Poputchik Попутчик

Paindetour virtuali e workshop

E alla fine cosa rimane?

Di tutti questi viaggi, dico. Cosa rimane?

Ci ho pensato a lungo e una risposta, alla fine, l’ho trovata. Rimangono gli amici, i compagni di viaggio. Fili lunghissimi, srotolati attraverso mari, Paesi, continenti interi, che corrono facendo gli angoli alle case, agli alberi, ai pali della luce, sbucano dai balconi, passano sotto i piedi dei compratori nei mercati, e poi arrivano sempre. Lì, a casa.

Non possiamo viaggiare, è vero. Ma possiamo immergerci, rinsaldare vecchi legami, studiare, fare provviste per quando si potrà. Con un tour virtuale che è una vera e propria immersione live, grazie a una persona di lì – un poputchik appunto, compagnǝ di viaggio -, che con le sue gambe percorrerà strade, quartieri, mercati, parchi, ponti, piazze e persino una necropoli per noi che non lo possiamo fare. Filmerà tutto quello che vedrà coi suoi occhi, raccontandoci le storie annidate dietro i dettagli. E noi le ascolteremo come bambinɜ intorno a un fuoco, con la possibilità di fare domande, chiedere «aspetta, fermati un attimo lì», condividere un’ora con lei e un piccolo gruppo di persone online.

Benvenutɜ, questo è Poputchik, il calendario di tour virtuali di Pain de Route.

Come funziona

Gli incontri di Poputchik avverranno sempre di domenica, tra novembre 2020 e inizio febbraio 2021. Sono un’esperienza a pagamento, perché sono un assaggio dei tour reali che conduco di solito e un modo per sostenere equamente chi, in Italia e all’estero, vive di turismo e al momento non ha lavoro. Si prenota registrandosi tramite Google Form. Via mail vi invierò conferma di prenotazione, fattura, link per accedere all’evento e, successivamente, tutto il materiale preparatorio.

Gli incontri avvengono tramite Zoom. Ogni Poputchik dura un’ora e mezza, di cui 45-60 minuti di tour effettivo, e mezz’ora di discussione, domande e chiacchiere live.

Sono in lingua italiana, salvo dove specificato diversamente: in quei casi, è necessario un buon livello di comprensione e comunicazione in inglese.

Poputchik è creato da me e dalla guida sul posto: ogni luogo, ogni sosta, ogni racconto, lettura, ascolto o incontro è concordato insieme. Il mio ruolo sarà quello di preparare i viaggiatori con materiali appositi, presentare l’esperienza, moderare e stimolare la discussione.

Poputchik esiste anche in versione workshop: cucinare insieme un piatto molto semplice, con la guida e la compagnia di una persona del posto.

Il prezzo di un Poputchik è di 25,00€.
Il prezzo di due o più Poputchiki è di 22,00€

Da oggi 22/11 sono aperte le prenotazioni per il mese di dicembre.

Dal 13/12 apriranno le prenotazioni per i mesi di gennaio e febbraio.

Regalare un Poputchik

Puoi regalare un Poputchik a un amicə o a più persone nello stesso evento o in eventi diversi. Se sei sempre tu a prenotare o regalare i Poputchiki, anche in momenti diversi, puoi sempre usufruire dello sconto quantità (due o più Poputchiki a 22,00€ l’uno).

Se è una persona a cui piacciono le sorprese, regalale, a partire dal 13 dicembre, un tour o un workshop in una città misteriosa: non rimarrà delusa!

Se siete un gruppo di amic3 e volete fissare una data ex novo tutta per voi, scrivetemi per avere un prezzo speciale.

Per qualsiasi dubbio o domanda, rispondo sempre via mail.

29 Novembre – Tbilisi, Georgia

SOLD OUT

Quartiere di Marjanishvili

Ore: 11.00 (CET) / 14.00 (Tbilisi)

Durata: 1.30h

Lingua: italiano

Un palazzo di Marjanishvili

Marjanishvili era l’antico quartiere tedesco di Tbilisi: situato oltre il fiume e ricchissimo di architetture art nouveau, neoclassiche, eclettiche e moderniste insieme. È una delle porzioni di centro storico meglio conservate e allo stesso tempo ancora abitate e vissute dalla gente del quartiere. Anna ci condurrà, strada dopo strada, tra cortili in legno splendidamente intagliato – e non restaurato -, vetrate variopinte, chiese ortodosse russe, le tracce della presenza tedesca, teatri, hotel fin de siècle e splendidi affreschi negli androni delle case. Che i georgiani lasciano tassativamente aperte, come una legge non scritta della nazione, per chi vuole sgattaiolare dentro e trattenere il fiato per un po’.

La nostra guida: Anna

Anna ha 27 anni ed è originaria della regione montuosa del Tianeti, ma dai tempi dell’università vive a Tbilisi. Da cinque anni lavora come guida in Georgia per clienti italiani (tra cui i nostri viaggi Pain de Route & Soviet Tours). È uno spirito libero, indipendente e socievole: le piace viaggiare (in Italia, ma non solo), stare tra amici (è una vera georgiana!) e raccontare la sua Sakartvelo agli italiani in visita.

6 Dicembre – Tbilisi, Georgia

SOLD OUT

Workshop. I Khinkali

Ore: 11.00 (CET) / 14.00 (Tbilisi)

Durata: 1.30h

Lingua: italiano

La città vecchia di Tbilisi vista dal quartiere di Avlabari

I georgiani non hanno certo inventato i ravioli. Né tantomeno sono gli unici caucasici a vantarne di così succosi, saporiti e ripiegati con maestria – una tecnica che si affina solo dopo molti tentativi, ma che gratifica moltissimo. I khinkali georgiani però, bollenti e confortanti, meritano un posto nell’Olimpo per l’arte di mangiarli con passione vera. Sono originari delle montagne, dove nei lunghi inverni non crescono verdure, ma il brodo e il ripieno di carne rinvigoriscono anche il palato più intirizzito. Oggi sono stati riadattati per tutti i gusti e le esigenze alimentari: con funghi, patate, formaggio e non solo. Con Anna, Nutsa e Nukri impareremo la tecnica infallibile per piegarli come fanno le loro nonne, su nelle valli. Dicono che il khinkali perfetto abbia ben diciannove pieghe, ma anche che un uomo non riesca a mangiarne più di sette, da quanto sono grossi e sostanziosi. Sarà vero? Scoprirlo non fa male, anzi: i georgiani sono maestri nel godersi la vita, lanciare un brindisi in metrica e assaporare il cibo con gioia. Chi non ci beve del vino insieme non sa cosa si perde: meglio se qvevri, fermentato in anfora interrata. Gaumarjos!

Le nostre guide: Anna, Nutsa e Nukri

Anna la conoscete già; Nutsa ha 27 anni e anche lei viene dalle splendide montagne del Tianeti. Studia Marketing all’Università di Bari ed è sempre in cerca di nuovi viaggi ed emozioni. Nukri ha 28 anni, gestisce un ristorante a Tbilisi ed è il vero esperto di cucina, caccia e pesca del gruppo. Insieme sono un’esplosione di gioia e simpatia, ma in cucina non scherzano per niente.

13 Dicembre – San Pietroburgo, Russia

SOLD OUT

Storia di una strada. Via Millionnaya

Ore: 11.00 (CET) / 13.00 (San Pietroburgo)

Durata: 1.30h

Lingua: italiano

La punta della Cattedrale sul sangue versato vista dalla Fortezza di Pietro e Paolo

In questo Poputchik ascolteremo l’incredibile storia della fondazione e fioritura della città raccontata da Vera, guida professionista, passeggiando lungo un’unica strada: la ulitsa Millionnaya, che connette il Campo di Marte e il Giardino d’Estate con la celeberrima Piazza del Palazzo. Una sola via del centro srotola più di trecento anni di storia, grazie a splendidi palazzi nobiliari riconvertiti a kommunalki per il proletariato (in pieno centro!) dopo la Rivoluzione d’Ottobre, caserme imperiali bombardate durante l’assedio di Leningrado e poi trasformate in lussuosi hotel, antiche farmacie, edifici un tempo occupati da osterie tedesche… E, ovviamente, tutti gli edifici che compongono il complesso principale dell’Ermitage: a partire dal Palazzo di Pietro il Grande, ora nascosto sotto il Teatro dell’Ermitage, e a finire con il celebre Palazzo d’Inverno. Tra questi, c’è anche il Nuovo Ermitage – il primo edificio in Russia costruito espressamente perché diventasse un museo. Le dieci grandiose statue degli Atlanti del suo porticato sono state scolpite su prototipo di quelle del tempio di Zeus Olimpio ad Agrigento e celebrate dalla cultura popolare, fino a diventare uno dei simboli di San Pietroburgo.

La nostra guida: Vera

Vera è una storica dell’arte e guida autorizzata e certificata a San Pietroburgo. È nata a Leningrado nel 1985 ed è un’ex dipendente dell’Ermitage e prof. universitaria di storia dell’arte. Gestisce un blog dedicato alla Pietroburgo insolita e segreta.

19 Dicembre – San Pietroburgo, Russia

NUOVA DATA!

Storia di una strada. Via Millionnaya

Ore: 11.00 (CET) / 13.00 (San Pietroburgo)

Durata: 1.30h

Lingua: italiano

La punta della Cattedrale sul sangue versato vista dalla Fortezza di Pietro e Paolo

Replica di sabato mattina del tour più richiesto di dicembre, non fartela scappare!

In questo Poputchik ascolteremo l’incredibile storia della fondazione e fioritura della città raccontata da Vera, guida professionista, passeggiando lungo un’unica strada: la ulitsa Millionnaya, che connette il Campo di Marte e il Giardino d’Estate con la celeberrima Piazza del Palazzo. Una sola via del centro srotola più di trecento anni di storia, grazie a splendidi palazzi nobiliari riconvertiti a kommunalki per il proletariato (in pieno centro!) dopo la Rivoluzione d’Ottobre, caserme imperiali bombardate durante l’assedio di Leningrado e poi trasformate in lussuosi hotel, antiche farmacie, edifici un tempo occupati da osterie tedesche… E, ovviamente, tutti gli edifici che compongono il complesso principale dell’Ermitage: a partire dal Palazzo di Pietro il Grande, ora nascosto sotto il Teatro dell’Ermitage, e a finire con il celebre Palazzo d’Inverno. Tra questi, c’è anche il Nuovo Ermitage – il primo edificio in Russia costruito espressamente perché diventasse un museo. Le dieci grandiose statue degli Atlanti del suo porticato sono state scolpite su prototipo di quelle del tempio di Zeus Olimpio ad Agrigento e celebrate dalla cultura popolare, fino a diventare uno dei simboli di San Pietroburgo.

La nostra guida: Vera

Vera è una storica dell’arte e guida autorizzata e certificata a San Pietroburgo. È nata a Leningrado nel 1985 ed è un’ex dipendente dell’Ermitage e prof. universitaria di storia dell’arte. Gestisce un blog dedicato alla Pietroburgo insolita e segreta.

20 Dicembre – Sarajevo, Bosnia Erzegovina

SOLD OUT

Dal Bastione Giallo alla Biblioteca

Ore: 11.00 (CET)

Durata: 1.30h

Lingua: inglese

Nota bene: per partecipare, è richiesta una buona capacità di comunicazione e comprensione orale dell’inglese

I quartieri di Sarajevo visti dal fiume Miljacka

Sarajevo è una città complessa, impossibile da spezzettare in blocchi e riassumere in un’ora. La conosciamo per uno degli assedi più terribili della storia, ma Sarajevo è oltre anche anche a questo. Sono passati quasi trent’anni dalla guerra e nel frattempo, con o senza aiuti, la gente è andata avanti, continuando a creare cose straordinarie, senza stancarsi di faticare per ricominciare da capo. Da quando è stata fondata, la città non ha mai smesso di essere una miscela rara di culture e religioni. Il nostro tour con Hidajeta ci porterà dalla biblioteca e municipio di Sarajevo, la Vijećnica, fino al cuore pulsante della Baščaršija, oggi centro storico carico di fascino, dove in una sola strada sorgono i luoghi di culto di quattro diverse fedi. Solo la storia della Vijećnica vi sorprenderà. Simbolo odiato del potere asburgico, costruita in un bizzarro stile neo-moresco che non piacque a nessuno, fu incendiata novantotto anni dopo, durante l’assedio. Circa il 90% dei suoi libri andò distrutto: nella notte del 25 agosto 1992, le pagine annerite dal fumo volavano per tutta la città. Nel 2014 è stata ricostruita e oggi è uno degli edifici più famosi di Sarajevo.

La nostra guida: Hidajeta

Hidajeta è la compagnia perfetta di ogni serata balcanica come si deve: è un’esplosione di energia, ironia, intelligenza e simpatia. È nata nel 1994 e vive tutt’ora a Sarajevo, dove lavora come guida turistica per un’agenzia che ha a cuore l’incontro e la valorizzazione della multiculturalità in Bosnia Erzegovina.

3 Gennaio – Samarcanda, Uzbekistan

Da Bibi Khanym alla necropoli di Shah-i-Zinda

Ore: 11.00 (CET) / 15.00 (Samarcanda)

Durata: 1.30h

Lingua: inglese

Nota bene: per partecipare, è richiesta una buona capacità di comunicazione e comprensione orale dell’inglese

A Samarcanda c’è molto più del Registan. Bibi Khanym era la moglie del leggendario e sanguinario condottiero Tamerlano, sovrano di uno dei più vasti imperi della storia medievale. Tornato vittorioso da una campagna in India, Tamerlano radunò centinaia di artigiani da Persia, Azerbaigian, India e dalle montagne per erigere la più grande moschea del mondo islamico dell’epoca. Talmente maestosa e sofisticata, che perse la sfida contro la gravità. Le cupole collassarono sotto il loro stesso peso e pochi secoli dopo era già la spettacolare rovina di sé stessa. Negli anni ’70, i restauri ne hanno lasciato inalterato il fascino senza tempo. I suoi immensi portali si vedono quasi da ovunque in città, anche dalle tombe dei sovrani di nove secoli, smaltate a centinaia di tonalità diverse di blu. Shah-i-Zinda, «il re vivente», è un labirinto di maioliche da cui non vorrete più uscire. E Babi ne conosce tutte le leggende.

La nostra guida: Babi

Babi vive a Tashkent, ma è nata e cresciuta a Samarcanda da una famiglia di origine persiana. Parla cinque lingue, si è laureata in Linguistica e ha lavorato come guida in città per diversi anni. Oltre ad essere una persona sagace e brillante, è Miss Samarkand 2018 e sta lanciando il suo primo shop online di artigianato uzbeco.

10 Gennaio – Novosibirsk, Russia

Avanguardia siberiana

Ore: 09.30 (CET) / 15.30 (Novosibirsk)

Durata: 1.30h

Lingua: italiano

Il teatro Globus di Novosibirsk

Novosibirsk non è solo una tappa intermedia lungo la Transiberiana, ma il centro culturale più dirompente della Siberia e la terza città più popolosa di tutta la Federazione Russa. Fondata in mezzo alle steppe nel 1893, la città vanta architetture avanguardiste sovietiche dalle forme spaziali, moltissimi teatri, musei, parchi innevati e eleganti palazzi di inizio Novecento, così come case in legno siberiane. Non ci crederete, ma si integrano perfettamente – con le loro nalichniki, le cornici alle finestre intagliate con maestria – nella planimetria urbana della città. Viene da chiedersi che freddo faccia lì dentro d’inverno, ma volete mettere guardare la neve da una cornice colorata che sembra di pizzo?

La nostra guida: Alëna

Alëna è un animo dolce, curioso e creativo. Ha studiato storia dell’arte e urbanistica a Novosibirsk, Mosca, Milano e ora sta scrivendo la tesi a Tyumen’, la prima città veramente siberiana oltre Ekaterinburg. Ogni estate scappa dalla zona urbana e viaggia per la Siberia. La sua passione più grande rimane l’architettura.

17 Gennaio – Tashkent, Uzbekistan

Il Chorsu bazaar

Ore: 11.00 (CET) / 15.00 (Tashkent)

Durata: 1.30h

Lingua: italiano

L’edificio centrale del Chorsu Bazaar

Su una cosa non ho dubbi: il Chorsu è il mercato più bello, vivo, surreale e architettonicamente interessante di tutta l’Asia Centrale. Noto con il nome attuale persiano fin dal medioevo e ricostruito nel 1980 con una forma che ricorda un’astronave, oggi è il simbolo della città. Nel bazaar è facile perdersi, ma non se siete di Tashkent: fin da piccoli, è qui che vi portano per fare incetta di generi alimentari, pane, stoffe, vestiti, piccoli elettrodomestici o dollari al mercato nero. Il padiglione centrale, circondato da altri satelliti più piccoli, è struttura modernista decorata con motivi persiani. Con Sara e Ilyos esploreremo i diversi settori di questo labirinto: verdure, distese di bianchissimo kurut, le palline di ricotta salata essiccate, file di forni d’argilla dentro cui si appiccica il non, il pane centroasiatico. E ancora piramidi di albicocche essiccate ripiene di noci e stolovye dove sorseggiare un tè bollente o addentare uno shashlyk alla brace sotto una cupola decorata a stucco. Mangiate cipolla cruda la sera prima, preparate i borsoni e il fazzoletto in testa: si va al bazaar!

Le nostre guide: Sara e Ilyos

Sara ha venticinque anni e viene da Brescia. Al momento vive a Tashkent, dove lavora come cooperante e nel frattempo dimentica il russo che ha imparato all’università visto che tutti parlano sempre più o inglese o uzbeco. Nel tempo libero piange la morte del lago d’Aral, studia nuove lingue straniere e viaggia per l’Uzbekistan, possibilmente in treno. Ilyos è uzbeco e ha ventisei anni. Dopo aver vissuto in India per oltre sette anni, è tornato a Tashkent, dove lavora come graphic designer freelance. Quando non lavora fa il volontario per una ONG che supporta i diritti delle donne e studia l’italiano. È appassionato di motociclette e il suo sogno è viaggiare da Tashkent a Roma in moto.

24 Gennaio – Tashkent, Uzbekistan

Workshop. I tukhum barak

Ore: 11.00 (CET) / 15.00 (Tashkent)

Lingua: italiano

Forse conoscerete i manty, ravioli quadrati pan-turchi ripieni di carne e cipolle, che mettono alla prova anche gli stomaci più allenati. Nella regione di Khorezm, una striscia sottile punteggiata di oasi che costeggia il deserto del Turkmenistan, i ravioli li fanno in un’altra maniera, peraltro semplicissima. Si chiamano tukhum barak, che in uzbeco si traduce semplicemente con “(ravioli di) uovo bollito” e sono ripieni di uovo, che poi si cuoce assieme alla pasta. Sara e Ilyos conoscono molto bene il Khorezm, la regione della città carovaniera Khiva, e assicurano che il risultato sarà da leccarsi i baffi. Non c’è che da salire sul treno, rigorosamente in terza classe, e aspettare di scendere a Khiva per iniziare a mettere le mani in pasta.

Le nostre guide: Sara e Ilyos

Sara ha venticinque anni e viene da Brescia. Al momento vive a Tashkent, dove lavora come cooperante e nel frattempo dimentica il russo che ha imparato all’università visto che tutti parlano sempre più o inglese o uzbeko. Nel tempo libero piange la morte del lago d’Aral, studia nuove lingue straniere e viaggia per l’Uzbekistan, possibilmente in treno. Ilyos è uzbeco ed ha ventisei anni. Dopo aver vissuto in India per oltre sette anni, è tornato a Tashkent, dove lavora come graphic designer freelance. Quando non lavora fa il volontario per una ONG che supporta i diritti delle donne e studia l’italiano. È appassionato di motociclette e il suo sogno è viaggiare da Tashkent a Roma in moto.

31 Gennaio – Città misteriosa

Tour virtuale

Ore: 11.00 (CET)

Lingua: inglese / italiano

Nota bene: il tour potrebbe essere in inglese. Per partecipare, è richiesta in ogni caso una buona capacità di comunicazione e comprensione orale dell’inglese

Bazaar di Samarcanda, Uzbekistan

Dove ci porteranno i nostri ultimi poputchiki? Nei profumati mercati della Moldavia? Nei sobborghi più antichi di Erevan, scampati ai terremoti del Caucaso minore? A scoprire i capolavori del brutalismo in mezzo alla steppa? Tra le guglie innevate dell’Estonia, le montagne del Tagikistan, nei caffè asburgici dell’Ucraina occidentale, o al centro del mondo – a Mosca?

Regala una vera sorpresa a chi crede di non sapersi più stupire.

7 Febbraio – Città misteriosa

Workshop

Ore: 11.00 (CET)

Lingua: inglese

Nota bene: per partecipare, è richiesta una buona capacità di comunicazione e comprensione orale dell’inglese

Come concluderemo il nostro tour mangereccio? Arrotolando dolma in Armenia? Col borbottio di un pentolone di boršč ucraino in sottofondo, lo sfrigolare del plov centroasiatico o a scoprire le delizie della cucina baltica? O forse a farcire peperoni e preparare sottilissime piadine ripiene come fanno in Azerbaigian…

Regala una vera sorpresa a chi crede di non sapersi più stupire.

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