Aggiornamento 2026: ho scritto un libro sui miei dieci e più anni di viaggi in Caucaso, un itinerario che percorre tutti i luoghi per me speciali in Georgia e in Armenia. Si intitola In Caucaso ed esce il 30 settembre per Bottega Errante.
Si trova su Amazon, Libraccio, Feltrinelli, Mondadori e sul sito di Bottega Errante.
Il Caucaso è il nostro viaggio. Lo sarà sempre. Perché stupidamente credo, e credo davvero, che mi sarà impossibile nella vita provare emozioni più forti di quelle che ho provato tra tende, ospitalità e 43 passaggi in autostop nel nostro viaggio in Caucaso.
Questa è una terra così ricca e dilaniata, verde e arsa, piatta e scoscesa, dove il vino si fa anche dal melograno e il cibo è talmente delizioso che ci si sente a casa. Caucaso è in realtà molti stati, repubbliche, problematiche geopolitiche post-sovietiche irrisolte e spesso sanguinose non solo nel passato, ma anche nel presente – vivo e vero. Io però, nella sua diversità reale e incredibile per uno spazio così ristretto, ci tengo a considerarlo come un’unità. Fosse anche solo perché ogni piccolo paese caucasico ha, allo stesso modo, una storia aggrovigliatissima alle spalle, un’accoglienza mediterranea, le tinte forti dell’ex URSS e un crogiolo di tradizioni, cibi, odori e suoni attinto da tutte le culture vicine e lontane in misure diverse. Questo lo rende un luogo unico al mondo, dalla bellezza struggente.
Trattatelo con delicatezza, perché di forza ne ha già e ne ha sopportata fin troppa. Siategli gentili, anche se i suoi popoli vi sembreranno di fieri guerrieri. Dategli tutta la vostra dolcezza, perché le montagne sono aspre, ma i loro templi sono stati scolpiti da poeti. E non frenatevi se la magnificenza dei luoghi vi farà venire voglia di cantare in una chiesa: il Caucaso è la terra delle polifonie da capogiro (se entrate nel tunnel dei video di georgiani che cantano non ne uscirete mai più, vi avviso).
In Caucaso dal 2019 con Kukushka Tours proponiamo viaggi per piccoli gruppi fuori e molto fuori dai sentieri battuti. È dove siamo nati e dove continueremo a tornare.
Nota importante: segue una lungo (ma esaustivo) post che ha aiutato migliaia di viaggiatori gratuitamente da quando è stata pubblicato. Ho creato un pdf impaginato e stampabile che ti guiderà passo passo nell’organizzazione fai da te di un viaggio in Caucaso: come organizzare un viaggio in Caucaso, come non farsi fregare viaggiando coi mezzi pubblici in Caucaso, cosa vedere in Georgia e cosa vedere in Armenia. Puoi decidere di scaricare questo insieme di post caucasici a fronte di una piccola donazione per sostenere questo blog. Il post rimarrà sempre disponibile online, ma scaricare il pdf è un modo per dirmi ‘grazie’ e dare valore al tempo speso in questo blog. Per ora te lo dico io: grazie!
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Buy onAssicurazione di viaggio per il Caucaso
Dal 2026 per entrare in Georgia è obbligatoria un’assicurazione che copra almeno 10.000€ e rilasci un certificato in inglese. Per Armenia e Azerbaijan non è necessaria, ma vi consiglio caldamente di farne comunque una.
Una affidabile e a buon mercato, che ho testato in prima persona e che copre tutto il mondo, incluse zone remote che molte altre assicurazioni non coprono e con opzioni che includono anche attività sportive, è la spagnola IATI.
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Affittare un’auto in Georgia, Armenia e Azerbaigian
Quando devo affittare un’auto in Caucaso di solito uso due siti:
Il primo è un comparatore generale che include la massima varietà di autonoleggi tradizionali e locali, funziona in tantissimi paesi del mondo.
Il secondo gestisce il car rental direttamente da privati. È più informale, ma non richiede carte di credito, si paga in loco in contanti e non ha i soliti ostacoli dei classici autonoleggi tradizionali. Ci sono alcune limitazioni ma mi sono sempre trovata bene.
Decidere cosa vedere e quali paesi visitare in Caucaso
Viaggiare in Georgia: cosa vedere

Per una panoramica più completa e a volo d’uccello sulle cose da vedere in Georgia, ma suddivise per regioni, leggi questo post.
Il Caucaso Maggiore è imponente in Georgia, ma questo piccolo paese offre molto di più. Oltre alle regioni più famose per l’escursionismo (Svaneti, Tusheti, Khevsureti e non solo), ci sono città dall’atmosfera unica e avvolgente, villaggi rupestri scavati nella roccia (Vardzia, Davit Gareji, Uplistsikhe) e splendide chiese medievali arroccate sugli speroni più remoti, da Kazbegi al Caucaso minore. Che se da fuori vi fanno già sognare di essere Indiana Jones, da dentro vi lasceranno a bocca aperta per la bellezza dei loro affreschi. Il mare è quello delle atmosfere malinconiche e rigogliose del Mar Nero, con spiagge di ciottoli scuri, l’acqua pulita e i delfini che passano in riva al mare al mattino. L’altra ricchezza della Georgia sta nel canto polifonico (patrimonio UNESCO), nell’ospitalità, nell’arte (sì, anche quella sovietica!) e nella bontà del cibo: il khachapuri e i khinkhali sono vere e proprie istituzioni culinarie in tutta l’ex URSS, ma ci sono chicche ancora più buone (vi innamorerete dei nigviziani badrijani, involtini di melanzane ripieni di pasta di noci e melograno).
Post utili: Cosa vedere a Tbilisi, Cosa vedere a Kutaisi, Dove mangiare a Tbilisi
Link utili: Free tour di Tblisi, Escursione a Kazbegi e Ananuri, Tour panoramico di Tbilisi
Viaggiare in Armenia: cosa vedere

Per una panoramica più completa e a volo d’uccello sulle cose da vedere in Armenia, ma suddivise per regioni, leggi questo post.
L’Armenia è l’ultimo avamposto cristiano prima dell’inizio del Medio Oriente, famoso per gli altopiani aspri e brulli e le antichissime chiese di pietra. Meno turistica rispetto alla Georgia, in in certe occasioni in Armenia sarete spesso gli unici stranieri sulle marshrutki o anche nei molti e spettacolari monasteri (Geghard in assoluto il più incredibile, ma anche Noravank, il monastero di Sevan e quelli della valle del Debed). Oltre a Erevan, una città vivace ed elegante, ora sempre più alla moda, è interessante visitare Ejmiatsin, la sede centrale della Chiesa Armena, le spettacolari regioni del sud (Vayots Dzor, Syunik) e i bellissimi caravanserragli lungo la via della seta (come il Caravanserraglio di Selim). Se non lo eravate già, dopo un viaggio in Armenia diventerete veri appassionati di architettura medievale, khachkar, ed eremi dalle viste impareggiabili (Khor Virap, ma solo se non c’è foschia) o molto remoti (Tatev). Cibo delizioso, paesaggi incontaminati e desertici ma sempre ad alta quota. E il vino al melograno…
Viaggiare in Abcasia (Georgia): cosa vedere

N.b.: ad oggi (agosto 2026) l’ingresso in Abcasia dalla Georgia è ancora chiuso. È possibile entrare dalla Federazione Russa, ma dovrete uscire dallo stesso varco e potrebbe procurarvi problemi in caso vogliate poi andare in Georgia (state utilizzando un ingresso illegale per entrare in un territorio occupato che de jure fa ancora parte della Georgia).
L’Abkhazia è una repubblica non riconosciuta all’interno del territorio della Georgia. È indipendente, ma di fatto occupata dalla Russia, ed è una regione di innegabile bellezza. Struggente, drammatica, dalla vegetazione e dal clima quasi tropicale. Raggiungerla è però molto problematico e per molti versi pericoloso, se non possedete un passaporto russo o parlate fluentemente russo. La capitale Sukhumi è una città dai palazzi eleganti delle città di riviera del Mar Nero, imponenti sanatori sovietici e tantissime ville, stazioni ferroviarie ed edifici pubblici abbandonati e divorati dai rampicanti. L’Abcasia è una meta molto popolare tra i turisti russi e tra i pellegrini ortodossi anche per i siti di Kaman’ (luogo anche di un grande massacro della guerra abcaso-georgiana del 1993) e Novyj Afon, dove ha sede un enorme monastero affrescato in stile art nouveau. Montagne a picco sul mare, antiche fortezze greche, decine di edifici abbandonati e il lato più becero del turismo russo. Regione mozzafiato, purtroppo difficile e non sicura da visitare. Anche a seguito della guerra in Ucraina, vi consiglio di rimanere in Georgia, che è già bellissima così.
Post utile: come fare il visto e viaggiare in Abkhazia
Viaggiare in Ossezia del Sud (Georgia)
L’Ossezia del Sud è la meno accessibile tra le repubbliche non riconosciute del Caucaso. È una regione di fatto occupata dalla Russia all’interno del territorio dalla Georgia. È accessibile solo dalla Federazione russa, tramite un impervio passo di montagna con tunnel strettissimo annesso. In quel caso avrete gli stessi problemi menzionati in Abcasia (vedi sopra). È una regione montuosa e perlopiù disabitata, con capitale Tskhinvali. Posto che sareste già decisamente fuori dai sentieri battuti, in Ossezia del Sud si può andare a caccia di villaggi di alta montagna, torri, monasteri, arte e architetture sovietiche rimaste intatte. L’ultima guerra full scale con la Georgia è stata sanguinosa e risale al 2008, ma da allora la situazione è rimasta tranquilla.
Viaggiare in Nagorno Karabakh (Artsakh)
Gli armeni mi hanno sempre detto che la vera Armenia era in Karabakh – un luogo remoto, isolato e intatto, dalle musiche e creatività straordinarie. Che avrei voluto visitare, e che ora non esiste più. È scomparso nel 2023, dopo un assedio dell’intera regione durante il quale la popolazione ha fatto la fame per 9 mesi, quando l’Azerbaijan ha condotto l’ultima offensiva che ha portato alla dissoluzione della Repubblica dell’Artsakh. Il risultato sono stati più di 200 morti civili e una pulizia etnica di oltre 100.000 persone, costrette a lasciare le loro case e rifugiarsi in Armenia, dove ancora adesso la loro situazione è critica. A Stepanakert e nelle altre città il governo dell’Azerbaijan continua a demolire decine di edifici nel tentativo di cancellare ogni traccia di storia armena. In teoria è possibile visitare la regione se si è già in Azerbaijan, ma farlo vuol dire viaggiare in una terra vuota e che porta i segni di un conflitto recentissimo, i cui effetti sono visibilissimi anche a poche decine di km più a ovest in Armenia.
Viaggiare in Azerbaijan
N.b.: ad oggi (agosto 2026) è possibile entrare in Azerbaijan solo per via aerea, i confini terrestri sono ancora chiusi, ufficialmente “per Covid”. È possibile uscire via terra ma a piedi, in auto o con un mezzo pubblico, mentre il nuovo collegamento ferroviario Baku-Tbilisi è acquistabile solo se non avete bisogno di un visto in Azerbaijan.
La grande città di Baku (si legge Bakù!) sta vivendo una stagione di crescente popolarità e fioritura anche a seguito delle fortissime spinte del governo per l’apertura alla comunità culturale e turistica europea, mentre il resto del paese rimane più trascurato e senza grandi attrattive turistiche. L’Azerbaijan rimane una meta interessante per chi vuole approfondire il conflitto azero-armeno e i costi umani del petrolio (azero, ma non solo) importato in Europa. Baku merita invece una visita di qualche giorno, nonostante le marcatissime contraddizioni che la caratterizzano e che contribuiscono a creare un clima dolceamaro nella città, dove le mura medievali sono circondate da torri di vetro e acciaio, a governare una penisola piena di trivelle.
Oltre a Baku, le altre località turistiche sono la città antica di Sheki, Quba e il Caucaso Maggiore e i vulcani di fango e petroglifi di Qobustan, ma come sempre c’è molto di più.
Link utili: Free tour di Baku
Il nostro itinerario di viaggio in Caucaso

In questo post, trovate anche i miei itinerari in Georgia di 1, 2 e 3 settimane e in quest’altro gli itinerari in Armenia.
Il nostro primo viaggio è stato quasi interamente in autostop, dormendo da chi ci ospitava, in tenda o da chi trovavamo tramite CouchSurfing. Alcuni spostamenti e alcune tappe sono “involontarie” nel senso che ci lasciavamo guidare dalle destinazioni di chi ci dava passaggi.
Come raggiungere il Caucaso (low cost)

Le compagnie low cost sono finalmente arrivate anche in Caucaso, con grande gioia degli abitanti locali.
A dominare il mercato è la compagnia ungherese Wizzair, che connette l’aeroporto di Kutaisi letteralmente con mezza Europa (e anche con Milano MXP e Roma FCO).
In alternativa, Aegean airlines con scalo ad Atene, Pegasus e Turkish con scalo a Istanbul, e LOT con scalo a Varsavia offrono soluzioni a prezzi medi, ma decisamente più comodi, e con arrivo direttamente su Tbilisi.
Infine, di recente anche FlyOne Armenia ha cominciato a offrire voli diretti da Milano a Erevan e alcuni per Tbilisi con scalo a Chișinău.
Aggiornato agosto 2026
Come fare i visti per Azerbaijan e Abcasia

Il visto per l’Azerbaijan è obbligatorio e si fa da soli online con una procedura molto semplice e immediata. Ha una validità di 90 giorni ma il vostro soggiorno in Azerbaijan non deve eccedere i 30 giorni. Il costo è di 24$ americani. Dopo la pandemia, l’Azerbaijan non ha ancora riaperto i confini.
Sito ufficiale: evisa.gov.az/en/
Il visto per l’Abcasia è più complesso e non vi consiglio di viaggiarci con spensieratezza, come se fosse un paese qualsiasi. L’Abcasia è per alcuni versi ancora pericolosa. Per documentarvi meglio sul viaggiare in Abcasia e per la procedura visto, vi rimando a quest’altro post.
Per Georgia (12 mesi) e Armenia (180gg entro 12 mesi) non serve il visto.
In teoria è possibile viaggiare in Nagorno Karabakh semplicemente spostandosi all’interno dell’Azerbaijan, nella pratica i pochi viaggiatori riferiscono di molti controlli militari e truffe da parte di sedicenti agenzie turistiche e non meglio specificate figure ufficiali. Questo in aggiunta ai problemi etici del viaggiare in una regione ancora devastata dalla guerra (vedi sopra).
L’Ossezia del Sud invece è accessibile solo dalla Russia, via marshrutka, dalla città di Vladikavkaz. Questo implica che abbiate un visto a ingresso multiplo per la Russia e un permesso ottenuto via mail dal Ministero degli Affari Esteri osseto (come per l’Abcasia). Non mi sento di consigliarvi di viaggiare in Ossezia del Sud a cuor leggero e senza contatti, ma, nel caso, affidatevi ai consigli degli schizzati di Wikitravel o prenotate un tour con Soviet Tours, che sa quello che fa.
Come spostarsi in Caucaso

I trasporti in Caucaso sono economici, abbastanza frequenti e tutto sommato efficienti (a modo loro). Non serve prenotare o pianificare nulla in anticipo, perché il modo più sicuro è chiedere informazioni direttamente sul posto un giorno prima o qualche ora prima della partenza. Wikitravel spesso è dettagliata e molto utile ma non sempre aggiornatissima, specie dopo la pandemia.
Auto a noleggio
Affittare un’auto è di gran lunga la soluzione migliore per girare in Caucaso, specie se volete andare fuori dagli itinerari classici e godervi regioni poco turistiche solo per voi. Valutate un 4×4 se volete andare in montagna, perché le strade sono quello che sono, e non (ripeto: NON) affidatevi solo a Google Maps per gli itinerari, perché non è l’app giusta. Spesso segnala come carrabili strade che sono in realtà sterrati di alta montagna pericolosissimi (come il passo di Goderdzi in Agiaria, grande classico di chi si perde con un’auto a noleggio). Di base, se rimanete sulle strade principali e in bassa montagna, un’auto normale ed economica va alla grande.
Qui su Discovercars potete confrontare tutti i prezzi delle diverse compagnie, anche locali, e scegliere l’auto più conveniente.
Autostop
Fare autostop in Caucaso è quanto di più facile possiate immaginare. Eravamo in quattro e, separandoci solo due volte, non abbiamo mai aspettato più di cinque minuti prima che qualcuno ci tirasse su. L’auto è molto usata, le montagne sono imponenti ma le distanze sono relativamente brevi, e la gente è molto ospitale e chiacchierina. Preparatevi un po’ di russo per comunicare e la festa sarà garantita! ;)
Marshrutka

La marshrutka è il mezzo principe dell’ex URSS, una specie di piccolo furgoncino molto spartano da 10-20 posti che parte non appena si riempie per qualsiasi destinazione in un raggio di 200 km circa, specialmente da/per i centri principali. Sono economiche, gli autisti non vi fregheranno sui biglietti e sono tutto sommato affidabili. Di solito viaggiano solo di giorno e per le destinazioni minori dovrete fare “scalo” in città intermedie. Immancabili in un viaggio in Caucaso che si rispetti.
Treno
Il treno funziona efficientemente ma solo su destinazioni limitate che non valicano le montagne, ed è abbastanza economico, anche se non più come un tempo. La linea più servita è Baku – Tbilisi – Batumi (per la maggior parte degli stranieri percorribile solo nel tratto georgiano, vedi Viaggiare in Azerbaijan più sopra), oppure quella Erevan – Tbilisi, che d’estate viene estesa fino a Batumi. Informatevi direttamente in stazione, ma sappiate che le marshrutki spesso sono più rapide del treno. Il treno Erevan – Tbilisi è scomodo come orari ma comunque buono, soprattutto dopo che nel 2021 hanno rinnovato le carrozze; il tratto notturno è piuttosto lungo, per cui vi consiglio di prendervi una cuccetta, oppure un letto in platskart per una vera esperienza sovietica. Il treno veloce Tbilisi – Batumi invece va fatto di giorno perché attraversa paesaggi semplicemente mozzafiato ed è una delle tratte più belle che abbia mai fatto in treno nei territori dell’ex URSS. Volendo, si può arrivare in treno anche da Tbilisi a Zugdidi, in Samegrelo. Se siete irriducibili dei treni, ci sono tratte minori e con pochissime corse che sono vere esperienze umane. Bellissimo il treno elektrichka tra Yerevan e Gyumri, tra paesaggi mozzafiato al confine con la Turchia, o quello kukushka a scartamento ridotto da Borjomi a Bakuriani. Si può arrivare in treno anche da Tbilisi a Borjomi, tra paesaggi che d’inverno sembrano fatati. Per sapere come funzionano i treni nell’ex URSS, vi consiglio quest’altro post sui treni russi. La logica di fondo è la stessa.
Taxi collettivi
I tassisti caucasici, specialmente quelli armeni, sono pedanti e caciaroni, e cercheranno di fregarvi in tutti i modi. Consiglio spassionato per un viaggio in Caucaso perfetto: a meno che non sia necessario, statene alla larga. Ma: i taxi collettivi vi portano dovunque e costano comunque pochissimo rispetto all’Italia. In molti casi, sono una buona soluzione, specie nelle zone di alta montagna.
In città, usate le app Bolt e YandexTaxi.
È sicuro viaggiare in Caucaso?

Viaggiare in Caucaso è sicuro grazie all’indescrivibile ospitalità e gentilezza delle persone.
L’area è però stata soggetta a numerose e sanguinose guerre: in Abcasia, in Ossezia, in Nagorno-Karabakh. A eccezione di quest’ultimo, la maggior parte di questi conflitti sono solo in stand-by, perché le tensioni geopolitiche rimangono provvisorie e ancora irrisolte per le parti in gioco. Il parzialissimo riconoscimento di queste repubbliche indipendentiste complica la vita delle persone che le abitano e le isola, impendendo anche socialmente e culturalmente un’apertura al resto del mondo e una distensione nel conflitto.
L’Ossezia e l’Abcasia sono regioni devastate dalla guerra, difficilmente visitabili se non avete un passaporto russo e non parlate russo, anche se non impossibili. Bisogna sempre avere in mente che nelle repubbliche non riconosciute non c’è alcuna copertura diplomatica o consolare: qualsiasi illecito, minaccia o problema possiate avere con quello Stato, non avrete nessun numero di emergenza amico con cui parlare, se non la stessa polizia del Paese, né un’assicurazione che vi copre. In più in Abcasia una sim italiana è completamente inservibile, e dovrete tenere in conto come di non avere un cellulare con voi neanche per chiamate di emergenza.
In tutto il Caucaso si beve pesante. Non che la cosa crei problemi, ma magari siate prudenti quando guidate di notte, perché gli altri automobilisti potrebbero non esserlo quanto voi.
Il randagismo è ancora un problema. Molti cani sono vaccinati, ma se siete spaventati dai cani non vi consiglierei di viaggiare da soli in città e paesini minori. I cani pastore sono estremamente aggressivi, specie nelle aree di montagna. Succede molto di rado, ma a volte capita di essere morsi dai cani. A Tbilisi centro i cani sono pochissimi, ma già a Kutaisi mi è capitato di recente di essere attaccata da tre cani in pieno centro, da sola e di notte, mentre andavo in ostello. Ho aspettato che si calmassero e poi sono scappata, ma se queste situazioni vi spaventano tenetene conto.
Essendo zone che hanno conosciuto la guerra da vicino, non stupitevi se vi troverete a stretto contatto con armi da fuoco: per loro è normale e fa anche parte della cultura locale. Con CS in Abcasia dormivo con un fucile appoggiato al muro della mia stanza, che nessuno si era minimamente preoccupato di spostare; e in Georgia abbiamo fatto due ore e mezzo di autostop con praticamente un fucile puntato alla testa da un militare annoiato, che non aveva di meglio da fare se non accarezzarsi il fucile. I due ragazzoni erano simpatici e avevano davvero le migliori intenzioni, tanto che ci hanno pure comprato due enormi pani alle uvette da assaggiare. Semplicemente: per loro è normale e nessuno si scandalizza vedendo un fucile. Quattro italiani neoventenni sì, invece…
Viaggiare in Caucaso: altri consigli

Comprate una buona guida cartacea. Onestamente non amo la Lonely Planet ma noi ci siamo trovati abbastanza bene: qui la versione più aggiornata. Sulle cose più importanti per un viaggio in Caucaso (trasporti, cartine, numeri d’emergenza) devo dire che è completa. Ve la consigliamo.
Comprate anche una mappa cartacea. Quelle della Reise Know How sono eccezionali e segnano decine di luoghi interessanti da visitare, sono indistruttibili e vi daranno un’idea realistica delle strade, specie se state affittando una macchina e guidate da soli. Ci sono del Caucaso intero, e più in dettaglio di Georgia, Armenia e Azerbaijian.
Le frontiere in Caucaso sono un groviglio complesso e spinoso, con cui non bisogna scherzare. Studiatevi benissimo le mappe, controllando sempre i rilievi e la tortuosità delle strade (mi ringrazierete), e non dimenticatevi che:
- L’Armenia ha confini aperti solo con la Georgia e l’Iran. Le frontiere con la Turchia e con l’Azerbaijan (inclusa l’exclave azera del Naxçıvan) sono assolutamente chiuse e invalicabili. Come consiglia il sito di Viaggiare Sicuri, state sempre lontani almeno 5km dai confini con l’Azerbaijan.
- Fino al 2024, Nagorno Karabakh era accessibile solo dall’Armenia, il che vuol dire che se oggi vi presentate in Azerbaijan con un timbro o un visto della fu Repubblica dell’Artsakh (cioè del Nagorno Karabakh) sarete respinti senza appello e probabilmente dichiarati persone non grate a vita.
- L’Abcasia è accessibile solo dalla Russia (ma vi serve un visto russo) e sul confine russo i controlli sono minimi, ma entrarci è una violazione dei confini secondo la legge georgiana.
- L’Ossezia del Sud è accessibile solo dalla Russia.
- La Russia è accessibile solo dalla Georgia (via Dariali, vicino a Kazbegi) e dall’Azerbaigian.
- L’unico modo per raggiungere la Turchia dal Caucaso è di fatto passando dalla Georgia (il confine principale è Sarpi, non lontano da Batumi).
- L’Iran invece è accessibile sia dall’Armenia sia dall’Azerbaijan.
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Link consigliati in questo articolo
Guida sul Caucaso, lonely planet: su Amazon, Libraccio, Feltrinelli e Mondadori Store.
Mappe cartacee Reise Know How del Caucaso intero, e più in dettaglio di Georgia, Armenia e Azerbaijian.
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Se ti è venuta voglia di partire, dài un’occhiata ai miei tour in Caucaso con Kukushka Tours, l’agenzia di viaggi che ho fondato nel 2023.






12 comments
Alessia
Ciao, ho letto affascinata il tuo post. Sto cercando di organizzare un viaggio in Azerbaijan, Georgia e Armenia. Mi domandavo, avendo trovato un volo per/da Baku, se ci possono essere problemi per il rientro a Baku avendo il visto Armeno, perchè trovo informazioni contrastanti
Eleonora
Ciao Alessia!
No, non ci sono problemi se sei stata solo una volta in Armenia e per motivi chiaramente turistici, come suppongo sia il tuo caso. Vai tranquilla: piuttosto forse invece non sai che la frontiera via terra Azerbaigian – Georgia è ancora chiusa (sicuro fino all’1 luglio 2023) e non è detto che riapra per l’estate. Si può uscire via terra dall’Azerbaigian ma non entrare. Ti conviene quindi atterrare su Baku e da lì uscire verso la Georgia. Altrimenti, l’unica per andare dalla Georgia all’Azerbaigian è prendere un volo da Tbilisi a Baku, che non costa molto ma non ha assolutamente senso.
Buon viaggio!
Eleonora
michela
Ciao! Sto organizzando un viaggio in Georgia e Armenia, partiremo la prossima settimana. per tua esperienza è più conveniente fare una sim locale o ampliare il proprio piano tariffario con il proprio operatore?
Grazie!
Filippo
Ciao! L’anno scorso sono stato in Georgia, è stato un viaggio bellissimo! quest’anno mi sono orientato sull’Armenia. Siccome l’anno scorso per la Georgia ho fatto cambio volo a Istanbul, vorrei sapere se ci possono essere problemi per entrare in Armenia. grazie
Eleonora
Ciao Filippo, no, Armenia e Turchia hanno il confine chiuso ma non sono in guerra e le persone dei due paesi possono entrare nell’altro e così via. Nessun problema anche per cittadini terzi.
Alessandro
Ciao Eleonora,
sto organizzando un giro on the road di tre settimane tra Georgia, Armenia e Azerbaigian possibilmente con auto a noleggio. Una delle soluzione più semplici ed economiche mi sembra sia volate su Tbilisi e fare un giro tra i 3 paesi.
In alternativa, ma meno interessante, viaggiare in auto tra la Georgia e l’Armenia e poi con un treno andare in Azerbaigian.
Considerando la difficolta negli spostamenti e nell’organizzazione, cosa consiglieresti in base alla tua esperienza nell’zona caucasica?
Grazie in anticipo
Eleonora
Ciao, le frontiere via terra in entrata con l’Azerbaigian sono ancora chiuse e in generale dati gli ultimi sviluppi sono diventati entrambi più sospettosi verso persone che sono state in Armenia o in Azerbaigian e che entrano nell’altro Paese. Uscire dall’Azerbaigian via terra comunque non è facile, i treni con la Georgia dal 2020 sono stati sospesi, dovrebberon averli ripristinati l’1 maggio di quest’anno ma non trovo conferme che sia effettivamente stato fatto. Per mia preferenza personale anche dato il peggioramento gravissimo della libertà di stampa e del rispetto dei diritti umani nel Paese, vi consiglierei di concentrarvi solo su Georgia e Armenia verso cui i collegamenti sono facili, veloci e non problematici.
Buon viaggio!
Eleonora
Mara
Ciao!
Stiamo organizzando un viaggio tra Georgia e Armenia per fine agosto.
Volevo chiederti se servisse la patente internazionale per noleggiare l’auto.
Grazie mille
Mara
Eleonora
Ciao Mara!
Per la Georgia no, per l’Armenia in teoria sì ma in pratica nessun autonoleggio te la chiede nel concreto
A presto!
Eleonora
Viviana
Ciao Eleonora, sto prendendo spunto dai tuoi dettagliatissimi e preziosi post per orientarmi nell’organizzare la mia prossima partenza tra Georgia e Armenia. Grazie ancora!
Ho stipulato l’assicurazione con IATI, dato il feedback positivo, seguendo il link sopra ma la polizza è stata rilasciata solo in Italiano (e senza indicazioni specifiche sui paesi, sostituiti da un generico “Europa”). Il servizio clienti riferisce che non è possibile averne copia in inglese, come richiesto per l’accesso in Georgia. Sai per caso se è un problema risolvibile e come?
Grazie nuovamente e buoni prossimi viaggi!
Eleonora
Ciao Viviana!
Nessuno in realtà ti chiede niente (al massimo alcune compagnie aeree prima di imbarcarti) ma va bene IATI (assicurazione che ho anch’io), basta semplicemente che tu faccia una traduzione anche con l’AI del modulo in inglese e basta per sicurezza, ma i controlli fino ad ora sono stati molto blandi
a presto!
Eleonora
Viviana
Ciao Eleonora,
grazie per il suggerimento! Non avevo preso in considerazione la traduzione “autoprodotta” pensando richiedessero qualcosa di più formale, ma procederò così 🙂