Tbilisi: cosa vedere in 2 giorni. Guida essenziale, ma ruggente

Condividi il post sui social!

Allora, non avrei mai voluto dover scrivere questo articolo, ma visto che la Georgia sta facendo tendenza urge una guida spiccia spiccia e soprattutto autenticamente painderoutiana alla città più d’atmosfera del Caucaso, se non forse dell’intera ex URSS. Tbilisi ha tutto: architettura, giovialità, ospitalità, un clima invidiabile e cucina eccezionale (di cultura culinaria sovietica parliamo qui, nella puntata #01.04 di Cemento Podcast). Siamo seri e diciamolo veramente: Tbilisi è bella, veramente bella, e veramente ricca di storia, così come tutto il Caucaso. E allora che sia Tbilisi: cosa vedere in 2 giorni, daje tutta.

Mettiamo però in chiaro tre cose:

  • Non ha gran senso parlare di cosa vedere a Tbilisi, perché non è una città con attrazioni must see che se non visiterete allora non non potrete dire di aver visto Tbilisi e la società della vergogna vi infangherà. A Tbilisi si può vedere un sacco di roba così come no, tutto è bello, tutto è particolare e insolito, niente è must see. Più vi perdete a caso meglio è.
  • Visitare Tbilisi in 1 giorno in Georgia è considerato reato. Stateci minimo due notti, ma più riuscite a rimanerci meglio è.
  • La guida è pensata per il centro storico di Tbilisi in 2 giorni. Ci sono molte cose che ho dovuto tralasciare perché si trovano fuori dal centro storico o perché richiedono più tempo.
  • Scaricate maps.me, è gratuita ed è la migliore mappa aggiornata per orientarsi a Tbilisi. In generale in tutta l’ex URSS lasciate perdere Google Maps che fuori dalle città serve a poco!
  • Offro consulenze di viaggio sulla Georgia e sul Caucaso e posso prepararti un piano di viaggio personalizzato, fuori e molto fuori dai sentieri battuti. Contattami da qui.

Ecco. Ora possiamo continuare.

Nota importante
Ho creato due pdf impaginati e stampabili: uno che ti guiderà passo passo nell’organizzazione fai da te di un viaggio in Caucaso (come organizzare un viaggio in Caucaso, come non farsi fregare viaggiando coi mezzi pubblici in Caucaso, cosa vedere in Georgia e cosa vedere in Armenia); l’altro che ti guiderà più nel dettaglio nell’organizzare un viaggio in Georgia, passando per Tbilisi, Kutaisi, Batumi.
Puoi decidere di scaricare questi PDF a fronte di una piccola donazione per sostenere questo blog che, come vedi, non ospita banner pubblicitari. Il post rimarrà sempre disponibile online, ma scaricare il pdf è un modo per dirmi ‘grazie’ e dare valore al tempo speso in questo blog. Per ora te lo dico io: grazie!

Usa i pulsanti qui sotto oppure dai un occhio a tutti i pdf sul negozio online.

Compra “Caucaso” su Compra “Georgia” su

Tbilisi: cosa vedere, giorno 1

1. Vedere Tbilisi dall’alto

Vista su Tbilisi da Narikhala, 2017

Per me le città vanno sempre prima viste dall’alto, magari al mattino presto o al tramonto. Solo così le si può abbracciare per intero, per vedere come si snodano, i ritmi che hanno, i quartieri, la geografia del luogo. Quindi gambe in spalla: scendete alla metro Liberty Square e da lì arrampicatevi lungo Betlemi street su per le scale fino al punto panoramico segreto (lo spiazzo di fianco a Betlemi Church), dove ci sarete solo voi, qualche pope solitario e un paio di altri turisti che non hanno capito bene dove sono finiti. Prima di proseguire, scendete un attimo verso destra di una ventina di metri e andate a cercare l’Ateshgah, i resti del vecchio tempio zoroastriano. Così, giusto per mettere in chiaro che siete in un vero centro culturale che ha una storia millenaria di tutto rispetto. E che di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia.

Da lì tornate indietro e salite fino ai piedi della statua argentea della Madre della Georgia (Kartlis Deda, perché il georgiano è una di quelle meravigliose e rare lingue in cui deda vuol dire “mamma” e mama vuol dire “papà”) per godere del migliore panorama sulla città. Da lì proseguite fino a Narikhala, la fortezza che veglia su Tbilisi, e poi scendete giù giù giù fino alla piazza Maidan, vecchio centro commerciale, in quella che è la zona di Abanotubani, cioè delle terme.

Ps. Se vi piacciono le funivie e le funicolari, potete pensare di arrivare a Narikhala in funivia dalla parte opposta del fiume, ma secondo me non c’è confronto rispetto a farsela a piedi e ‘sudarsi’ il panorama scivolando tra le bellissime case del centro. Altrimenti prendete il trenino (un po’ caro) fino a Mtatsminda, altissimo monte su cui c’è la torre della televisione, un pantheon dei personaggi georgiani più illustri e un trashissimo parco divertimenti. È la vista più completa, ma io continuo a preferire quella dalla piazzetta segreta di Betlemi street.

2. Cosa vedere a Tbilisi: Abanotubani, le terme

Abanotubani, 2017

Se avrete fame dopo la scarpinata (avere fame in Caucaso è sempre un’ottima idea) in zona Abanotubani c’è una delle varie sedi del Pasanauri, dove a poco prezzo si mangia abbastanza bene (ma ci sono tanti posti dove si mangia meglio: guarda la mia guida su dove mangiare a Tbilisi).

Fate un classico giretto della zona delle terme. Non la amo particolarmente, ma è il centro instagrammabile di Tbilisi ed è da vedere per sperare che nei prossimi anni il resto della città non diventi mai così. Fate due passi tra i grossi bulbi in mattoni delle terme, così mediorientali, e passate dai famosi bagni Orbeliani, con facciata centroasiatica restaurata malissimo ma elogiata anche da Pushkin; poi seguite il fiume fino a vedere la cascata (in pieno centro città!) e risalite da una scaletta laterale per visitare la moschea sciita e sunnita insieme della città, molto bella all’interno e con un minareto che sembra quasi un camino in mattoni. Le donne possono visitare sia la parte in basso, dove il pezzo forte per me è una splendida stufa russa di ghisa, sia la balconata in alto, da cui di solito pregano, e da cui si ha una bella vista privilegiata.

È importante visitare i luoghi di culto a Tbilisi per capire quanto la città sia naturalmente cosmopolita e per toccare con mano il “crocevia di culture” – che non è un modo di dire, ma la quotidianità, per giunta da qualche millennio a questa parte.

Tornando verso Maidan dalla moschea, se vi interessa, fermatevi nella chiesa armena di San Giorgio e andate a rendere omaggio a Sayat Nova, il più grande trovatore e musicista armeno poliglotta, nato a Tbilisi, che scrisse in armeno, georgiano, persiano e azero. Una figura che rende alla perfezione la poliedricità del Caucaso e che dà uno schiaffo ai nazionalismi e alla retorica dell’odio tra popoli da tempi immemori. Semplicemente, non era così. In piazza Maidan c’è anche un kamancheh, lo strumento persiano con cui Sayat Nova è da sempre raffigurato.

Proprio di fronte alla chiesa armena c’è anche il Museo degli strumenti musicali: sarà una meravigliosa sorpresa e ve lo consiglio con tutto il cuore per capire quanto è speciale il Caucaso. Fate il tour guidato (disponibile anche in inglese) per soli 5 lari (meno di 2€) a persona, con guide bravissime che sono anche coriste e musiciste.

3. Tbilisi città vecchia

tbilisi
Palazzi abbandonati nella città vecchia di Tbilisi, che oggi non esistono più, 2015

La città vecchia di Tbilisi! La visione celestiale che mi ha fatto perdutamente innamorare di questa regione nel lontano 2015, quando i turisti erano poco più di una spicciolata e nessun volo low cost raggiungeva il Caucaso.

Da un lato la amo per la sua decadenza elegante e sopraffina, dall’altro mi addolora ed è ormai faticoso tornarci per constatare che sempre più luoghi a me cari oggi non esistono più e non torneranno mai più come prima. Il rapido processo di ricostruzione e ristrutturazione senza criterio, che abbatte edifici storici ricostruendone una brutta copia in cemento armato, già vissuto da città come Batumi, sta travolgendo anche Tbilisi. Ogni volta che torno noto nuovi spaventosi edifici che divorano le colline fuori città, e nuove porzioni del centro storico sfregiate dalla speculazione edilizia senza freni. Se volete capire di cosa sto parlando, andate alla piazzetta Lado Gudiashvili: un tempo pullulava di ristorantini, vecchi palazzi dal portone sempre aperto e affreschi sul soffitto, piccole panetterie sotterranee che ti vendevano il puri avvolto in un giornale dalle finestrelle altezza marciapiede per 60 tetri. Oggi è una piazza vuota, con edifici che probabilmente serviranno solo da appartamenti su Aribnb, un’estetica che scimmiotta quella delle grandi capitali europee e una comunità di persone dislocata per quattro lire in qualche condominio di periferia pur di lasciar spazio alla modernità. Persino alcuni dei suoi immensi alberi sono stati tagliati per fare spazio a piantine di design che non regalano né ombra né ossigeno.

Con questo non nego che la situazione abitativa e la condizione di certi edifici storici del centro sia preoccupante, ma è evidente che si è scelta la strada del profitto economico nel breve termine a discapito della salvaguardia del patrimonio storico e artistico.

Ma tornando a noi, se provenite da Abanotubani, seguite la via principale della città vecchia Kote Afkazi. Le sorprese e i palazzi più belli sono a destra o a sinistra di Kote Afkazi: la libera esplorazione, specialmente quando questo significa intrufolarsi per androni di sontuosi palazzi e silenziosissimi cortili con scale a chiocciola (mi raccomando, massimo rispetto, la gente ci vive e non sono un’attrazione turistica), o gironzolare intorno a chiese diroccate, è il modo migliore per assaporare la città vecchia. Naso all’insù!

Che vale una sosta: tra le cose da vedere a Tbilisi che meritano c’è anche la sinagoga, specie se potrete fare quattro chiacchiere in russo con le vecchiette sedute fuori a riposarsi, che vi racconteranno di essere ebree di chissà dove finite chissà come a Tbilisi. Una volta ho incontrato signore ebree della Circassia.

«Devushka, vieni qui, ma sei ebrea anche tu?»

Non sono ebrea, ma l’avermi sentita rispondere in russo le ha rese così felici!

Addentrarsi a sinistra oltre la sinagoga è un’ottima idea. Ci sono decine di palazzi meravigliosi: uno, lungo Betlemi Street dove si trova la Gallery 27, ha delle vetrate colorate intagliate che quando arriva un raggio di sole diretto si illumina in migliaia di riflessi colorati…

Dalla Gallery 27 alla piazzetta Lado Gudiashvili (intitolata a uno dei più famosi e bravi pittori georgiani del ‘900, che adoro) è un attimo, passando da altre due ex sinagoghe oggi riconvertite. Da lì è un attimo arrampicarsi fino al quartiere di Sololaki, dove ogni casa è un gioiellino e vi sorprenderà per l’incredibile eleganza. Io non ve l’ho detto e voi non lo direte a nessuno, ok?

Addentrarsi a destra altrimenti è un’altra ottima idea. Più defilata, quartieri decadentissimi e la chiesa più antica e bella della città: la basilica di Anchiskhati, che ha il vero profumo delle chiese ortodosse antiche e venerate. Di fronte all’ingresso c’è il carinissimo café Leila, un po’ caro ma spettacolare al suo interno. Assaggiate il tarhun fatto in casa e poi, se è un’ora tonda, andate a vedere la bizzarra torre pendente di Tbilisi e il suo spettacolino di marionette (Rezo Gabriadze Marionette Theater).

Su Mubi trovate anche il cartone animato Rezo, dedicato alla storia della Georgia e alla vita di una delle figure più poliedriche mai generate dalla città di Tbilisi.

4. Il ponte della pace e le mura di Tbilisi

Il ponte della pace, 2017

Dovunque vi troviate a questo punto nella città vecchia, prima di trascinare le vostre carcasse esauste verso la metro di Liberty Square, fate un salto a vedere il Ponte della Pace: per capire fino a che punto un architetto maschio, Michele De Lucchi, può essere talmente ignorante quanto ad assorbenti da riuscire a darne involontariamente la forma a un ponte, giustificandosi dicendo che voleva fare un animale marino. Ma vedetela positivamente: è un’ode al ciclo mestruale.

Si chiama Ponte della Pace, ma in Georgia lo chiamano ponte Always, come una nota marca di assorbenti. Già che ci siete lì in zona ci sono i resti delle mura di Tbilisi e se cercate bene troverete anche qualche torre inglobata nelle case in maniera insolita e bizzarra.

Tbilisi: cosa vedere, giorno 2

5. Rustaveli e la Tbilisi di inizio Novecento

Spero che siate in forze perché oggi vi aspetta una camminata tanto massacrante quanto gratificante: le cose da vedere a Tbilisi non sono affatto finite!

Scendete di nuovo alla metro di Liberty Square e tornate indietro verso Rustaveli lungo questo splendido (e trafficato) viale in cui per un po’ vi sentirete tornati in piena Europa. Ci sono sobri edifici staliniani (il Parlamento), musei d’avanguardia (come il Museo Nazionale, che vi consiglio tantissimo, ma anche la National Gallery se volete vedere i leggendari quadri di Pirosmani, oppure il MoMa), belle chiese georgiane (Kashveti, che ha l’abside affrescata da Lado Gudiashvili – sì, proprio lui!), parchi, cinema e teatri (bello il teatro dell’opera, dall’architettura quasi moresca, che ricorda la biblioteca di Sarajevo!).

Non dimenticate di svicolare a destra e a sinistra: svicolare a Tbilisi è importantissimo. Magari per una sosta tranquilla con un tè (anche qui, un po’ caro, ma bellino) da Prospero’s Books, o per cercare la vecchia stazione della funicolare per Mtatsminda abbandonata o per andare a cercare il balcone intagliato più bello della città, vicinissimo alla metro di Rustaveli (ma non vi dirò dov’è!). Ovviamente, una volta nella piazza, salutate la statua del signor Shota Rustaveli, grande poeta e vate – il Dante georgiano per importanza e fama. Se volete mangiare in zona Rustaveli, c’è moltissima scelta. Altrimenti resistete fino a Marjanishvili e mangiate un boccone al Fabrika, al Barbarestan (ormai fin troppo chic) o al mitico Shavi Lomi.

Salvate per dopo il post su dove mangiare a Tbilisi.

6. Tbilisi cosa vedere: Marjanishvili

Se non ne avete avuto abbastanza di palazzi magnifici, da Rustaveli attraversate il ponte per avere una vista magnifica sulla città ed esplorate il quartiere di Chugureti (metro Marjanishvili), tra i più conservati e autentici della città. Magnifici cortili, facciate art nouveau (lungo la via Davit Aghmashenebeli – sì, ho dovuto rileggere la parola sessantadue volte, significa “Davide il costruttore”) e il Fabrika, ovvero il posto dove uscire la sera a Tbilisi e centro propulsore dell’hipsterismo e della cultura urbana in città. Splendidi murales, cortili nascosti dalle balconate leggendarie e qualche palazzo in legno con vetrate colorate.

7. Un bivio: il mercato di Tbilisi oppure Avlabari

Mannaggia a voi che volete visitare Tbilisi in 2 giorni, ora vi tocca scegliere. Da Marjanishvili potete fare una fermata di metro e scendere a Station Square (altrimenti fatevi a piedi tutto il viale Aghmashe… insomma quello lì, che è bellissimo, magari con una sosta al museo della seta), e da lì buttarvi nel vivo della cultura georgiana andando a socializzare con le più simpatiche babushki georgiane al Mercato Dezerter di Tbilisi.

Altrimenti, se vi piacciono le esplorazioni urbane hardcore, da Marjanishvili proseguite a piedi verso Avlabari, il cuore pulsante della Tbilisi armena. C’è sì anche quell’orrido chiesone nuovo che è la chiesa di Tsminda Sameba, ma non è obbligatorio andarci, anche se lì di domenica si tengono le migliori celebrazioni ortodosse con canti e mega raduni di pope georgiani. La parte migliore è quel dedalo di viuzze così mediorientali che cresce intorno alla chiesa, e da cui, tra soluzioni abitative creative e splendidi balconi intagliati, si aprono gli squarci migliori sulla città vecchia di Tbilisi, tutta abbarbicata addosso al monte.

La Stamperia Segreta di Stalin, un luogo surreale dove fare un salto indietro di un secolo, è oggi purtroppo chiusa definitivamente. Ne ha parlato il mio compare di podcast Angelo Zinna su The Submarine. Sono felice di esserla riuscita a visitare appena in tempo, quando era ancora gestita dai membri del partito comunista georgiano.

Certa che dopo questi 2 giorni a Tbilisi avrete bisogno di una settimana di relax per recuperare, il post su cosa vedere a Tbilisi finisce qui. Di cose da vedere a Tbilisi in realtà ce ne sarebbero ancora a migliaia, ma questa città non basta una vita per conoscerla veramente. Torno più volte all’anno da sette anni, e ancora sa stupirmi e gratificarmi come poche altre città al mondo.

Libri sulla Georgia da leggere prima di partire

La tua presenza è come una città, di Ruska Jorjoliani
Splendida la recensione di Claudia Giromondolibri per una georgiana originaria dello Svaneti che scrive in italiano e oggi vive in Sicilia. Il libro non è ambientato in Georgia, ma Ruska Jorjoliani ne interpreta perfettamente lo spirito.

Su Amazon, Libraccio e Feltrinelli.

Georgia. In the Mountains of Poetry, di Peter Namsmyth (in inglese)
Un monumento per i viaggi in Georgia, scritto da uno che ha esplorato questo paese da cima a fondo per oltre trent’anni, dagli ultimi anni sovietici ad oggi.

Su Amazon, Feltrinelli e Mondadori Store.

La santa tenebra, di Levan Berdzenishvili
Con la traduzione di Francesco Peri, che è stato nostro ospite nell’ultima puntata di Cemento Podcast, questo libro è uno dei pochissimi di autori georgiani contemporanei ad essere stato tradotto in italiano. Racconta dell’esperienza nel Gulag degli anni ’80, con spirito e occhio spiccatamente georgiano.

Su Amazon, Libraccio, Feltrinelli e Mondadori Store.

E per oggi è tutto.
A presto!
Ele

Questo post può contenere link affiliati o sponsorizzati.
Seguite Pain de Route su Instagram o iscrivetevi alla newsletter.

Condividi il post sui social!

10 risposte

  1. Ciao! In che zona consigli di dormire a Tbilisi? Viaggio da sola per cui vorrei stare in zone vivaci e sicure.

    1. Marjanishvili! Zona più fornita e servita con la metro, sei nel vero centro della città, a metà tra stazioni di treni, autobus e centro storico. Meglio del centro che invece è collegato male

  2. Hanno appena messo il volo diretto da Bergamo….prenoto per Gennaio…farà un po freddino???

    1. Ciao Daniele! Dipende davvero molto, può nevicare così come fare 20°, Tbilisi è visitabile senza problemi ma il resto della Georgia un po’ meno, è bassa stagione e si gode un po’ di meno se non hai un driver o un’auto affittata.
      Vieni con noi in viaggio in Georgia dall’1 al 6 gennaio? Io sto organizzando un gruppo 🙂

      1. Mi sono appena imbattuta in questo post…ora approfondisco un attimo ma dal 01/01 al 06/01 del 2020 io e mio marito potremmo essere MOLTO interessati… dove trovo maggiori info?

      2. Azzz…mi sarebbe piaciuto tantissimo.ma ho gia prenotato per Belfast dal 11 al 15…poi Tbilisi dal 17 al 20…adesso mi iscrivo alla newsletter dei viaggi…in agosto sono sempre libero…Ps.quest’estate sono andato a Sarajevo pe la terza volta..

  3. ciao, grazie mille per tutte queste informazioni, ho prenotato per tbilisi a metà febbraio da giovedi a domenica, ho timore che siano troppi giorni, consigli?

  4. Ciao Eleonora,

    ti avviso perché o sono orbo io o la guida è da aggiornare: non trovo nessun Pasanauri ad Abanotubani, ne trovo uno a Sololaki però, che si siano trasferiti?

    1. Ciao, ci sono diversi Pasanauri in città. Quello ad Abanotubani è a questo indirizzo: 1 Vakhtang Gorgasali St, Tbilisi, Georgia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Articoli che potrebbero interessarti

Estonia

Cosa vedere in Estonia: itinerario insolito di 6 giorni

Georgia

Cosa vedere a Batumi e perché darle una chance

Grecia

Cose insolite da vedere ad Atene: itinerario urbano selvatico

Georgia

Georgia: guida rapida di cosa vedere, per regioni

Georgia cosa si mangia
Georgia

Dove mangiare a Tbilisi: consigli e 12+1 indirizzi painderoutiani

Yemen

Come visitare l’isola di Socotra, in Yemen

Armenia

Armenia: guida rapida di cosa vedere, per regioni

Italia

Cammini italiani sugli Appennini da fare in alternativa alla Via degli Dei

Italia

Cosa vedere in Abruzzo: mappa con tutti i luoghi della community Pain de Route

Turchia

Dove mangiare bene a Istanbul: consigli di una expat

Bulgaria

Visitare la Bulgaria on the road, in 15 giorni: l’agosto selvatico di Giulia e Achille

Georgia

Mtskheta: cosa vedere in mezza giornata nella “città santa” della Georgia

Russia

Cose insolite da vedere a San Pietroburgo in 3 giorni

Russia

Cosa vedere a Vladivostok, una città bellissima

Russia

Isola di Olkhon, Baikal: mini guida a come visitarla arrivando da Irkutsk

Informativa
Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per ottimizzare la navigazione e i servizi offerti, cliccando il pulsante accetta acconsenti all’utilizzo dei cookie. Per informazioni sui cookie utilizzati in questo sito, visita la Privacy & cookie policy.