Come organizzare un viaggio in Caucaso

come organizzare un viaggio in caucaso

Il Caucaso è il nostro viaggio. Lo sarà sempre. Perché stupidamente credo, e credo davvero, che mi sarà impossibile nella vita provare emozioni più forti di quelle che ho provato tra tende, ospitalità e 43 passaggi in autostop nel nostro viaggio in Caucaso.

Questa è una terra così ricca e dilaniata, verde e arsa, piatta e scoscesa, dove il vino si fa anche dal melograno e il cibo è talmente delizioso che ci si sente a casa. Caucaso è in realtà molti stati, repubbliche, problematiche geopolitiche post-sovietiche irrisolte e spesso sanguinose non solo nel passato, ma anche nel presente – vivo e vero. Io però, nella sua diversità reale e incredibile per uno spazio così ristretto, ci tengo a considerarlo come un’unità. Fosse anche solo perché ogni piccolo paese caucasico ha, allo stesso modo, una storia aggrovigliatissima alle spalle, un’accoglienza mediterranea, le tinte forti dell’ex URSS e un crogiolo di tradizioni, cibi, odori e suoni attinto da tutte le culture vicine e lontane in misure diverse. Questo lo rende un luogo unico al mondo, dalla bellezza struggente.

Trattatelo con delicatezza, perché di forza ne ha già e ne ha sopportata fin troppa. Siategli gentili, anche se i suoi popoli vi sembreranno di fieri guerrieri. Dategli tutta la vostra dolcezza, perché le montagne sono aspre, ma le chiese sono state scolpite da poeti. E non frenatevi se la magnificenza dei luoghi vi farà venire voglia di cantare in una chiesa: il Caucaso è la terra delle polifonie da capogiro (il canto polifonico georgiano è patrimonio intangibile UNESCO! Che poi stiamo qui tutti a fare i poeti, ma se entrate nel giro dei video su youtube di georgiani che cantano non ne uscirete mai più, vi avviso)…

Indice (per andare dritto al sodo):

  1. Cosa vedere e quali paesi visitare
  2. Itinerario di viaggio in Caucaso
  3. Come arrivare in Caucaso low cost
  4. Visti per Abkhazia e Azerbaijan
  5. Trasporti
  6. Sicurezza in Caucaso
  7. Altri consigli

Decidere cosa vedere e quali paesi visitare in Caucaso

Georgia

Il Caucaso Maggiore è imponente in Georgia, ma questo piccolo paese offre molto di più. Oltre alle regioni più famose per l’escursionismo (Svaneti, Tusheti e Kakheti), ci sono città dall’atmosfera unica e avvolgente, villaggi rupestri scavati nella roccia (Vardzia e Davit Gareja ma non solo) e splendide chiese medievali arroccate sugli speroni più remoti (le più belle a nostro parere erano in Caucaso Minore, non lontano da Akhaltsikhe). Che se da fuori vi fanno già sognare di essere Indiana Jones, da dentro vi lasceranno a bocca aperta per la bellezza dei loro affreschi. Il mare è il Mar Nero, ma l’acqua è pulita. L’altra ricchezza della Georgia sta nel canto polifonico (patrimonio UNESCO) e nella bontà del cibo: il khachapuri e i khinkhali spopolano in tutta l’ex URSS, ma ci sono chicche ancora più buone (come i Badrijani Nigvzit, involtini di melanzane ripieni di pasta di noci e melograno).

Post utile: piccola guida su Tbilisi

Armenia

L’Armenia è l’ultimo avamposto cristiano prima dell’inizio del Medio Oriente, famoso per i paesaggi desertici e le antichissime chiese rupestri. Meno turistica rispetto alla Georgia, in Armenia sarete spesso gli unici stranieri sulle marshrutki o anche nei molti e spettacolari monasteri (Geghard in assoluto il più incredibile, ma anche Noravank, monastero di Sevan e quelli della valle del Debed). Oltre a Yerevan, una città sovietica ma vivace, è interessante visitare Echmiadzin, la sede centrale della Chiesa Armena, le valli del Sud (Yegheghnadzor) e i bellissimi caravanserragli lungo la via della seta (Caravanserraglio di Selim). Se non lo eravate già, dopo un viaggio in Armenia diventerete veri appassionati di arte rupestre, khachkar, ed eremi dalle viste impareggiabili (Khor Virap, ma solo se non c’è foschia) o molto remoti (Tatev). Cibo delizioso, paesaggi incontaminati e desertici ma sempre ad alta quota. E il vino al melograno…

Se volete leggere una storia incredibile, qui c’è il post del nostro autostop lungo la via della seta, al Passo di Selim, in Armenia.

Abkhazia

L’Abkhazia è una regione di innegabile bellezza. Struggente, drammatica, dalla vegetazione e dal clima quasi tropicale. Raggiungerla è però molto problematico e per molti versi pericoloso, se non possedete un passaporto russo. La capitale Sukhumi è una città dai palazzi della belle époque sovietica, sanatori sovietici di dubbio gusto e tantissime ville, stazioni ferroviarie ed edifici pubblici abbandonati e divorati dai rampicanti. L’Abkhazia è una meta molto popolare tra i turisti russi e tra i pellegrini ortodossi anche per i siti di Kaman (luogo anche di un grande massacro della guerra abkhazo-georgiana del 1993) e Novy Afon, dove ha sede un enorme monastero dipinto in stile art nouveau. Se vi piacciono i luoghi abbandonati Gagra è la città perfetta, ma dovrete relazionarvi anche con il lato più becero del turismo di massa russo. L’entroterra, i fiumi, laghi, fortezze (Anacopia) e parchi nazionali sono mozzafiato.

Post utile: come fare il visto e viaggiare in Abkhazia

Nagorno Karabakh

Per il nostro Karabakh non c’è stato tempo, ma facendo autostop ho avuto modo di ascoltare musiche locali incredibili. E tutti ci hanno detto che la vera Armenia è in Karabakh, un luogo remoto, isolato e intatto. E’ ovviamente in lista viaggi 🙂

Azerbaijan

La bellissima Baku (si legge Bakù!) sta vivendo una stagione di crescente popolarità e fioritura anche a seguito delle fortissime spinte del governo per l’apertura alla comunità culturale e turistica europea, ma il resto del paese non sembra avere grandi attrattive oltre al (bellissimo) Caucaso Maggiore e ai fenomeni geologici legati al gas naturale. Sicuramente rimane una meta interessante per chi vuole approfondire il conflitto azero-armeno e i costi umani del petrolio (azero, ma non solo) importato in Europa. Baku merita invece una visita di qualche giorno, nonostante le marcatissime contraddizioni che la caratterizzano e che contribuiscono a creare un clima dolceamaro nella città, dove le mura medievali sono circondate da torri di vetro e acciaio, a governare una penisola piena di trivelle.

Oltre a Baku altre località interessanti sono la città antica di Sheki, Quba e il Caucaso Maggiore e i vulcani di fango e petroglifi di Qobustan.

Ossezia del Sud

Non so se ci entrerò mai in Ossezia del Sud. Le mie ricerche non mi hanno molto entusiasmata, ammetto. Sembra una terra montuosa e semi disabitata, difficile da raggiungere e mal collegata, senza grandi attrattive di interesse turistico. Ma cosa non si farebbe per amore della geografia… 😉

Il nostro itinerario di viaggio in Caucaso

Il nostro viaggio è stato quasi interamente in autostop, dormendo da chi ci ospitava, in tenda o da chi trovavamo tramite CouchSurfing. Alcuni spostamenti e alcune tappe sono “involontarie” nel senso che ci lasciavamo guidare dalle destinazioni di chi ci dava passaggi 🙂

Se volete sentire le nostre storie dal vivo, ci trovate a Lecco il 30 settembre e l’1 ottobre al festival Immagimondo! Parlerò proprio di TransCaucasia e di autostop in Caucaso il 30/09 alle 14.45 in Sala Affresco del comune di Lecco. Per tutti gli altri sarò comunque disponibile ai Tavoli dei Viaggiatori entrambe le giornate, dalle 10 alle 19. Passeggiando virtualmente tra decine di tavoli viaggiatori troverete anche il nostro. Save the date 😉

1 Milano – Roma – Tbilisi (Georgia)
2 Tbilisi
3 Tbilisi
4 Tbilisi – Mtskheta – Kutaisi
5 Kutaisi – Svaneti
6 Svaneti
7 Svaneti – Sukhumi (Abkhazia)
8 Novy Afon
9 Gagra
10 Abkhazia – Batumi (Georgia)
11 Batumi – Akhaltsikhe – Vardzia
12 Vardzia – Gyumri – Yerevan (Armenia)
13 Yerevan e Geghard
14 Yerevan ed Echmiadzin
15 Yerevan – Noravank – Passo di Selim – Martuni
16 Martuni – Sevan – Alaverdi
17 Alaverdi e valle del Debed
18 Alaverdi – Tbilisi (Georgia)
19 Tbilisi – Roma – Milano

Se volete farvi due risate e assaporare il viaggio in Caucaso à la Pain de Route, questo vecchio post racconta tutti i numeri del nostro viaggio in autostop.

Come raggiungere il Caucaso (low cost)

Le compagnie low cost non sono ancora arrivate del tutto (e quindi anche il turismo di massa), a parte Wizzair su Kutaisi (Georgia) e Baku (Azerbaijan). Pobeda vola su Tbilisi (Georgia) e Gyumri (Armenia) da Mosca a prezzi stracciati, ma dall’Italia le offerte più convenienti le abbiamo trovate con Alitalia.
Il nostro volo è costato 209€ a/r, con scalo a Roma incluso.

Come fare i visti per Azerbaijan e Abkhazia

Il visto per l’Azerbaijan è obbligatorio e si fa da soli online con una procedura molto semplice e immediata. Ha una validità di 90 giorni ma il vostro soggiorno in Azerbaijan non deve eccedere i 30 giorni. Il costo è di 24$ americani.
Sito ufficiale: evisa.gov.az/en/

Il visto per l’Abkhazia è più complesso e non vi consiglio di viaggiarci con spensieratezza, come se fosse un paese qualsiasi. L’Abkhazia è per alcuni versi ancora pericolosa. Per documentarvi meglio sul viaggiare in Abkhazia e per la procedura visto, vi rimando a quest’altro post.

Per Georgia (12 mesi) e Armenia (180gg entro 12 mesi) non serve il visto.

Per viaggiare in Nagorno-Karabakh non è necessario procurarsi un visto in anticipo, basta farlo al Ministero degli Affari Esteri a Stepanakert al momento dell’arrivo. Il costo è intorno ai 6$ per un periodo breve.

L’Ossezia del Sud invece sembra accessibile solo dalla Russia, via marshrutka, dalla città di Vladikavkaz. Questo implica che abbiate un visto a ingresso multiplo per la Russia e un permesso ottenuto via mail dal Ministero degli Affari Esteri osseto (come per l’Abkhazia). Non mi sento di consigliarvi di viaggiare in Ossezia del Sud a cuor leggero, ma, nel caso, affidatevi ai consigli degli schizzati di Wikitravel.

Come spostarsi in Caucaso

I trasporti in Caucaso sono economici, abbastanza frequenti e tutto sommato efficienti (a modo loro). Non serve prenotare o pianificare nulla in anticipo, perché il modo più sicuro è chiedere informazioni direttamente sul posto un giorno prima o qualche ora prima della partenza. Wikitravel spesso è dettagliata e molto utile ma non sempre aggiornatissima.

Autostop

Fare autostop in Caucaso è quanto di più facile possiate immaginare. Eravamo in quattro e, separandoci solo due volte, non abbiamo mai aspettato più di cinque minuti prima che qualcuno ci tirasse su. L’auto è molto usata, le montagne sono imponenti ma le distanze sono relativamente brevi, e la gente è molto ospitale e chiacchierina. Preparatevi un po’ di russo per comunicare e la festa sarà garantita! 😉

Marshrutka

La marshrutka è il mezzo principe dell’ex URSS, una specie di piccolo furgoncino molto spartano da 10-20 posti che parte non appena si riempie per qualsiasi destinazione in un raggio di 200km circa, specialmente da/per i centri principali. Sono economiche, gli autisti non vi fregheranno sui biglietti e sono tutto sommato affidabili. Di solito corrono solo di giorno e per le destinazioni minori dovrete fare “scalo” in città intermedie. Immancabili in un viaggio in Caucaso che si rispetti.

Treno

Il treno funziona efficientemente ma solo su destinazioni limitate che non valicano le montagne, ed è veramente economicissimo. La linea più servita è Baku – Tbilisi – Batumi, ma d’estate corrono anche treni tra Yerevan e Tbilisi. Informatevi direttamente in stazione, ma sappiate che le marshrutki spesso sono più rapide e comunque economiche. Nelle lunghe distanze circolano anche treni notturni: per sapere come funzionano i treni nell’ex URSS, vi consiglio quest’altro post sui treni russi.

Taxi collettivi

I tassisti caucasici, specialmente quelli armeni, sono pedanti e caciaroni, e cercheranno di fregarvi in tutti i modi. Consiglio spassionato per un viaggio in Caucaso perfetto: statene alla larga a tutti i costi. Ma: i taxi collettivi vi portano dovunque e costano comunque pochissimo rispetto all’Italia.

Pericoli e contrattempi: sicurezza in Caucaso

Viaggiare in Caucaso è sicuro grazie all’indescrivibile ospitalità e gentilezza delle persone.

L’area è però stata soggetta a numerose e sanguinose guerre: in Abkhazia, in Ossezia, in Nagorno-Karabakh. La maggior parte di questi conflitti sono solo in stand-by, perché le tensioni geopolitiche rimangono provvisorie e ancora irrisolte per le parti in gioco. Il parzialissimo riconoscimento di queste repubbliche indipendentiste complica la vita delle persone che le abitano e le isola, impendendo anche socialmente e culturalmente un’apertura al resto del mondo e una distensione nel conflitto.

Periodicamente si apre il fuoco in Nagorno-Karabakh e sui confini Armenia – Azerbaijan, che sono chiusi dal 1994. Di solito gli scontri coinvolgono i militari, ma comunque stateci alla larga e rimanete sempre aggiornati sulla situazione politica. L’Ossezia e l’Abkhazia sono regioni altrettanto devastate dalla guerra, difficilmente visitabili se non avete un passaporto russo e non parlate russo, anche se non impossibili. Bisogna sempre avere in mente che nelle repubbliche non riconosciute non c’è alcuna copertura diplomatica o consolare: qualsiasi illecito, minaccia o problema possiate avere con quello Stato non avrete nessun numero di emergenza amico con cui parlare, se non la stessa polizia del Paese. In più in Abkhazia una sim italiana è completamente inservibile, e dovrete tenere in conto come di non avere un cellulare con voi.

In Abkhazia e anche in Georgia si beve pesante. Se girate di sera, state alla larga da bande di ubriachi: spesso sono turisti russi che vogliono solo infastidire la gente. Noi abbiamo scampato una brutta esperienza in Abkhazia.

Essendo zone che hanno conosciuto la guerra da vicino, non stupitevi se vi troverete a stretto contatto con armi da fuoco: per loro è normale e fa anche parte della cultura locale. Con CS in Abkhazia dormivo con un fucile appoggiato al muro della mia stanza, che nessuno si era minimamente preoccupato di spostare; e in Georgia abbiamo fatto due ore e mezzo di autostop con praticamente un fucile puntato alla testa da un militare annoiato, che non aveva di meglio da fare se non accarezzarsi il fucile. I due ragazzoni erano simpatici e avevano davvero le migliori intenzioni, tanto che ci hanno pure comprato due enormi pani alle uvette da assaggiare. Semplicemente: per loro è normale e nessuno si scandalizza vedendo un fucile. Quattro italiani neoventenni sì, invece… :/

Altri consigli per viaggiare in Caucaso

Comprate una buona guida cartacea. Al momento non c’è molta scelta, ma noi con la Lonely Planet ci siamo trovati abbastanza bene. Non la amo particolarmente, ma almeno sulle cose più importanti per un viaggio in Caucaso (trasporti, cartine, numeri d’emergenza) devo dire che è completa. Ve la consigliamo.

Le frontiere in Caucaso sono un groviglio complesso e spinoso, con cui non bisogna scherzare. Studiatevi benissimo le mappe, controllando sempre i rilievi e la tortuosità delle strade (mi ringrazierete), e non dimenticatevi che:

L’Armenia ha confini aperti solo con la Georgia, l’Iran e il Nagorno Karabakh. Le frontiere con la Turchia e con l’Azerbaijan (inclusa l’exclave azera del Naxçıvan) sono assolutamente chiuse e invalicabili. Quelle azere sono spesso pattugliate da militari armati e dal 2016 in poi sono riesplosi piccoli scontri.

Il Nagorno Karabakh è accessibile solo dall’Armenia. Se vi presentate in Azerbaijan con un timbro o un visto del Nagorno Karabakh sarete respinti senza appello e probabilmente bannati a vita.

L’Abkhazia è accessibile sia dalla Russia (ma vi serve un visto russo) sia dalla Georgia, tramite il ponte sull’Ingur, che si raggiunge a piedi o in marshrutka da Zugdidi. Sul confine russo i controlli sono minimi. Se vi presentate in Georgia con un visto abkhazo non morirete (ahimé, parlo per esperienza diretta), ma dovrete sopportare un’oretta buona di domande, controlli, scansioni del vostro passaporto e sequestro finale del visto abkhazo. In ogni caso non fatelo, perché per la Georgia è un’offesa gravissima, benché alla fine mi abbiano lasciato passare avendo visto che non ero una terrorista né una sovversiva (anche se la foto sul passaporto non scherzava).

L’Ossezia del Sud è accessibile solo dalla Russia.

L’unico modo per raggiungere la Turchia dal Caucaso è di fatto passando dalla Georgia (il punto principale è non lontano da Batumi). L’Iran invece è accessibile sia dall’Armenia sia dall’Azerbaijan.

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