del Sud si può andare a caccia di villaggi di alta montagna, torri, monasteri, arte e architetture sovietiche rimaste intatte. L’ultima guerra full scale con la Georgia è stata sanguinosa e risale al 2008, ma da allora la situazione è rimasta tranquilla.

Viaggiare in Nagorno Karabakh (Artsakh)

Da sempre gli armeni mi raccontano che la vera Armenia è in Karabakh – un luogo remoto, isolato e intatto, dalle musiche e creatività straordinarie. Che avrei voluto visitare, e che ora è forse solo una scheggia di quello che era, a seguito della riapertura dell’annoso conflitto del Nagorno Karabakh: tra autorità dell’Artsakh, nome ufficiale della repubblica, supportata dall’Armenia, e Azerbaigian. A seguito della terribile e sanguinosa guerra dei 44 giorni dell’autunno 2020, che ha mandato a morire al fronte oltre 7.000 ragazzini poco più che maggiorenni, il Nagorno Karabakh non è più così semplice e sicuro da visitare. Vaste porzioni di territorio sono state riconquistate dall’Azerbaigian, il territorio controllato dalle autorità dell’Artsakh ora ospita una missione di peacekeeping russa e la situazione per i civili, che vengono ancora messi alle strette con interruzioni di gas ed elettricità, è ancora durissima. Pianificate i vostri viaggi in un’altra regione, l’Armenia è già bellissima così.

Viaggiare in Azerbaijan

La grande città di Baku (si legge Bakù!) sta vivendo una stagione di crescente popolarità e fioritura anche a seguito delle fortissime spinte del governo per l’apertura alla comunità culturale e turistica europea, mentre il resto del paese rimane più trascurato e senza grandi attrattive turistiche. L’Azerbaigian rimane una meta interessante per chi vuole approfondire il conflitto azero-armeno e i costi umani del petrolio (azero, ma non solo) importato in Europa. Baku merita invece una visita di qualche giorno, nonostante le marcatissime contraddizioni che la caratterizzano e che contribuiscono a creare un clima dolceamaro nella città, dove le mura medievali sono circondate da torri di vetro e acciaio, a governare una penisola piena di trivelle.

Oltre a Baku, le altre località turistiche sono la città antica di Sheki, Quba e il Caucaso Maggiore e i vulcani di fango e petroglifi di Qobustan, ma come sempre c’è molto di più.

Link utili: Free tour di Baku

Il nostro itinerario di viaggio in Caucaso

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Svaneti, Georgia

In questo post, trovate anche i miei itinerari in Georgia di 1, 2 e 3 settimane e in quest’altro gli itinerari in Armenia.

Il nostro primo viaggio è stato quasi interamente in autostop, dormendo da chi ci ospitava, in tenda o da chi trovavamo tramite CouchSurfing. Alcuni spostamenti e alcune tappe sono “involontarie” nel senso che ci lasciavamo guidare dalle destinazioni di chi ci dava passaggi.

Come raggiungere il Caucaso (low cost)

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Geghard, Armenia

Le compagnie low cost sono finalmente arrivate anche in Caucaso, con grande gioia degli abitanti locali.

A dominare il mercato è la compagnia ungherese Wizzair, che connette l’aeroporto di Kutaisi letteralmente con mezza Europa (e anche con Milano MXP e Roma FCO).

In alternativa, Aegean airlines con scalo ad Atene, Pegasus e Turkish con scalo a Istanbul, e LOT con scalo a Varsavia offrono soluzioni a prezzi medi, ma decisamente più comodi, e con arrivo direttamente su Tbilisi.

Aggiornato maggio 2022

Come fare i visti per Azerbaijan e Abkhazia

Novy Afon, Abkhazia

Il visto per l’Azerbaijan è obbligatorio e si fa da soli online con una procedura molto semplice e immediata. Ha una validità di 90 giorni ma il vostro soggiorno in Azerbaijan non deve eccedere i 30 giorni. Il costo è di 24$ americani. Dopo la pandemia, l’Azerbaijan non ha ancora riaperto i confini.
Sito ufficiale: evisa.gov.az/en/

Il visto per l’Abkhazia è più complesso e non vi consiglio di viaggiarci con spensieratezza, come se fosse un paese qualsiasi. L’Abkhazia è per alcuni versi ancora pericolosa. Per documentarvi meglio sul viaggiare in Abkhazia e per la procedura visto, vi rimando a quest’altro post.

Per Georgia (12 mesi) e Armenia (180gg entro 12 mesi) non serve il visto.

Per viaggiare in Nagorno-Karabakh prima della guerra non era necessario procurarsi un visto in anticipo, bastava farlo al Ministero degli Affari Esteri a Stepanakert al momento dell’arrivo. Il costo era intorno ai 6$ per un periodo breve.

L’Ossezia del Sud invece è accessibile solo dalla Russia, via marshrutka, dalla città di Vladikavkaz. Questo implica che abbiate un visto a ingresso multiplo per la Russia e un permesso ottenuto via mail dal Ministero degli Affari Esteri osseto (come per l’Abkhazia). Non mi sento di consigliarvi di viaggiare in Ossezia del Sud a cuor leggero e senza contatti, ma, nel caso, affidatevi ai consigli degli schizzati di Wikitravel o prenotate un tour con Soviet Tours, che sa quello che fa.

Come spostarsi in Caucaso

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I trasporti in Caucaso sono economici, abbastanza frequenti e tutto sommato efficienti (a modo loro). Non serve prenotare o pianificare nulla in anticipo, perché il modo più sicuro è chiedere informazioni direttamente sul posto un giorno prima o qualche ora prima della partenza. Wikitravel spesso è dettagliata e molto utile ma non sempre aggiornatissima, specie dopo la pandemia.

Auto a noleggio

Affittare un’auto è di gran lunga la soluzione migliore per girare in Caucaso, specie se volete andare fuori dagli itinerari classici e godervi regioni poco turistiche solo per voi. Valutate un 4×4 se volete andare in montagna, perché le strade sono quello che sono, e non (ripeto: NON) affidatevi solo a Google Maps per gli itinerari, perché non è l’app giusta. Spesso segnala come carrabili strade che sono in realtà sterrati di alta montagna pericolosissimi (come il passo di Goderdzi in Agiaria, grande classico di chi si perde con un’auto a noleggio). Di base, se rimanete sulle strade principali e in bassa montagna, un’auto normale ed economica va alla grande.

Qui su Discovercars potete confrontare tutti i prezzi delle diverse compagnie, anche locali, e scegliere l’auto più conveniente.

Autostop

Fare autostop in Caucaso è quanto di più facile possiate immaginare. Eravamo in quattro e, separandoci solo due volte, non abbiamo mai aspettato più di cinque minuti prima che qualcuno ci tirasse su. L’auto è molto usata, le montagne sono imponenti ma le distanze sono relativamente brevi, e la gente è molto ospitale e chiacchierina. Preparatevi un po’ di russo per comunicare e la festa sarà garantita! 😉

Marshrutka

La marshrutka è il mezzo principe dell’ex URSS, una specie di piccolo furgoncino molto spartano da 10-20 posti che parte non appena si riempie per qualsiasi destinazione in un raggio di 200km circa, specialmente da/per i centri principali. Sono economiche, gli autisti non vi fregheranno sui biglietti e sono tutto sommato affidabili. Di solito corrono solo di giorno e per le destinazioni minori dovrete fare “scalo” in città intermedie. Immancabili in un viaggio in Caucaso che si rispetti.

Treno

Il treno funziona efficientemente ma solo su destinazioni limitate che non valicano le montagne, ed è abbastanza economico, anche se non più come un tempo. La linea più servita è Baku – Tbilisi – Batumi, oppure quella Yerevan – Tbilisi, che d’estate viene estesa fino a Batumi. Informatevi direttamente in stazione, ma sappiate che le marshrutki spesso sono più rapide del treno. Il notturno Tbilisi – Baku è davvero comodo, quello Yerevan – Tbilisi più scomodo come orari, ma comunque buono, e per giunta ora stanno rinnovando i treni; il treno veloce Tbilisi – Batumi invece va fatto di giorno perché attraversa paesaggi semplicemente mozzafiato ed è una delle tratte più belle che abbia mai fatto in treno nei territori dell’ex URSS. Volendo, si può arrivare in treno anche da Tbilisi a Zugdidi, in Samegrelo. Se siete irriducibili dei treni, ci sono tratte minori e con pochissime corse che sono vere esperienze umane. Bellissimo il treno elektrichka tra Yerevan e Gyumri, tra paesaggi mozzafiato al confine con la Turchia, o quello kukushka a scartamento ridotto da Borjomi a Bakuriani. Si può arrivare in treno anche da Tbilisi a Borjomi, tra paesaggi che d’inverno sembrano fatati. Per sapere come funzionano i treni nell’ex URSS, vi consiglio quest’altro post sui treni russi. La logica di fondo è la stessa.

Taxi collettivi

I tassisti caucasici, specialmente quelli armeni, sono pedanti e caciaroni, e cercheranno di fregarvi in tutti i modi. Consiglio spassionato per un viaggio in Caucaso perfetto: a meno che non sia necessario, statene alla larga. Ma: i taxi collettivi vi portano dovunque e costano comunque pochissimo rispetto all’Italia. In molti casi, sono una buona soluzione, specie nelle zone di alta montagna.

In città, usate le app Bolt e YandexTaxi.

È sicuro viaggiare in Caucaso?

Viaggiare in Caucaso è sicuro grazie all’indescrivibile ospitalità e gentilezza delle persone.

L’area è però stata soggetta a numerose e sanguinose guerre: in Abkhazia, in Ossezia, in Nagorno-Karabakh. La maggior parte di questi conflitti sono solo in stand-by, perché le tensioni geopolitiche rimangono provvisorie e ancora irrisolte per le parti in gioco. Il parzialissimo riconoscimento di queste repubbliche indipendentiste complica la vita delle persone che le abitano e le isola, impendendo anche socialmente e culturalmente un’apertura al resto del mondo e una distensione nel conflitto.

Periodicamente si apre il fuoco in Nagorno-Karabakh e sui confini Armenia – Azerbaijan, che sono chiusi dal 1994. Di solito gli scontri coinvolgono i militari, ma comunque stateci alla larga e rimanete sempre aggiornati sulla situazione politica. Dopo la guerra dei 4 giorni nel 2016, nel 2020 l’Azerbaijan ha riaperto il conflitto in Karabakh e riconquistato vasti territori della regione a un costo umano impressionante. L’Ossezia e l’Abkhazia sono regioni altrettanto devastate dalla guerra, difficilmente visitabili se non avete un passaporto russo e non parlate russo, anche se non impossibili. Bisogna sempre avere in mente che nelle repubbliche non riconosciute non c’è alcuna copertura diplomatica o consolare: qualsiasi illecito, minaccia o problema possiate avere con quello Stato non avrete nessun numero di emergenza amico con cui parlare, se non la stessa polizia del Paese, né un’assicurazione che vi copre. In più in Abkhazia una sim italiana è completamente inservibile, e dovrete tenere in conto come di non avere un cellulare con voi neanche per chiamate di emergenza.

In tutto il Caucaso si beve pesante. Non che la cosa crei problemi, ma magari siate prudenti quando guidate di notte, perché gli altri automobilisti potrebbero non esserlo quanto voi.

Il randagismo è ancora un problema. Molti cani sono vaccinati, ma se siete spaventati dai cani non vi consiglierei di viaggiare da soli in città e paesini minori. I cani pastore sono estremamente aggressivi, specie nelle aree di montagna. Succede molto di rado, ma a volte capita di essere morsi dai cani. A Tbilisi centro i cani sono pochissimi, ma già a Kutaisi mi è capitato di recente di essere attaccata da tre cani in pieno centro, da sola e di notte, mentre andavo in ostello. Ho aspettato che si calmassero e poi sono scappata, ma se queste situazioni vi spaventano tenetene conto.

Essendo zone che hanno conosciuto la guerra da vicino, non stupitevi se vi troverete a stretto contatto con armi da fuoco: per loro è normale e fa anche parte della cultura locale. Con CS in Abkhazia dormivo con un fucile appoggiato al muro della mia stanza, che nessuno si era minimamente preoccupato di spostare; e in Georgia abbiamo fatto due ore e mezzo di autostop con praticamente un fucile puntato alla testa da un militare annoiato, che non aveva di meglio da fare se non accarezzarsi il fucile. I due ragazzoni erano simpatici e avevano davvero le migliori intenzioni, tanto che ci hanno pure comprato due enormi pani alle uvette da assaggiare. Semplicemente: per loro è normale e nessuno si scandalizza vedendo un fucile. Quattro italiani neoventenni sì, invece…

Viaggiare in Caucaso: altri consigli

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Comprate una buona guida cartacea. Onestamente non le amo, ma noi con la Lonely Planet (qui, la versione in inglese più aggiornata) ci siamo trovati abbastanza bene. Sulle cose più importanti per un viaggio in Caucaso (trasporti, cartine, numeri d’emergenza) devo dire che è completa. Ve la consigliamo.

Comprate anche una mappa cartacea. Quelle della Reise Know How sono eccezionali e segnano decine di luoghi interessanti da visitare, sono indistruttibili e vi daranno un’idea realistica delle strade, specie se state affittando una macchina e guidate da soli. Ci sono del Caucaso intero, e più in dettaglio di Georgia, Armenia e Azerbaijian.

Le frontiere in Caucaso sono un groviglio complesso e spinoso, con cui non bisogna scherzare. Studiatevi benissimo le mappe, controllando sempre i rilievi e la tortuosità delle strade (mi ringrazierete), e non dimenticatevi che:

  • L’Armenia ha confini aperti solo con la Georgia, l’Iran e il Nagorno Karabakh. Le frontiere con la Turchia e con l’Azerbaijan (inclusa l’exclave azera del Naxçıvan) sono assolutamente chiuse e invalicabili. Come consigliano i siti delle ambasciate inglese e americana, state sempre lontani almeno 5km dai confini con l’Azerbaijan.
  • Il Nagorno Karabakh è (era) accessibile solo dall’Armenia. Se vi presentate in Azerbaijan con un timbro o un visto del Nagorno Karabakh sarete respinti senza appello e probabilmente dichiarati persone non grate a vita.
  • L’Abkhazia è accessibile sia dalla Russia (ma vi serve un visto russo), ma entrarci è una violazione dei confini secondo la legge georgiana, sia dalla Georgia, l’unico modo di accedervi legalmente, tramite il ponte sull’Ingur, che si raggiunge da Zugdidi. Sul confine russo i controlli sono minimi, su quello georgiano la polizia georgiana è molto blanda (di fatto non stai uscendo dalla Georgia), mentre i militari russi fanno molte domande e possono fermare anche per delle ore.
  • L’Ossezia del Sud è accessibile solo dalla Russia.
  • La Russia è accessibile solo dalla Georgia (via Dariali, vicino a Kazbegi) e dall’Azerbaigian. Entrare via Abkhazia è oltre che complicato e dispendioso anche illegale.
  • L’unico modo per raggiungere la Turchia dal Caucaso è di fatto passando dalla Georgia (il confine principale è Sarpi, non lontano da Batumi).
  • L’Iran invece è accessibile sia dall’Armenia sia dall’Azerbaijan.

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Link consigliati in questo articolo

Guida sul Caucaso, lonely planet: su Amazon, Libraccio, Feltrinelli e Mondadori Store.

Mappe cartacee Reise Know How del Caucaso intero, e più in dettaglio di Georgia, Armenia e Azerbaijian.

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