6 luoghi comuni per cui hai paura a viaggiare da sola

E ci risiamo: non capiranno mai perché a volte voglio viaggiare da sola.
Ma vai da sola? Ma sei matta? E se ti succede qualcosa?
Sei pur sempre in un paese straniero dove non parli la linguablablablablabadhfg2wjkhhaa

Ho rotto il ghiaccio atterrando da sola a Riga, in Lettonia, nel febbraio 2015, quando mi sono decisa ad aprire un blog. Da lì non ho più smesso, e ho continuato a viaggiare da sola in Russia, Portogallo, Ucraina, Ungheria, Romania, Serbia, in Italia e continuerò a farlo (ad Aprile andrò in Israele e Giordania!). Che dirvi? Nonostante le previsioni di apocalisse da parte delle persone che si sentivano assolutamente in dovere informarmi dei rischi, non mi è successo niente di più pericoloso che attraversare la strada.

La prima cosa importante da fare è essere convinte della propria scelta.

Se in fondo in fondo non ve la sentite, allora non è il momento giusto e non dovete dimostrare niente a nessuno. Semplicemente dovete aspettare ancora un po’.

La seconda cosa è vincere la paura. Che è una paura stupida, dettata più da luoghi comuni che da pericoli reali. Il “ma a un’amica di una mia amica” sapete già quanto è affidabile.

E se avete ancora altri timori, come il non sapervi organizzare, il perdervi o il fare pasticci, non preoccupatevi: viaggiare da sole darà una bella spinta verso l’alto alla vostra autostima. Vi renderete conto di saper gestire in scioltezza qualsiasi situazione in tutti i contesti, tirerete fuori il meglio di voi, le vostre migliori abilità. E tornerete felici e soddisfatte.

Forza! Sfatiamo un po’ delle classiche scuse bigotte e noiose per cui non siete ancora partite!

Nell’articolo ho messo solamente foto di quando ero a viaggiare da sola.
Donne: gambe in spalla, pane e gazzella e partiamo!

Viaggiare da sola: 6 (falsi) luoghi comuni che non ci fanno partire

1. Verrai molestata in continuazione e sarai più esposta a seccature

Probabilmente sì, se giri in topless e collana hawaiana ammiccando ai bassifondi di Baghdad mentre sorseggi un sex on the beach in una noce di cocco con ombrellino rosa. La verità è che sei una qualsiasi passante non degna di attenzione*, in città affollate e in paesi con leggi che ti tutelano**. Quando viaggi da sola nessuno bada a te, non sei l’obiettivo di nessuno, non attiri nessuna attenzione diversa da quelle che attirano i passanti di una normalissima città. La gente non è lì fuori pronta ad aspettare di molestare proprio te.

*ci sono paesi tranquillissimi (Europa e paesi limitrofi, ex URSS, Nord America, Sud Est Asiatico, Oceania etc.) e paesi in cui, anche con le più spiccate capacità camaleontiche, sembrerai sempre una turista occidentale (per il colore della pelle, per i vestiti, per gli oggetti che usi e per l’atteggiamento “emancipato”): tienine conto. In molti di questi paesi è comunque sicuro viaggiare da sole, come raccontano decine e decine di travel blogger donne, ma non puoi essere certa di non avere seccature.

**la stragrande maggioranza dei paesi del mondo ha una legislazione accettabile in ambito parità dei sessi e tutela delle donne; alcuni paesi no. In altri, da sola, non puoi nemmeno entrare (ad es. in Arabia Saudita devi provare di essere in menopausa, nel caso morissi dalla voglia di fare un giro da quelle parti). Informati bene.

Se vi interessa il viaggiare da sole in Medio Oriente, vi consiglio il blog di Alessandra Contigiani, che ha viaggiato e vissuto per lavoro in Iraq, Giordania e molti altri paesi mediorientali.

2. Dormire nelle camerate pubbliche e miste degli ostelli è pericoloso

Falsissimo. Molto spesso ci sono armadietti per chiudere a chiave le tue cose e se proprio proprio ci sono anche i dormitori solo femminili. E, se qualcuno ti dà fastidio, le reception funzionano ormai sempre 24h e le persone sono state registrate all’arrivo. Semplicemente, a nessuno conviene darti fastidio in un ostello, anche se dormi nelle camerate miste.

3. Fare CouchSurfing da sola non è sicuro

Su CouchSurfing hai meno garanzie, ma se ti fidi del tuo buon senso vai tranquilla. Evita il Mimmo Panza di Trebbiate di Sopra zero references e foto ignorantona, ecco. Io da sola l’ho usato moltissime volte in Portogallo, tre volte in Romania, decine di volte in Russia e in Ucraina, una volta in Ungheria e sono state tutte esperienze bellissime. Anche altre amiche non hanno mai avuto problemi di nessun tipo: se dovesse esserci qualcosa che non ci piace o ci fa sentire a disagio siamo sempre libere di andarcene senza necessariamente dare spiegazioni. In casi estremi si può fare una segnalazione al sito, che prenderà provvedimenti. 

Se sei già convinta a usarlo, ti consiglio di leggere questo post sul come usare CouchSurfing al meglio.

4. Verrai rapita, derubata e stuprata

viaggiare da sola

Proprio così: perché nel mondo le organizzazioni criminali contro il viaggiare da sola non aspettano altro che rapire te, certe che la tua famiglia milionaria e la tua cittadinanza norvegese paghino un bel riscatto. Nel caso in cui invece ti rubino qualcosa, viviamo in un mondo dove chiami un numero e blocchi la carta, la sim e puoi pure rintracciare la posizione del cellulare; oppure fai un’assicurazione generale, tatuati il numero di emergenza sul bicipite destro e goditi il tuo viaggio.
Sugli stupri: in Italia solo il 6% del totale è a opera di completi estranei. E’ difficile trovare statistiche aggiornate sul resto del mondo, ma mi viene da credere che i numeri siano simili in molti altri paesi. Sempre in Italia, il 69% delle violenze è ad opera del partner, il 15% di conoscenti.

5. Ti annoierai e ti sentirai sola

Trakai Lituania

Seriamente, esiste qualcosa di peggiore di quando sei invitata a una festa fighetta dall’amico che non vedi da una vita e che festeggia fighettamente con tutti gli amici del liceo e dell’università überfighetta?
Il “meglio soli che male accompagnati” non è mai stato più valido. Piuttosto che tirarti dietro il fidanzato-cozza o l’amica lagnona, la sorella pigra o il cugino viziato, vai da sola e non rinunciare al tuo viaggio: sarà un’esperienza fantastica. Diversa, ma fantastica. Viaggiare da sola è l’ideale se hai bisogno di chiarirti le idee o di conoscerti meglio. Tornerai molto più brava in un sacco di cose (io per esempio ora modestamente sono la dea del puré istantaneo) e molto più ispirata per ripartire al meglio con la tua vita normale. E ti divertirai moltissimo, senza avere tutte le seccature dello scendere a compromessi con chi non è flessibile come te.

Da sola ogni sfida è tremendamente eccitante, impari molto di più e tutti i tuoi sensi si spalancano alle entusiasmanti novità del paese in cui ti trovi. Ricorderai ogni sensazione con una nitidezza impressionante, garantito. Devo davvero scrivere che alla peggio chiami mammà con WhatsApp? E fare amicizia lungo la strada non sarà mai stato così facile… 😉

La risorsa numero uno per l’antinoia e il supporto morale è il gruppo facebook di Viaggio da sola perché, un sito e una community con cui collaboro ormai da due anni. Donne fantastiche, subito pronte ad aiutarsi a vicenda. Non dirmi che non sei ancora iscritta!

6. Fare l’autostop da sola è pericoloso

La Transiberiana in solitaria

Ho fatto autostop da sola quattro volte e quattro volte mi è andata molto bene. Conosco viaggiatrici autostoppare e ho letto molti articoli di travel blogger donne che hanno autostoppato in giro per il mondo senza incontrare il minimo problema, così come ho conosciuto di persona ragazze anche in coppia che hanno rischiato violenze. Insomma, non si hanno statistiche, garanzie o dati più scientifici di “ma la mia amica mi ha detto che”. In ogni caso, vale sempre il buon senso. Per esperienza, gli psicopatici li riconosci da come ti rispondono alla primissima domanda che gli fai, a finestrino abbassato:
“vai a Tbilisi?”
“Mmnnmfffn” (sfrega pollice e indice slinguazzandosi le labbra con aria ebete)
“Eh… Okay, grazie e buona giornata”
E per un automobista tirarti su è tanto rischioso quanto per te chiedere un passaggio. Se stai su strade frequentate e durante il giorno ha ben poche possibilità di accoltellarti, rapirti, stuprarti o estorcerti soldi senza causare un incidente multiplo o senza dare nell’occhio ad altre macchine.

Per documentarti sull’autostop in solitaria, ti consiglio il blog della croata Ana Brakran, che ha autostoppato in tutto il mondo, e la sezione femminile di HitchWiki. Altrimenti leggi la mia Bibbia dell’autostoppista 🙂

In ogni caso, se non te la senti, ci sono tante alternative molto economiche all’autostop: BlaBlaCar, Flixbus, pullman locali o taxi collettivi tipo marshrutka sono ottime opzioni. Valuta se conviene: nella mentalità di molte persone al mondo una donna che vuole viaggiare da sola è ancora una preda facile e vulnerabile. Ma è anche vero che la stragrande maggioranza delle persone ha buone intenzioni nei confronti degli altri, proprio come tu e la stragrande maggioranza dei tuoi amici e conoscenti.

Buona fortuna e fatti coraggio, il mondo ti aspetta 🙂
Ele


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Meglio Porto o Lisbona?

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6 Commenti

  1. Post fantastico! Non solo perché fa morire. Dal ridere, ma anche perché svela molte insospettabili verità (insospettabili per i “ma sei matta?” naturalmente!) e offre utili consigli. Cara dea del puré istantaneo, sarò la tua adepta per sempre! 😉
    Un saluto da Madeira!

    1. painderoute

      Ciao Ester, che dolce, troppo gentile!
      Mi sa che a gennaio farò anche io un salto a Madeira… e spulcerò il tuo blog per trovare qualche consiglio 😉
      Buona domenica e un abbraccio da Lisbona!
      Ele

  2. Tiki

    Bel post, ma alcune cose non mi convincono: i maniaci o chi ha cattive intenzioni non sono immediatamente riconoscibili e io non mi baserei mai su percentuali risicate per sentirmi sicura che non può succedermi niente: il mondo è pieno di ragazze che ricadono in quel 6%.

    1. Ciao Tiki,
      Certo, purtroppo non possiamo mai sentirci sicure. Quei dati però aiutano a capire che è comunque qualcosa che sì, può sempre capitare, ma non è di certo un fattore di pericolo principale e probabile. In altre parole: i nostri preconcetti ci portano a pensare sia molto più probabile di quanto realmente non sia.
      Le paure non si abbattono, si ridimensionano e relativizzano. Detto questo, attenzione, furbizia e ovviamente anche un po’ di fortuna.
      Un abbraccio,
      Ele

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