Sull’isola di Bornholm in bicicletta, tra memoriali sovietici, paesini in riva al mare e shelter nel bosco

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Tre ragazzi bagnati dalla pioggia sull'isola di Bornholm, con dietro una casetta colorata tradizionale

Nel terribile duemilaventi in realtà tre viaggi li ho fatti. Sul filo del rasoio, assumendosi tutti i rischi del caso, scansando una chiusura e una cancellazione volo dietro l’altra. Visti da qui, sembrano quasi impossibili, eppure sono successi davvero: prima un giro molto selvatico dell’Abruzzo, poi una fuga in tenda a Krk e poi in Dalmazia, e infine l’isola di Bornholm, in Danimarca, di cui vi racconto oggi. In tutte e tre le fughe, la costante è stata la ricerca di luoghi selvaggi, remoti e il più possibile a contatto con la natura.

Organizzare un viaggio del genere in piena pandemia, anche se solo in Danimarca, non è stato facile e abbiamo avuto un’esagerata dose di fortuna. Se avessimo spostato le date anche solo di una settimana (sono partita a inizio ottobre) sarebbe verosimilmente saltato tutto. È stato tutto possibile grazie alle conoscenze di Alle e Urbo, i Wearelocalnomads, che da un annetto vivono a Copenhagen, e di Laura, che vive a Malmö, appena oltre il ponte in Svezia. Senza la loro ospitalità e conoscenza della Danimarca non ce l’avremmo mai fatta. Ecco però come sono andate le cose e una lista di risorse utili e consigli per organizzarsi un weekend a Bornholm in autonomia.

I piani sono ambiziosi e c’è un grandissimo entusiasmo: si andrà a Bornholm, grande e famosa isola danese dal clima mite lontanissima dalla Danimarca stessa e proprio in mezzo al Baltico, circa a metà strada tra Svezia, Polonia e Germania. Come sempre, però, per varie questioni, ci perdiamo in ripensamenti su ripensamenti. E se fosse meglio la piccola isola di Ærø? O Langeland, collegata da ponti. O da qualche parte a Funen, raggiungibile in treno, che ci eviterebbe l’affitto di biciclette?

A far pendere l’ago della bilancia è lo spirito di avventura allo sbando di Urbo, che confessa di essersi affezionato all’idea di una notte selvatica in traghetto, un po’ come se fossimo su un platskart della Transiberiana; e un po’ anche la soffiata di Gianluca di Soviet Tours su un dimenticato cimitero e memoriale sovietico nel Nord, legato alla stramba storia dell’isola, che per undici mesi, dopo la guerra, rimase occupata dalle truppe sovietiche.

Ma andiamo con ordine, perché ci sono un sacco di cose fantastiche che dovreste proprio sapere e che non vedo l’ora di raccontarvi.

Isola di Bornholm: risorse utili per organizzare il viaggio

Traghetti

Isola di Bornholm, Rønne vista dal traghetto

Su bornholm.info si trovano i traghetti per Rønne, la capitale dell’isola, da Køge (Danimarca), Ystad (Svezia) e Sassnitz (Germania).

La tratta più breve è quella svedese (meno di 2h), quella più painderoutiana è invece quella da Køge: nel loro fantascientifico sito, oltre ad avere tariffe davvero competitive e cose dell’altro mondo come poter ricaricare le auto elettriche, abbiamo dedotto (?) che di fatto col posto ponte, cioè non selezionando nessuna cabina, né privata né condivisa, si potesse dormire in una sorta di grande stanza piena di letti a castello con materassi foderati in cuoio, molto puliti e sufficientemente distanziati. Tutt’ora non abbiamo idea se effettivamente poi ci rintracceranno e ci arresteranno per questa nostra azione, ma un anziano passeggero ha controllato il nostro biglietto e ci ha confermato che potevamo dormire lì, come lui, avendo pagato solo 49.- corone danesi di biglietto, cioè circa 6€.

Il traghetto parte da Køge alle 00.30 e arriva alle 6.00 a Rønne. Notte breve, ma sonno divino su letti veri, dormendo nel proprio sacco a pelo.

Affitto biciclette a Bornholm

Le biciclette le abbiamo affittate da due pimpanti anziani signori che gestiscono uno dei pochissimi rent a bike dell’isola di Bornholm, a un tiro di schioppo dal porto di Rønne. Aprono alle 9, ma se li chiami qualche giorno in anticipo aprono apposta per te anche prima. Parlano praticamente solo danese, ma, insomma, se si tratta di affittare delle bici per due giorni non serve chissà che scienza.

Ci siamo trovati abbastanza bene con le loro bici base, molto equipaggiate e indistruttibili, anche se pesantissime. Alla lunga il fatto di avere freno a pedale e un telaio pesante come una portaerei si è fatto sentire e verso la fine avrei preferito piuttosto un triciclo giocattolo, purché fosse leggero, ma devo dire che hanno fatto il loro dovere con onore. Per di più le ho fatte cadere duecentottanta volte e ho preso dentro ogni possibile palo/albero/staccionata/cosa random e non si sono rotte, quindi chapeau. Consigliate, e con un prezzo onesto per essere in Danimarca, 85.- corone, circa 12€/giorno.

Piste ciclabili (cykelvej) sull’isola di Bornholm

Senza dilungarmi troppo, la guida perfetta a girare Bornholm in bicicletta l’ha già fatto il sito ufficiale del turismo dell’isola. Hanno una brochure pdf stampabile che spiega e descrive perfettamente i percorsi, così potete capire se fa per voi, quanto volete ammazzarvi in salita, cosa c’è da vedere lungo i percorsi, et cetera et cetera.

La trovate a questo link.

Informazioni turistiche sull’isola

Tutte le altre informazioni generali su cosa vedere, grossomodo, le trovate sempre sul sito ufficiale. C’è molto da vedere anche nella parte meridionale e orientale, ma noi avevamo solo un weekend e la parte nord ci era sembrata quella più varia.

Le Røgeri

Le Rogeri di Hasle, sull'isola di Bornholm

Cosa che io totalmente ignoravo, e che invece grazie ad Alle e Urbo ho scoperto, sono gli affumicatoi, che detta così non suona proprio benissimo, ma che sono invece la svolta. Lungo il percorso, e in particolare nel paesino di Hasle ma anche ad Allinge, troverete segnalate delle belle costruzioni in mattoni con lunghe ciminiere, pitturate di bianco o a colori accesi: sono affumicatoi + ristoranti dove si affumica il pesce. I prezzi sono davvero onesti e vantaggiosi: non so per quale coincidenza astrale, ma noi siamo riuscit3 ad accaparrarci un all you can eat di pesce freschissimo per meno di 15€ a testa. Era una promo, ma vi consigliamo comunque il posto, che si chiama con molta fantasia Hasle Røgeri.

Dormire in tenda in Danimarca e il sistema degli shelter

Un motivo che ci frenava dal buttarci sull’isola di Bornholm a occhi chiusi era il sistema degli shelter (bivacchi), gestiti in maniera diversa rispetto al resto del Paese.

In breve: gli shelter sono un sistema di “bivacchi selvatici e molto spartani” diffusi in posti remoti, di solito in piccole radure, di fianco a laghetti o in riva al mare. In tutta la Danimarca sono prenotabili per prezzi bassissimi (circa 2-3€ a persona) per massimo una notte per persona: ma non pensate che, essendo luoghi selvatici pubblici, siano abbandonati a loro stessi! Oltre che pulitissimi, molti sono piccoli capolavori del design, attrezzati con spazio per focolare attrezzato e legna, bagni a volte in muratura, bidoni per la raccolta differenziata e alcuni persino con una sauna a pagamento.

Per la verità ne esistono di diversi: ci sono i primitiv overnatningsplads, i lejrplads, c’è il dormire per terra nel bosco senza tenda (sempre consentito), c’è il campeggio libero regolamentato su terreni del demanio pubblico e poi ci sono gli shelter più attrezzati, a pagamento. È tutto spiegato alla perfezione in questo sito ufficiale.

Il concetto è che ai danesi piace passare un weekend disconnessi, a contatto con la natura, vivendo in maniera semplice, affumicando qualcosa sul fuoco e dormendo nel sacco a pelo col freddo della notte sul viso. Il problema è che a Bornholm gli shelter sono gratuiti ma non prenotabili: in sostanza, vale il criterio del “chi prima arriva, meglio alloggia”, ma con il rischio che, se si arriva tardi, di fatto lo shelter sia già occupato. Come è ovviamente successo a noi.

Focolare in shelter all'isola di Bornholm
Il nostro focolare con tronchi di betulla, legno profumatissimo

I due siti principali, completi di mappa, valgono per tutta la Danimarca e sono solo in danese. Sono utilizzati perlopiù da danesi e a occhio e croce non mi sembrano proprio studiati per i turisti, quindi magari non abusatene e usateli con criterio.
udinaturen.dk
bookenshelter.dk

In alternativa, le regole per il campeggio libero in Danimarca (con tenda) sono chiare e semplici, ma non è immediato trovare posti dove campeggiare secondo i loro criteri, anche se a Bornholm ce ne sarebbero un paio. Studiatevi bene tutta la situazione e valutate se vi conviene rischiarvela con materassino e sacco a pelo in uno shelter, o se volete andare sul sicuro con la vostra tenda. Più info sul campeggio libero in Danimarca, in Scandinavia e in altri Paesi europei, in questo post generale.

Cosa vedere a Bornholm ovest

Vista del mare dall'isola di Bornholm
Vista dalla cykelvej, prima di Hasle

Venendo al succo, ovvero cosa vedere a Bornholm, ho da dirvi che c’è davvero molto da vedere ma sarò costretta ad essere molto sintetica e mi limiterò solo all’area di Bornholm che abbiamo esplorato noi, cioè l’area occidentale, da Rønne ad Allinge e ritorno, seguendo due percorsi leggermente diversi.

Seguendo la cykelvej da Sud a Nord, quindi, abbiamo incontrato:

Rønne

Città e porto principale dell’isola, fu bombardata pesantemente durante la Seconda Guerra Mondiale ma è stata ricostruita molto fedelmente e con gusto, il centro storico è molto bello. Vi segnalo da non perdere:

  • Il sottilissimo faro bianco di fianco alla chiesa
  • La chiesa di Sankt Nicolai
  • L’antico teatro in Teaterstræde
  • Una bella targa di pietra che commemora la distruzione della Seconda Guerra Mondiale, all’angolo tra Store Torv e Sankt Mortens Gade
  • Un bel palazzo in mattoni del 1910, in Østergade 47
  • Le vecchie case con travi di legno a vista in Søndergade 12
  • La vecchia chiesa in pietra decorata con fiori di maiolica e il bel palazzo di fronte in Sankt Mortens Gade 33
  • La splendida viuzza e il giardino di Erichsens Gård
  • Gironzolare un po’ a caso, tanto il centro è tutto bello

Kultippen Hasle

Scogliere lunari in riva al mare, create artificialmente con gli scarti e i detriti dell’estrazione di carbone, molto fallimentare, iniziata sull’isola dopo la Seconda Guerra Mondiale. È una piccola deviazione dalla cykelvej, ma ne vale la pena: ci sono ancora le vecchie rotaie arrugginite e qualche vagone con cui trasportavano le sabbie, le argille e le polveri di carbone. Sicuramente uno dei luoghi più particolari da vedere a Bornholm.

Hasle

Bellissimo paesino in riva al mare, con una Røgeri imperdibile (vedi prima sezione) e una chiesetta rossa molto particolare.

Helligpeder

Case sparse proprio in riva al mare, con un piccolo porticciolo: il paesino più pittoresco e tranquillo incontrato in tutto il tragitto.

Jons Kapel

Sito abbastanza turistico e scenografico, carino ma non indimenticabile: consiste di una ripida scalinata di legno che porta a rocce e scogliere a strapiombo, che in un punto assomigliano a una cappella, legata alla leggenda di un eremita di nome Jon. Carino se avrete ancora forza nelle gambe per fare su e giù da quelle scale ripidissime, dopo aver fatto una salita devastante inaffrontabile in bicicletta. Onestamente, bello ma ci sono posti migliori, specie se avete già visto scogliere nella vostra vita.

Vang

Altro piccolo paesino in riva al mare, tranquillo e con case antiche.

Hammershus, rovine di un castello

Le possenti rovine di quello che fu verosimilmente il castello più grosso del Nord Europa, costruito intorno al 1300 dall’arcivescovo di Lund, oggi in Svezia ma all’epoca parte della Danimarca. Oggi è in rovina ed è visitabile gratuitamente, l’area è molto attrezzata. Le storie che circondano questa immensa fortezza sono molto interessanti: nel 1660 l’isola di Bornholm era una postazione strategica nel Baltico, e nella sua fortezza fu imprigionata addirittura la figlia traditrice del re danese, Leonora Christina, finché nel 1743 non fu definitivamente abbandonata. Da allora i bornholmesi (?) iniziarono ad attingere materiale costruttorio dalle sue mura, finché a inizio Ottocento la Danimarca non iniziò a tutelarne le rovine. E, da allora, non è che sia esattamente successo molto altro, per cui eccoci qui con quelle immense mura diroccate.

I due laghi Opalsøen e Hammersø (con shelter, dove abbiamo dormito)

L’hotel (?) brutalista in riva al lago

Due laghi carini, ricavati da ex cave, con uno shelter popolare e ben attrezzato alla congiunzione dei due. Il lago grosso è circumnavigabile in bicicletta e c’è pure una specie di maxi hotel brutalista che spunta in mezzo alla vegetazione fitta a sorvegliarlo con cattiveria.

Hammeren Fyr, faro e tomba di un soldato dell’Armata rossa

Faro splendido in cima a un colle, da cui si gode di una vista magnifica sul mare. Arrivarci in bici è una bella mazzata, valutate di lasciarle alla base della salita e di farvela a piedi. Ci si può salire in cima e, se è una bella giornata, si vede persino la costa sud della Svezia. A poca distanza dal faro c’è una lapide piantata nel terreno, con una stella bianca scavata nella parte superiore e incisioni in cirillico, che recitano precisamente: CT ЯC EPACTOB HE 1918 1945

Il significato di queste sigle è il seguente: “Falco maggiore (quindi, aviatore) Erastov Nikolay Erastovich”, un ragazzo aviatore dell’Armata Rossa che, indagando un po’, abbiamo scoperto fosse nato in Ciuvascia, nel 1918, e morto proprio lì, a Bornholm, nel 1945. Scoperta inaspettata e, devo dire, anche commovente.

Sandvig

Paesino delizioso, senza dubbio il più bello sull’itinerario che abbiamo fatto noi. Vi consigliamo un indirizzo in particolare: un caffè-boutique collegato a un hotel, chiamato “Dideriks Veranda“. Hanno una selezione di tè da urlo a prezzi onesti e degli arredamenti spettacolari, sono più locali collegati, esplorateli tutti! Se abbiamo trovato questo posto e ci siamo concess3 una lunga pausa caffè rilassante in piena atmosfera vintage scandinava è grazie al fiuto di Alle, che ha un vero e proprio talento nello scovare questi posti. Grazie!

Allinge cimitero e memoriale sovietico

Adorabile paesino, collegato a Sandvig, più grande e con parecchi edifici storici.

Punto forte e motivo della nostra visita ad Allinge, se non forse alla stessa Bornholm, era un memoriale sovietico e cimitero dedicato a ventinove cadute e caduti durante la liberazione dell’isola dalle forze naziste, in circostanze piuttosto strane e con molti bombardamenti su Rønne. Di questa lista su cosa vedere a Bornholm è senz’altro la meno conosciuta e la più strana: se non si sa dov’è, certamente non lo si incontra per caso. Il cimitero si trova nella parte meridionale del giardino-cimitero intorno alla chiesa di Allinge, recintato e separato dalle altre tombe con sepoltura cristiana. Un obelisco di pietra scura recita “Gloria eterna agli eroi sovietici, caduti contro il nemico tedesco. <La Patria>”. Più in fondo, c’è un monumento in granito rosso con la scritta in doppia lingua, russo e danese, “alle guerre sovietiche, ai caduti in battaglia contro il fascismo”. Sono elencati il grado e i nomi dei caduti, tra i quali c’era anche una soldata, A. I. Vasil’eva. Il cimitero sembra rimasto intatto al 1946, ma non è certo abbandonato: le staccionate e le aiuole ben curate sfoggiano ancora falce e martello, e in cima all’obelisco c’è una piccola stella. Onestamente mi aspettavo di trovarlo in condizioni pessime, anche perché non è indicato come attrazione turistica né sul sito del turismo né su Google Maps.

L’isola rimase occupata dalle forze sovietiche per undici mesi, senza che la Danimarca osasse reclamarla ufficialmente come parte del suo territorio; Bornholm è infatti un caso abbastanza inusuale di ritiro spontaneo delle forze sovietiche su ordine di Stalin, senza ulteriori scontri o contese e senza che l’Unione Sovietica avanzasse pretese territoriali, con il ritorno della Danimarca nel blocco occidentale. Da quel giorno, l’isola si riunì al resto del territorio della corona danese, come lo è tutt’oggi, ma svolse un ruolo abbastanza interessante tra il blocco occidentale e quello orientale sia durante la Guerra Fredda, sia tutt’oggi, da un punto di vista di intelligence danese.

Pioggia, dolore e sangue per il ritorno a Rønne

Della strada del ritorno da Allinge a Rønne, onestamente, non ricordo molto, a parte i campi verdi infiniti e le imprecazioni a nastro inserite sulle innumerevoli salite affrontate sotto la pioggia battente. Ma per questo vi rimando al prossimo paragrafo.

Girare l’isola di Bornholm in bicicletta: gioie e dolori di una selvatica fuori allenamento

L’idea che la Danimarca sia tutta piatta e che quindi anche l’isola di Bornholm sia per forza piatta non solo è falsa e mendace, ma anche devastante per la ciclista poco allenata.

Per le bici pesantissime che avevamo, 24km circa per raggiungere Allinge da Rønne non sono stati uno scherzo, considerato il dislivello che c’è lungo la cykelvej. La parte fino a Hasle è dentro un bosco, asfaltata e in piano, ma la parte verso nord, dalla Jonskapel in poi, è veramente molto ripida e collinare, con su e giù continui, in particolare la punta nord per raggiungere il faro di Hammeren e altre rovine che si trovano lungo il mare più oltre.

Sulla via del ritorno da Allinge abbiamo preso strade normali e non la cykelvej, pensando sarebbero state più in piano, ma l’entroterra nord rimane comunque collinare, con splendidi prati verdi a vista d’occhio, tratti in mezzo al bosco e con piccole casette bianche e nere a bordo strada, magari con i prodotti del loro orto in vendita in un carretto fuori dal cancello – i pagamenti si fanno sulla fiducia e ovviamente in digitale – con un trasferimento di denaro istantaneo, mica con le monetine! Tu guarda questi dove pensano di essere.

È possibile fare il giro dell’isola in 4-5 giorni, senza troppa fretta né fatica, pedalando 20-30km al giorno (distanza ragionevolissima). Le distanze non sono esagerate, ma è importante noleggiare delle bici pratiche e non avere troppi bagagli (noi avevamo anche i sacchi a pelo). La parte sud e orientale dell’isola sembra più pianeggiante e con meno dislivello. In generale è una cosa normalissima girare Bornholm in bici: anche se in piena pandemia, abbiamo incontrato tanti altri ciclisti.

Per oggi è tutto, sono contenta di essere tornata a scrivere sul blog, dopo tanti mesi di pausa.

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