Viaggiare in Brasile e dintorni: consigli pratici

Viaggiare in brasile da solaCari Painderoutiani, mentre sono ancora in atmosfera balcanica vi do il benvenuto al terzo e ultimo capitolo della saga della viaggiatrice solitaria in Brasile: come viaggiare in Brasile.

Dopo avervi portato a Rio de Janeiro, e condiviso la mia più intima esperienza di volontariato nel profondo sud del Brasile, è arrivato il momento di darvi qualche consiglio su come viaggire in Brasile e dintorni, e di raccontarvi come ho fatto io.

Premessa: viaggiare in Brasile da soli può essere pericoloso. Non è come farlo in Europa, bensì difficile, impegnativo, rischioso. Ma anche sorprendentemente affascinante. In Europa ho viaggiato da sola più volte e, seppure mi sia ciclicamente trovata in situazioni ambigue e spiacevoli, mi è sempre andata liscia. In Brasile è diverso. Qui i problemi si presentano all’inizio, durante il percorso e sul finire del viaggio. La chiave sta nella prospettiva: più che come problemi, per me erano “avventure”. E sì, in Brasile è tutto un po’ un’avventura.

Mappa del mio itinerario

Documenti necessari per viaggiare in Brasile

Per una permanenza non superiore a 90 giorni non serve alcun visto. Il passaporto deve avere una validità residua di minimo sei mesi e almeno due pagine libere al momento dell’ingresso nel paese.

Quanto costa viaggiare in Brasile

Relativamente poco. Le spese più ingenti sono quelle legate ai voli (io me la sono cavata con 650 Euro a/r e ho acquistato i biglietti con tre mesi e mezzo di anticipo), per il resto il Brasile è un paese molto economico. Al momento 1 Euro equivale a 3,69 Reais.

Che cosa vedere

Viaggiare in Brasile presuppone una scelta in partenza. Si tratta infatti di un paese gigantesco, il quinto più grande al mondo. E’ una repubblica federale comprendente 26 stati, più il Distretto Federale di Brasilia. La sua estensione lo rende al suo interno ampiamente diversificato.

  • Il nord accoglie la foresta amazzonica, ed è la parte più selvaggia, soprattutto in corrispondenza degli stati di Parà, Amazonas, Tocantins.
  • Nella regione del nord-est troviamo le lunghe distese di sabbia, le spiagge infinite, le amache redes come giacigli. E’ una delle aree più povere e pericolose del Brasile.
  • Il centro-ovest è la zona del Distretto Federal, con Brasilia, fatta di uffici, grattacieli e traffico.
  • Il Sud est include lo Stato di Minas Gerais, Espirito Santo, Rio de Janeiro e San Paolo. E’ la regione più densamente popolata.
  • Il Sud, la zona più ricca, comprende Santa Catarina, Paranà e Rio Grande do Sul, in cui ho vissuto due mesi per fare volontariato.

Chiaramente, è impossibile esplorarlo tutto. Quello che consiglio io è di seguire le indicazioni di una guida, nel mio caso la Routard, e di affidarsi poco ai consigli dei locali. Per loro, infatti, un luogo è o incredibilmente bello (ma poi si rivela un’autentica delusione), o troppo, troppo pericoloso (e invece si sopravvive senza grossi problemi).

Viaggiare in Brasile e dintorni: Florianopolis

Florianopolis, vista da Barra da Lagoa

Come viaggiare in Brasile: trasporti

Pullman

Viaggiare in Brasile in pullman è comodissimo. Le più grandi località brasiliane, infatti, sono collegate da un’ottima rete di ônibus. I prezzi non sono lontani da quelli del nostro Flixbus – dunque per essere Sud America sono abbastanza cari -, ma il servizio è eccellente. Io viaggiavo prevalentemente su ônibus notturni: sedile disteso, mascherina sugli occhi e sonno di 10 ore. Puntualmente a svegliarmi era uno dei due autisti, con un bel “Bom Dia!” e con la colazione.

Consiglio di acquistare i biglietti in stazione oppure in uno degli uffici ad hoc nella città in cui vi trovate. In genere gli impiegati sono molto gentili, addirittura un giorno ho chiesto di poter cambiare il biglietto per anticipare la mia partenza di parecchie ore. Me lo hanno concesso e non ho dovuto pagare alcuna differenza.

Aereo

Azul , GOL e LATAM sono le compagnie più affidabili. per viaggiare in Brasile. A volte i costi sono piuttosto modici, dunque conviene prendere un aereo invece che trascorrere 25 ore in pullman per lo stesso prezzo.

Car Sharing

Esistono diversi gruppi Facebook dell’equivalente del nostro BlaBlaCar, ma io personalmente non l’ho mai provato. Preferivo la certezza e la puntualità di altri mezzi di trasporto all’incognita del car sharing.

Da evitare: autostop

In Europa ho autostoppato eccome (anche in Argentina in realtà, ma dettagli), tuttavia in Sud America è meglio risparmiarselo. Ho conosciuto alcuni avventurieri che hanno scelto di viaggiare in Brasile così, ma erano casi rari. Daniel, brasiliano, girava con un coltello di 20 cm nello zaino, “per sicurezza”; Mae e Alice, messicana e francese, ci hanno provato ma, scoraggiate dalle autostrade semideserte, hanno presto rinunciato.

Dove dormire in Brasile

In Europa sono un’entusiasta couchsurfer. Ho ospitato e sono stata ospitata, spesso da sola. In Brasile non ci ho nemmeno pensato. Non tanto per la questione del potenziale pericolo, quanto per l’accertata inaffidabilità sudamericana. Nella mia prima settimana a Pelotas come volontaria, prendo appuntamento con un amico. Quest’ultimo non si presenta, con mio grande stupore e delusione. Non mi chiede scusa, ma mi dice che alla fine lo hanno raggiunto altri amici e sono stati a casa a tomar mate. All’inizio non so se ero più allibita o arrabbiata. Dopo un altro paio di bidoni da parte di persone diverse capisco che è una questione culturale – e inizio a dare buca anche io. Quindi, per tornare a Couchsurfing, decido di evitare perché il pensiero di restare chiusa fuori casa del mio supposto ospite mi terrorizza.

Gli ostelli sono invece un’ottima alternativa. Economici, generalmente in centro, ospitano tanti viaggiatori di ogni età e provenienza. Trascorro serate a chiacchierare con brasiliani che il giorno seguente avrebbero avuto a prova, ovvero il test del concorso per accaparrarsi una cattedra all’università; oppure in giro con i receptionist dell’ostello, fieri di mostrare la propria città. 100% consigliato.

Io, Dune, Florianopolis

Che cosa vedere in Brasile e dintorni

Florianopolis

Floripa per gli amici, è la capitale dello Stato di Santa Caterina. Vanta il riconoscimento statistico di capitale brasiliana con la migliore qualità della vita e indice di sviluppo umano. E’ sicura (ho visto tanti ragazzi autostoppare), dotata di una rete di autobus che collegano capillarmente tutto il territorio, piena di vita e d’intrattenimento di ogni tipo. Sorge su un’isola, appunto, l’isola di Florianopolis, nota come l’isola delle 42 spiagge. In realtà le spiagge sono più di cento, una più mozzafiato dell’altra. Il mio ostello si trova in Barra da Lagoa, posizione strategica che consente di esplorare agevolmente entrambe le parti dell’isola, costa relativamente poco (7 Euro a notte in camerata da 4 letti) ed è pieno di ospiti, brasiliani in ferie, viaggiatori europei che, come me, dopo due minuti sotto il sole sono abbrustoliti.

Viaggiare in Brasile e dintorni: Florianopolis

Così conosco Cindy, olandese, e dopo due ore sono in auto con lei, una svizzera da lei conosciuta in Uruguay e un’argentina dell’ostello. Al volante c’è una locale, incontrata dalla ragazza svizzera in Peru. Inizia così il nostro tour non turistico per l’isola, tutto al femminile. Finiamo in una riserva naturale, poi in spiaggia, a pranzo in una specie di mensa universitaria, a Sant’Antonio da Lisboa dove assaggiamo l’açai, infine a ballare la samba in un locale sul mare. Una parte del mio cuore è rimasta lì.

Samba e chiesa di Sant’Antonio da Lisboa

Porto Alegre

Porto alegre è la capitale dello Stato del Rio Grande do Sul, nell’estremo sud del Brasile. E’ il punto di snodo della maggior parte dei miei spostamenti, dato che dal suo aeroporto partono parecchi voli interni e dalla sua stazione un’infinità di pullman. Ci sono stata tre volte, e mi è piaciuta tanto. Il suo centro storico è davvero affascinante, un attorcigliarsi di stradine con pub e negozietti. Ospita l’imponente cattedrale do Santíssimo Sacramento e Santa Teresinha e un’interessantissimo museo di arte contemporanea (a ingresso gratuito). Il parco Farroupilha è molto grande, ogni domenica ospita un mercatino delle pulci dove trovare di tutto e la sera si popola di yoga – addicted.

Viaggiare in Brasile e dintorni: Porto Alegre

Una sera, durante il churrasco, il proprietario dell’ostello mi racconta la sua storia. Lui e sua moglie hanno sempre viaggiato molto, e da quando hanno aperto l’ostello hanno deciso di dare una svolta alla loro vita. Sei mesi all’anno (durante l’alta stagione), i due lavorano alla loro attività. L’altra metà dell’anno, invece, la trascorrono viaggiando con lo zaino in spalla. Dormono ospiti dei locali e danno loro una mano in casa. Quattro anni fa è nata la loro bambina. Hanno aspettato due anni e poi hanno ricominciato. Per sei mesi hanno viaggiato per Cambogia, Laos e Vietnam. Nonostante le difficoltà, la piccola era entusiasta. Questo inverno sarebbero partiti per una nuova avventura, come la chiamano loro: Messico. Chissà dove sono in questo momento.

Viaggiare in Brasile e dintorni: Foz d'iguacu

Parco nazionale di Foz d’Iguaçu. Vista dal circuito inferiore

Foz d’Iguaçu

Meraviglia. Tappa irrinunciabile per chi vuole viaggiare in Brasile. Foz d’Iguaçu è una città condivisa da tre stati: Brasile, Argentina e Paraguay. E’ nota per as cataratas, le cascate del Parco nazionale di Foz d’iguaçu. Il parco ha due ingressi, dal lato argentino e da quello brasiliano. Per visitare il lato brasiliano sono sufficienti due o tre ore, mentre la parte argentina merita un’intera giornata. Causa mancanza di tempo, io ho esplorato solo quest’ultima, decisamente più estesa, da cui le cascate si vedono in tutta la loro imponenza. Il mio consiglio è quello di dedicare qualche ora pomeridiana alla visita del lato brasiliano, e il giorno dopo di svegliarsi prestissimo e avventurarsi nell’area argentina fino al tramonto.

Importante: Argentina e Brasile hanno lo stesso fuso orario (GMT-3) ma in Argentina dalla fine di ottobre  alla fine di marzo è in vigore l’ora legale. Poiché il lato argentino del parco segue il fuso orario del paese, in questo periodo dell’anno è congiliabile fare attenzione all’orologio, in modo da accedere al parco all’orario corretto.

Arrivare al parco può essere complicato -dopotutto in Sud America niente non lo è.

Se il luogo dove alloggiate offre un servizio di navetta per il parco cogliete l’occasione al volo, visto che vi aspetterà una mezz’oretta di viaggio comodamente seduti. In dogana (se dormite in Brasile e volete raggiungere l’Argentina, o viceversa) il vostro autista scenderà dal pullman con i passaporti e poco dopo ve li riconsegnerà timbrati. Facile e veloce.

Viaggiare in Brasile e dintorni: Foz d'iguacu

Parco nazionale di Foz d’Iguaçu. Vista dal circuito superiore

A me non è andata proprio così. Dall’ostello ho preso un autobus al mattino presto, direzione Stazione di Foz d’Iguaçu. Qui sono scesa, ho cambiato dei soldi perché attenzione: l’accesso al parco dal lato argentino è consentito solo pagando in Pesos argentini (320 Pesos), no carta di credito, bancomat, o Reais. il pullman arriva all’interno della stazione di Foz d’Iguaçu, esco dalla stazione e ad una pensilina esterna ne aspetto un altro per Puerto Iguaçu. Dopo circa un quarto d’ora arriviamo in dogana, ci mettiamo in coda e poi risaliamo sul pullman fino ad una fermata nel bel mezzo del nulla, dove però tutti i turisti scendono. Seguo il gruppo. Attraverso la strada e inizia l’attesa -vana – di un altro autobus diretto al parco. Allora mi aggrego a due ragazze (una francese che parla 7 lingue fluentemente e una messicana tutta ricci e priva di una falange, a causa di un incidente con una sedia sdraio di qualche giorno prima. Con loro avrei trascorso il resto della giornata) e insieme autostoppiamo fino al parco. In meno di 10 minuti di strada arriviamo all’ingresso.

Il parco consta di due circuiti, chiaramente indicati sulla mappa disponibile in biglietteria. Il circuito inferiore, che si snoda nella foresta e che offre una vista panoramica indimenticabile sulla as cataratas, e quello superiore, in cui camminiamo su passerelle di legno, circondate dall’acqua. Alla fine arriviamo alla fonte, e restiamo immobili (e completamente fradice) ammaliate dalla strabiliante forza della natura. Il punto preciso in cui la cascata nasce è a pochi metri da noi, e siamo in contemplazione.

Qualche consiglio pratico:

  • Il parco è controllato da telecamere e prevalentemente frequentato da turisti, quindi abbastanza sicuro.
  • Viaggiate leggeri, la camminata è lunga (in totale circa 6 ore, comprensive di entrambi i circuiti).
  • Spray antizanzare nello zaino. Prima di partire dall’Italia, in previsione della visita a Foz, ho fatto la vaccinazione contro la febbre gialla. Non è obbligatoria, ma vivamente consigliata per le visite alle cascate. Il vaccino costa sui 30 Euro, è valido a vita senza bisogno di richiami e io consiglierei di non farlo alle Asl (tempi di attesa molto lunghi), bensì in aeroporto – quasi tutti offrono questo servizio. Non dimenticate il libretto delle vaccinazioni in Italia, meglio averlo con sé in casi estremi.
  • Per risparmiare e non farsi spennare dagli innumerevoli ristorantini ultraturistici all’interno del parco, conviene portarsi qualcosa da mangiare direttamente da casa. Attenzione: è bene che il cibo sia sigillato, visto che nel parco si aggirano numerosi coatis, roditori di media grandezza pronti anche a mordere pur di agguantare il pacchetto di crackers che stai mangiando indisturbato.
  • Non aspettate il tramonto per uscire dal parco. Se il viaggio di andata è stato un’odissea, quello del ritorno sarà ancora peggio visto visto lo scarso numero di pullman. Per risparmiare tempo ed energia (vi servirà per arrivare sani e salvi al vostro alloggio) prendete il trenino che all’interno del parco collega gratuitamente i due circuiti e vi porta quasi all’uscita.

Il mio più grande consiglio, tuttavia, è quello di non rinunciare alla visita a questa meraviglia terrestre. Se chiudo gli occhi riesco ancora a sentire l’umidità sulla pelle, e il fragore dell’acqua nell’avvolgente silenzio della natura.

Montevideo, Uruguay

Già con Iguaçu siamo usciti dal Brasile. Prima di tornare in terra lusofona vi porto in Uruguay. La sua capitale, Montevideo, è la città più popolosa del paese, e la seconda città più sicura del mondo dopo Tokyo. Ci vado a una settimana dal mio arrivo in America Latina, approfittando di due giorni di ferie a scuola. Subito mi sento in Europa. Trasporti pubblici a tutte le ore (o quasi), tanti giovani, librerie. Il centro storico è molto carino, seppur turistico, con  bancarelle, panchine e viali pedonali che terminano nella piazza del mercato centrale. Parque Rodò ospita un enorme mercato una volta alla settimana e un bellissimo museo di fotografia.

Viaggiare in Brasile e dintorni: Montevideo

D’obbligo una passeggiata sulla Rambla, il lungomare di 20 km. La domenica si popola di locali che passeggiano con il chimarrão sotto braccio, e mentre camminano consumano il loro mate. La costa è brutalmente edificata, quasi un dispiacere per gli occhi, ma camminare osservando i pescatori e i bambini che si rotolano nella sabbia è uno spettacolo.

Il vero gioiello però è il Candombe. Si tratta di una manifestazione uruguaiana tipica della popolazione di origine africana. In passato era una sorta di richiamo collettivo accompagnato dalla danza, che per alcuni aveva anche una funzione religiosa. Nonostante alcuni tentativi di repressione, è sopravvissuto fino ai giorni nostri grazie alla determinazione della popolazione afroamericana, che costituisce circa il 9% della popolazione dell’Uruguay. Ogni domenica sera, i quartieri di Palermo e Barrio Sur si riempiono si gente che segue la marcia dei suonatori di tamburi. Questi guidano la folla a suon di tamburi; dietro tutti ballano.

Se ne avessi avuto il tempo, avrei voluto viaggiare in Brasile molto di più. Salvador, Itaparica, San Paolo, Fortaleza, l’Amazzonia.. ma il Brasile è poco più piccolo dell’Europa e bisogna pur scegliere. Quello che conta davvero è partire, dimenticando i pregiudizi e lasciandosi guidare dall’istinto – e dalla bellezza. Alla fine ogni luogo diventa una nuova casa, e la bellezza è dappertutto. Basta saperla riconoscere.

Martina

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4 Commenti

  1. Anonimo

    Ciao cara Martina, innanzitutto volevo farti i complimenti per il tuo coraggio e per i tuoi racconti che mi hanno fatto sognare ad occhi aperti!!
    poi volevo chiederti come ti sei trovata a Montevideo per quanto riguarda la sicurezza, ho letto anche io che è la seconda città più sicura al mondo, ma ho letto anche racconti di viaggiatori che la descrivevano come pericolosa..

    1. Martina

      Ciao! Gentilissimo, e grazie del commento. Il Sud America in generale non appare sicuro agli occhi di un viaggiatore europeo. In base alla mia esperienza posso descrivere Montevideo come relativamente tranquilla; certo è bene ascoltare i consigli dei locali, evitare zone considerate pericolose e stare attenti, fidandosi del proprio istinto. Come in qualsiasi luogo del mondo direi però!

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