Petra: trekking fantastici per esplorare il sito lontano dalla folla

visitare petra da eilat israeleLa Giordania è stupefacente, va bene, è vero. Petra è una delle meraviglie del mondo moderno, patrimonio Unesco e blablabla. C’è però solo una cosa che dovreste veramente fare quando sarete a Petra: trekking. Dico davvero. Petra non è solo un portento storico e archeologico che tutti abbiamo sognato, ma anche un canyon desertico che è un vero piacere esplorare fuori dagli itinerari battuti. È solo in solitudine che coglierete i dettagli che danno reale valore al sito e che non si osservano in nessuna foto Instagram. Vi accorgerete infatti molto presto che non sarete i soli a voler ammirare la meraviglia delle tombe nabatee scavate in una roccia dalle sfumature delicate come rose. Anzi, sarete probabilmente a migliaia.

Ora, non so voi, ma io ci provo ogni volta a godermi i luoghi in mezzo alla folla, ma proprio non ci riesco. Le seccature, gli schiamazzi, il fastidio pian piano offuscano l’atmosfera dei luoghi e ho bisogno di una via di fuga. Ma vi dirò un segreto: i vari sentieri percorribili all’interno del sito di Petra portano a tombe forse ancora più belle ed elaborate del famosissimo Tesoro o a panorami sconfinati sul deserto rosso del Wadi Araba.

Un bagno di silenzio, pace, fioriture nascoste e le incredibili sfumature della roccia. Andiamo?

Nb. Il sito di Petra è veramente grosso. Preparatevi a camminare un minimo di 16km (8+8) solo per percorrere il Main Trail fino in fondo. È chiaro che non tutti possono lanciarsi a fare trekking a Petra in scioltezza, ci vuole un minimo di preparazione e resistenza fisica, ma soprattutto bisogna essere ben equipaggiati per il caldo infernale che farà più o meno in tutte le stagioni, eccetto l’inverno. Di questo parleremo in fondo all’articolo.

Petra: trekking fantastici (e dove trovarli)

1. Il sentiero principale (Main Trail)

Allora, so che state già scalpitando e vi vedete già a metà strada per il monte di Aronne, ma andiamo con calma. Dal sentiero principale (il Main Trail) dovrete praticamente per forza passare, a meno che non siate così intrepidi da voler provare ad accedere al sito dagli ingressi secondari. Non crucciatevi: attraversare il Siq all’alba è un’esperienza ultraterrena. Il sole inizia lentamente a sfiorare le rocce, che all’ombra sono color sabbia, e queste si infuocano rapidamente, toccando tutte le sfumature di rosa e rosso.

Percorrere il Main Trail fino in fondo (8km, che dovrete poi percorrere indietro!) vi condurrà ai piedi di tutti i monumenti più famosi: il Siq, il Tesoro, la Parete Est, il Teatro, la via colonnata e il grande Tempio, più una piccola deviazione per raggiungere la Chiesa Bizantina. È un sentiero in gran parte pavimentato che possono percorrere tutti e di conseguenza molto affollato, specialmente a partire da metà mattina. Occhio ai carretti infernali che sfrecciano a velocità inaudite.

Come vi ho spiegato nel post sui consigli per visitare Petra, è meglio entrare nel sito appena apre (6am) per godersi il siq in completa solitudine.

durata: 3.5h
lunghezza: 8km
difficoltà: 1/5
scenicità: 3/5

2. Al-Khubta (vista sul Tesoro dall’alto)

Il trekking Al-Khubta è quello che dà la migliore vista panoramica sul Tesoro, la tomba nabatea più famosa di Petra. È abbastanza ripido ma non lunghissimo. L’accesso è però un po’ appartato e non viene comunque frequentato da troppe persone: la maggior parte dei turisti viene adescata dai beduini nella piazza davanti al Tesoro e portata (a pagamento) su spiazzi molto più in basso dove vengono collocate delle tende-bar. Voi invece sarete più furbi e, superata la bellissima serie di tombe della Parete Est, imboccherete il sentiero che proviene da Nord. Non è assolutamente ombreggiato ed è importantissimo essere ben coperti per proteggersi dal sole. È abbastanza pavimentato, specialmente nel tratto iniziale, ma sempre e costantemente ripido (tutti gradini). La vista prima sul Teatro e sul sito, poi sul Tesoro, è semplicemente da togliere il fiato. Meglio andarci al mattino o verso mezzogiorno per vedere il Tesoro illuminato e non in ombra.

durata: 2.5h
lunghezza: 3.5km
difficoltà: 4/5
panorama: 5/5

3. Altare del Sacrificio (vista su tutto il sito dall’alto)

Un altro sentiero facilmente accessibile, ripidissimo ma molto breve (1h) se vi limitate solo a salire fino all’Altare e poi tornate indietro. Questo trekking di Petra è quello che porta fino all’Altare del Sacrificio e che dona una bella vista sull’intero sito: da questa posizione privilegiata si possono infatti osservare praticamente tutti i monumenti più famosi toccati dal Main Trail. La destinazione finale è l’Altare del Sacrificio, una enorme lastra sacrificale di cui si vedono chiaramente i canali di scolo per far defluire il sangue delle vittime. Il sentiero tocca anche i famosi obelischi di Petra, poco prima dell’altare. Una volta in cima dei beduini vi proporranno di seguirli su un sentiero non battuto per vedere il Tesoro dall’alto, ma dal suo stesso lato. La vista da Al-Khubta è decisamente migliore. Se non volete tornare indietro dallo stesso sentiero (via più breve ma più ripida), potete proseguire verso Est, scendendo su un sentiero più dolce che tocca la tomba giardino, la tomba dipinta e quella del soldato romano, per poi ricollegarsi con la parte finale del Main Trail.

durata: 3.5h
lunghezza: 3km
difficoltà: 3/5
panorama: 4/5

4. Il Monastero (Ad-Deir)

La naturale continuazione del Main Trail è il sentiero che si spinge fino agli estremi confini del sito e si affaccia su una strabiliante vista sul deserto del Wadi Araba, quel tratto finale della rift valley scavata dal Mar Morto, che scivola fino al Mar Rosso. Il sentiero di Ad-Deir trae però il nome dal Monastero, forse la seconda più famosa tomba nabatea dopo il Tesoro. A inizio maggio ho trovato il prato davanti alla tomba interamente ricoperto di fiorellini gialli. Se vi spingerete un po’ più verso Est seguendo le indicazioni, arriverete fino a qualche tenda nomade abbarbicata sullo strapiombo, davanti al quale si srotola tutto il Wadi Araba giordano e israeliano. Da non mancare.

Il sentiero è forse il trekking di Petra più frequentato dopo il sentiero principale, ma comunque tranquillo e ricco di cose da vedere. La camminata è impegnativa, a tratti ripida e piuttosto lunga, ombreggiata solo nel primo tratto, che si snoda in mezzo a un canyon rosso. Ah, abbiate pietà dei poveri asini che vengono impiegati per portare i turisti su e giù dal Monastero, non saliteci e non incentivate questo business. Sono veramente scene pietose.

durata: 2.5h
lunghezza: 2.5km
difficoltà: 4/5
panorama: 5/5

5. Monte di Aronne

Uno dei sentieri meno battuti dai turisti è quello che conduce al Monte di Aronne, un luogo realmente sacro per le tre religioni, dove si pensa sia collocata la tomba di Aronne, che nell’Islam è considerato un profeta. È in assoluto la camminata più impegnativa del sito, ma anche quella che porta al punto più alto di tutta l’area (1.396m) e in quello più remoto, affacciato sul Wadi Araba. I fedeli che percorrono il sentiero lo fanno con reale spirito di sacrificio e col fine di compiere un pellegrinaggio purificante, anche se non sono assolutamente nella forma fisica adatta. Se avrete intenzione di lanciarvi in questo trekking, vi servirà obbligatoriamente una giornata interamente dedicata: il trekking è lungo 7.5km e servono circa 6h per completarlo.

durata: 6h
lunghezza: 7.5km
difficoltà: 5/5
panorama: 5/5

6. Petra: trekking meno battuti

Umm al-Biyara, Sabra e al-Madras sono gli altri tre trekking di Petra segnalati dal sito ufficiale, rispettivamente i numeri 5, 7 e 8. Sono decisamente meno battuti o in alcuni casi molto molto lunghi (specialmente il Sabra trail), in zone più remote del sito di Petra. Se avete un giorno solo (mannaggia a voi) e non siete esattamente degli atleti mi concentrerei su un solo trekking oltre al sentiero principale, forse il Monastero o Al-Khubta (vista sul Tesoro). Se avete due giorni interi (il minimo, secondo me) potete pensare di farne anche tre (Monastero, Al-Khubta e Altare del Sacrificio), mentre per fare il Monte di Aronne o gli altri sentieri è necessario avere una buona forma fisica e almeno tre giorni interi o più. Io consiglio di fare minimo due giorni interi dentro il sito di Petra: vi godrete tutto con calma senza fare corse e ammortizzerete meglio il costo del biglietto.

In ogni caso il sito di Petra è talmente ricco di cose da vedere e sentieri da esplorare che potreste passare tranquillamente una settimana senza annoiarvi un minuto. Tenete solo conto del caldo, del sole e della carenza d’acqua. Camminando con tranquillità sui molti sentieri di Petra riuscirete ad assaporare meglio le sfumature della roccia, le fioriture del deserto e l’atmosfera esotica e silenziosa del Wadi Araba.

In quale stagione fare trekking a Petra?

Anche stasera signori c’è acqua calda per tutti, la novità del momento: i mesi migliori per fare trekking a Petra sono la primavera (marzo-maggio) e l’autunno (settembre-novembre). In estate fa veramente caldo già a partire dalle prime ore del mattino: se lo soffrite non è consigliabile arrampicarvi sulle rocce desertiche del sito, specialmente contando che non c’è mai acqua o cibo disponibile fuori dal sentiero principale. In inverno invece il rischio piogge e inondazioni improvvise rende il fare trekking a Petra meno consigliabile e più rischioso: informatevi bene sul meteo, chiedete all’ufficio turistico all’ingresso del sito e dotatevi di un buon equipaggiamento (non farà caldo, sarete pur sempre a circa 1000m di altitudine). Se riuscite ad andare in primavera potreste anche trovare il deserto fiorito – non che Petra abbia bisogno di bellezza extra, ma se pensavate di non riuscire a commuovervi…

Trekking a Petra: consigli

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Vista sulla Petra romana alle 8

Per consigli più approfonditi su come visitare Petra (abbigliamento, stagione, biglietti, risparmiare etc) dovreste leggere il post dedicato, specie se volete raggiungere Petra da Israele (Eilat). In linea di massima, però, i miei consigli sono questi:

  1. Testa sempre coperta, in tutte le stagioni
  2. Essere interamente coperti, braccia e gambe incluse, per evitare colpi di calore – sì, in tutte le stagioni
  3. Almeno 3lt d’acqua a testa per tutta la giornata
  4. Avere un filtro per l’acqua: in Giordania non è potabile, questo vi risparmierà inutili sprechi di plastica e di soldi
  5. Avere dei buoni scarponi da trekking
  6. Avere una buona guida cartacea. Io mi sono trovata bene con le RoughGuides

Per oggi è tutto, ci vediamo su Facebook e Instagram, vi aspetto come sempre lì 🙂
A presto,

Ele

Visitare Petra da Eilat: i consigli painderoutiani

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