Sicurezza in viaggio: oggetti utili e salvavita in città e nella natura

Sicurezza in viaggio. Ne parlo spesso con gli amici, ma non ne scrivo mai. Tanti comportamenti e oggetti fidati negli anni sono diventati così naturali per me che non li vedo come vere e proprie misure di sicurezza. Se penso però agli anni della sbarbataggine e a tutte le situazioni pericolose in cui mi sono cacciata, avrei di certo voluto avere qualche dritta in più, anche se l’esperienza è la miglior maestra.

Sono sparita per molte settimane e oggi vi parlo proprio di sicurezza, anzi, nello specifico di oggetti utili per la sicurezza in viaggio e la sopravvivenza nella natura: il motivo è che c’è una cosa che vi devo dire. Quando ho ricevuto la proposta mi sono davvero riempita d’orgoglio e di gioia. Dana, fondatrice del progetto Viaggio da Sola Perché, con cui collaboro da un paio d’anni, mi ha proposto di tenere un workshop sui rischi e sulla sicurezza in viaggio al loro primo evento pubblico.

Dopo i primi momenti di smarrimento e aritmia, ho realizzato un po’ meglio la cosa. Workshop. Sicurezza in viaggio. Evento superfigo.

#Aiuto.

Mi sono sempre sentita grande, ma questa è stata una delle volte nella mia vita in cui mi sono sentita infinitesimamente piccola. Comunque.

Saranno due giorni di ritiro sui colli bolognesi lavorando insieme sul viaggio in solitaria, con una giornata dedicata alla partenza e una al ritorno. Risorse, pensieri e strategie pratiche per migliorare il nostro rapporto coi viaggi in solitaria, affrontandoli meglio e portando a casa di più. È un evento dedicato alle donne iscritte al gruppo facebook di Viaggio da sola perché: se non sei ancora iscritta puoi farlo da qui. Per chi fosse interessata, ci vediamo il 22 e il 23 settembre a Bologna. Dettagli, costi e spiegazioni sul sito di VDSP.

Quanto a tutti noi altri viaggiatori solitari, donne e uomini, ho pensato, mentre raccoglievo le idee per il mio workshop, di scrivere un po’ di consigli pratici per ottimizzare la sicurezza in viaggio, da soli e non.

Il termine “sicurezza in viaggio” in realtà racchiude in sé un miliardo di discorsi-infiniti-che-non-ho-voglia-di-iniziare, più le loro possibili derive filosofiche. Rischio, percezione del rischio, accettazione del rischio, stima dei rischi sulla base del luogo in cui ci si trova, caratteristiche fisiche e psicologiche di ciascuno di noi. Il tutto riassumibile in una delle mie parole preferite – sintetica, incisiva, ma soprattutto inattaccabile: dipende.

Ma delle situazioni tipo e di come uscirne vive parleremo al workshop: vi farò rivivere le mie esperienze meno wow (anzi, decisamente poco wow) e ragioneremo insieme su qual era il modo migliore per cavarsela senza graffi. Oggi invece vi racconto quali piccoli oggetti e gadget tecnologici per il viaggio ho comprato negli anni per migliorare la mia sicurezza in viaggio da sola e sentirmi più al sicuro in caso dovessi incappare in situazioni estreme. Non sono tutti gli oggetti utili o salvavita esistenti al mondo, né tutti gli accorgimenti adottabili, ma solo alcuni che ho trovato particolarmente utili.

Sono spesso oggetti piccoli, poco costosi ma che sono in grado di salvarti la vita o evitare che la situazione peggiori. A volte me li ha suggeriti l’esperienza, a volte quella dei miei più cari amici, a volte viaggiatori più navigati di me. In particolare devo tanto alla saggezza del mio compagno, Sherpa; a PrinceOfPersia, che negli ultimi anni ha affinato le sue qualità di viaggiatore solitario, e a MamaAfrika, che ha il potere magico di uscire viva anche dalle situazioni più deliranti.

Andiamo?

Sicurezza in viaggio: oggetti salva vita in città e nella natura

1. Mappe offline

Se c’è una cosa che non dimenticherò mai è quando ho attraversato la frontiera tra Uzbekistan e Kazakistan senza avere un Wi-Fi da giorni, senza avere una mappa cartacea o scaricata offline e mi sono dovuta affidare al branco di tassisti randagi che popolano le frontiere postsovietiche per raggiungere la città di Turkistan, senza poter stimare quanto fosse lontana, dove fossimo, se stessimo realmente andando a Turkistan e quanto distasse dalla frontiera il primo centro abitato con un Wi-Fi. Dopo una tempesta di sabbia in mezzo alla steppa, che ha falciato tutti i cavi elettrici di Turkistan, sono veramente arrivata in città, ma del Wi-Fi neanche l’ombra. E due giorni dopo avevo un aereo da non perdere in partenza da Bishkek, Kirghizistan, cioè più o meno a 700km di distanza.

Ecco, scaricate offline tutte le mappe dei paesi che state per visitare. E no, Google Maps non è l’opzione migliore per l’offline: più volte mi ha lasciato con il pallino blu del GPS circondato da una desolata mappa bianca, nonostante avessi salvato l’area offline. Meglio ancora, se siete fan del genere, le mappe cartacee.

Per il digitale consiglio Maps.me (gratuito) o OsmAnd (gratuito) che include anche tutti i sentieri. Per le mappe cartacee consiglio quelle Michelin oppure, per le montagne in Italia, quelle del CAI e Geo4Map, impermeabili, indistruttibili e che hanno anche un design adorabile.

2. Borsellino segreto

Viaggio con un orribile borsellino sotto la maglietta da quando ho 16 anni, oggetto tanto lodevole quanto efficace a reprimere qualsiasi desiderio erotico nei confronti di chi lo indossa. In ogni caso è un oggetto fondamentale per la sicurezza in viaggio. Impossibile strapparvelo di dosso senza che ve ne accorgiate e soprattutto impossibile che ve lo dimentichiate da qualche parte. Ce ne sono diverse varianti: io ho un semplice borsello piatto appeso al collo fino ad altezza della pancia, PrinceOfPersia una specie di micro marsupio invisibile dall’esterno, mio padre aveva comprato anche una fascia da legare sulla pancia. Ognuno ha i suoi pro e i suoi contro. Per esperienza, vi consiglio di scegliere quello più comodo da indossare anche mentre dormite.

Non tenete mai tutti i soldi insieme nello stesso posto e tenete carte di credito e documenti sempre addosso a voi. Il mio modello è sintetico e d’estate fa un po’ sudare. Questo invece è di seta e impermeabile, dovrebbe essere il top per il comfort.

3. Filtro per l’acqua

Scoperta geniale fatta prima del mio viaggio in Israele, Palestina e Giordania. Nei paesi dove l’acqua non è potabile, un oggettino poco più grande di un accendino e dal peso di soli 60g può darvi la garanzia che non morirete di disidratazione, perché è in grado di filtrare anche acqua stagnante. Costa circa 25-30€ e dura praticamente per tutta la vita. Ce l’ho ormai da cinque mesi e non ho trovato ancora un singolo lato negativo. Il filtro è meccanico e non chimico, lascia passare l’acqua e i minerali disciolti, ma non i batteri, i protozoi e il particolato. Ottimo anche per bere acqua dai fiumi durante un trekking o, semplicemente, riempirsi la borraccia di acqua del rubinetto senza stare a comprare decine di bottiglie di plastica.

Ci sono diverse marche in commercio, io ho provato il Sawyer Mini e mi sono trovata alla grande.

4. Coperta termica

Con 3€ o anche meno vi porterete dietro un oggetto minuscolo, leggerissimo, ma che avrei voluto avere quando ho tremato di freddo per un’intera notte passata sotto un muro d’acqua nello Svaneti, in Georgia. La coperta isotermica è quella che usano anche sulle ambulanze per soccorrere chi è entrato in ipotermia. La cosa vantaggiosa è che può essere usata anche al contrario, cioè mantenendo il fresco quando fuori fa molto caldo. Davvero utilissima se pianificate di fare campeggio libero o viaggiare in luoghi molto freddi, ma anche per soccorrere qualcuno in difficoltà. Le vendono anche in pacchi da dieci. Ci sono diverse qualità che dipendono anche dallo spessore della coperta.

5. Power bank

Avere sempre un cellulare carico è uno dei miei mantra di viaggio. E non perché sono una social addict, ma perché voglio essere sempre nelle condizioni di fare la famosa chiamata di emergenza, anche se spero di non farla mai. O di usare internet per cercare un ostello all’ultimo minuto, orientarmi sulle mappe o usare un’altra app importante sul telefono.

La Power Bank è un altro pilastro della sopravvivenza e della sicurezza in viaggio. Ci sono diversi tipi di power bank, alcune solari, altre con voltaggi alti in grado di ricaricare anche computer e macchina fotografica. In generale vi consiglio di trovare una capacità corrispondente alle vostre esigenze reali. Per il Polo Sud ne serve un modello, per un weekend a Parigi un altro. Avere una power bank da 25000mAh se dovrete solo stare via una o due notti sarà solo un peso inutile nello zaino. Dai 10000mAh in su va bene per la maggior parte dei casi. Tenete conto che servono anche parecchie ore per ricaricarla. La mia è fotovoltaica della AllPowers e quella vecchia (si è bagnata) era della EasyAcc. Ora ne producono anche di wireless!

Non dimenticatevi anche un cavo USB di scorta! Una volta in viaggio mi si è rotto e trovare dove comprare un nuovo caricatore con il cellulare scarico è stata un’impresa titanica (ed ero a Budapest, mica nel deserto del Gobi). Eventualmente anche un secondo cellulare scrauso va bene: quello vecchio della nonna in bianco e nero è perfetto per le emergenze.

6. Fischietto d’emergenza

Nebbia nelle montagne dietro Chania, Creta

È uno di quegli oggetti che si spera di non usare mai, ma averne uno a portata di mano è una buona idea. Il mio è incorporato allo zaino (North Face), ma Ana Bakran, una delle autostoppiste solitarie più famose, ne usa uno di metallo come collana. Con il vantaggio di non sembrare affatto un fischietto e di essere sempre a portata di mano. Che vi perdiate in un bosco o dobbiate attirare l’attenzione se qualcuno vi infastidisce, un oggetto utilissimo. Si può usare anche come portachiavi. Questo in particolare è doppio e ha un suono fortissimo.

7. Un preservativo

Forse non ci avete mai pensato, ma i preservativi sono degli oggetti minuscoli e di altissima tecnologia, utili a molto più di quello che pensate. Lattice asettico, elastico, resistente, deformabile a piacere: prezioso e utilissimo. Potete usarlo per sostituire le bende in caso di ferita, come guanto sterile, come laccio emostatico, come contenitore d’emergenza per l’acqua, per proteggere da polvere e sabbia oggetti preziosi (come il cellulare e la macchina fotografica), per sigillare cibo, tappare bottiglie, barattoli e molto altro. Costa poco e serve a molto. Un grande compagno d’avventure 😉

8. Una torcia

Utile nella natura ma anche in città, una torcia può servire per calmarsi e avere la situazione più sotto controllo se vi trovate al buio, se vi siete persi in montagna, durante un blackout o anche solo per non svegliare tutta la camerata dell’ostello. In città dove l’illuminazione stradale scarseggia (una su tutte? Smirne, in Turchia, dove per la prima volta ho avuto seriamente paura mentre ci eravamo persi tra i vicoli bui del mercato) è un aiuto fondamentale. La torcia del cellulare va bene ma vi tiene le mani occupate e consuma molta batteria: meglio averne una frontale con buona autonomia e molti lumen, anche per essere avvistati da lontano. Sherpa ha questa torcia della Tikka.

9. Un GPS professionale

Verso Davit Gareja, tra Georgia e Azerbaijan

Un’ultima idea un po’ più professionale, utile davvero solo se siete anche appassionati di trekking, è quella di comprare un GPS a batterie. Con una precisione spaziale potrete essere indipendenti dal cellulare, seguire sentieri non segnalati e soprattutto tracciare il vostro percorso automaticamente in caso dobbiate tornare indietro, oppure vogliate solo misurare l’andamento, il dislivello etc. Si trovano spesso usati a prezzi più accessibili. Sherpa ha comprato questo con un bello sconto.

10. App utili per cellulare

L’ultimo consiglio che vi do riguarda le app utili per la sopravvivenza. Avete un cellulare, potete sfruttarlo molto più di quello che fate: è pieno di app leggere e utilissimi in caso di emergenze o problemi. App per la bussola, cambiavalute, addirittura delle micro guide offline per sopravvivere nella natura, con istruzioni per qualsiasi cosa. Sbizzarritevi!

Per oggi basta così.

A presto!
Ele

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