Visitare Petra da Eilat: i consigli painderoutiani

visitare petra da eilat israeleNel mio ultimo viaggio in solitaria, il primo veramente mediorientale, sono riuscita a visitare Petra da Eilat (Israele), il brutto villaggio-resort di Israele sul Mar Rosso, gemello della più interessante Aqaba, in Giordania. Non sono certo la prima a raccontarvi quanto sia strabiliante Petra, la città “perduta” per secoli e poi riscoperta solo nel 1812 dallo svizzero Burckhardt. Prima edomita, poi nabatea e poi romana, ma dal nome greco, Petra è una sintesi incredibile di archeologia, geologia, natura, storia antica e moderna. E poi so quanto avete sbavato nel vedere Indiana Jones che esce dal Tesoro insieme a Sean Connery…

Anche se turisticissima, Petra è una tappa imprescindibile se si è da quelle parti, e vale ogni centesimo dei soldi spesi per visitarla. Visitare Petra da Israele in fai da te è complicato, ma non impossibile. Se avete 3 notti in più nel vostro viaggio in Israele, vi consiglio davvero di fare una deviazione in Giordania passando da Eilat e di visitare Petra e Wadi Rum, il deserto rosso patrimonio UNESCO.

Indice

  1. Consigli per visitare Petra
  2. Visitare Petra da Israele
  3. Questione del timbro di Israele
  4. Il periodo migliore per visitare Petra
  5. Quanto costa

Visitare Petra: i consigli painderoutiani

1 Arrivare prestissimo

Alle 6 di mattina ci sarete solo voi a visitare Petra e potrete godervi il Tesoro e tutti gli altri capolavori di architettura nabatea in completa solitudine, per giunta apprezzando le incredibili venature colorate della roccia con la luce delicata dell’alba. Quando vedrete le frotte di turisti intasare il sito ringrazierete di averlo potuto scoprire con il silenzio e il fresco dell’alba. Io ho cantato per un’ora da sola godendomi l’eco della tomba dell’Urna!

2 Organizzare bene i tempi secondo il caldo e la luce

All’apertura del sito potrete percorrere il Siq (il canyon che collega l’ingresso da Wadi Mousa al Tesoro) da soli e al fresco, ma è tra le 8 e le 9 che i primi raggi di sole iniziano a penetrare nelle sottili spaccature della roccia, tingendo di rosso la facciata del Tesoro. A quell’ora farete le foto migliori. Allo stesso modo, è meglio visitare le tombe nabatee della Parete Est subito all’alba, di modo da vedere tutto il sito di Petra e le montagne circostanti illuminate dai primi raggi del sole.

Nelle ore centrali potrete pranzare, riposarvi all’ombra di un albero (consiglio il pistacchio vicino al Ninfeo o l’immenso albero all’inizio del sentiero per il Monastero) o visitare i siti con un po’ d’ombra, come i mosaici della chiesa bizantina, il tempio romano o la necropoli nabatea tra il Tesoro e la Parete Est.

I trekking vanno tassativamente fatti lontani dalle ore centrali, se avete un po’ d’amore per voi stessi. Come sempre il mattino prestissimo è il momento ideale.

3 Portarsi tanta acqua per rimanere costantemente idratati, o, meglio, comprarsi un filtro per l’acqua

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El Deir, la tomba nabatea detta Il Monastero

Mi è stato consigliato prima della partenza e credo davvero che sarà il mio migliore acquisto di quest’anno. Ho comprato un piccolissimo filtro che si avvita ai tappi delle bottiglie e permette di filtrare qualsiasi acqua non potabile rendendola sicura da bere. Pesa solo 60g, occupa pochissimo spazio e soprattutto dura per tutta la vita, perché filtra oltre 300.000 litri di acqua corrente, uccidendo il 99.99% dei batteri e trattenendo il particolato. Il tutto a un prezzo molto contenuto (il mio è costato €27) rispetto ai soldi che spendereste comprando l’acqua dentro il sito di Petra – in Giordania l’acqua è un bene prezioso e raro, venduto a caro prezzo. Ho bevuto per due giorni l’acqua dei rubinetti di Petra senza accusare il minimo problema e soprattutto evitando di comprare decine di bottiglie di plastica, che a quelle latitudini non vengono affatto riciclate… Potenzialmente si può bere anche acqua stagnante o sporca (non salata), ma dovrete poi ricordarvi di pulire bene il filtro a fine giornata. Ancora non riesco a trovare un lato negativo a questo piccolo oggetto che credo diventerà il mio migliore compagno di viaggio e di trekking!

Non volendo rischiare ho comprato la marca più famosa sul mercato, la Sawyer. Lo trovate su Amazon come Sawyer Mini, €27.

In generale col clima desertico si suda molto meno che a Milano d’agosto (ma dai?) e si percepisce meno la calura, ma questo significa che ci si disidrata senza accorgersene. È fondamentale bere continuativamente anche se non si ha sete. Credo che il mio prossimo acquisto sarà una camel bag. Sherpa ha già comprato questa qui e si trova molto bene.

4 Portarsi anche il cibo da casa

Anche se con il caldo che fa a Petra non avrete molta fame. Il cibo dentro il sito di Petra è costoso e di bassa qualità. Molto meglio prepararsi un panino e portarsi della frutta comprata fuori dal sito.

5 Avere scarpe comode e resistenti, meglio se da trekking

Se il siq è pavimentato, il resto del sito non lo è. Mi sono sentita male vedendo gli americani in infradito o le russe con i tacchi… Anche se non avete intenzione di scalare il monte di Aronne, visitare Petra con le scarpe chiuse sarà comunque una buona idea (camminerete km su km!).

6 Coprirsi il più possibile

Può sembrare controintuitivo, ma avere gambe e braccia coperte da vestiti leggeri e larghi vi aiuterà a limitare la traspirazione e la sudorazione, mantenendovi freschi, idratati e proteggendovi dai raggi solari. Dopo un paio d’ore vi abituerete e riuscirete a gestire al meglio il sole e il caldo. Scendendo dal trekking su Al-Khubtha ho visto un gruppo di italiane mezze nude, sudate e scottate che mi guardava scioccato invidiando il mio outfit beduino 😉

7 Avere un cappello o turbante

Per motivi simili è fondamentale avere un cappello con visiera o tesa larga per avere anche il collo e il viso in ombra. In alternativa anche un turbante va bene ed è per questo che porto sempre con me una sciarpa multiuso che funge da gonna/scialle/turbante all’occorrenza. Io soffro molto il caldo e la luce ma con questi accorgimenti me la sono cavata alla grande. Alla fine se i beduini sono così coperti un motivo c’è 😉 Ah, e non dimenticate gli occhiali da sole!

8 Distribuire la visita su due giorni

Siete arrivati fino in Giordania e volete dedicare solo un giorno ad una delle sette meraviglie del mondo moderno? Chiaramente facendo le corse le “cose principali” si vedono anche in una giornata soltanto, ma se ci tenete ad esplorare bene molto di quello che il sito offre (e c’è ben di più del Tesoro da vedere) due giorni sono il minimo sindacale. Tornerete meno devastati, con foto molto più belle e ricordi di scorci nascosti dove le frotte di turisti non arrivano. Inoltre il biglietto per due giorni è molto più conveniente rispetto a quello per uno solo e ammortizzerete meglio la spesa. Ah, e ovviamente avrete molto più tempo per fare alcuni dei bellissimi trekking dentro il sito di Petra, di cui vi parlerò in un prossimo post.

9 Fare attenzione alle fregature

Ma in generale prepararsi all’idea che un po’ verrete fregati e che in ogni caso a Petra e Wadi Mousa spenderete molti soldi. In Giordania la qualità dei servizi è bassa rispetto al prezzo pagato. In più il dinaro giordano è più forte dell’euro (1JD = 1,2€ circa) e quindi di base è tutto un po’ più caro di quello che ci aspetteremmo. La fregatura più classica dentro il sito di Petra è l’obbligo di mancia per i guidatori dei carretti trainati da cavalli (inclusi nel biglietto) o i prezzi per cavalcare i cammelli. Non sono una grande fan di queste cose e non li ho provati, ma ho visto scene spiacevoli. Un’altra fregatura è per chi vuole vedere il tesoro dall’alto: i trekking migliori per farlo sono quelli di Al-Khubtha e l’Altare del Sacrificio con deviazione a sinistra alla fine del sentiero. I beduini davanti al Tesoro invece spesso vi diranno che l’unico modo è essere accompagnati da loro (con mancia) attraverso delle scorciatoie vietate ai turisti da soli. Inutile dire che la vista dalla fine dei trekking è decisamente migliore, meno affollata e più in alto degli spiazzi dei beduini 😉

10 Comprarsi una buona guida cartacea (o una in carne ed ossa!)

È importante per capire bene la meraviglia del posto in cui vi trovate, che va molto oltre le foto su Instagram. Va da sé che la Lonely Planet è scaduta moltissimo e non vale più quello che costa: io questa volta ho provato la Rough Guide anche se del 2013 e mi sono trovata davvero bene. Specialmente la parte su Petra era molto approfondita ma non noiosa né banale, ho imparato molto e fatto tesoro dei consigli letti. Ve la consiglio, potete comprarla su Amazon.

Come visitare Petra da Eilat, Israele

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Dopo dure ricerche, calcoli ed esperimenti, le opzioni possibili sono queste:

  • un tour organizzato a/r o sola andata trattando il prezzo (è l’opzione più semplice ma anche la più cara)
  • con Eilat Shuttle, che per 50$ vi viene a prendere dove alloggiate a Eilat e vi lascia a Petra, partendo tutti i giorni alle 7.
  • in taxi da Eilat fino al confine (circa 10€), poi in taxi fino ad Aqaba (circa 20-25JD) e da lì in autobus (non è ben chiaro che orari abbiano, ma di solito partono al mattino prestissimo, tra le 5.30 e le 7. Costano poco, di solito meno di 10JD), oppure direttamente in taxi fino a Petra concordando il prezzo. Opzione valida se riuscite a trovare altri viaggiatori con cui dividere le spese.
  • in autostop 😉 è pieno di turisti stranieri con auto noleggiate che sicuramente staranno andando proprio dove state andando voi e vi daranno volentieri un passaggio.

E indovinate quale opzione ho scelto io…! 😉

Altre info importanti: entrando e uscendo dal Wadi Araba Border (WAB), cioè il confine tra Eilat e Aqaba, il visto giordano è gratuito a patto che si dorma in Giordania almeno 3 notti (non dimenticatevi di farvi “stampare” il foglio del visto dagli hotel o ostelli dove alloggiate per evitare di pagare le tasse di uscita!). Ricordate però che Israele ha introdotto delle border fees di circa 25€ per la sola uscita da Eilat. Dovendo anche pagare le border fees, la procedura di uscita da Israele è abbastanza lunga.

Ma se esco da Eilat ricevo il timbro di Israele sul passaporto?

La risposta è NO, Israele non stampa più i passaporti stranieri né in entrata né in uscita in frontiere frequentate come l’aeroporto di Tel Aviv Ben Gurion o il WAB di Eilat/Aqaba. Altro discorso è se volete uscire dalla Cisgiordania. Ad Eilat vi daranno semplicemente un visto di carta azzurro in entrata e rosa in uscita con i dati del vostro soggiorno in Israele. Si può chiedere ai poliziotti giordani di non stampare il passaporto col timbro giordano, ma non sono molto felici di farlo. A me si sono “dimenticati”… In ogni caso non è ben chiaro se il timbro giordano del WAB sia comunque compromettente o meno per visitare paesi come l’Iran, il Libano etc. Mi hanno assicurato di no, ma devo documentarmi meglio.

Qual è il periodo migliore per visitare Petra?

Dipende dal vostro limite di sopportazione del caldo 😉 come sempre la primavera e l’autunno sono i periodi col clima più mite. In inverno può fare freddo e piovere, ma ehi, siete pur sempre in Giordania, non certo a San Pietroburgo! Essendo io un’anima nordica devo dire che a inizio maggio ho trovato il caldo molto vicino al mio limite di sopportazione massimo: dipende da voi, ma sinceramente vi sconsiglio di visitare Petra ad agosto!

Quanto costa visitare Petra da Eilat

Per visitare Petra da Eilat i prezzi dei biglietti variano a seconda di una serie di fattori:

  • Se avete il Jordan Pass (un forfait di visto+biglietti per oltre 40 siti turistici, da 70 a 80JD) il biglietto è incluso. Opzione che non conviene se fate solo una toccata e fuga da Israele visitando solo Petra e Wadi Rum.
  • Se fate Petra in un day trip da Israele senza dormire in Giordania, l’ingresso singolo costa 90JD (!)
  • Se dormite almeno 3 notti in Giordania, l’ingresso singolo scende a 50JD
  • Un ingresso doppio, con almeno 3 notti in Giordania, costa invece 55JD. Quello triplo 60JD.

Io ho scelto l’ultima opzione perché volevo visitare Petra con calma, fare trekking e ammortizzare i costi del biglietto su due giorni. La terza notte l’ho invece passata nel deserto del Wadi Rum. Se dormite solo 1 o 2 notti in Giordania, dovrete pagare un tassa variabile in uscita (10-40JD).

Chiaramente se avete in mente di visitare Petra e altri siti (come Jerash o Amman) in un viaggio più completo in Giordania, e non solo facendo una deviazione da Israele, il Jordan Pass è l’opzione più semplice e vantaggiosa. Si fa online dal sito ufficiale.

La Giordania non è economica come ci si aspetterebbe e l’ingresso a Petra è un vero salasso. Da backpacker squattrinata vi dico, però, che sono assolutamente soldi ben spesi: state visitando una delle 7 meraviglie del mondo moderno! Un ultimo consiglio per risparmiare è di portarsi dei dollari dall’Italia ordinandoli in banca. Spesso il cambio dinaro/dollaro è molto più conveniente ed onesto rispetto a quello con l’euro.

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