Transiberiana: quali tappe fare (e quali farò) sulla ferrovia più lunga del mondo

taiga russia treni
La taigà che dirada salendo a Nord

I treni sono quasi tutti prenotati, i voli pure, la paura per l’ignoto ha lasciato spazio all’esaltazione per la scoperta. Manca poco più di un mese all’inizio della mia Transiberiana, viaggio-sogno di avventurieri ma anche di control freak. E anche se ormai mi sono abituata all’idea di un treno così lungo, per alcuni la Transiberiana evoca scenari esotici un po’ fantasiosi e non molto accurati. La Transiberiana non è un treno coi controllori in guanti bianchi, tendine di pizzo, che sfreccia nella neve senza far fermate fino a Vladivostok; e soprattutto che non esiste un biglietto stile InterRail che permette di muoversi in libertà. In altre parole, sei obbligato a decidere tutto al millimetro, anche perché i treni vanno esauriti molto velocemente (o comunque vanno esauriti i posti migliori, lasciandoti solo quelli sfigati lungo il corridoio o di fianco al bagno).

Non è stato facile incastrare tutto, la Transiberiana non si organizza in un paio di giorni. Ma soprattutto non è stato facile decidere dove fermarsi, perché la Russia è maledettamente grossa e tutto è super interessante e ricco di cose da scoprire. Un pezzo di Transiberiana poi l’avevo già fatto e alla fine ho deciso di andare spedita sulla parte europea, dedicandomi alle zone e alle città meno conosciute della Russia delle minoranze etniche e alla Siberia, che alla fine è sono tra le Russie più interessanti e stimolanti.

Se state cercando istruzioni su come relazionarsi col sito delle Ferrovie Russe, prenotare i treni, capire come scegliere i posti e altre amenità, questo è il post che fa per voi.

Di seguito invece vi racconterò di:

  • tappe classiche esattamente lungo la Transiberiana attuale
  • deviazioni interessanti lungo la Transiberiana
  • le tappe che ho scelto per la mia Transiberiana

E allora poechali!

Eleonora

Transiberiana: quali tappe fare tra Mosca e Vladivostok

Treni Carelia
Two men smoking on the train platform, somewhere in Carelia

Che poi in realtà bisogna chiarirsi un attimo: la Transiberiana va da Mosca a Vladivostok. Non parte da San Pietroburgo, non arriva a Pechino, non passa in Mongolia e di solito ci si riferisce alla linea ferroviaria principale, inaugurata nel 1903 e terminata nel 1916, che collega alcune città specifiche delle grandi regioni industriali degli Urali, della Siberia e del Dal’nij Vostok russo, il Lontano Est. Se siete veramente ortodossi e vorrete fare deviazioni che si trovino solo ed esclusivamente sulla Transiberiana attuale, potete verificare che sia così guardando il percorso fatto dal treno № 002Щ «Россия» (“Russia”), il treno più rapido e confortevole per andare in direttissima da Mosca a Vladivostok. Ci sono in realtà altri treni Mosca-Vladivostok che fanno un percorso settentrionale o meridionale e si ricongiungono alla Transiberiana principale ad Omsk, in Siberia. Le prime tappe in Russia Europea sono leggermente diverse (ad esempio la Transiberiana settentrionale passa dalla bella Yaroslavl’), ma il tragitto rimane comunque per un buon 75% identico. Per Transmanciuriana e Transmongolica si parla di Transiberiana solo per un pezzo (generalmente Ulan-Ude o Cita), poi si cambia percorso.

Detto questo, ecco le tappe della Transiberiana che vi consiglio di fare: prima quelle effettivamente sulla Transiberiana, poi quelle su altre linee o raggiungibili con deviazioni.

Tappe della Transiberiana in cui vale la pena fermarsi, e perché

Vladimir

Tutt’altro che una piccola città: è una delle più vitali e dinamiche città della Russia europea, dalla lunga e importantissima storia, piena di belle chiese da visitare. Molti la snobbano per la vicina Suzdal’, che è indubbiamente un gioiellino, ma un filo troppo turistica; Vladimir è super autentica. Esploratela con qualcuno del posto, dalla Porta d’Oro alle birrerie artigianali. In primavera le sue colline fioriscono di ciliegi e col sole le sue casette di legno con le finestre intagliate sono più belle che mai. Ne ho parlato meglio in questo post.

Tappa #1, 3h da Mosca in elektrichka, 1h in treno alta velocità

Nizhny Novgorod

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Una casetta di legno a Nizhny

Ex città chiusa intitolata allo scrittore Gorky, Nizhny (“la bassa”) stupisce per l’incontro stupefacente tra il Volga, di colore blu profondo, e l’Oka, di un verde opaco. Tra le più belle tappe della Transiberiana. Non sono molte d’altronde le città russe che sorgono su alte scogliere a bordo fiume, da cui aspettare l’arrivo di un’orda di tatari: Nizhny vanta bellissime case in legno intagliato, un cremlino possente, una cabinovia sul Volga per ammirare il paesaggio e un mix di etnie e religioni che segnala che ci stiamo già allontanando da Mosca. Città universitaria, molto viva e piacevole. Bellissima la scalinata dedicata all’aviatore Chkalov.

Tappa #2, 6h da Mosca in treno Rossiya, 4h con alta velocità

Perm’

Non ho esattamente capito perché Perm’ (ex Molotov) vada così di moda ultimamente: forse per chi vuole andare a visitare quel che resta del Perm-36, il museo dedicato al gulag locale. Tappa alternativa a Ekaterinburg, al di qua degli Urali.

Tappa #3, 20h da Mosca

Ekaterinburg

ekaterinburg
Il lago ghiacciato di Ekaterinburg

Capitale del costruttivismo, città fortemente connessa all’estrazione mineraria degli Urali e porta per la Siberia, immancabile tra le tappe della Transiberiana, anche Ekat è una bella città, piena di case d’epoca zarista. Che siate dei nostalgici zaristi, degli eltsiniani di ferro o dei veri duri pronti ad affrontare la malavita dell’Uralmash, a Ekaterinburg ce n’è per tutti i gusti. Bella città, non perdete la tappa a Ganina Yama, santuario costruito sopra il luogo di sepoltura (un pozzo vicino a una miniera) dello zar Nicola II e della famiglia, uccisa dai bolscevichi nel 1918, oppure al famoso cippo che distingue l’Europa dall’Asia.

Tappa #4, 25h da Mosca

Novosibirsk

I famosi bicchieri delle ferrovie russe RZhD

Città costruita letteralmente in mezzo al nulla poco più di cento anni fa (il ‘novo’ è abbastanza esplicativo in questo senso) delle steppe siberiane, a Novosibirsk non c’è molto da vedere, ma è pur sempre la terza città della Russia. Penso renda bene l’idea di com’è la città media siberiana industriale, senza essere eccessivamente deprimente (come Omsk, ad esempio). Datele una chance.

Tappa #5, 45h da Mosca

Krasnoyarsk

Ecco, se sentite i russi (che non sono così affidabili quanto a opinioni estetiche sulle loro città), vi diranno che Krasnoyarsk è una delle più belle città della Siberia. Beh, senz’altro dobbiamo livellare le nostre aspettative, ma pare che sia veramente una città carina, e soprattutto con una scena artistica giovanile molto interessante (se seguite il Calvert Journal, ci sono un sacco di reportage sui ragazzi di Krasnoyarsk). Tra lo Enisej, un fiume leggendario culla del popolo kirghiso e grande arteria fluviale della Siberia, e la tanto attesa fine del neverending piattume della steppa con belle colline boscose, Krasnoyarsk ha buone chances di essere una città piacevole.

Tappa #6, 57h da Mosca

Irkutsk

Irkutsk è famosa per le sue bellissime casette in legno intagliato, che sembrano fatte di merletto, ma anche e soprattutto per essere la più semplice via di accesso al leggendario lago Baikal, la più attesa delle tappe della Transiberiana e della Transmongolica. Non è sul lago Baikal, ma non si può volere tutto. Siete pur sempre in Siberia, dove qualsiasi cosa che sembra vicina è in realtà lontana 300km o più. È comunque ben collegata sia con l’isola di Olkhon, sia con Sludjanka, dove parte il trenino della Circumbaikalika.

Tappa #7, 65h da Mosca

Ulan-Ude

Capitale della Buriazia, Ulan-Ude non è una bella città, ma vale la pena fare una sosta per fare un’inutile foto alla testa di Lenin più grossa del mondo e per sentirsi frastornati dai templi buddisti in una delle prime manifestazioni di religioni ed etnie asiatiche delle città perfettamente lungo la Transiberiana.

Tappa #8, 73h da Mosca

Birobidzhan

Città snobbatissima e sconosciuta ai più, sarà una tappa centrale del mio itinerario. Collocata probabilmente nel più sfigato e inospitale degli angoli di Siberia paludosi e infestati di zecche e zanzare, Birobidzhan era la oblast’ che Lenin e poi Stalin, dopo aver scartato la Crimea per timore che potessero godersi troppo la vita andando in spiaggia, destinarono agli ebrei della neonata Unione Sovietica. Una piccola Israele sovietica, dall’aspetto più punitivo che altro, verso cui moltissimi ebrei andarono per davvero. Oggi è una città anonima dove le persone hanno però molte storie da raccontare, tra una scritta in ebraico moderno e una statua della menorah qui e là.

Tappa #8, 121h da Mosca

Khabarovsk

Ennesima città che ha il solo pregio di essere un mega-giga-porto sul fiume Amur, che delinea il sofferto confine russo-cinese. È da qui che il buon toscanaccio Terzani iniziò il suo viaggio in battello in Siberia e poi nelle altre repubbliche dell’URSS ormai allo sfascio. C’è chi ne parla come di una città molto viva (rispetto alla taigà circostante in effetti può essere), chi di una brutta città. Non avere aspettative mi sembra l’opzione migliore.

#Tappa #9, 123h da Mosca

Vladivostok

La perla dell’Oriente Russo, tappa finale della Transiberiana, non è più una città chiusa e pare che negli ultimi anni si sia trasfigurata, diventando una specie di San Francisco tecnologica, col solito tocco di trash russo. I russi ne parlano con gli occhi a cuore e i gorgoglii allo stomaco pensando al pesce e ai frutti di mare, ma di certo la posizione geografica spettacolare promette benissimo. E poi dopo il ponte raffigurato sui 2000 rubli io ho un sacco di aspettative, e voi?

Ps. E poi se non conoscete ancora la canzone-leggenda Vladivostok 2000, sparatevela a massimo volume, come spiega il buon Akatuy in questo altrettanto leggendario post sulla musica russa. Ukhodim, ukhodim, ukhooooooooodimmmmmmmmmm

Tappa #10, 144h da Mosca (6 giorni, 22 minuti)

Altre linee ferroviarie e deviazioni (ragionevoli) dalla Transiberiana: tappe consigliate

tatarstan kazan
Il Cremlino di Kazan

Yaroslavl’

Città storica dell’Anello d’Oro, il cui centro è patrimonio UNESCO dal 2005, è una tappa imperdibile se vorrete fare la Transiberiana settentrionale, quella deviazione cioè che passa più a nord di Mosca nella prima tratta europea. Gioiellino dell’architettura russa, Yaroslavl’ è anche la città natale della prima cosmonauta donna, Valentina Tereshkova.

Cheboksary

La Ciuvascia di notte, vista dal finestrino del treno Mosca-Ekaterinburg

Capolinea della linea Chuvashiya, che collega Mosca con la piccola repubblica di Ciuvascia, a Cheboksary non c’è molto da fare, ma la bella posizione sul Volga e la sua popolazione unica la rendono una tappa interessante. I ciuvasci sono una popolazione turco-altaica imparentata alla lontana coi tatari, i centroasiatici e altre popolazioni siberiane, ma di religione ortodossa.

Kazan’

La capitale del Tatarstan è davvero una città interessante, famosa per la moschea-astronave dalla cupola blu che spunta tra le mura bianchissime di un cremlino fatto costruire da Ivan il Terribile. Oltre il Cremlino qualche bell’edificio brutalista, case zariste, belle case e moschee in legno, oltre che una serie di edifici dall’architettura semplicemente delirante, capitanati dal Tempio di Tutte le Religioni. Tappa meritatissima.

Ioshkar-Ola

La capitale della repubblica dei Mari (Mary El) è una città semplicemente assurda, ricostruita in stile Venice-Disneyland da un sindaco pazzo (o visionario?). Ennesima epifania assurda di etnie allucinanti dell’area del Volga. A un tiro di schioppo da Kazan’ e Cheboksary.

Tobol’sk

Piccola cittadina in mezzo al nulla, dicono abbia un cremlino stupendo e architetture invidiate da tutto il resto della nazione. Sarà vero? Lo scopriremo solo con una lunga deviazione verso nord da Tyumen’, il primo insediamento russo in Siberia, fondata nel 1586.

Tomsk

Bellissima città universitaria famosa per le sue case in legno che costellano tutto il centro storico. Non so bene se stesse scherzando o cosa, ma la mia amica Elena di Storie di San Francisco mi ha detto che le ha ricordato Berkeley… Nonostante Chekov l’abbia insultata e disprezzata, Tomsk è una delle città più belle di tutta la Russia e merita senza dubbio una deviazione d 4h da Novosibirsk: a patto che non siate storditi come me e non vi svegliate troppo tardi, così da trovare tutti i treni esauriti. Prossima volta, promesso.

Barnaul e l’Altai

Remota città siberiana che pochi conoscono, talmente pochi che quando, nella deprimente città di Murghab, nel Pamir, incontrai due siberiani di Barnaul che lavoravano come guide per dei turisti tedeschi, nemmeno loro credevano che un’italiana potesse conoscere la loro città. Citata in Limonov, un capolavoro di libro firmato Carrére, Barnaul è una città storica oggi porta per le remote e incontaminate montagne dell’Altai. La deviazione è lunga e richiede organizzazione impeccabile e tenacia, ma che forza.

Kyzyl e Tuva

Tuva forse è invece una deviazione ancora più impegnativa dell’Altai, perché la maggior parte delle strade devono essere percorse in fuoristrada. Tuva è il cuore dello sciamanesimo siberiano e dei paesaggi incontaminati, che spaziano dal deserto del Gobi. Bellissima descrizione di Kyzyl e dei rituali sciamanici locali nel libro Destinazione Russia.

La BAM verso il Baikal settentrionale fino a Komsomolsk na Amure e il porto di Vanino

Se invece siete semplicemente fuori di testa e avete una passione per i relitti sovietici nella taigà, valutate di prendere il ramo nord della transiberiana asiatica, la cosiddetta BAM (Baikal-Amur), che collega il Baikal con l’Amur senza costeggiare la Cina, ma passando letteralmente in mezzo al nulla fino a raggiungere Komsomolsk-na-Amure, che, non so se per ironia o per cosa, viene definita la San Pietroburgo dell’Amur. Unico problema: la BAM si prende da molto prima di Irkutsk, ma permette di fermarsi a Severobaikalsk, cittadina nel nord del Baikal. Una volta giunti fino a Komsomolsk tirate dritto fino a Vanino (su, vogliatevi male fino in fondo) e mettetevi in coda per comprare un biglietto per le 16h di traghetto attraverso lo stretto dei Tartari per l’isola di Sakhalin. Vera essenza del dolore degli esiliati in Siberia, solo per painderoutiani pro.

Blagoveshchensk

La Cina vista da Blagoveshchensk, foto di Daria

Questa città, anch’essa serenamente sconosciuta, è capitata nella mia vita insieme a Daria, la buddy della mia coinquilina Dalila a Mosca, che ora vive felicemente in Norvegia, a circa 9.220km dalla sua città natale. Città carina, piena di edifici zaristi lungo il fiume Amur, ma anche invasa di prodotti cinesi, visto che la Cina si trova letteralmente oltre il fiume e si possono vedere le case e i grattacieli della città di Heihe. E poi parliamo del nome: quasi impronunciabile, ma significa circa “buone notizie”. Carino, no?

Ho intervistato Daria sulla sua vita a Blagoveshchensk nel primo episodio della serie Gente di Russia – Due storie dall’estremo Est.

La Transiberiana di Pain de Route

Lungo la Transiberiana per Ekaterinburg

La realtà è che meno male che il visto russo, il maledettissimo, è solo di 30 giorni: altrimenti potrei stare sulla Transiberiana tutta la vita, fermandomi in ogni più remoto villaggetto della taigà siberiana. Già quando girovagavo a bordo treno per la Russia Europea durante il mio Erasmus in Russia non avevo resistito e avevo preso quel pezzetto di treno durante i pochi giorni di vacanza per il 23 febbraio, la festa dei Difensori della Patria (mi piace scriverlo maiuscolo perché incute ancora più soviet-timore, sì). Prima una direttissima Mosca – Ekaterinburg, in cui avevo trovato il lago cittadino ghiacciato, la città coperta di neve sofficissima e una di quelle (neanche troppo rare) giornate di sole abbagliante e cielo blu degli inverni russi continentali. Poi, dopo aver annusato la quiete siberiana e fatto una visitina a Ganina Yama, ero dovuta tornare sui miei passi, e con varie linee di treno mi ero fermata a Kazan’ e a Naberezhnye Chelny, probabilmente la più inutile cittadina di provincia non solo del Tatarstan, ma forse del mondo intero. In quell’anonima città industriale ho però vissuto uno dei momenti più indimenticabili della mia vita assieme ad Albina, la mia amica russo-tatara. A dimostrazione che in questi luoghi i viaggi li fanno le persone, e che persino il peggior scarto industriale postsovietico ha qualcosa da dare a un viaggiatore. Questo per dirvi che in questo e altri giri ho visitato alcune cittadine della Russia Europea più o meno lungo la Transiberiana o lungo altre linee ferroviarie dirette in Siberia. Tra queste, alcune città dell’Anello d’Oro tra cui la bellissima Vladimir (tra le mie preferite), Nizhny Novgorod, Kazan’, Naberezhnye Chelny e Ekaterinburg. Questa volta ho deciso di visitare solo posti dove non ero mai stata, sbrigarmela abbastanza in fretta in Europa e dirigermi verso Est lungo la Grande Via Siberiana. Ecco le tappe che farò, non tutte lungo la Transiberiana, in alcuni casi spostandomi in marshrutka.

  • Mosca, per rivedere gli amici e piangere di nostalgia per il mio dormitorio sovietico, per la babushka tatara del quarto piano e il custode kirghiso
  • Cheboksary, capitale della Ciuvascia, da amici di amici
  • Ioshkar-Ola, capitale del Mary El
  • Kanash, una ridente e inutile città ciuvascia, ma importante snodo ferroviario da cui riagganciarsi alle linee principali siberiane
  • Novosibirsk, giusto una tappa veloce per un cambio treno
  • Krasnoyarsk, per vedere finalmente il leggendario fiume Enisej
  • Irkutsk e il lago Baikal, sperando di riuscire a fare il pezzetto di Circumbaikalika e visitare l’isola di Olkhon
  • Ulan-Ude, capitale della Buriazia
  • Birobidzhan, capitale della Oblast’ autonoma degli Ebrei
  • Khabarovsk, enorme porto sul fiume Amur, che segna il confine con la Cina
  • Da Khabarovsk devierò per l’isola di Sakhalin, la più grossa isola russa, che si trova nelle gelide acque del Pacifico del Nord
  • Da Sakhalin tornerò verso Vladivostok, terminando la Transiberiana di fronte alle acque del Corno d’Oro.

E infine, visto che hai avuto il coraggio di arrivare fin qui, ecco una lista di altri post da salvare per le prossime nottate di pianificazione.

Frasario in russo per viaggiare
Come prenotare i treni russi
Quali città visitare in Russia Europea
Libri sulla Russia da leggere prima di partire
10 cose da vedere a Mosca

11 Commenti

  1. Benedetta Guerzoni

    Questo viaggio lo farò fra un paio d’anni, ma sono già più di dieci che ci penso! Da quando ho scoperto il tuo blog sesegno tuttoe seguirò anche questo viaggio in partenza con grande partecipazione!

    1. Chissà, magari un giorno ci sarà un’occasione per un viaggio insieme 🙂 hai già dato un occhio alle date del viaggio in Kirghizistan a luglio? Ultimamente sto lavorando come tour leader e a luglio ho organizzato questo viaggio aperto anche ai lettori del blog! Trovi più info in fondo a questo post: https://www.painderoute.it/visitare-il-kirghizistan-10-motivi-per-partire-per-il-paese-piu-impronunciabile-del-mondo/

      A presto!
      Ele

  2. Un viaggio che è un sogno! E poi tu hai il potere di farmi viaggiare leggendo e per questo ti faccio i complimenti.
    Conosco un ragazzo originario di Krasnoyarsk: sostiene che sia una città stupenda, ci sarà da fidarsi? 😉
    Buon viaggio, ti seguirò in tutte le tue tappe.

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